Innovazione

La bevanda funzionale che riduce la risposta glicemica

La bevanda funzionale che riduce la risposta glicemica

Un gruppo di ricercatori svedesi sceglie gli USA per lanciare una bevanda funzionale e innovativa – gassata, ma senza zucchero – in grado di ridurre la risposta glicemica. #GoodIdea!
Torniamo a sorprenderci con una bella notizia, che ci conferma come sia sempre possibile contribuire al bene pubblico (anche nell’industria delle bevande). E ci induce anche a una riflessione, perché innovare in Europa è così difficile?

Good Idea’, storia e obiettivi

‘Good Idea’ – anzi, Excellent Idea (!) – è la seconda, geniale iniziativa dei fratelli Bjorn e Rickard Öste. La prima fu ‘Oatly’, una bevanda naturale a base di avena, alternativa al latte, sviluppata nei primi anni ‘90 del secolo scorso. (1) Su iniziativa di Rickard Öste – professore e scienziato di fama nella chimica degli alimenti – che a tal fine organizzò un gruppo multidisciplinare di ricercatori presso l’Università di Lund (Svezia).

‘Oatly’, la bevanda naturale all’avena, consentì ai fratelli svedesi di uscire dal mercato scandinavo per approdare prima in Inghilterra, poi in USA e in Cina. Mercati vivaci e capaci di apprezzare un’innovazione di effettivo valore per la salute pubblica. L’avena infatti, al pari dell’orzo, è ricca di fibre solubili tra cui si distinguono i betaglucani, che contribuiscono a controllare il colesterolo nel sangue. Nonché a ridurre, nell’ambito di un pasto, l’aumento del glucosio ematico post-prandiale. (2)

Affrontare la ‘diabesity – vale a dire, l’epidemia globale di obesità e diabete – mediante lo sviluppo e l’offerta di alimenti funzionali che possano contribuire alla sua prevenzione è il fulcro di #GoodIdea. La seconda impresa dei fratelli Öste che a sua volta deriva da un progetto realizzato con lo ‘Anti Diabetic Food Center’ della Lund University. E ha infatti arruolato come Chief Scientific Officer un suo professore associato, Mrs. Elin Östman.

‘Good Idea’, la bevanda funzionale

La prima ‘Good Idea’ è quella di aiutare il metabolismo a gestire il picco glicemico che segue al consumo di pasti ricchi in carboidrati semplici (es. zuccheri). Precedenti ricerche della Lund University avevano associato all’assunzione di siero di latte – prima e durante un pasto ricco di carboidrati semplici – un apprezzabile incremento della produzione di insulina. Con una conseguente, significativa riduzione della risposta glicemica relativamente elevata. Tale effetto è stato poi osservato anche con altre proteine ​​alimentari.

Gli studi successivi hanno consentito di identificare i cinque aminoacidi essenziali il cui apporto – prima e durante il pasto – risulti in grado di stimolare la produzione di insulina e ridurre il picco glicemico (in aggiunta ad altre preziose funzioni). I ricercatori hanno così realizzato un’alchimia di tali aminoacidi con una piccola quantità di cromo, a sua volta noto per avere un ruolo favorevole nella regolazione glicemica.

La bevanda funzionale sviluppata grazie a queste ricerche è un’acqua con aggiunta di anidride carbonica, aromi e il ‘6-pack’. Che in questo caso non indica la ‘tartaruga addominale’, come in gergo, bensì la combinazione dei 5 aminoacidi essenziali con il cromo. (3) L’efficacia della bevanda nel controllare la risposta glicemica è stata valutata in una serie di studi in doppio cieco contro placebo. Con risultati che convergono sulla riduzione del picco glicemico dopo un pasto ricco di carboidrati semplici, -25% in media, rispetto al placebo. (4)

Health claim, il contesto europeo

Il cromo – naturalmente contenuto in diversi alimenti, tra cui i legumi e il cacao – è un sale minerale a cui vengono associati diversi benefici per la salute umana. Il regolamento (UE) n. 432/12, nel fornire un elenco tassativo dei soli health claim autorizzati in Unione Europea, riporta due benefici associati all’apporto di tale minerale:

– ‘contribuisce al normale metabolismo dei macronutrienti’,

– ‘contribuisce al mantenimento di livelli normali di glucosio nel sangue.’ (5)

Entrambe le indicazioni citate possono venire impiegate solo su alimenti che contengano almeno una ‘quantità significativa’ di cromo trivalente. Vale a dire, una quantità pari al 15% del c.d. Valore Nutritivo di Riferimento (VNR) per 100 g di alimento solido (o 100 ml nel caso di prodotti diversi dalle bevande, es. condimenti, o per porzione nei prodotti mono-dose), e al 7,5% del VNR per le bevande. (6)

Poiché il VNR relativo al cromo è pari a 40 μg/die, il claim nutrizionale ‘fonte di cromo’ può venire utilizzato in etichetta e pubblicità di una bevanda a condizione che essa contenga 3 μg di cromo in 100 ml. (7) E al ricorrere di tale condizioni possono venire espresse, a scelta, una o entrambe le indicazioni relative alla salute associate al cromo, come sopra indicate.

Qualora invece si intendano esprimere concetti ulteriori – in particolare, quello relativo alla riduzione (e all’entità della riduzione) del picco glicemico a seguito di un pasto – in Europa è necessario presentare una domanda di autorizzazione preventiva dell’apposito health claim. (8) La quale comporta inevitabilmente un ritardo di almeno un anno al lancio del prodotto sul mercato (time to market).

Il contesto normativo europeo continua a essere di grave ostacolo all’innovazione nel settore alimentare. Con riguardo agli health claim, come pure ad altri casi di cibi e ingredienti funzionali. (9) I costi associati alle procedure e le incertezze sui loro esiti – legati sia a valutazioni scientifiche (da parte dell’Efsa, European Food Safety Authority), sia al vaglio politico della Commissione Europea (e degli Stati membri) – costituiscono inoltre una barriera di accesso per le PMI e le startup innovative, già afflitte dalla sistematica difficoltà di accesso al credito.

Health claim, la situazione in USA

Le acque frizzanti funzionali Good Idea® sono state registrate negli Stati Uniti come integratori alimentari, con l’indicazione ‘Può aiutare chi ha livelli normali di zucchero nel sangue a gestire il picco di zucchero dopo un pasto’. L’etichetta della bevanda, sul sito web aziendale, presenta un claim dirompente, ‘Cut your sugar spikes, dump the post meal slump’ (letteralmente, ‘taglia i Tuoi picchi glicemici, abbatti il crollo post-prandiale’).

‘La sua miscela di cinque aminoacidi e cromo ha dimostrato scientificamente di ridurre il picco di zucchero nel sangue dopo un pasto, in media, del 25%. Per dirla semplicemente, gli aminoacidi preparano il metabolismo per prendersi cura dei carboidrati in modo migliore, mentre la piccola quantità di cromo perfeziona ulteriormente il processo e riduce il desiderio di zucchero. L’effetto è stato confermato da studi indipendenti in Svezia, Germania, Canada e Stati Uniti (Orlando, FL).’

L’operatore precisa che la Food & Drug Administration (FDA, USA) non ha ancora valutato nei dettagli le indicazioni sulla salute sopra esposte, e che in ogni caso l’integratore non ambisce a prevenire né trattare o citare le malattie. La differenza sostanziale di contesto normativo è costituita dal fatto che in USA – sulla base delle prove scientifiche già rese disponibili alle autorità – l’impresa può presentare fin da subito la propria innovazione, sotto la propria responsabilità. Senza dover attendere un anno né affrontare ulteriori costi di burocrazia e incertezze.

L’approccio del legislatore d’Oltreoceano, si noti bene, non è solo business-friendly ma è soprattutto people-friendly. Poiché è la stessa popolazione USA – ove oggi si stimano 86 milioni di individui in condizione di pre-diabete, e si prevede una prevalenza di obesità prossima al 50% entro il 2030 (10) – a poter trarre immediato beneficio da un prodotto che può rappresentare ‘parte della soluzione’ alla diabesity in atto. (11)

#GoodIdea!

Dario Dongo

Note

(1) La ‘storia e filosofia’ di Oatly, su https://www.oatly.com/int/the-oatly-way

(2) V. reg. UE 432/12, Allegato

(3) V. www.goodideadrinks.com

(4) La bibliografia scientifica a supporto del progetto è riassunta ed elencata sul sito della società, alla pagina https://goodideadrinks.com/wp-content/uploads/SciRevJanuari2018.pdf

(5) Cfr. reg. UE 432/12 e successive modifiche, ‘relativo alla compilazione di un elenco di indicazioni sulla salute consentite sui prodotti alimentari, diverse da quelle facenti riferimento alla riduzione dei rischi di malattia e allo sviluppo e alla salute dei bambini

(6) Cfr. reg. UE 1169/11, Allegato XIII, punto 2

(7) Cfr. reg. UE 1169/11, Allegato XIII, punto 1

(8) Ai sensi del reg. CE 1924/06, articolo 15. L’eccessiva onerosità della procedura trova conferma nella scarsità dei dossier presentati e finalizzati negli ultimi anni. Al punto che l’ultimo aggiornamento dell’elenco degli health claim autorizzati in UE risale al 22.8.17 (!)

(9) In tema di health claims, si segnala la perdurante incertezza europea sulla disciplina dei botanicals (v. https://www.greatitalianfoodtrade.it/integratori/ingredienti-botanici-claims-e-produzione). Circa gli ingredienti funzionali, si citano i casi altrettanto incerti e attuali dei coloring foods e degli estratti vegetali con funzioni conservanti (v. https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/estratti-vegetali-nelle-carni-cortocircuito-in-europa)

(10) V. nota 9 al precedente articolo https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/coca-cola-falsa-propaganda-su-salute-e-benessere-rivolta-ai-teenager-studio-scientifico

(11) Per maggiori informazioni sulle regole vigenti in USA e in UE, in materia di health claims, si vedano anche le note 4 e 5 all’articolo https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/acido-oleico-e-prevenzione-malattie-coronariche-via-libera-in-usa

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