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#ColtiviAMOfuturo, #NoPesticidi alla Camera per il Veneto

#ColtiviAMOfuturo, #NoPesticidi alla Camera per il Veneto

Proseguono le iniziative per liberare ambiente e popolazioni dall’effetto deriva dei pesticidi. Dopo la mozione unanime #NoPesticidi alla Camera, il 26.3.19 siamo scesi a Montecitorio al fianco dei cittadini veneti del Coordinamento #ColtiviAMOfuturo, con 6.700 firme.

ColtiviAMOfuturo, fermare la tragedia in Veneto

Le colline del Prosecco registrano il primato nazionale per consumo di suolo e impiego di agrotossici, nel Valdobbiadene e non solo. Quasi 12 kg per ettaro, a fronte della media italiana di 4,62 e quella europea di 1,92. Il sistema produttivo del Nord-Est segue un modello antitetico rispetto ai principi dell’agricoltura sostenibile che pure, almeno in teoria, dovrebbero animare le politiche europee e nazionali di settore.

Il Coordinamento ColtiviAMOfuturo, formato da associazioni dell’area GAMP (Grappa, Asolo, Montello, Piave), afferma l’esigenza di applicare il principio di precauzione. Per proteggere la salute dei cittadini rispetto a gravi rischi di cui si ha contezza quanto basta, per pretendere l’adozione di doverose misure. E se già i rifiuti plastici inceneriti al cementificio di Pederobba avevano ammorbato l’aria, è arrivata la tempesta. Agrotossici a catinelle, in una camera a gas a cielo aperto ove la vite comanda le vite. E i veleni percolano, nelle acque e nei suoli, alla deriva.

ColtiviAMOfuturo, la petizione

La petizione del Coordinamento mira a ottenere l’adozione di alcune semplici e logiche misure:

‘1) limitare la superficie comunale coltivabile a monocoltura, utilizzando gli strumenti urbanistici a loro disposizione, così come avviene per le aree edificabili,

2) aprire un tavolo di discussione sul Regolamento di utilizzo dei fitofarmaci, proposto ai comuni dal Consorzio della Docg Asolo. Regolamento che tanti Comuni hanno già approvato o stanno per approvare, senza averne discusso i contenuti con i portatori d’interesse diversi dal consorzio stesso, in primis i cittadini. Regolamento che attualmente non salvaguarda sufficientemente la salute e l’ambiente (poiché non è prevista, a esempio, la concreta attuazione dei controlli),

3) accertare che gli uffici tecnici comunali verifichino il pieno rispetto delle zone sottoposte a vincoli ambientali (SIC, ZPS, corridoi ecologici), paesaggistici e idrogeologici. Come troppo spesso non accade, secondo Il Coordinamento ColtiviAMO il futuro,

4) stabilire una moratoria nelle autorizzazioni di nuovi impianti, con deroghe concesse possibili solo per piccole quote d’impianto limitate ai piccoli agricoltori di lunga data, provatamente legati al territorio,

5) richiedere ai consorzi vitivinicoli la compartecipazione ai costi per i controlli e ai costi di un piano di monitoraggio generale sull’utilizzo dei fitosanitari. In accordo a quanto stabilito dal PAN e in base al principio ‘chi inquina paga’.

ColtiviAMO il futuro, convegno 26.03.19 alla Camera

Sara Cunial (M5S) ha introdotto la discussione denunciando il modello agricolo e industriale presente in Veneto, che i cittadini inermi pagano con la salute propria e della loro progenie. Cambiare si può e anzi si deve. Con l’obiettivo di lasciare ai nostri figli una memoria più dignitosa delle generazioni precedenti a cui si devono PFAS, prosecco avvelenato e suoli divorati. (1)

Manlio Masucci (Navdanya International) ha moderato l’incontro mettendo in luce la necessità di applicare al caso veneto la Convenzione internazionale per i diritti dell’uomo, e il principio di sussidiarietà che in Europa ne costituisce riflesso per quanto attiene a salute umana e animale. Il Veneto continua a subire devastazioni ambientali, prima a causa di un’urbanizzazione (civile ed industriale) irrazionale e selvaggia, ora a causa degli agrotossici che immondano le monocolture di vite e tutto quanto vi sta attorno.

Va riaffermato il principio di sussidiarietà, le comunità locali devono poter decidere le priorità di tutela dei loro diritti. Ed è grottesco che la capacità di auto-determinazione venga a mancare proprio in una delle Regioni ove più s’invoca autonomia. Laddove invece nell’ottica Roma la magistratura amministrativa è giunta al paradosso di chiedere al Comune di Malles, in Alto Adige, il rimborso dei 24 mila euro investiti per il referendum #NoPesticidi. (2) Il cui esito favorevole, a maggioranza plebiscitaria, è stato vergognosamente bloccata dal TAR.

Andrea Lovisetto (Coordinamento ColtiviAMOfuturo) ha descritto l’amenità dei paesaggi veneti, avvertendo però come i loro equilibri vengano turbati dall’invasione dei vigneti, che nel 2017 sono giunti a occupare il 27% della superficie agricola utilizzabile (SAU). Esponendo le popolazioni e l’ambiente non solo a enormi quantità di pesticidi, ma anche alla concreta minaccia della biodiversità.

Il valore del suolo come fornitore di servizi ecosistemici, ossia di ‘benefici multipli forniti dagli ecosistemi al genere umano’, viene ormai riconosciuto da molti, almeno a parole. Ma le misure regionali e locali di conservazione sono approvate con gravissimi ritardi e i loro fondi, per quasi 20milioni di euro, rafforzano la monocoltura della vite in luogo della biodiversità. E regolamenti comunali sull’uso sostenibile di fitofarmaci sono del tutto inefficaci, con misure blande e limitate ad aree ristrette, del tutto prive di adeguati controlli.

Mauro Moretto (Coordinamento ColtiviAMOfuturo), ha segnalato la tragica vicenda del cementificio di Pederobba, storico inceneritore di pneumatici da poche settimane ammesso a bruciare anche i rifiuti di plastica. Il Comitato ha chiesto uno studio epidemiologico retrospettivo, tuttavia negato sia dall’azienda sanitaria locale che dal Comune. La combustione dei rifiuti di plastica è stata dunque autorizzata senza neppure verificare quali danni lo stesso impianto abbia già provocato ai cittadini in decenni di copertoni bruciati. Irresponsabilità e vergogna.

Contaminazioni ambientali e salute umana

Patrizia Gentilini – oncologo ed ematologo, ISDE Italia (Associazione Medici per l’Ambiente) – è intervenuta al convegno per evidenziare la necessità di portare avanti la ricerca scientifica sui pericoli associati al cd. effetto cocktail. Vale a dire, l’esposizione sinergica e cumulativa a una pluralità di fonti di inquinamento. Le emissioni in atmosfera inevitabilmente contaminano la catena alimentare con diossine, metalli pesanti e altri contaminanti, che si aggiungono ai numerosi principi attivi di pesticidi già rilevati da ISPRA nelle acque superficiali e di falda. ‘Come i Pavesini inzuppati nel veleno’, è l’efficace metafora adottata da Patrizia Gentilini per descrivere la situazione attuale e denuncia la collusione delle istituzioni sul territorio con i privati che avvelenano l’ecosistema.

‘L’aria che respiriamo è un cocktail di sostanze pericoloseISDE è pronta a documentare le decine di migliaia di morti, oltre 80 mila in Italia per soli tre inquinanti: PM 2.5 (cioè le polveri sottili, nel particolato atmosferico), biossido di azoto e ozono.

L’inquinamento dell’aria è causa di mortalità prematura nel breve e nel lungo termine, portando con sé una moltitudine di sciagure. Aumentano i rischi di nascite premature, malformazioni e aborti, leucemie acuta, disturbi della crescita, diabete, malattie neurogenerative, tumori ai polmoni e alla vescica.

Gli interferenti endocrini contenuti nei pesticidi alterano la funzione riproduttiva, gli ormoni steroidei e gli ormoni ipofisari, sessuali, determinando problemi di fertilità. Ma le autorità pubbliche – a livello europeo, nazionale e locale – privilegiano gli interessi delle Corporation dei pesticidi, le Big 4 rispetto a quelli dei cittadini che dovrebbero rappresentare. Non si tiene perciò in alcun conto il problema rappresentato i cui effetti nefasti si evidenziano, tra l’altro, nel drastico calo delle nascite in Italia ancor più che in Europa.

#NoPesticidiil ruolo di cittadini e consumAttori 

Pietro Bianco (European Consumers) evidenzia come i cittadini stiano iniziando a organizzarsi anche nelle aule di tribunale, sulla scia delle 11 mila denunce contro Bayer. La Carta dei diritti fondamentali UE impone di riferire ogni politica al paradigma dello sviluppo sostenibile. Vale a dire che, qualora le amministrazioni debbano scegliere tra interessi economici e ambientali, i secondi devono venire favoriti. Ecologia e economia devono avanzare in parallelo, anziché in antitesi come tuttora spesso accade.

‘Ecologia’ proviene dalla stessa parola greca da cui deriva ‘economia’. Entrambe rimandano alla dimensione della casa, dell’ambiente di vita. La logica di mercato tende invece a contrapporle, separando la sfera della natura da quella sociale, l’ecologia dall’economia. La natura viene definita tale quando é disabitata; pertanto la sua tutela si riduce a una conservazione del verde ‘selvaggio’. Se lo sviluppo economico viene concepito esclusivamente come produzione di merci, la natura e le pratiche economiche di autosostentamento non sembrano avere una funzione produttiva. Al contrario, l’economia della natura é il primo e fondamentale fattore di sussistenza su cui si fonda qualsiasi modello di sviluppo (Vandana Shiva, ‘Il bene comune della terra’).

Il protocollo agronomico del Prosecco contempla 144 prodotti ‘fitosanitari’ che contengono sostanze tossiche e molto tossiche per la vita acquatica, con effetti persistenti, trovate infatti nelle acque in quantità tali da violare sia le norme europee, sia quelle nazionali (Dati ARPA Veneto) (3). Non è un caso che questa regione mostri un’incidenza di tumori più elevata rispetto alla media nazionale. E le alternative non mancano, atteso che i fitofarmaci possono venire sostituiti – o in ogni caso, drasticamente ridotti – con pratiche agronomiche sostenibili e interventi biologici a basso impatto.

Renato Bottiglia, coordinatore del gruppo No pesticidiha ricordato come la petizione ‘NOPESTICIDI’ – che invitiamo a sottoscrivere e promuovere seguendo questo link  – ha superato le 30.000 firme. Il primo obiettivo è quello di ottenere l’introduzione, nel nuovo Piano di Azione Nazionale (PAN) sui pesticidi, di due regole indispensabili:

  • distanze di sicurezza inderogabili. Le irrorazioni non devono mai avvenire a distanze inferiori ai 50 m da abitazioni e campi coltivati a produzione biologica,
  • dovere di preavviso dei confinanti, almeno 72 ore prima di ogni trattamento, con esposizione di cartelli che avvisino dei pericoli per la salute legati all’esposizione ai pesticidi.

Paola Nugnes (M5S), cofirmataria della proposta di legge sul consumo di suolo ora in discussione al Senato, ha chiuso il convegno del 26.3.19. Esprimendo il più grave ostacolo, la difficoltà di coordinare la legge nazionale con quelle regionali, che quasi sempre realizzano obiettivi opposti rispetto a quelli dichiarati. Con il vizio culturale diffuso secondo cui lo sviluppo economico non possa prescindere dal consumo del nostro patrimonio ambientale. Trascurando i limiti di quest’ultimo e l’interesse collettivo alla sua conservazione.

#Égalité!

Dario Dongo e Giulia Torre 

Note

(1) L’inquinamento da PFAS in Veneto è venuto alla luce nel 2013, quando uno studio del CNR ha rilevato la contaminazione da sostanze a elevata tossicità in un’area abitata da oltre 350 mila persone. V. https://www.greenpeace.org/italy/attivati/lacqua-contaminata-non-ce-la-beviamo/

(2) Il 70% degli aventi diritto si è presentato alle urne, il 75% di loro ha votato a favore dell’inserimento nello statuto del Comune del divieto di usare pesticidi come ‘fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, conformemente al principio dello sviluppo sostenibile

(3) Cfr. http://www.europeanconsumers.it/wp-content/uploads/2019/03/Analisi-ecologica-del-protocollo-viticolo-DOCG-prosecco-2018-Massimiliano-Bianco.pdf

 

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