Innovazione

Microalghe e Novel Food, gravi incertezze in UE

Microalghe e Novel Food, gravi incertezze in UE

L’applicazione del regolamento (UE) 2015/2283, in tema di Novel Food, continua a esporre gli operatori a gravi incertezze. Con buona pace della libera circolazione delle merci nel mercato interno. Il caso delle microalghe della famiglia Chlorella.

Chlorella, utilizzi e prospettive

Le microalghe Chlorella pyrenoidosa, Chlorella vulgaris e Chlorella luteoviridis sono tradizionalmente utilizzate in Europa nella produzione di alimenti e integratori alimentari. Le tre specie sono infatti elencate, nel catalogo dei Novel Food tenuto dalla Commissione europea, quali alimenti tradizionali. (1) E proprio in quanto è stata raccolta prova del loro consumo alimentare diffuso e sicuro prima del 15.5.97, si esclude l’applicazione a tali specie del regolamento sui nuovi alimenti (reg. CE 258/97, abrogato e sostituito dal reg. UE 2015/2283). (2)

L’utilizzo di microalghe della famiglia Chlorella, come si è visto, è stato inoltre sperimentato con successo nella bio-decontaminazione di acque e reflui da composti organici e residui di pesticidi. Le prospettive di loro impiego nella bonifica ambientale e in agricoltura sono quindi altresì promettenti. Quali alternative economiche e naturali – nonché compatibili con l’agricoltura biologica – ad altri trattamenti e sostanze di sintesi chimica.

Chlorella vulgaris e Chlorella protothecoides, storica confusione

Gli aggiornamenti periodici della tassonomia, nel corso degli anni, hanno condotto alla revisione del nome di Chlorella luteoviridis, ribattezzata Heterochlorella luteoviridis. E soprattutto, la revisione delle analisi sulle raccolte di colture algali ha mostrato la ripetuta confusione nell’identificare come Chlorella vulgaris alcuni ceppi di Chlorella pyrenoidosa. Tale analisi, supportata da diversi studi scientifici, suggerisce che Chlorella pyrenoidosa potrebbe essere stata consumata come ingrediente alimentare, in Europa, prima del 1997.

Il CEVA (Centre d’Études & de Valorisation des Algues) – nel proprio rapporto ‘Macroalgues et microalgues alimentaires – Statut règlementaire en France et en Europe, Synthèse CEVA 2019’, aggiornato al 19.3.20 – riconosce in effetti l’utilizzo tradizionale di Chlorella pyrenoidosa nella produzione di alimenti e integratori alimentari (3,4). Dato atto della sua storica ‘inesatta classificazione’ (o confusione) con Chlorella vulgaris.

Chlorella protothecoides, incertezza di status nel mercato interno

La Commissione europea, negli ultimi mesi, ha raccolto prova di quanto dedotto da CEVA. A seguito di interlocuzione con il governo francese, il quale aveva trasmesso il suo rapporto all’Unità E2- Food processing technologies and novel foods della DG Sante. Nondimeno i funzionari di Bruxelles si sono a tutt’oggi astenuti dall’aggiornare il registro europeo dei Novel Food, confermando lo status di alimento tradizionale della specie in esame.

Questa incertezza – al pari di altre, che abbiamo più volte denunciato, sui derivati di Cannabis Sativa L. – è causa di grave ostacolo per la libera circolazione delle merci nel mercato interno. Gli operatori infatti, in assenza di una applicazione uniforme del regolamento sui Novel Food, sono costretti ad affrontare oneri amministrativi e rischi di contestazioni ogni qualvolta intendano immettere un alimento in circolazione nei vari Paesi membri.

Mercato interno, PMI e ostacoli all’innovazione

L’incertezza giuridica è il primo e più grave ostacolo ostacolo all’innovazione alimentare. Ed è causa di inaccettabili distorsioni della concorrenza a danno delle PMI e microimprese, le quali rappresentano oltre il 90% degli operatori in Unione Europea e sono generalmente prive delle risorse economiche per affrontare onerose consulenze regolatorie nei diversi Stati membri.

L’innovazione alimentare, la ricerca e lo sviluppo sono tra l’altro focalizzati proprio su ingredienti dotati di caratteristiche peculiari e pregevoli dal punto di vista nutrizionale. Come le microalghe e la canapa, le quali entrambe sono preziose fonti di proteine e aminoacidi essenziali, acidi grassi Omega 3 e vari fitocomposti.

La strategia UE Farm to Fork non può prescindere dal rimuovere con urgenza questi ostacoli che incidono, tra l’altro, su filiere sostenibili e improntate a modelli di economia circolare.

Dario Dongo

Note

(1) European Commission. Novel Food catalogue 

(2) Commissione europea. ‘Human Consumption to a Significant Degree’. Information and Guidance Document. https://ec.europa.eu/food/sites/food/files/safety/docs/novel-food_guidance_human-consumption_en.pdf

(3) CEVA. Macroalgues et microalgues alimentaires – Statut règlementaire en France et en Europe, Synthèse CEVA 2019Aggiornamento 19.3.20

(4) CEVA considera altresì dimostrato l’impiego tradizionale in UE di Chlorella sorokiniana e Parachlorella kesleri. Ulteriori incertezze

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