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Plastiche monouso, la direttiva UE al traguardo

Plastiche monouso, la direttiva UE al traguardo

Il 19.12.18 è stato finalmente raggiunto un compromesso sulla direttiva ‘plastiche monouso’ tra Parlamento europeo, Consiglio e Commissione. Un passo avanti significativo, senza nascondere alcune criticità.

Single-Use Plastics DirectiveSUP

La ‘Single-Use Plastics Directive, SUP, è stata definita il 19.12.18 grazie a un accordo tra l’Assemblea di Strasburgo (relatrice On.le Frédérique Ries, gruppo ALDE, Belgio), la presidenza austriaca del Consiglio e la Commissione europea. Il provvedimento si inserisce nel più ampio contesto delle politiche ambientali UE, che nel 2018 ha registrato uno sviluppo importante, con l’approvazione del ‘pacchetto economia circolare.

Quando si arriva a una situazione in cui un anno si porta a casa il pesce in un sacchetto di plastica e l’anno successivo si riporta a casa quello stesso sacchetto in un pesce, bisogna lavorare sodo e in fretta.’ (Karmenu Vella, Commissario per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca)

La direttiva sulle materie plastiche monouso si distingue, rispetto al quadro regolativo generale, per un intervento drastico nei confronti di quei materiali e imballaggi che ricadono tra i dieci prodotti inquinanti più spesso rinvenuti sulle spiagge europee. Le nuove norme introducono infatti il divieto d’impiego di alcuni articoli ‘usa e getta’, per i quali esistono alternative in materiali diversi. Prevedendo altresì misure specifiche per ridurre l’uso dei prodotti in plastica maggiormente dispersi nell’ambiente. (1)

10 fonti microplastiche

SUP, gli oggetti monouso in plastica messi al bando

L’obiettivo principale della direttiva è ridurre le quantità di rifiuti in plastica. La prevenzione, vale a dire la riduzione dei consumi, è in cima alla gerarchia dei rifiuti. Al secondo posto la preparazione al riuso, già a partire dalla fase di progetto degli articoli e imballaggi. A seguire il riciclo, che può consentire l’impiego dei materiali riciclati per diversi utilizzi, anche in edilizia oltreché per la realizzazione di nuovi oggetti. Indi il recupero a fini energetici e, infine, lo smaltimento.

Diversi articoli in plastica saranno vietati in UE, grazie alla ‘SUP Directive’. Poiché essi possono venire realizzati in materiali diversi, di minor impatto ambientale. Precisamente:

▪ posate di plastica (coltelli, forchette, cucchiai e bacchette),

▪ piatti in plastica,

▪ cannucce di plastica,

▪ contenitori per alimenti in polistirene espanso, come le scatole da fast-food (con o senza copertura, per gli alimenti destinati al consumo immediato, in loco o da asporto, senza ulteriori preparazioni quali riscaldamento, cottura a bollitura),

▪ contenitori e tazze per bevande in polistirene espanso,

▪ prodotti in plastica oxo-degradabile (un materiale contenente additivi che in condizioni aerobiche favoriscono l’ossidazione della plastica in microframmenti. Fonte di inquinamento da microplastiche nell’ambientenei cibi , non compostabile, di ostacolo al riciclaggio della plastica ‘tradizionale’)

▪ bastoncini in plastica con cotone. 

I tappi e coperchi saranno ammessi a condizione di rimanere uniti ai rispettivi contenitori a seguito del consumo dei prodotti. Un passaggio indispensabile – sebbene osteggiato da Big Food (es. Coca-Cola, Danone, Nestlé e PepsiCo) secondo cui i costi supererebbero i benefici – per prevenire l’inquinamento e aumentare il tasso di riciclo. (2)

SUP, riduzione dei consumi e altre misure su altri articoli in plastica 

Gli Stati membri dovranno adottare le misure necessarie a conseguire una riduzione misurabile del consumo di contenitori in plastica per alimenti (es. scatole da fast-food e take-away) e bevande, ivi compresi tappi e coperchi.

Sul fronte del riciclo dovrà venire raggiunto un tasso di raccolta differenziata pari al 90% per le bottiglie in plastica, entro il 2029. Le nelle bottiglie per bevande in PET dovranno venire realizzare con plastica riciclata nella misura minima del 25% dal 2025, 30% dal 2030. (3)

Le salviette umidificate, cioè le salviette pre-inumidite per igiene personale o uso domestico, dovranno recare una marcatura sull’imballaggio volta a informare i consumatori sulla presenza di plastica e i danni associati alla dispersione nell’ambiente.

I filtri per tabacco in materiali plastici, secondo prodotto in plastica monouso più frequentemente disperso nell’ambiente, innescano un regime di responsabilità estesa a carico dei produttori. I quali dovranno farsi carico dei costi dei sistemi pubblici di raccolta dei mozziconi, comprese le infrastrutture (es. contenitori appositi, nei punti pubblici di raccolta dei rifiuti). Sigarette e altri prodotti di tabacco con filtri in plastica dovranno recare un’apposita notizia, come le salviette.

SUP, le criticità

La direttiva ‘plastiche monouso’ rappresenta senza dubbio un successo per il legislatore europeo. Per l’avanguardia – seconda solo al Regno Unito (4) – nella disciplina di un tema cruciale per l’ambiente. E l’insolita rapidità nel suo iter di approvazione. Non mancano tuttavia alcune criticità, grave la prima:

– riduzione del consumo di contenitori e coppette per alimenti. Nessun obiettivo vincolante è stato definito a livello UE, né alcun obbligo di adottare obiettivi è stato imposto agli Stati membri. Limitandosi ad affermare che questi ultimi devono ‘ridurre significativamente’ il loro consumo, lasciandolo vago e aperto,

– obiettivo di raccolta differenziata dei contenitori per bevande (90%). Ritardo di 4 anni (dal 2025, ove è invece stato fissato un obiettivo intermedio del 77%, al 2029), rispetto alle previsioni originarie,

– tappi e coperchi uniti ai contenitori delle bevande. Ritardo di 3 anni, dal 2021 al 2024

– arbitrio concesso agli Stati membri, i quali potranno scegliere se ottenere la riduzione dei consumi o adottare altre misure attraverso accordi volontari con le industrie. (5)

Le nuove leggi rappresentano un primo colpo significativo al mostro dell’inquinamento plasticoIl loro impatto tuttavia dipende dall’attuazione da parte dei nostri governi nazionali, i quali devono subito adottare obiettivi ambiziosi.

Bisogna tagliare le materie plastiche monouso e garantire che i produttori paghino per il loro inquinamento.

L’appello pubblico per fermare l’inquinamento plastico è forte e rumoroso, è inaccettabile ignorarlo.’ (Delphine Lévi Alvarès, coordinatore europeo del movimento Break Free From Plastic)

Dario Dongo

Note

(1) Alla mitigazione dell’inquinamento dei mari è altresì dedicata la direttiva su impianti portuali di raccolta dei rifiuti marini. Sulla quale è di recente intervenuto un accordo tra Parlamento europeo e Consiglio

(2) I tappi sono invero spesso ritrovati come rifiuti separati dalle bottiglie e vengono talora ingeriti per intero dalla fauna acquatica

(3) L’obiettivo di riciclo è definito in termini di media annuale complessiva, per ogni Stato membro

(4) V. https://www.theguardian.com/environment/2018/dec/18/packaging-producers-to-pay-full-recycling-costs-under-waste-scheme?CMP=share_btn_fb

(5) In ambito EPR (extended producer responsibility)

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