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Latte alpino falso

Latte alpino falso

C’è chi declama come latte alpino quello che proviene anche da pianure e giungle di città, e chi dice no. Il Ministero dello Sviluppo Economico è categorico, la Repressione Frodi deve intervenire.

Latte alpino falso

Un grande gruppo industriale – Inalpi SpA, con sede a Moretta (CN) e già noto alle cronache per frode ai danni dello Stato e dell’Unione europea – ha basato la propria campagna di marketing sul valore dell’origine della materia prima. Solo ‘latte alpino’, ‘latte alpino piemontese’, nei vari prodotti lattiero-caseari a marchio Inalpi.

La comunicazione è efficace, vincente. Ma gli occhi esperti dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) intravedono un’anomalia.

Le etichette e pubblicità di Inalpi – nel vantare la provenienza del latte dalle Alpi – richiamano infatti una decisione CE che con le montagne ha ben poco a che fare. È la decisione 2014/3898/CE sullo ‘Spazio Alpino Europeo’, un programma-quadro per il finanziamento pubblico di progetti internazionali di sviluppo in un’area vastissima.

Lo ‘Spazio Alpino Europeo (SAE) comprende infatti alcune aree della costa mediterranea e di quella adriatica, i grandi bacini fluviali di Danubio, Adige, Po, Rodano e Reno, le regioni prealpine e di pianura e le loro grandi città di dimensione e vocazione europea come Milano, Ginevra e Vienna tra le altre.

Latte alpino, informazione al consumatore

La domanda sporge spontanea, il latte della Costa Azzurra o della Riviera dei Fiori può considerarsi ‘latte alpino’? O forse quello della Foresta Nera, visto che Côte d’Azur, Liguria e Baden-Württemberg rientrano tutte nel SAE?

Le informazioni sugli alimenti non inducono in errore, in particolare: per quanto riguarda le caratteristiche dell’alimento e, in particolare, la natura, l’identità, le proprietà, la composizione, la quantità, la durata di conservazione, il paese d’origine o il luogo di provenienza, il metodo di fabbricazione o di produzione’ (reg. UE 1169/11, articolo 7, Pratiche leali d’informazione, articolo 1, lettera a)

È come se le destinazioni di un pacchetto-vacanza nelle Alpi si rivelassero essere Nizza Monferrato, Alessandria, Pavia, Milano. Una grossa presa per i fondelli. Proprio come in questo caso, che la Repressione Frodi ha infatti intercettato con prontezza.

Latte alpino falso, il parere del Mi.S.E.

Il Ministero dello Sviluppo Economico, nella propria lettera all’ICQRF, ha chiarito che ‘nel momento in cui si vuole spendere l’origine alpina di un prodotto o di un ingrediente’ ci si deve esclusivamente riferire ai territori montuosi di cui alla Convenzione delle Alpi. (3) 

La dicitura ‘prodotto di montagna’ può a sua volta venire utilizzata nel rispetto delle condizioni previste dal DM 26.7.17. (4) Laddove si intendono  ‘zone di montagna’ le aree ubicate nei comuni – appunto – montani, ed è prescritto che la trasformazione delle materie prime agricole debba avvenire nei territori strettamente attigui. 

È dunque ora che l’ICQRF proceda all’interruzione delle pratiche fraudolente in oggetto. Trovandosi da quelle parti, potrà  intervenire anche sui casi dei formaggi fusi con indicazioni falsate (sul singolo componente, anziché sul totale del prodotto) circa la quantità degli ingredienti caratterizzanti. (5)

Dario Dongo

Note

(1) V. reg. UE 1169/11, articoli 7 e 36

(2) Lettera Mi.S.E. 17.1.18

(3) La Convenzione delle Alpi, siglata a Salisburgo il 7.11.91, interessa le sole aree di montagna, su una superficie inferiore alla metà di quella invece considerata – ai soli fini dei finanziamenti pubblici e della cooperazione  economica – dallo Spazio Alpino Europeo

(4) V. http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/09/13/17A06331/sg

(5) Frodi in commercio che interessano anche i gruppi Galbani-Lactalis e Mondelez. Si vedano i precedenti articoli https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/cheese-scam-la-frode-a-fettine e https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/cheese-scam-la-frode-prosegue

Per completare l’opera, l’ICQRF potrebbe altresì indagare su nome e lista degli ingredienti delle c.d. ‘Fettine di Latte’

Informazioni sull'autore

Dario Dongo

Dario Dongo

Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) e cofondatore del Fatto Alimentare.