Progresso

Speciale Farm to Fork, la strategia presentata a Bruxelles il 20.5.20

Speciale Farm to Fork, la strategia presentata a Bruxelles il 20.5.20

Il 20.5.20 la Commissione europea ha finalmente presentato la comunicazione sulla strategia Farm to Fork (f2f), insieme a quella per la Biodiversità. (1) I due programmi si inseriscono nell’ambito del c.d. European Green Deal e dovrebbero contribuire, tra l’altro, al rilancio dell’economia del vecchio continente. Analisi e commenti.

Farm to fork. Obiettivi e contraddizioni

‘Costruire una filiera alimentare che apporti beneficio ai consumatori e ai produttori, al clima e l’ambiente‘ (Comunicazione, punto 2).

Gli obiettivi dichiarati nella strategia Farm to Fork sono epocali. Si riferisce a uno dei leitmotif dello sviluppo sostenibile, ‘healthy people, healthy societies and a healthy planet’. Salvo poi cedere alle pressioni delle Big 4, i monopolisti di pesticidi e sementi, da ultimo rinnovando per 15 anni l’autorizzazione di un agrotossico (metalaxil-M) già candidato alla sostituzione in quanto pericoloso.

Gli orizzonti sono ampi, poiché il programma considera le filiere agroalimentari nella loro interezza. Come già del resto il nuovo regolamento sui controlli ufficiali (reg. UE 2017/625), ove viene espressa attenzione anche verso la salute delle piante e il benessere animale.

L’approccio olistico trova evidenza nel nuovo indice del documento. Laddove, a integrazione della precedente bozza che abbiamo già analizzato si aggiunge un riferimento alla resilienza. La pandemia Covid-19 ha mostrato infatti come la sostenibilità si misuri anche nella capacità del sistema di resistere alle avversità.

Resilienza

La resilienza è propria di un sistema produttivo basato su agricoltura contadina e agroecologia. Un modello che la stessa FAO indica quale via maestra per garantire biodiversità e food security. Ma la PAC (Politica Agricola Comune) tuttora riserva appena il 3% delle risorse all’ecoagricoltura. (2)

La transizione agroecologica invocata nella nuova PAC rimane perciò una dichiarazione di facciata. La strategia Farm to Fork omette il richiamo alla dichiarazione ONU sui diritti dei contadini e dei lavoratori in aree rurali (2018).

L’impero dei nuovi OGM viene invece celebrato quale possibile soluzione ai problemi del pianeta. Con quella stessa retorica che le Big 4 propongono da un quarto di secolo, secondo cui l’ingegneria genetica consentirebbe di aumentare le rese e ridurre l’impiego di agrotossici. Niente di più falso, come la scienza dimostra.

SOSTENIBILITÀ IN AGRICOLTURA?

Pesticidi e nuovi OGM

Entro il 2030 la Commissione aspira a dimezzare l’impiego di pesticidi chimici nell’agricoltura europea. Con particolare riguardo alle sostanze attive, gli antidoti agronomici e i sinergizzanti di cui al reg. CE 1107/09. (2). Sul solco di un trend positivo che ha registrato, negli ultimi 5 anni, una discreta riduzione dei rischi legati all’uso dei pesticidi (-20% secondo gli indicatori introdotti dalla direttiva sull’uso sostenibile dei pesticidi, dir. 2009/218/CE).

Si riferisce alle pratiche di gestione integrata degli organismi nocivi (Integrated Pest Management, IPM). Le quali incoraggiano il recupero di tecniche agronomiche tradizionali, a partire dalla rotazione delle colture. Magari anche le pratiche meccaniche di diserbo, che potrebbero venire agevolate dalla robotica e l’agricoltura di precisione.

Dalle parole ai fatti, la Commissione ‘auspica’ l’inserimento di queste misure all’interno della PAC e dei piani strategici annessi. Ed è evidente come – in difetto di misure cogenti e controlli pubblici adeguati – gli obiettivi siano irraggiungibili. Come ogni impegno finora assunto dall’Unione Europea nei contesti internazionali, a partire da biodiversità e cambiamento climatico.

Ed ecco spuntare i nuovi OGM, mai citati nelle precedenti bozze del documento, malcelati dietro l’acronimo NBT (New Breeding Techniques). Il monopolio sulle sementi – il Soyalism, che può estendere i propri tentacoli fino all’indivia – e la dipendenza degli agricoltori dalle Big 4, ancora una volta si ripropone.

Fertilizzanti

La Commissione dichiara altresì di voler ridurre del 20%, entro il 2030, il consumo di fertilizzanti. In modo da dimezzare (meno 20 o meno 50%?) le loro perdite nell’ambiente e di conseguenza i livelli di inquinamento di suoli, aria e acqua. Oltre all’impatto sul clima che deriva dall’eccessiva quantità di sostanze utilizzate ma non assorbite dalle coltivazioni.

Si devono migliorare le tecniche di fertilizzazione, sia mediante utilizzo di nutrienti contenuti nei rifiuti organici, sia mediante ricorso all’agricoltura di precisione. (3) Senza trascurare – aggiungiamo noi, ricordando l’apposito rapporto FAO (2019) – il valore delle leguminose quali colture ‘miglioratrici’ della fertilità dei suoli.

Agricoltura biologica

L’agricoltura biologica è l’unica effettivamente in grado di proteggere la biodiversità (a condizione di coltivare e valorizzare le varietà autoctone). Oltre a essere in grado di creare nuovi lavori e attrarre i giovani in agricoltura.

La F2F Strategy indica l’obiettivo di applicare il sistema biologico ad almeno il 25% della Superficie Agricola Utilizzata (SAU) entro il 2030. La Commissione si impegna perciò a redigere un Piano d’Azione 2021-2026 volto a promuovere la fornitura e la domanda di prodotti biologici. Con l’idea di introdurre idonee misure nella PAC e nella PCP (Politica Comune della Pesca), grazie agli innovativi eco-schemes.

Zootecnia

Le stime sulle emissioni di gas serra sono lievemente riviste, nel documento finale, rispetto alla sua versione precedente. L’agricoltura, secondo la Commissione, rappresenta il 10,3% (anziché l’11%) delle emissioni complessive in Europa. E la zootecnia ne rappresenterebbe quasi il 70% (invece del 60%).

Si riafferma l’esigenza di incentivare l’impiego nei mangimi di materie prime sostenibili. Privilegiando l’uso di materie prime agricole che non derivino da terreni oggetto di deforestazione (es. soia OGM dell’America Latina. V. petizione di Égalité e GIFT, Great Italian Food Trade). Valorizzando l’uso di sottoprodotti di altre filiere agricole (inclusi gli scarti della filiera ittica) e mangimi innovativi (es. alghe, microalghe).

Si intende perciò promuovere la ricerca su metodi di allevamento innovativi, In grado di ridurre la quota di superficie agricola attualmente assorbita dalla zootecnia (che si stima attorno al 68% della SAU).

Antibiotico-resistenza e benessere animale

La vendita di antibiotici per uso zootecnico (acquacoltura inclusa) dovrebbe altresì venire dimezzata entro il 2030. Un obiettivo ambizioso, ‘curiosamente’ non considerato nel recente ‘pacchetto farmaci veterinari’ (regolamenti UE 2019/4, 5, 6). Ancora una volta si tratta perciò di valutare l’efficacia degli strumenti. (4)

Il benessere animale è indicato come uno dei criteri-guida a cui la zootecnia europea deve venire improntata. In vista della conservazione della biodiversità, il minor impiego di medicinali e il miglioramento di sicurezza e qualità degli alimenti di origine animale. La Commissione prevede di proporre la revisione delle norme vigenti, nel 2023, con attenzione anche alle fasi di trasporto e macellazione. (5)

FOOD SECURITY

La food security – vale a dire, la sicurezza degli approvvigionamenti alimentari – è un tema di grande attualità proprio nell’era Covid-19. La pandemia ha rivelato l’estrema fragilità del sistema economico occidentale, come si è già annotato.

Un cambio di paradigma è necessario e urgente. Bisogna anzitutto assicurare l’autonomia delle popolazioni nella produzione dei beni primari, a partire da quelli alimentari. Rafforzare dunque le filiere corte, il cui valore è strategico  proprio per prevenire improvvise carenze di alimenti essenziali.

Ancora una volta la Commissione europea richiama la perdita di biodiversità e l’emergenza climatica quali minacce imminenti (o meglio, attuali) e durature (e potenzialmente irreversibili) per la sicurezza alimentare e i mezzi di sussistenza.

L’esercizio retorico comprende un richiamo al ruolo cruciale dei lavoratori nel settore agroalimentare e l’importanza di mitigare le condizioni (disparità) sociali che incidono sulla disponibilità di alimenti sani e nutrienti. Ma gli investimenti ultra-trilionari (>1 miliardo di miliardi di euro) annunciati nello European Green Deal non riferiscono ad alcuna politica per mitigare l’ingiustizia sociale dominante.

Povertà ed esclusione sociale affliggono l’Europa, ora più che mai. La Commissione prevede di sviluppare un Osservatorio e un Emergency Plan per garantire la food security in situazioni di crisi, ma si astiene dal considerare la crisi di civiltà che ci circonda. Ancora in attesa, tra l’altro, di un doveroso intervento di solidarietà nei confronti dei Paesi più afflitti dal nuovo coronavirus.

INDUSTRIA ALIMENTARE E DISTRIBUZIONE

La sostenibilità in industria e distribuzione alimentare dovrebbe venire promossa attraverso uno EU Code of Conduct for responsible business and marketing practice, che la Commissione vorrebbe elaborare in tempi brevi.

L’idoneità nutrizionale degli alimenti è un elemento cruciale, a fronte dell’epidemia di obesità, sovrappeso e malattie correlate (Non-Communicable Diseases, NCDs). La Commissione, in ritardo di 11 anni rispetto al termine indicato per l’adozione dei profili nutrizionali, si impegna finalmente ad adempiervi.

Un Corporate Governance Framework dovrebbe stimolare gli operatori a riformulare gli alimenti, per migliorarne le proprietà nutrizionali. E ad adottare quelle pratiche commerciali responsabili che anche UNICEF ha raccomandato, a inizio 2020.

Rimane da chiedersi come uno strumento di soft law potrà consentire di raggiungere i risultati attesi, dopo il naufragio della EU Platform for Action on Diet, Physical Acrivity and Health, a maggio 2019. Tale piattaforma, istituita nel 2005, aspirava infatti a migliorare la nutrizione dei cittadini europei attraverso impegni volontari che tuttavia si sono risultati fallimentari.

Etichettatura d’origine, sostenibilità, sprechi alimentari

Nuovi marketing standard dovrebbero poi venire elaborati, con l’idea di affrontare i tre temi di:

– etichettatura di origine dei prodotti alimentari e dei loro ingredienti primari. La possibile estensione dell’etichettatura d’origine su carne e latte usati come ingredienti di altri prodotti e altre derrate, non meglio definite, è prevista per il 2022. Senza tuttavia fare richiamo alla lucida iniziativa dei cittadini europei #EatORIGINal! Unmask your food!

– sprechi alimentari. Ancora in attesa di ricevere dati omogenei sull’entità degli sprechi in ogni fase della filiera, da parte dei 27 Stati membri, Bruxelles intende proporre obiettivi condivisi per la loro riduzione entro il 2023. Senza tuttavia citare la necessità di affrontare questo tema con un approccio sistemico, come la ricerca invece suggerisce,

sustainable labeling framework. Entro il 2024 l’esecutivo europeo dovrebbe proporre uno schema di etichettatura volontaria che consenta di valorizzare la sostenibilità dei prodotti alimentari. Con l’obiettivo auspicabile di mettere a regime una pletora di indicazioni che troppo spesso si rivelano mere operazioni di greenwashing, poiché riferiscono dati di valore relativo rispetto alle criticità socio-ambientali delle singole filiere.

Filiera corta, appalti verdi

La filiera corta riceve breve considerazione, in relazione alle necessità di ridurre la dipendenza da trasporti alimentari su lunghe tratte e sostenere la resilienza dei sistemi alimentari locali. Secondo una stima del 2019, circa 1,3 miliardi di tonnellate di prodotti agricoli, ittici e della silvicoltura primari vengono trasportati ogni anno su gomma in Unione Europea. (6)

Un programma di promozione degli alimenti che esprimano produzioni e consumi ‘sostenibili’ – in linea con lo SDG (Sustainable Development Goal) 12 – dovrebbe venire presentato entro il corrente anno. Nel 2021 dovrebbero altresì venire definiti i requisiti minimi per l’approvvigionamento di alimenti sostenibili e biologici nelle scuole e le istituzioni pubbliche, quale evoluzione del Green Public Procurement (GPP, o ‘appalti verdi’).

SICUREZZA NUTRIZIONALE

Le diete dei cittadini europei non possono considerarsi sane ed equilibrate, prende atto la Commissione europea. La quale però, come si è sopra accennato, si limita a ipotizzare misure non vincolanti. Linee guida ad applicazione volontaria la cui assoluta inutilità è ampiamente dimostrata dai 15 anni di fallimento totale della EU Platform for Diet, Physical Activity and Health

Gli alimenti ultraprocessati – come la FAO ha di recente evidenziato (2019) – sono il vero problema da affrontare. Lo stesso Joint Research Center (JRC) della Commissione europea ha rilevato come oltre il 68% dei prodotti più venduti in UE a bambini e minori siano cibo-spazzatura.

Apporti eccessivi di zucchero, sale e grassi sono perciò indicati da Bruxelles come il primo problema da affrontare. Siamo d’accordo ed è perciò che bisogna introdurre divieti alla promozione di junk-food, anche sui social network. Ma gli imperi di Ferrero e Coca-Cola non permetterebbero mai di adottare una misura di sanità pubblica così efficace, che l’esecutivo infatti non adombra neppure.

Consumi di carne, la nuova guerra su Commissione

Carni rosse e insaccati compaiono all’improvviso, nella sola versione ultima della strategia f2f, nella lista dei nutrienti negativi. La collocazione di una categoria merceologica in un elenco di nutrienti non è soltanto un errore grossolano, bensì una dichiarazione di guerra.

È una guerra su commissione, anzi su Commissione. Laddove l’esecutivo europeo milita al fianco di BEUC (la confederazione delle associazioni dei consumatori in UE) e altre ONG – le quali sono tuttora (vergognosamente) esentate dall’onere di rendere pubblici i nomi dei loro ‘mecenati’, con buona pace della governance – quale contractor al servizio della plutocrazia finanziaria.

La grande finanza, come si è già condiviso, ha infatti investito miliardi di dollari sul business globalizzato della lab meat. La carne di laboratorio, realizzata con enzimi e ingegneria genetica dai pochissimi in grado di compiere investimenti colossali sull’abominio della natura.

Dopo che gli Extinction Rebellion o i Commissari europei di turno avranno esecrato le fonti proteiche tradizionali, Bill Gates e Google Ventures potranno così immettere sul mercato gli Impossible Burger e governarne il mercato planetario, in un regime di monopolio che appartiene alla storia di entrambi.

INFORMAZIONE AL CONSUMATORE

Il consumAttore, ad avviso della Commissione, è consapevole delle proprie scelte e protagonista del cambiamento. Non certo grazie a Bruxelles, che con il regolamento ‘Origine Pianeta Terra’ (reg. UE 2018/775) ha oscenamente occultato l’origine degli ingredienti primari in etichetta degli alimenti.

L’informazione nutrizionale di sintesi sul Front-of-Pack verrà in ogni caso predisposta secondo uno schema comune che dovrebbe valere in tutta Europa. In tempi biblici, con 8 anni di ritardo rispetto ai termini indicati nel Food Information Regulation (FIR, reg. UE 1169/11). La soluzione Nutriscore è già disponibile e si è mostrata in grado di stimolare i consumatori a scegliere alimenti più equilibrati dal punto di vista nutrizionale, ma la sua proposta è in agenda 2022.

Data di scadenza e termine minimo di conservazione saranno oggetto di possibile revisione, nel 2021, con l’obiettivo di ridurre gli sprechi alimentari. Ancora in attesa, tra l’altro, che la Commissione dia seguito alla nostra denuncia contro la scadenza anticipata ‘per legge’ che l’Italia ha illegittimamente introdotto, per il latte fresco pastorizzato, nel lontano 2004.

Nuovi strumenti d’informazione al consumatore si narra verranno presi in considerazione. I presupposti normativi non mancano, come si è visto, e la tecnologica oggi offre la possibilità di condividere informazioni utili e affidabili attraverso i QR-code. Attendiamo fiduciosi, ricordando le esigenze delle persone con disabilità visive che potrebbero così attingere le notizie utili a fare la spesa.

Farm to Fork

Il draft Action Plan allegato alla Comunicazione della strategia f2f indica complessivamente 27 riforme delle normative UE che incidono sui vari aspetti legati alla filiera agroalimentare. In aggiunta a quanto sopra riportato, si segnalano:

– MOCA (materiali e oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti (o food contact materials, FCM). La proposta di un quadro armonizzato della disciplina dei MOCA, attesa dal lontano 2004, è prevista per il 2022 (sic!),

– frodi alimentari. Nel 2021-2022, meglio tardi che mai, l’esecutivo ambisce a rafforzare il coordinamento delle autorità nazionali deputate al contrasto delle food fraud, sotto il coordinamento dell’OLAF.

‘It is clear that the transition must be supported by a CAP that focuses on the Green Deal’. (Comunicazione f2f, punto 2.1)

La PAC e i suoi Piani Strategici nazionali vengono indicati come strumenti essenziali a realizzare la strategia Farm to Fork. (7) Entro il 2020 la Commissione intende redigere raccomandazioni rivolte agli Stati membri, sottolineando le interconnessioni e la complementarietà tra i 9 obiettivi della PAC e il Green Deal.

FINANZA, RICERCA E INNOVAZIONE

Lo InvestEU Fund 2021-2027 dovrebbe poi offrire garanzie su investimenti ulteriori per € 650 miliardi circa.

Ricerca e innovazione sono indicate come la chiave del cambiamento. La svolta agro-ecologica (si spera) dovrebbe venire sostenuta anche grazie alla European Innovation Partnership – Agricultural Productivity and Sustainability (EIP-AGRI).

Una connessione internet efficace e diffusa è considerata essenziale per migliorare le tecniche agricole (non solo di precisione) e la qualità della vita, nelle aree rurali soprattutto. Oltre a favorire e nuove occasioni di lavoro ed economiche. Entro il 2025, si dovrebbe realizzare l’obiettivo di coprire il 100% di queste zone con connessioni a banda larga ad alta velocità. Magari anche nel rispetto delle esigenze di sicurezza e salute – finora trascurate in relazione al 5G – e della libertà di autodeterminazione delle popolazioni a tale riguardo, aggiungiamo.

Il supporto agli agricoltori e alle PMI dovrebbe venire garantito mediante specifici network e idonei servizi. Lo Agricultural Knowledge and Innovation SystemsAKIS potrebbe rivelarsi utile a connettere tutti gli operatori della filiera, promuovendo l’innovazione. E perché no, aggiungiamo, apportando trasparenza in tempo reale sulla catena del valore.

UNA TRANSIZIONE GLOBALE?

L’UE rimane la prima area di scambio di prodotti agroalimentari e ittici a livello planetario. La Commissione guidata da Ursula von der Leyen dichiara di voler promuovere la transizione verso sistemi alimentari sostenibili anche con i partner commerciali extra-UE, negoziando apposite Green Alliances.

In pratica, attendiamo di vedere se e quali posizioni verranno adottate nei confronti delle filiere responsabili di ecocidi e abusi dei diritti umani fondamentali:

olio di palma, soia OGM e carni latinoamericane, prime cause di rapine delle terre (land grabbing) e deforestazioni,

cacao, nocciole turche, tonno del Sud-Est asiatico, olio di palma, prime cause di schiavitù anche minorile.

Nei contesti internazionali, la Commissione dichiara altresì di voler sostenere i propri standard di sicurezza e sostenibilità per incentivare il cambiamento. Sarà dunque il caso di promuovere una Costituzione per la Terra, la cui iniziativa proviene proprio dal Paese ove l’alleanza europea ha avuto inizio, l’Italia appunto.

DIRITTI DEI LAVORATORI

La precarietà delle condizioni di lavoro in alcuni settori lungo la filiera è riemersa in occasione della pandemia Covid-19. Nella F2F Strategy, la Commissione si impegna a imporre i principi dello European Pillar of Social Rights, in modo da garantire una vita dignitosa e protezione sociale soprattutto ai lavoratori stagionali e irregolari.

Caporalato e sfruttamento sono piaghe radicate nel vecchio Continente. In Italia come in Spagna e altri Paesi, gli abusi sui braccianti si associano alla scoordinata gestione di popoli che migrano anche a causa delle guerre a cui diversi Stati membri UE hanno partecipato negli anni più recenti.

Si continua a sorvolare su tali aspetti cruciali laddove basterebbe affermare la responsabilità degli operatori a valle della filiera (import, industria, distribuzione) – prescrivendo la tracciabilità a monte delle condizioni di lavoro (contratto, paga oraria, diritti sindacali) per garantire l’effettivo rispetto dei diritti umani fondamentali. L’affermazione di tali regole e di efficaci metodi di controllo a livello europeo metterebbe altresì fine alla concorrenza sleale basata sullo sfruttamento dei lavoratori.

CRITICITÀ

Seri dubbi si sollevano in merito all’attendibilità dei target che la Commissione si prefigge di raggiungere entro il 2030. In particolare per quanto attiene a:

– riduzione dell’impiego di pesticidi (-50%), il cui abuso sistematico ha già avvelenato gli ecosistemi in misura significativa, (8)

– estensione delle produzioni biologiche fino al 25% della SAU.

Un funzionario della Commissione ha risposto che questi traguardi andrebbero intesi come ‘aspirational targets’, poiché essi si collocano in una strategia che rappresenta una sorta di visione per il futuro. (9) Non basta. Devono venire definiti obiettivi di medio termine e precise responsabilità sui vari livelli di politica e amministrazione.

I c.d. eco-schemes, presentati come strumenti per finanziare pratiche sostenibili in agricoltura, sono altrettanto generici e indefiniti. E le esperienze nazionali sui PAN (Piani di Azione Nazionale sui Pesticidi) si sono già rivelati strumentali a ottenere finanziamenti di sistemi agricoli che di ‘sostenibile’ hanno soltanto il nome. A fronte di livelli di consumo di agrotossici che in pure in Italia, al di là delle chiacchiere, sono incompatibili con le esigenze di tutela della salute pubblica e dell’ambiente.

Dario Dongo e Marina De Nobili

Note

1) Communication from the Commission to the European Parliament, the Council, the European Economic and Social Committee and the Committee of the Regions, A Farm to Fork Strategy for a fair, healthy and environmentally-friendly food system, Brussels, 20.05.2020, COMM (2020) 381 final

2) Giuseppe Vinci. Liberi semi in libero Stato. Il Manifesto. 5.4.20, https://ilmanifesto.it/liberi-semi-in-libero-stato/?fbclid=IwAR357w3k8wxe4A4I5hs-8MzjNwm-3TQSuWYLIo0_uksaa0TIp0SB63dP64A

3) ‘Come indicato nella Proposta di regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio che stabilisce norme sul sostegno ai piani strategici che gli Stati membri devono elaborare nell’ambito della politica agricola comune (piani strategici della PAC) e che sono finanziati dal Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) e dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e che abroga il regolamento (UE) n. 1305/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (UE) n. 1307/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, COM(2018)392, 2018/0216(COD), nel pieno rispetto della Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni – Quadro europeo di interoperabilità – Strategia di attuazione, COM(2017)134.’ Strategia, nota 17

4) La Commissione basa i propri dati sullo studio: Cassini et al. (2019). Attributable deaths and disability-adjusted life-years caused by infections with antibiotic-resistant bacteria in the EU and the European Economic Area in 2015: a population-level modelling analysis. Lancet Infect Dis. Vol.19, issue 1, pp. 55-56

5) Si ricorda la sentenza della Corte di Giustizia UE che – nel negare la possibilità di apporre il logo di agricoltura biologica su hamburger da bovini sottoposti a macellazione rituale halal – ha affermato come le pratiche di macellazione senza stordimento non siano idonee ad ‘attenuare del tutto il dolore, la paura o la sofferenza degli animali in modo tanto efficace quanto la macellazione preceduta da stordimento’. ECJ, sentenza 29.2.19, Œuvre d’assistance aux bêtes d’abattoirs (OABA) v Ministre de l’Agriculture et de l’Alimentation, Bionoor SARL, Ecocert France SAS, Institut national de l’origine et de la qualité (INAO), C-497/2017

6) Agriculture, forestry and fisheries statistics (2019). Statistical Books, Eurostat

7) European Commission staff working document. Analysis of links between CAP Reform and Green Deal. 20.5.20, SDW (2020) 93 final

8) Stehle S, Schulz R. Agricultural insecticides threaten surface waters at the global scale. Proc Natl Acad Sci U S A. 2015;112(18):5750‐5755. doi:10.1073/pnas.1500232112

9) https://www.euractiv.com/section/agriculture-food/news/commission-upholds-highly-ambitious-targets-to-transform-eu-food-system/, https://www.euractiv.com/section/agriculture-food/news/new-food-policy-to-triple-amount-of-agricultural-land-farmed-organically-by-2030/

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