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Pale eoliche contro agricoltori, il caso di Cascina Baraggia

Il giga-business delle pale eoliche, come si è visto, si avventa contro gli agricoltori per rapinare i loro terreni. (1) E con essi, la nostra capacità di produrre il cibo necessario alle popolazioni ma anche l’occupazione in aree rurali.

A Cascina Baraggia in Piemonte, provincia di Biella, storica patria delle risaie anche DOP, la sovranità alimentare cede il passo alle espropriazioni dei terreni agricoli per ‘pubblica utilità’. Quale?

1) Cascina Baraggia, pale eoliche contro agricoltori

Cascina Baraggia è l’epicentro di una disputa tra la finanza che investe sulle energie ‘green’ – ampiamente sussidiate dal settore pubblico e dalla popolazione stessa, attraverso gli ‘oneri di gestione’ triplicati sulle bollette energetiche – e gli agricoltori, oltreché la società civile.

I colossi finanziari ed energetici, come si è visto in Irpinia, affidano le operazioni sul territorio a piccole società con scarsa capitalizzazione rispetto ai valori degli impianti. (2) Così da non esporsi a responsabilità anche sociali e danni, durante e dopo il loro esercizio.

Una serie di imprese – tra cui Juwi Development 09 Srl, E-VerGreen EG-EDO srl, Madamalive Srl, MYT Development Initiatives Srl – ambiscono così a installare parchi eolici nel biellese con potenze variabili da 47,36 a 61MW.

2) Parchi eolici anziché risaie

La ‘escalation’ della rapina delle terre è nascosta tra le righe dei progetti che prefigurano a Cascina Baraggia una grande stazione elettrica (750 MW), salvo poi prevedere il raddoppio della potenza complessiva. L’aggiunta di un terzo trasformatore consentirebbe poi di triplicare l’impianto originale.

Il consumo di suolo agricolo può così passare dai 516 ettari accennati nella configurazione iniziale (344 MW) ai 3.642 ha per il suo sviluppo completo (2250 MW). Con grave danno agli agricoltori, la società civile e l’intera economia della regione Piemonte, ove il settore agroalimentare ha un ruolo cruciale.

3) Ecocidi in vista

I governi Draghi e Meloni del resto, dopo la riforma in pejus del Codice dell’ambiente e il via libera alle espropriazioni da parte di privati con strumenti di diritto pubblico, non hanno neppure imposto garanzie fideiussorie a tutela della collettività.

Le microimprese create per drenare le risorse pubbliche, quando gli impianti non saranno più redditizi, potranno così venire messe in liquidazione o fatte fallire, piuttosto che affrontare i costi di smaltimento di migliaia di tonnellate di materiali.

4) STOP al consumo di suolo!

La corsa all’energia ‘verde’ deve incontrare un limite invalicabile, il divieto di consumo di suolo. Ed è questo uno dei punti cardine del programma politico di Dario Dongo, candidato alle elezioni europee dell’8-9 giugno 2024 nel Collegio Nord-est, con il movimento #PaceTerraDignità. Le ragioni sono semplici:

– a partire dal secondo dopoguerra l’Italia è stata soffocata con cemento, asfalto e coperture artificiali che ora occupano circa 21.500 km², con incremento di 76,8 km² nel solo 2022 (+10,2% rispetto al 2021. ISPRA, 2023)

– il consumo di suolo è una via senza ritorno, poiché la sua formazione (con la biodiversità microbica necessaria a espletare le funzioni ecosistemiche cruciali in agricoltura e in natura) richiede tra i 500 e i 1.000 anni senza coltivazioni

– le generazioni oggi al potere devono interrompere questi e altri danni irreversibili che i loro figli non potranno più rimediare, salvo subirne gli effetti drammatici anche sulla qualità della vita. (3)

5) Quali energie rinnovabili?

Gli impianti eolici possono venire installati a una decina di miglia dalle coste, in modo da preservare i circa 7.500 km di paesaggi costieri che attraggono in Italia turisti da tutto il mondo. Un valore storico e culturale ma anche economico, poiché il turismo è uno dei pochi settori con previsioni di crescita e influenza sempre positiva sulla bilancia commerciale.

#PaceTerraDignità

Dario Dongo

Note

(1) Dario Dongo. Rapina delle terre, ‘parchi agrisolari’ e pale eoliche. GIFT (Great Italian Food Trade). 3.4.24

(2) Dario Dongo. Rapina delle terre per impianti eolici e fotovoltaici, rivoluzione! GIFT (Great Italian Food Trade). 29.4.24

(3) Dario Dongo, Gabriele Sapienza. Italia, consumo di suolo e servizi ecosistemici. Rapporto ISPRA. GIFT (Great Italian Food Trade). 8.11.23

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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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