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Colline del Prosecco patrimonio Unesco. Urge la conversione al  biologico

Colline del Prosecco patrimonio Unesco. Urge la conversione al biologico

Le colline del  prosecco  di Conegliano Valdobbiadene  sono diventate patrimonio mondiale dell’umanità #UNESCO. (1) Bisogna però risolvere con urgenza un serio problema di sanità pubblica e dell’ecosistema causato proprio dalla viticoltura intensiva. L’uso eccessivo e incontrollato  di pesticidi e altri agrotossici. Il biologico è l’unica soluzione possibile e i consumAttori devono essere i primi a imporla.

Colline del prosecco di  Conegliano Valdobbiadene, patrimonio dell’Umanità

La proclamazione  delle colline del #Prosecco di Conegliano Valdobbiadene come patrimonio mondiale dell’umanità ha avuto luogo a Baku, in Azerbaigian, alla 43a sessione del Comitato del Patrimonio mondiale Unesco. Il voto unanime dei 21 Stati membri conferma l’ottimo lavoro di squadra condotto dalla Farnesina con il ministero delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo (MiPAAFT), la Regione Veneto e il Comitato promotore della candidatura.

Le splendide Colline del Prosecco  di Conegliano e Valdobbiadene sono da oggi il 55° sito italiano iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO. Con la decisone dell’apposito Comitato di selezione UNESCO, si riconosce il  valore universale di un paesaggio culturale e agricolo unico, scaturito da una straordinaria, sapiente interazione tra un’attività produttiva di eccellenza e la natura di un territorio affascinante.’  (Enzo Moavero Milanesi, ministro degli Esteri. V. nota 2)

Il Consorzio di Tutela  della Denominazione di Origine Controllata Prosecco rispetta da anni un disciplinare teso a ridurre il più possibile l’impatto del sistema agricolo e che vieta l’utilizzo di principi attivi come il glisofate. Crediamo che anche questa attenzione all’ambiente abbia contribuito al successo di oggi’, afferma la Cia-Agricoltori italiani. Il Consorzio ha invero deciso, a febbraio 2018, il divieto di impiego di erbicidi contenenti  glifosate  e altri agrotossici. A partire dall’1.1.19, con alcune deroghe. ‘Il divieto si estende anche a tutti gli altri erbicidi, eccetto quelli di origine naturale e biologica, salvo nei casi di vigneti giovani entro i tre anni di vita oppure in aree di pendenza dove risulta impossibile l’utilizzo di mezzi meccanici’. (3)

È un risultatostraordinario, atteso da tempo, motivo di orgoglio non solo per il Veneto ma per l’Italia intera. Un riconoscimento per l’unicità del territorio e del suo prodotto principe, la sua valenza economica ma anche culturale, agricola, paesaggistica e turistica. Vengono finalmente valorizzate colline vitate, uniche, inconfondibili, che tutto il mondo apprezza, così come il prosecco prodotto dalle sue uve’ (Massimiliano Giansanti, presidente nazionale di Confagricoltura).  ‘Un risultato atteso’, secondo Coldiretti.

Prosecco, questioni  di salute pubblica e ambiente

La candidatura  a patrimonio dell’umanità era stata proposta già dal 2010. Ma non tutti erano né sono d’accordo. Non lo sono diverse sigle ambientaliste – raccolte nel  Pesticides Action Network  (#PAN) e nella Marcia #StopPesticidi – che per anni hanno denunciato gli effetti devastanti di viticoltura intensiva e impiego di agrotossici nella filiera del prosecco. Ambientalisti e residenti denunciano i pericoli di salute pubblica e contaminazione ambientale che derivano dal modello agricolo in auge. Monocultura e (ab)uso di ‘agrofarmaci’ (un eufemismo).

Patrizia Gentilini  – medico oncologo ed ematologo, membro di ISDE  (network  internazionale dei medici per l’ambiente) – ha espresso posizione proprio a ridosso del voto Unesco, il 6.7.19, sul Fatto Quotidiano. ‘Perché tanta contrarietà ad una candidatura che formalmente rappresenterebbe un ulteriore riconoscimento per il nostro Paese? I motivi sono presto detti e risiedono nel fatto che le colline di Conegliano Valdobbiadene sono ormai diventate il simbolo di una monocoltura vinicola industrializzata che fa un uso smodato di pesticidi, cancella la biodiversità, mette sempre più a rischio la qualità delle acque, del suolo e soprattutto la salute delle comunità locali’. (4)

I cittadini di Conegliano  avevano promosso qualche tempo fa un referendum per liberare il loro territorio dai pesticidi. Hanno denunciato l’impiego di pesticidi non autorizzati, in orari non permessi, con violazione delle distanze di sicurezza  e irrorazione in prossimità delle scuole. (5)

Il coordinamento #ColtiviAMOfuturo  insiste per applicare una strategia territoriale sistemica, volta a salvaguardare la salute degli abitanti, la natura e la biodiversità. A fronte di dati preoccupanti sul consumo di suolo e di agrochimica in un territorio già afflitto da varie contaminazioni ambientali. È indispensabile riferirsi al principio di precauzione e attivare una serie di misure, nella prevenzione e nel monitoraggio. Tenuto conto degli effetti, additivi e sinergici, dei  cocktail  di sostanze impiegati nei vigneti.

La Marcia Stop Pesticidi  ha così commentato su Facebook la proclamazione dell’Unesco. ‘La vittoria di Pirro! Ha vinto il marketing della monocoltura. Hanno perso i cittadini e il Territorio’. Denunciando, sul proprio sito internet, il ‘marketing territoriale’ dell’operazione-prosecco. ‘Come può essere considerata Patrimonio dell’Umanità l’area del Prosecco Docg, un’area  dove insiste un’agricoltura “industriale”, monocolturale, intensiva, un’agricoltura che avvelena le acque  di superficie e di falda, che disbosca, che fa terra bruciata di altre culture, fossi, siepi, prati stabili’. (6)

Prosecco bio, l’unica vera soluzione

L’unica soluzione, nello scenario attuale, è quella di convertire i vigneti al sistema  biologico. Solo così si potrà garantire la salute dei residenti e la tutela dell’ecosistema. Con l’ulteriore vantaggio – che la stessa Coldiretti ha finalmente saputo cogliere, dopo tanti anni, al Vinitaly 2019  – di aggiungere ai prodotti un valore sempre più riconosciuto dai consumatori globali.

I consumAttori  hanno la responsabilità di imporre questo cambiamento, scegliendo solo e rigorosamente prosecco bio. Remunerando, con un prezzo lievemente maggiore sulle bollicine, il rispetto della natura e dei suoi abitanti. Quanto più questa scelta sarà coesa e determinata, tanto più rapido e diffuso sarà il processo di conversione al biologico. Che da segmento di nicchia, se pure in crescita, potrà diventare la regola aurea. Per il bene di tutti.

Dario Dongo  e Sabrina Bergamini

Note
1. Two cultural sites added to UNESCO’s World Heritage List
https://en.unesco.org/news/two-cultural-sites-added-unescos-world-heritage-list
2. Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene iscritte nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO
https://www.esteri.it/mae/it/sala_stampa/archivionotizie/approfondimenti/2019/07/le-colline-del-prosecco-di-conegliano-e-valdobbiadene-iscritte-nella-lista-del-patrimonio-mondiale-dell-umanita-dell-unesco.html
3. Stop all’uso del glifosate: svolta storica nell’area del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG
http://www.prosecco.it/it/stop-alluso-del-glifosate-svolta-storica-nellarea-del-conegliano-valdobbiadene-prosecco-docg/
4. Prosecco patrimonio Unesco? Noi ambientalisti protestiamo e il motivo è presto detto https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/07/06/prosecco-patrimonio-unesco-noi-ambientalisti-protestiamo-e-il-motivo-e-presto-detto/5303882/
5. Referendum contro i pesticidi del Prosecco https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/referendum-contro-i-pesticidi-del-prosecco
6. Marcia stop pesticidi
Sulla perdita di credibilità dell’Unesco in Veneto, vedi https://www.marciastoppesticidi.it/notiziario/162-sulla-perdita-di-credibilita-dell-unesco-in-veneto.html

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