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Eliminare i pesticidi di sintesi, lo studio di INRAE

Eliminare progressivamente i pesticidi di sintesi è necessario sia per proteggere gli agricoltori dai rischi di malattie oncologiche e neurodegenerative (1,2), sia per recuperare la fertilità dei suoli e ridurre gli input esterni. Ai vantaggi per il comparto agricolo si aggiungono poi quelli per la salute pubblica e gli ecosistemi. (3)

Lo studio ‘European Pesticide-Free Agriculture in 2050’ – pubblicato da INRAE, l’Istituto francese per le ricerche in agricoltura, alimentazione e ambiente – mostra come questo percorso possa consentire un’apprezzabile crescita della produzione agricola, in termini di kcal, e una riduzione delle emissioni di gas serra. (4)

1) Eliminare i pesticidi di sintesi, le ragioni economiche

L’uso e l’abuso dei pesticidi di sintesi può venire ricondotto al sapiente mix tra le false promesse di Big Food (il cui logico interesse è aumentare quantità e varietà dei prodotti venduti), la lobby per abbattere le restrizioni all’impiego e la propaganda attraverso i servizi delle grandi confederazioni agricole.

Gli agricoltori sono stati così deviati dal modello contadino basato su pratiche agricole tradizionali, policolture e miscugli varietali, per specializzare le colture ed esasperare le rese. Salvo poi riscontrare, nei decenni, un sostanziale aumento dei costi non compensati dai listini. Oltre ai maggiori rischi delle monocolture.

INRAE fa seguito al precedente studio di IDDRI (Institut pour le Développement Durable et les Relations Internationales, 2018), che aveva già dimostrato come la transizione verso l’agroecologia possa invertire la rotta del calo produttivo nell’agricoltura europea (-35% tra il 2010 e il 2017, in kcal). (5)

2) Tre possibili scenari, al 2050

L’eliminazione progressiva dei pesticidi di sintesi richiede un approccio sistemico che comprende il recupero delle policolture e le pratiche agricole tradizionali, l’impiego dei soli agrofarmaci ammessi in agricoltura biologica – i cui effetti negativi su salute e ambiente sono minimali (6) – e l’innovazione.

Gli obiettivi sono ottimizzare il ciclo dei nutrienti e la fertilità dei suoli, rafforzare il microbiota delle piante, nonché ridurre le perdite. Avvalendosi anche di biostimolanti (i.e. alghe, microalghe e tannini), micorrize, composti microbici (7,8,9). In vista, tra l’altro, di una migliore remunerazione degli agricoltori grazie a prodotti di qualità superiore. (10)

Su queste basi lo studio preconizza tre possibili scenari, analizzando le interazioni di quattro fattori. La catena del valore nelle filiere agroalimentari, le strutture aziendali, le attrezzature agricole (incluse le tecnologie digitali) e i sistemi di coltivazione.

2.1) Finanza in agricoltura

Il primo scenario ipotizza l’incedere della finanza in agricoltura, a discapito dell’agricoltura familiare e contadina che tuttora caratterizza il comparto primario del Vecchio Continente, con il 94,8% delle aziende agricole attive (Eurostat 2020). (11)

Il modello produttivo – in questo caso basato su specializzazione delle colture, digitalizzazione e automazione, ampio impiego di input in agricoltura – non è infatti sostenibile, dal punto di vista economico, per le aziende agricole piccole e medie.

La riduzione dei pesticidi verrebbe promossa dai colossi agroindustriali attraverso la robotica e le tecnologie digitali, l’impiego di nuovi OGM brevettati. Dominio finanziario e tecnologico sui mezzi di produzione, in vista della standardizzazione dei prodotti su scala globale.

2.2) Agricoltura contadina e biodiversità

Il secondo scenario esprime il recupero dei valori dell’agricoltura contadina, nel rispetto dell’agrobiodiversità. In questo caso, cooperazione e ‘open innovation’ potranno venire orientate verso il rafforzamento del microbioma (di piante e animali) e il ripristino degli ecosistemi (agricoli e naturali). (12)

I consumatori hanno un ruolo fondamentale nella sopravvivenza dell’agricoltura familiare, grazie alla scelta di alimenti locali da filiere corte. (13) Anche per favorire la transizione verso l’agroecologia che la stessa FAO (2019) ha indicato come la via da seguire per fornire alimenti salutari alle popolazioni. (14)

2.3) Sistemi regionali integrati

Il terzo scenario esprime un’evoluzione del precedente che integra le filiere, su scala regionale, con un effettivo coordinamento non solo tra agricoltori e consumatori ma anche con le politiche territoriali ed europee, sotto l’egida del principio ‘One Health’.

L’obiettivo di questa evoluzione è garantire un accesso costante a una vasta gamma di alimenti salutari in tutte le regioni europee. I sistemi di coltivazione si basano su regolazioni biologiche e limitati input esterni, promuovendo la biodiversità e regolando i parassiti.

3) Politica contro

La strategia UE ‘Farm to Fork avrebbe potuto consentire l’evoluzione dal primo al secondo e al terzo scenario, attraverso una riforma della politica agricola comune improntata alla transizione ecologica con aiuti diretti vincolati a condizionalità ambientale e sociale. Oltreché tramite incentivi alla conversione al bio e la redistribuzione degli aiuti a favore delle aziende agricole familiari e contadine.

La lobby delle grandi confederazioni agricole (i.e. Coldiretti, Copa-Cogeca, Farm Europe) ha però vanificato tali prospettive di riforma per favorire invece lo sviluppo del primo scenario identificato da INRAE, a esclusivo vantaggio delle oligarchie agroindustriali. Il Parlamento Europeo e il Consiglio, con il sostegno della Commissione, come si è già denunciato, hanno infatti:

– vanificato la riforma della PAC 2021 (2023)-2027

– bocciati la ‘Nature Restoration Law’ e il ‘Sustainable Use (of pesticides) Regulation

– eliminato le ‘Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientali’ di base

– portato avanti la deregulation dei nuovi OGM.

4) Agricoltori, consumatori, cittadini

ECVC – il Coordinamento Europeo de La Via Campesina, l’unica vera rappresentanza delle aziende agricole piccole e medie – lotta da anni contro le politiche europee asservite alla finanzagricoltura.

Le priorità degli agricoltori da tre mesi in protesta nei vari Paesi del Vecchio Continente convergono sulla dignità del reddito, così il prezzo equo dei prodotti e il divieto alle vendite sottocosto, ma anche sul sostegno diretto all’agroecologia. (15)

I cittadini e consumatori, a loro volta, associano la ‘sostenibilità’ degli alimenti a ‘nutrizione e salute’, ‘assenza o minimo impiego di pesticidi’, ‘accessibilità (economica) per tutti’, ‘filiere locali e corte’. (16) A questo appello condiviso manca solo la politica.

#PaceTerraDignità, il nostro programma. La Via Campesina, Foodwatch International, i nostri fari.

Dario Dongo

Note

(1) Dario Dongo. Come l’industria agrochimica occulta la tossicità dei pesticidi. Nuovi studi. GIFT (Great Italian Food Trade). 13.6.23

(2) Dario Dongo. Pesticidi, erbicidi e malattia di Parkinson. GIFT (Great Italian Food Trade). 10.3.24

(3) Dario Dongo. I vantaggi dell’agricoltura biologica, rassegna scientifica di FiBL. GIFT (Great Italian Food Trade). 2.1.24

(4) Mora, O., Berne, J., Drouet, J., Mouël, C. L., Meunier, C., Forslund, A., Kieffer, V., & Paresys, L. (2023). European Chemical Pesticide-Free Agriculture in 2050. Foresight Report. INRAE https://doi.org/10.17180/ca9n-2p17

(5) Dario Dongo, Sabrina Bergamini. 10 anni di agroecologia per salvare l’Europa, lo studio IDDRI. GIFT (Great Italian Food Trade). 25.3.19

(6) Marta Strinati. Pesticidi impiegati nel convenzionale e nel bio. Tossicità a confronto. GIFT (Great Italian Food Trade). 16.3.23

(7) Donato Ferrucci, Dario Dongo. Nutrizione dei suoli e le colture, il piano d’azione integrato in UE. GIFT (Great Italian Food Trade). 10.7.22

(8) Dario Dongo, Andrea Adelmo Della Penna. Biostimolanti in olivicoltura, rivoluzione bio. Rassegna scientifica. GIFT (Great Italian Food Trade). 14.5.21

(9) Gabriele Sapienza. Biopreparati a base di microrganismi, regolamentazione e benefici. GIFT (Great Italian Food Trade). 4.10.23

(10) Dario Dongo, Giulia Torre. Agricoltura bio. Resilienza e food security, equa remunerazione. Lo studio svedese. GIFT (Great Italian Food Trade). 3.3.21

(11) Dario Dongo. I tentacoli della finanza sulla sovranità alimentare e il nostro cibo. GIFT (Great Italian Food Trade). 31.3.24

(12) Gabriele Sapienza, Dario Dongo. Biodiversità microbica dei suoli in Europa, analisi e prospettive. GIFT (Great Italian Food Trade). 6.11.23

(13) Dario Dongo. Filiera corta, concetti e valori. GIFT (Great Italian Food Trade). 27.9.19

(14) Dario Dongo, Camilla Fincardi. Agroecologia, SDGs, salvezza. Il decalogo della FAO. GIFT (Great Italian Food Trade). 12.4.20

(15) Dario Dongo. Agricoltori in protesta, altro letame a Bruxelles. Rivoluzione! GIFT (Great Italian Food Trade). 27.3.24

(16) Special Eurobarometer survey 505, Making our food fit for the future – Citizens’ expectations. Brussels. https://doi.org/10.2875/826903

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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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