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Avena, da malerba a cereale benefico

L’avena, originaria del Mediterraneo e del Medio Oriente, si è radicata nel corso della storia come un alimento fondamentale, grazie al suo significativo apporto di proteine, lisina, fibre alimentari (β-glucano), vitamine e minerali. Qualità che ne fanno un ‘supercereale’.

Il mercato dell’avena

La produzione globale di avena, secondo la FAO, nel 2022 ha raggiunto circa 26 milioni di tonnellate. I primi produttori sono Canada e Russia, rispettivamente per il 20% e il 17% del totale. (1)

In Italia, la domanda cresce (come testimonia l’ultima edizione dell’Osservatorio Immagino) mentre la superficie coltivata diminuisce, principalmente a causa della diminuzione del patrimonio equino e delle caratteristiche della pianta, che si qualifica per

  • esigenze idriche elevate,
  • scarsa resistenza al freddo,
  • necessità di ambienti freschi e umidi.

Secondo l’Istat l’area coltivata ad avena in Italia, è diminuita del 17% circa, da 108.459 ettari nel 2010 a 102.597 ettari nel 2023. La produzione è scesa del 22% nel periodo 2010-2017, arrivando a 2.354.907 quintali nel 2023. (2)

Botanica

L’Avena Sativa L. è una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Poaceae. Si è diffusa in diverse parti del mondo, adattandosi a una moltitudine di condizioni climatiche, in particolare nei climi temperati. (3)

coltivazione avena nel mondo
Figura 1. Distribuzione geografica Avena [Fonte: Royal Botanic Garden Kew]
La pianta si presenta con steli eretti che possono raggiungere un’altezza variabile tra i 20 e i 150 cm, a seconda delle condizioni ambientali e della varietà. Gli steli sono caratterizzati da una struttura cava e non ramificata, con foglie lanceolate che emergono principalmente dalla parte superiore dello stelo. Le foglie, lunghe tra i 15 e i 40 cm e larghe da 5 a 15 mm, presentano superfici ruvide e terminano in una punta affilata, contribuendo alla caratteristica morfologia della pianta. (4)

La fioritura avviene generalmente tra luglio e agosto. La pianta produce una infiorescenza a pannocchia, eretta e aperta, lunga tra i 15 e i 30 cm, con rami laterali sottili che si diramano leggermente. Le spighette, che portano solitamente due o tre fiori, sono androgine e si caratterizzano per i loro involucri floreali superiori, talvolta privi di gluma. Durante la maturazione, le spighette tendono a pendere (allettamento), conferendo all’avena il suo aspetto caratteristico nei campi.

I semi dell’avena, detti cariossidi, presentano una forma ellissoide e sono piano-convessi, di dimensioni comprese tra 7 e 8,5 mm in lunghezza e 3 e 3,5 mm in larghezza. A maturazione, il pericarpo del seme rimane fuso con il tegumento esterno, o in alcuni casi, come nell’avena nuda, il seme si separa dalla buccia e cade nudo.

L’habitat naturale dell’avena comprende aree ruderali, terreni ricchi di azoto, e margini stradali, da livelli pianeggianti fino a zone montuose. Grazie alla sua resistenza e alla capacità di adattamento, si è affermata come coltura primaria in molte regioni, particolarmente dove sono presenti precipitazioni abbondanti e un clima temperato. (5)

Storia. Da malerba a cereale benefico

La coltivazione dell’avena risale al 2000 a.C. nelle regioni del Vicino Oriente. Il suo antenato selvatico, Avena sterilis, si originò nella Mezzaluna Fertile del Vicino Oriente, area riconosciuta come una delle culle dell’agricoltura.

Considerata in principio una malerba, venne poi apprezzata per le sue qualità come alimento e foraggio, specialmente in regioni con climi più freschi e umidi. Crebbe così la sua diffusione e la successiva domesticazione in varie parti del Medio Oriente e dell’Europa.

Gli antichi Greci e Romani inizialmente sottovalutarono l’avena, considerandola un alimento per animali più che un cereale per l’alimentazione umana. Il riconoscimento di questa pianta crebbe però nel tempo.

Nel Medioevo, iniziò lo studio delle sue diverse applicazioni e dei benefici per la salute. Botanici come Lonicer e Mattioli ne descrissero le proprietà medicinali e nutritive e ne suggerirono il consumo come alimento e come rimedio per varie malattie. (6)

Per secoli, l’avena bollita o il porridge costituirono un pilastro della colazione in molte culture, specialmente in Inghilterra, Scozia e Germania, testimoniando la sua evoluzione da semplice foraggio ad alimento fondamentale.

Coltivazione

La coltivazione dell’avena è ottimale nelle regioni temperate. È meno esigente in termini di calore estivo rispetto ad altri cereali come il grano, la segale o l’orzo, e mostra una maggiore tolleranza alla pioggia. I terreni ben drenati sono ideali per la sua crescita. Questa caratteristica rende l’avena particolarmente preziosa nelle aree con estati fresche e umide, come l’Europa nordoccidentale e l’Islanda.

La semina si effettua generalmente in primavera nelle regioni più fredde, appena il terreno diventa lavorabile. Ma può essere seminata sia in autunno che in primavera, a seconda del clima locale, e ha buone capacità di tollerare il freddo. I tassi di semina variano in base al tipo di terreno e alle condizioni climatiche, ma generalmente oscillano tra 100-175 chilogrammi per ettaro (Kg/ha). Le esigenze di fertilizzanti per l’avena includono azoto, fosforo (sotto forma di pentossido di fosforo) e potassio, con quantità specifiche che dipendono dalla fertilità del suolo precedente e dalle esigenze specifiche della coltura.

La gestione delle infestanti in campi di avena è fondamentale per garantire la massima resa. Come coltura di copertura, l’avena contribuisce a migliorare la struttura del suolo, a ridurre l’erosione e a contrastare le infestanti, soffocando naturalmente molte erbacce, alcune infestanti alte o a foglia larga possono comunque rappresentare un problema e possono richiedere l’uso moderato di erbicidi.

Sebbene generalmente resistente, la pianta può essere colpita da varie patologie, in particolare ruggine e antracnosi, che attaccano steli e foglie.

La fusariosi è una delle malattie più devastanti delle colture cerealicole, che influisce sulla resa e sulla qualità del raccolto, è un’altra minaccia. Questa malattia è causata da diverse specie di Fusarium. L’accumulo di micotossine nei chicchi di cereali è pericoloso per l’uomo e gli animali. Hofgaard et al. (2016) hanno studiato l’effetto della lavorazione del terreno sulla virulenza delle specie di Fusarium e hanno scoperto che la coltivazione del suolo influisce significativamente sul potenziale di inoculo di Fusarium. Due specie di Fusarium, F. avenaceum e F. graminearum, sono risultate avere un potenziale di inoculo inferiore sui terreni arati rispetto a quelli erpicati. (7)

La produzione in granella è molto variabile: la resa media oscilla tra le 3-5 tonn/ha.

Caratteristiche nutrizionali

L’avena è ricca di carboidrati complessi, fibre, vitamine del gruppo B, minerali come manganese, fosforo, magnesio e ferro, e antiossidanti. Notevole il suo contenuto di β-glucano, una fibra solubile che contribuisce a regolare i livelli di glucosio e colesterolo nel sangue. Inoltre, sono presenti proteine (8-18%) e aminoacidi essenziali come la lisina, che spesso scarseggiano in altri cereali. (8,9)

Profilo nutrizionale della avena
Tabella 1. Caratteristiche nutrizionali di 100 grammi di fiocchi d’avena che sviluppano circa 373 calorie [Fonte: Humanitas]
Abbeele et al. (2018) hanno riportato l’effetto dell’assunzione di avena sulla salute umana e i risultati hanno mostrato che diversi ingredienti dell’avena hanno promosso una stimolazione dei metaboliti microbici legati alla salute nel microbioma intestinale, il che suggerisce che questi ingredienti possono essere utilizzati come substrati prebiotici durante la digestione. (10) Nello stesso studio, gli autori hanno associato i risultati alla quantità di fibra alimentare solubile contenuta nell’avena (Abbeele et al., 2018).

L’avena possiede composti bioattivi, come i lipidi e il beta-glucano, che sono associati al miglioramento della qualità della dieta riducendo il colesterolo, regolando la sazietà e proteggendo dalla carcinogenesi del colon.

Il consumo giornaliero ottimale di avena è di 40-100 g al giorno (fonte di 2,5-2,9 g di beta-glucano), secondo Korczak et al. (2020). Questa dose ha infatti dimostrato di ridurre il pH fecale e di alterare in modo benefico i batteri fecali. (11)

Oltre alle qualità nutritive, l’avena vanta proprietà che ne favoriscono l’uso in diete speciali, come quelle prive di glutine. (12) Sebbene la questione della sua sicurezza per i celiaci sia stata oggetto di dibattito, studi recenti hanno evidenziato che il consumo di avena pura, priva di contaminazioni da altri cereali contenenti glutine, può essere sicuro per la maggior parte delle persone affette da celiachia. Tuttavia, è fondamentale che l’avena consumata sia certificata senza glutine per evitare il rischio di contaminazione crociata. (13)

Usi e utilizzi dell’avena

L’avena trova impiego in diverse forme per il consumo umano:

  • i fiocchi d’avena, derivanti da chicchi schiacciati con i gusci rimossi, sono prevalentemente utilizzati per la preparazione di farina, tipicamente considerata inadatta per preparare il pane, ma impiegata nella produzione di biscotti e budini,
  • gli altri alimenti per la colazione sono prodotti da chicchi interi decorticati (groat).

Nell’alimentazione del bestiame, l’avena è utilizzata sia pura che in miscela, anche se la sua domanda è stata ridotta a causa della concorrenza con il mais ibrido e l’alfalfa. La paglia, d’altro canto, serve sia come alimento che come lettiera per gli animali.

A livello industriale, i gusci d’avena sono una fonte di furfurale, un composto chimico utilizzato in vari tipi di solventi.

Per le sue proprietà lenitive e idratanti viene impiegata nei cosmetici. Usata in maschere, bagni o come ingrediente in saponi naturali, aiuta a calmare la pelle irritata, a trattare eczemi e dermatiti.

Conclusioni

L’avena si presenta come un alimento prezioso e multifunzionale, essenziale per arricchire la nostra dieta con sostanze nutritive fondamentali e promuovere un regime alimentare sano. Le sue proprietà benefiche, che spaziano dalle capacità antiossidanti a quelle ipocolesterolemizzanti e antinfiammatorie, rendono l’avena un alleato importante nella prevenzione di diverse patologie.

Tuttavia, l’allarmante riduzione dell’area coltivata ad avena in Italia, che contrasta con un incremento della domanda del 9%, riflette una disconnessione tra produzione e consumo che merita un’attenzione particolare. Questo squilibrio evidenzia la necessità di incentivare la coltivazione dell’avena attraverso politiche agricole mirate, sostenendo così gli agricoltori e garantendo al contempo una fornitura costante di questo cereale per il mercato interno.

Gabriele Sapienza

Note

(1) Crops and livestock products, FAOSTAT, https://www.fao.org/faostat/en/#data/QCL/visualize

(2) Coltivazioni: Cereali, legumi, radici bulbi e tuberi, ISTAT,  http://dati.istat.it/Index.aspx?QueryId=33702

(3) Avena sativa L., Acta Plantarum, https://www.actaplantarum.org/flora/flora_info.php?id=1113

(4) Avena sativa L., World Flora Online, https://www.worldfloraonline.org/taxon/wfo-0000852231

(5) Avena sativa L., Royal Botanic Garden Kew, https://powo.science.kew.org/taxon/urn:lsid:ipni.org:names:391732-1

(6) Avena sativa L., A. Volgel Plant Encyclopedia, https://www.avogel.com/plant-encyclopaedia/avena_sativa.php

(7) Hofgaard Ingerd S., Seehusen Till, Aamot Heidi U. , Riley Hugh , Razzaghian Jafar , Le Vinh H. , Hjelkrem Anne-Grete R. , Dill-Macky Ruth , Brodal Guro, Inoculum Potential of Fusarium spp. Relates to Tillage and Straw Management in Norwegian Fields of Spring Oats, Frontiers in Microbiology ,7, 2016 https://www.frontiersin.org/journals/microbiology/articles/10.3389/fmicb.2016.00556 DOI: 10.3389/fmicb.2016.00556

(8) Oats (Includes foods for USDA’s Food Distribution Program),USDA, FoodData Central, https://fdc.nal.usda.gov/fdc-app.html#/food-details/169705/nutrients

(9) Avena, Humanitas, https://www.humanitas.it/enciclopedia/alimenti/cereali/avena/

(10) Pieter Van den Abbeele, Alison Kamil, Lisa Fleige, Yongsoo Chung, Peter De Chavez, and Massimo Marzorati, Different Oat Ingredients Stimulate Specific Microbial Metabolites in the Gut Microbiome of Three Human Individuals in Vitro, ACS Omega, 2018 3 (10), 12446-12456 DOI: https://doi.org/10.1021/acsomega.8b01360

(11) Renee Korczak, Megan Kocher, Kelly S Swanson, Effects of oats on gastrointestinal health as assessed by in vitro, animal, and human studies, Nutrition Reviews, Volume 78, Issue 5, May 2020, Pages 343–363, https://doi.org/10.1093/nutrit/nuz064

(12) Safety of Adding Oats to a Gluten-Free Diet for Patients With Celiac Disease: Systematic Review and Meta-analysis of Clinical and Observational Studies, Pinto-Sánchez, María Inés et al., Gastroenterology, Volume 153, Issue 2, 395 – 409.e3 Published: April 18, 2017 DOI: https://doi.org/10.1053/j.gastro.2017.04.009

(13) Comino I, Moreno ML, Sousa C. Role of oats in celiac disease. World J Gastroenterol 2015; 21(41): 11825-11831 [PMID: 26557006 DOI: https://dx.doi.org/10.3748/wjg.v21.i41.11825

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Laureato in Agraria, con esperienza in agricoltura sostenibile e permacultura, laboratorio e monitoraggio ecologico.

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