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Il nuovo che avanza a scaffale

Il nuovo che avanza a scaffale

Al concerto dei ‘Sounding’ e i Free from – tra alimenti vegani e superfoodinsetti e Novel Foodsnuovi OGM e biologia sintetica – il nuovo che avanza a scaffale. Nella sostanziale carenza di regole armonizzate nonché idonee agli scopi di garantire sicurezza alimentare e informazione al consumatore.

Cheese soundingMilk soundingMeat sounding. Tra neologismi e inganni, l’Europa

Il marketing alimentare stimola sempre più neologismi, per identificare categorie di nuovi prodotti che se da un lato esprimono l’evoluzione dei consumi, al contempo mistificano il significato autentico dei cibi la cui storia risale al Neolitico.

Cheese sounding. La Corte di Giustizia UE, il 14.6.17, ha ribadito l’illegittimità di alcun richiamo ai formaggi – e ai latticini in generale – sulle etichette e pubblicità di alimenti realizzati con ingredienti diversi, come quelli a base vegetale. Tale pronuncia è stata resa possibile grazie alla presenza di un regolamento, sull’Organizzazione Comune dei Mercati, (1) che definisce in modo accurato cosa s’intenda in Europa per latte, yogurt e formaggi. Escludendo perciò da tale ambito prodotti a base di soia, avena, riso, etc.

Milk sounding. Richiamando il caso del Cheese sounding, Great Italian Food Trade ha segnalato all’Istituto per l’Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) e all’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato (Antitrust), in autunno 2017, cinque casi di evocazione illecita del latte. In relazione a prodotti – come le caramelle Galatine (Sperlari), il formaggio fuso ‘Fettine di Latte’ (Inalpi), i ‘panini al latte’ (Morato Pane, Conad) – che sono invece realizzati con un ingrediente dalle ben diverse caratteristiche e proprietà nutrizionali, il latte in polvere. Oltre al caso ancor più grottesco di un’acqua minerale (Sangemini), illegittimamente comparata con latte e yogurt.

Meat sounding. Gli eurodeputati Paolo De Castro e Giovanni La Via hanno ripetutamente interpellato il Commissario Vytenis Andriukaitis, per chiedere di chiarire la (il-)legittimità del richiamo a carni e prodotti a base di carne su alimenti di diversa origine e natura.

La questione appare semplice, a prima vista. La si potrebbe affrontare già applicando con rigore le norme che vigono ormai da quasi 40 anni ormai. La denominazione dell’alimento ha infatti il preciso scopo di consentire al consumatore di identificare in un colpo d’occhio i singoli prodotti in offerta. Ma non è così purtroppo, in ragione di quanto a seguire.

Vegetariano e vegano, insetti e novel foods e nuovi OGM e biologia sintetica. Il nuovo che avanza

La Commissione europea sta dolosamente trascurando ‘il nuovo che avanza’, nel primo settore manifatturiero del vecchio continente che rimane appunto il food & drink. Su entrambi i fronti della sicurezza – alimentare e nutrizionale – e dell’informazione al consumatore. Che riceve sempre più notizie, compresa la dichiarazione nutrizionale a 7 elementi, senza tuttavia poter accedere ad alcune informazioni essenziali.

Vegetariano e vegano. A tutt’oggi manca una nozione legale, armonizzata a livello UE, degli alimenti presentati come idonei a una dieta vegetariana e vegana. Una soluzione è stata proposta dalla European Vegetarian Union e condivisa dalle rappresentanze industriali. Ma il Commissario Andriukaitis ha rinviato la questione al 2019.

Insetti e Novel Foods. Gli insetti a tavola sono già una realtà, a livello planetario come in diversi Stati membri UE. Sarà così a breve anche in Italia, a dispetto delle prime resistenze al libero scambio. In attesa dell’applicazione del nuovo regolamento sui Novel Foods, (2) che in ogni caso garantirà la sicurezza e la corretta informazione sui ‘nuovi cibi’. Sia quando essi contengano farine di insetti, (3) sia quando si tratti di alimenti d’origine vegetale privi di esperienza significativa di consumo in Europa ante-1997.

Nuovi OGM. La Corte di Giustizia UE, con il supporto di diversi Stati membri e l’inedia dell’ex-governo italiano, si accinge a statuire la de-regolamentazione dei nuovi OGM. Vale a dire, gli organismi viventi sottoposti a modifiche genetiche con tecniche innovative (mutagenesi, anziché transgenesi). Ciò comporta il venir meno della valutazione dei rischi (per l’ambiente e la biodiversità, la salute umana e animale) che a tutt’oggi presiede alla loro autorizzazione. Niente più autorizzazioni, tracciabilità, etichettatura.

Biologia sintetica. La biologia sintetica intanto procede, con cospicui investimenti da parte di colossi industriali che lavorano alla coltivazione in vitro di cellule in qualche modo assimilabili a quelle delle carni. Quanto più sofisticato è il processo di lavorazione, che non muove più soltanto dalla clonazione animale – peraltro già diffusa e non tracciata, nel continente americano – tanto più risulterà difficile sottoporlo ad apposite discipline. (4)

Ulteriori spunti – per quanto specificamente attiene all’evoluzione della biologia sintetica e alle corrispondenti lacune normative – nell’ebook gratuito ‘OGM la Grande Truffa.

Il nuovo che avanza procede con rapidità, presto se non già sulle nostre tavole. (5) E il bisogno di regole è impellente.

Dario Dongo

Note

(1) Cfr. reg. UE 1308/13, c.d. OCM (Organizzazione Comune dei Mercati)

(2) V. reg. UE 2283/15, Novel Foods

(3) Gli ingredienti alimentari a base di insetti incontrano ad oggi una neofobia spiccata in popolazioni come la nostra, che si distinguono per una cultura del cibo piuttosto radicata. È curioso, da questo punto di vista, come il ribrezzo non sia stato finora espresso verso l’impiego ai fini della nutrizione umana di sottoprodotti quali le carni separate meccanicamente, le gelatine alimentari e il collagene, rispetto ai quali una farina di grillo potrebbe venire considerata come un alimento nobile. Forse per ignoranza verso i rispettivi processi di lavorazione

(4) In Europa, ove a tutt’oggi mancano apposite regole sulla clonazione di animali da reddito, l’unica normativa cui potersi affidare è il nuovo regolamento sui Novel Foods, reg. UE 2283/15

(5) Anche sotto mentite spoglie, ad esempio sotto forma di microrganismi, a tutt’oggi esclusi dal campo di applicazione dei regolamenti in tema di OGM (reg. CE 1829, 1830/03)

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