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Acido oleico e prevenzione malattie coronariche, via libera in USA

Acido oleico e prevenzione malattie coronariche, via libera in USA

Il 19.11.18 la FDA (Food and Drug Administration) statunitense ha stabilito che esistono prove credibili a sostegno di due ‘qualified health claim’ che associano il consumo di oli ricchi in acido oleico – come l’olio extravergine d’oliva e il girasole alto oleico – alla riduzione del rischio di malattie coronariche. (1) In Europa invece, è silenzio tombale.

Acido oleico. Cos’è e dove si trova

L’acido oleico è un grasso monoinsaturo (MUFA, Monounsaturated fatty acid), che appartiene alla famiglia dei ‘grassi buoni. Così come gli acidi grassi polinsaturi (PUFA) e gli Omega 3.

L’oleico si trova naturalmente in numerosi alimenti, tra cui gli oli vegetali, le carni (manzo, pollo, maiale), i formaggi, le noci, i semi di girasole. Oltre a uova, pasta, latte, olive e avocado.

Acido oleico e prevenzione delle malattie coronariche

La FDA ha considerato alcuni oli vegetali che contengono almeno il 70% di acido oleico. In essenza, l’olio d’oliva e le varietà ‘alto oleico’ degli oli di girasole, cartamo, colza, alghe. Il cui consumo, in alternativa a grassi e oli più ricchi di grassi saturi, può ridurre il rischio di malattie coronariche.

La riduzione del rischio di CHD (coronary heart disease) è stata valutata con riguardo all’incidenza di una serie di malattie. Eventi coronarici (infarto miocardico, ischemia), morte cardiovascolare, malattia coronarica e aterosclerosi. Considerando altresì la variazione della pressione arteriosa e le concentrazioni di colesterolo (quello totale e quello ‘cattivo’, LDL) nel sangue.

Acido oleico e prevenzione malattie coronariche, i claim validati da FDA

A seguito di una revisione sistematica delle prove scientifiche disponibili, la FDA ha valutato la fondatezza della relazione tra consumo di acido oleico e prevenzione di CHD (coronary heart disease). Sulla base di sette studi scientifici di rilevo. (2)

Due ‘qualified health claim’ hanno perciò ricevuto il via libera dell’Agenzia. (3) Tali indicazioni sulla salute ‘qualificate’ potranno quindi venire utilizzate sulle etichette in USA, per mostrare la relazione tra il consumo di oli alimentari con almeno il 70% di acido oleico e la riduzione del rischio di malattie cardio-coronariche. (4)

Olio extravergine d’oliva e benefici per la salute, silenzio tombale in Europa

Le notizie raccolte in questo articolo e negli studi citati, in Europa, possiamo solo tenerle a mente. Poiché è altamente improbabile che tali informazioni potranno venire autorizzate sulle etichette dei nostri pregiati oli. Almeno, fino a quando non verranno modificate le assurde regole vigenti in UE su indicazioni nutrizionali e salutistiche relative agli alimenti (‘Nutrition & Health Claims’, NHC). (5)

La bibliografia scientifica sui numerosi benefici per la salute associati al consumo di olio extravergine d’oliva è sovrabbondante. (6) Ben utile a promuovere il consumo delle nostre ‘spremute d’olive fresche’ in ogni angolo del pianeta, rilanciando una filiera che vede l’Italia al primo posto per varietà di cultivar e sapienza produttiva. Ma l’unico health claim ad oggi autorizzato in etichetta è quello relativo alle proprietà antiossidanti dei suoi polifenoli.

L’Europa costringe le nostre Ferrari a viaggiare sul carretto tirato dai muli. E i nostri politici, comandati delle lobby di Big Food anche tramite Coldiretti, ancora perdono tempo coi falsi pericoli di ‘discriminazione’ del Made in Italy da parte dell’OMS. Anziché occuparsi di una vera priorità, quale è appunto la modifica dei criteri UE di validazione degli health claim, indispensabile a promuovere le virtù salutistiche dei nostri cibi.

Dario Dongo

Note

(1) Cfr. https://www.fda.gov/Food/NewsEvents/ConstituentUpdates/ucm624758.htm

(2) Gillingham et al. (2011), Mata et al. (1997), Choudhury et al. (1995), Kien et al. (2014), Lichtenstein et al. (1993), Mattson and Grundy (1985), Zock et al. (1994)

(3) Cfr. documento FDA 19.11.18, risposta a ‘Petition for authorized health claim for oleic acid in edible oils and a reduction in the risk of coronary heart disease’(Docket Number FDA-2017-Q-0807), su https://www.fda.gov/downloads/Food/LabelingNutrition/UCM624755.pdf, pagina 4 (Substance)

(4) Nel diritto alimentare USA, le indicazioni sulla salute ‘qualificate’ (qualified health claims) sono quelle basate su evidenze scientifiche valutate favorevolmente dall’Agenzia, che tuttavia non soddisfano lo standard di ‘Significant Scientific Agreement’. Per garantire che tali indicazioni non risultino fuorvianti per i consumatori, esse devono venire accompagnate da una clausola di manleva (disclaimer), ove si comunica con precisione il livello di evidenza scientifica. Es. ‘L’evidenza scientifica suggerisce, ma non dimostra, che la sostanza X può ridurre il rischio di malattia Y

(5) Per una nota critica sull’applicazione del regolamento NHC in Europa, si richiama quanto scritto su https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/probiotici-e-prebiotici-via-libera-del-ministerohttps://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/nuove-restrizioni-in-vista-per-gli-health-claims-neanche-medici-nutrizionisti-ed-erboristerie-potranno-conoscere-le-funzioni-benefiche-degli-alimenti

(6) Sui benefici per la salute associati al consumo di olio extravergine d’oliva, si vedano i precedenti articoli https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/nuove-evidenze-sull-extraverginehttps://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/il-ruolo-dei-polifenoli-nella-colite-ulcerosahttps://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/pressione-alta-quali-alimentihttps://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/dieta-mediterranea-con-evoo-e-noci-salute-cardiovascolare

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