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Speciale – Farm to Fork, anteprima su strategia UE

Speciale – Farm to Fork, anteprima su strategia UE

La strategia europea Farm to Fork (f2f) – già attesa il 29.3.20, nel più ampio contesto dello European Green Deal – è indispensabile e urgente, per risanare un sistema agricolo malato. A seguire, anteprima dell’ultimo draft della Commissione europea. ‘A Farm to Fork Strategy. For a fair, healthy and environmentally-friendly food system’.

Tutela dell’ambiente, si può attendere?

È necessario ridurre in misura sostanziale lo spargimento di agrotossici, in vista della loro progressiva eliminazione. E realizzare nei fatti quella transizione ecologica finora evocata solo a parole, benché sollecitata anche in sede FAO.

Copa-Cogeca – la confederazione che rappresenta 76 federazioni e cooperative agricole in UE – e il Partito Popolare Europeo (EPP, European’s People Party), agli albori dell’emergenza Covid, hanno subito chiesto alla Commissione di rinviare ad majora ogni decisione sulla strategia ‘dalla fattoria alla forchetta’.  Niente di nuovo da un’entità che si è battuta per il rinnovo dell’autorizzazione al glifosato e sostiene gli OGM.

40 organizzazioni – attive sui fronti di agroecologia e agricoltura contadina, produzioni bio, ambiente e sostenibilità, consumatori – hanno invece fatto pressione in senso contrario. Una nuova politica di ampio respiro, Politica Alimentare Comune (PAC) e non solo, deve venire messa a punto al più presto. All’insegna di ecologia, equità, salute e benessere, resilienza.

La pandemia del resto ha evidenziato le gravi disfunzioni del sistema di produzione alimentare, che a maggior ragione deve venire sottoposto a una riforma strutturale. (1)

Farm to Fork Strategy. Premessa

L’ultima bozza della Commissione europea sulla Farm to Fork Strategy, che abbiamo avuto modo di esaminare, mostra come l’effettiva determinazione della Commissione guidata da Ursula von der Leyen. Con strumenti ancor più efficaci rispetto a quelli annunciati a dicembre scorso. (2). La sostenibilità del sistema agroalimentare in UE e l’azzeramento dell’impatto sul clima entro il 2050 sono obiettivi ambiziosi bensì realizzabili.

La Strategia f2f coinvolge ogni operatore nella supply-chain e sottolinea il ruolo di agricoltori, allevatori e pescatori quali protagonisti del cambiamento. Le emissioni di gas serra prodotte dai sistemi agricoli, a livello globale, sono stimate tra il 21-37% del totale. Grazie soprattutto a olio di palma e soia OGM, nei cui confronti abbiamo attivato una campagna di #Buycott.

I livelli di emissioni attribuiti all’agricoltura in UE – 11% delle emissioni totali – sono già decisamente inferiori rispetto ad altri continenti. Il 60% di queste proviene dalla zootecnia, che peraltro utilizza il 71% del suolo agricolo (per allevamento e produzione di mangimi). La situazione, sotto questi aspetti, è dunque meno drammatica di come venga rappresentata dai detrattori delle produzioni di alimenti di origine animale, i quali d’altra parte offrono alle popolazioni proteine di alto valore biologico.

La sostenibilità delle produzioni agroalimentari in Europa risulta comunque problematica – e presenta ampi margini di miglioramento – in ragione delle forniture di commodities agricole che provengono dai grandi Paesi produttori. Come l’olio di palma, ancora diffuso. E la soia OGM in arrivo dal continente americano, ampiamente utilizzata quale materia prima per i mangimi dei nostri allevamenti.

Obiettivi

La Commissione europea, si ricorda, ha proceduto nei mesi scorsi alla consultazione pubblica delle parti sociali interessate in merito alle ipotesi di riforma strutturale delle politiche agroalimentari in UE.

L’integrità di filiera – o sostenibilità, da garantire  in ogni sua fase (from seed to fork e from feed to fork) – è assunta come principio guida della nuova strategia europea. Con l’obiettivo di realizzare una effettiva connessione tra i concetti di ‘healthy people, healthy societies and healthy planet’.

Macro aree di intervento

Le macro aree di intervento identificate dalla Commissione europea per assicurare la neutralità dell’impatto climatico e ambientale dei sistemi alimentari sono le seguenti:

a) filiera alimentare, dalla produzione alla vendita. Proteggere cioè suoli, acqua, aria, piante e animali, nell’ottica di tutelare la biodiversità,

b) approvvigionamento alimentare (food security, magari anche food sovereigntye salute dei cittadini. Assicurare quindi un’elevata qualità e salubrità dei prodotti, l’accesso agli alimenti e il benessere, animale e vegetale,

c) vantaggi economici. I costi legati ai cambiamenti devono venire remunerati, aggiungere valore e creare occupazione. Bisogna perciò garantire in tutti gli Stati membri l’effettiva applicazione di direttiva UE 2019/633 (Unfair Trading Practices, UTPs) e trasparenza della catena del valore. (3)

Entro la fine del 2023, secondo il calendario previsto, dovrebbe venire concluso un nuovo quadro legislativo che riuscirà ad accompagnare gli Stati Membri nel raggiungimento degli standard di sostenibilità.

Agricoltura

Ridurre l’impiego dei pesticidi e così i rischi che ne derivano, entro il 2030, è uno degli obiettivi più ambiziosi posti dalla Commissione. Sebbene la bozza ancora non indichi tempi e quote di riduzione. Voci di corridoio riferiscono a -25% nell’ipotesi della Commissione, -50% entro il 2025 la richiesta delle ONG che vorrebbero raggiungere l’eliminazione totale entro il 2035.

È altresì necessaria la revisione della direttiva CE/2009/218 sull’uso sostenibile dei pesticidi, che ha introdotto il metodo della c.d. difesa integrata. La Commissione riferisce poi all’introduzione di limiti all’utilizzo di fertilizzanti, in quanto causa primaria di inquinamento delle acque, anche attraverso le misure contenute nei piani strategici della PAC.

Pesticidi

La Corte dei Conti europea ha pubblicato il 5.2.20 un rapporto ove si evidenzia la scarsa capacità di Bruxelles nel ridurre l’impiego di pesticidi in misura coerente alle esigenze di controllare i rischi che vi si associano. (4) Le cause maggiori:

– carenza di controlli sulle modalità di recepimento ed effettiva applicazione della direttiva (come si è denunciato anche in Italia),

– scarsa chiarezza sulle modalità di esecuzione degli obblighi contenuti, inesistenti incentivi per gli agricoltori, difficoltà nel comparare gli indicatori nazionali. ‘Alla Commissione, pertanto, manca ancora una solida base di dati concreti per stabilire se la direttiva abbia conseguito l’obiettivo dell’UE di rendere sostenibile l’uso dei pesticidi’.

Zootecnia e acquacoltura

Gli obiettivi in zootecnia e acquacoltura sono legati a nuovi parametri:

– gas serra, tagli alle emissioni (anche grazie a soluzioni innovative, es. aggiunta di alghe ai mangimi. V. https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/alghe-contro-l-effetto-serra),

– agenti inquinanti di suolo ed acqua, riduzione,

– insostenibili materie prime per mangimi (es. soia coltivata in aree deforestate), sostituzione,

– antibiotici, riduzione d’impiego. (5) L’antibiotico-resistenza è una delle emergenze globali di salute pubblica, come evidenziato da WHO nel rapporto 29.4.19, ‘No Time to Wait: Securing the future from drug-resistant infections’. Proprio perciò il legislatore europeo ha introdotto il ‘Pacchetto Farmaci Veterinari’ (regolamenti UE 2019/4-5-6).

Pesca

La Commissione propone di stabilire livelli sostenibili di pesca per il mantenimento dello stock ittico tramite la Politica Comune della Pesca (PCP) e la revisione del sistema di controlli. Un obiettivo davvero ambizioso poiché tuttora, come si è visto, la definizione delle quote di pesca di ogni Paese è oggetto di negoziati politici che prescindono da ogni considerazione sulla effettiva consistenza degli stock ittici.

L’acquacoltura sostenibile verrà incentivata, con uno stimolo all’industria delle alghe, anche con 1 miliardo di euro ad attingersi dal Fondo per gli Affari Marittimi e la Pesca. Il benessere animale è individuato come elemento chiave per migliorare la qualità del cibo, la salute stessa degli animali, la consequenziale diminuzione di trattamenti e la tutela della biodiversità.

Biologico

Il sistema biologico – finalmente si legge – è metodo di produzione agricola più rispettoso per l’ambiente. E non a caso è in continua crescita, come gli ultimi dati mostrano. La sua promozione viene perciò inserita tra gli obiettivi di F2F Strategy entro il 2030. in aggiunta alle misure inserite nella PAC. Sebbene gli obiettivi di conversione delle colture non siano ancora definiti.

Nuovi OGM

I nuovi OGM (Plant Breeding Techniques, PBT) si insinuano nella strategia f2f, come facile a prevedersi. Dietro la falsa narrativa di miglioramento genetico e delle rese si prospetta, ancora una volta, lo sviluppo di nuove piante resistenti agli agrotossici ad ampio spettro. Come appena verificato in Francia, con l’indivia resistente al glifosato.

Le Big 4 – che prosperano sui veleni, più che sulle sementi – hanno già scatenato il disordine in USA, ove 50 mila nuovi OGM sono stati autorizzati senza controllo. Ed è perciò che Donald Trump alza la voce sui vassalli europei, pretendendo la liberalizzazione di ogni Franken-seed.

La Corte di Giustizia UE ha statuito che i ‘nuovi’ OGM (ottenuti mediante cisgenesi) debbano sottostare alle stesse regole previste per gli OGM tradizionali’ (da trans genesi). (6) Valutazione scientifica del rischio da parte di EFSA, autorizzazione europea, tracciabilità ed etichettatura. Restiamo in guardia, in attesa di esaminare le proposte di semplificazione del regime di registrazione delle nuove varietà vegetali.

Economia circolare e MOCA

Il Circular Economy Action Plan (CEAP) viene indicato come modello di riferimento nelle fasi della trasformazione industriale e distribuzione alimentare. Dall’industria alla GDO, il nuovo modello L’economia circolare dovrebbe indurre alla progressiva eliminazione del packaging monouso. Alcuni incentivi alla vendita di prodotti sfusi sono già stati introdotti, in Italia, con il c.d. ‘decreto clima’.

L’emergenza Covid rischia peraltro di venire strumentalizzata per procrastinare l’applicazione della direttiva SUP (Single-Use Plastics). Con un impatto negativo, legato alla produzione di plastica, anche su emissioni di gas serra e cambiamento climatico.

Le nuove regole sui MOCA (Materiali e Oggetti destinati a venire a Contatto con gli Alimenti) sono già state posticipate, vergognosamente, prima ancora dell’emergenza coronavirus. E dovrebbero servire, tra l’altro, a promuovere nuove soluzioni per imballi sostenibili, riciclabili, eco-friendly, intelligenti e attive (per controllare le condizioni di conservazione ed aumentare la shelf life).

Nutritional safety

Il consumatore rimane al centro delle preoccupazioni, a parole. Bruxelles riferisce all’esigenza di invertire il trend in crescita di obesità, sovrappeso e malattie correlate. Entro il 2030, meglio tardi che mai.

Zuccheri aggiunti, grassi saturi e sale potrebbero venire sottoposti a limiti, in alcune categorie di alimenti. Con l’idea di proibire i primi nei prodotti per lattanti. La  Commissione riferisce a un nuovo Codice di Condotta, sebbene i precedenti siano stati fallimentari.

Il NutriScore – l’etichetta nutrizionale di sintesi – verrà finalmente reso obbligatorio sul fronte delle confezioni. L’educazione alimentare nelle scuole viene rilanciata, sotto l’egida di menù sani e sostenibili nelle mense e piani di comunicazione strutturati. Ipotizzando altresì che gli Stati membri possano proporre incentivi fiscali sugli investimenti tesi a favorire la sostenibilità degli approvvigionamenti (in logica continuità con la direttiva Appalti Verdi).

Origine e sostenibilità in etichetta

L’origine di latte e carni, anche quando utilizzati come ingredienti di altri alimenti, si ripropone. In un percorso che in ogni caso deve considerare l’iniziativa dei consumatori europei #EatORIGINal! Unmask your food! L’indicazione d’origine, secondo la Commissione europea, serve a incentivare lo sviluppo delle filiere corte.

L’idea è quella di definire un sistema di etichettatura volontaria che risulti effettivamente in grado di fornire notizie obiettive e coerenti circa l’impatto delle produzioni su ambiente, clima, benessere  animale.

Spreco alimentare

Almeno 36 milioni di cittadini in UE, già prima della Grande Recessione attesa a causa di Covid-18 non sono in grado di permettersi un pasto nutriente ogni due giorni (https://www.egalite.org/cibo/). E tuttavia almeno il 20% dei prodotti alimentari, in una stima molto approssimativa, viene tuttora sprecato nel Vecchio Continente.

Due misure vengono proposte nella F2F Strategy:

– un metodo armonizzato su scala UE per misurare lo spreco alimentare in ogni fase della filiera. A elaborarsi a seguito della raccolta dei dati prodotti dagli Stati nel 2022, e

– nuove ricerche sulle abitudini dei consumatori. Si riferisce ad esempio alle errate interpretazioni dei concetti di data di scadenza (‘da consumarsi entro’) e termine minimo di conservazione (‘da consumarsi preferibilmente entro’), nonché ai punti critici nella gestione di frigo e dispensa.

Strumenti necessari

Il cambiamento verso la sostenibilità non sarà possibile se non sostenuto da:

– ricerca, innovazione e tecnologia. Le fonti alternative di proteine (vegetali, microbiche, marine o da insetti) e surrogati della carne sono indicati quali ambiti fondamentali di ricerca. Essenziali saranno gli interventi guidati dall’agricoltura di precisione, dunque l’intelligenza artificiale. Secondo la Commissione deve essere inoltre garantita la copertura alla rete Internet anche nelle aree rurali. L’anno di completamento dell’operazione, ora mancante nella bozza, sarà essere indicato con la pubblicazione della Strategia,

– supporto agli agricoltori. La sostenibilità dei sistemi alimentari può venire raggiunta solo se gli operatori, a partire da agricoltura e PMI, saranno adeguatamente sensibilizzati e sostenuti. Anche attraverso opera di formazione continua e diffusa,

– cooperazione internazionale. La strategia Farm to Fork, nel perseguire i Sustainable Development Goals (SDGs) in Agenda ONU 2030, deve coinvolgere i partner commerciali cercando di includere clausole a tutela dell’ambiente negli accordi di libero scambio. Tutto ciò che non è stato fatto negli accordi tossici siglati dall’UE nell’era Juncker (CETA, JEFTA, Mercosur, Singapore). La Commissione annuncia nuove misure, a proporsi nel 2021, per ridurre l’impatto dei prodotti alimentari immessi nel mercato UE sulle deforestazioni.

Dario Dongo e Marina De Nobili

Note

(1) ARC 2020. CSOs open letter on the importance and urgency of publishing the Farm to Fork strategy: no further delays, keep April 2020 as publication date. 14.4.20, https://www.arc2020.eu/wp-content/uploads/2020/04/Joint-letter_EU-FPC_Timmermans_COVID_F2F.docx.pdf

Tra le organizzazioni firmatarie figurano Via Campesina, IFOAM-EU Group, Pesticide Action Network Europe, UNESCO Chair in World Food Systems, Slow Food, Fair trade, SAFE (Safe Food Europe), Greenpeace, EEB- European Environmental Bureau, WWF. basano le proprie considerazioni sul rapporto 9.4.20 di SAPEA. Science Advice for Policy by European Academies, il network di accademie e società scientifiche europee di supporto alla Commissione Europea. A sustainable food system for the European Union: A systematic review of the European policy ecosystem. Berlin, 2020. DOI 10.26356/sustainablefoodreview

(2) Commissione europea. Presentazione del programma f2f, 11.12.19. V. https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/e%20n/ip_19_6691

(3) La Commissione dichiara che la realizzazione di sistemi alimentari sostenibili, in linea con i Sustainable Development Goals (SDGs), potrebbe creare un valore economico pari a 1,8 trilioni di euro entro il 2030

(4) European Count of Auditors. Special Report 05/2020: Sustainable use of plant protection products: limited progress in measuring and reducing risks, 5.2.20 https://www.eca.europa.eu/en/Pages/DocItem.aspx?did=53001

(5) Gli insetti vengono citati come prodotti sostenibili da utilizzare come mangimi. Magari anche nelle produzioni alimentari. V. https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/insetti-a-tavola-in-uehttps://www.greatitalianfoodtrade.it/nessuna-categoria/insetti-da-mangiare-una-realtà-in-divenire

(6) Corte di Giustizia Europea (European Court of Justice, ECJ). Sentenza 25.7.18, C-528/16, Conféderation Paysanne e altri v Premier ministre and Ministre de l’Agriculture, de l’Agroalimentaire et de la Forêt (Francia). V. https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/nuovi-ogm-alt-dalla-corte-ue

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