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Vegetariano e vegano, un altro bluff da Bruxelles

Vegetariano e vegano, un altro bluff da Bruxelles
Vytenis Andriukaitis

Cosa si intende per cibo vegetariano e vegano? La risposta è semplice, ma in assenza di regole unitarie a livello UE si rischia il caos. E la Commissione europea, ancora una volta, si sottrae ai propri compiti. Un altro bluff, dopo quello sul guaio irrisolto delle frodi alimentari.

Vegetariano e vegano, le definizioni che servono

Il regolamento ‘Food Information to Consumers ha delegato la Commissione a definire – con apposito atto di esecuzione – i concetti di alimento vegetariano e vegano. (1)

Le definizioni sono già state predisposte dalla European Vegetarian Union (EVU) e condivise sia delle associazioni dei consumatori, sia della confederazione delle industrie alimentari in Europa. (2)

Perché le definizioni sono indispensabili? Perché grazie a concetti chiari e univoci tutti gli operatori che intendano offrire alimenti vegetariani e vegani possano prendere coscienza dei criteri da applicare. (3) Assumendo precise responsabilità, verso i consumatori e la concorrenza. (4)

Ed è solo sulla base di regole identiche che potranno venire definite le linee guida da applicare ai vari comparti (agricoltura, trasformazione, logistica e distribuzione, somministrazione). Linee guida indispensabili anche a garanzia di un’informazione trasparente.

Domande e risposte, il bluff

La Commissione europea non dovrebbe fare altro che recepire le definizioni di alimento vegetariano e vegano sulle quali vi è consenso unanime. In un atto che non a caso è definito ‘di esecuzione’. Vale a dire, consultati gli stakeholders (5) e le rappresentanze degli Stati membri, che sono tutti d’accordo, eseguire il ‘copia e incolla’ del documento predisposto dalla European Vegetarian Union.

Il Commissario Vytenis Andriukaitis (nella foto in alto) è stato sollecitato più volte a procedere in tale direzione. Non solo dalle parti sociali interessate ma anche dal Consiglio, a giugno 2017, e dal Parlamento europeo in ripetute occasioni. (6)

Fino a un paio di settimane fa il Commissario lituano si era limitato a rispondere che la questione ‘vegetariano e vegano’ esulava dalle sue priorità. Niente di cui stupirsi dal convitato di pietra a ogni riunione di emergenza sulla sicurezza alimentare in Europa. (7)

Il colmo è però il bluff degli ultimi giorni, la promessa cioè che i lavori sulle definizioni di vegetariano e vegano ‘inizieranno nel 2019’. (8) Ma come, tra due anni, un lavoretto di copia-incolla che può venire concluso in una settimana a dir tanto! E soprattutto, come fa la Commissione attuale, che scadrà nel 2019, ad assumere impegni politici in nome di quella che la seguirà?

Un altro bluff, appunto.

Dario Dongo

Note

(1) V. reg. UE 1169/11, articolo 36.3

(2) Food Drink Europe

(3) Si prenda l’esempio del formaggio. Quanti operatori sanno che il cacio è in rari casi vegetariano?

(4) In un segmento così remunerativo e in crescita, il rischio di frodi alimentari è maggiore che altrove. Ma fino a quando le regole non saranno definite nei dettagli, sarà impossibile reprimere gran parte delle frodi

(5) Gli stakeholders sono le parti sociali interessate, cioè le rappresentanze europee dei vari attori della filiera. Agricoltura (Copa-Cogeca), industria alimentare (Food Drink Europe), artigiani e PMI (UEAPME), consumatori (BEUC)

(6) Anche in relazione al tema del c.d. Meat sounding

(7) Chi scrive umilmente afferma da tempo che è necessario rimuovere Andriukaitis dal suo incarico, per diverse ragioni tra cui:

– la grave omissione di atti d’ufficio, per non avere gestito il rischio di cancro e danni al DNA nei bambini, denunciato dall’Efsa il 3.6.16 in relazione all’olio di palma,

– il ritardo di due mesi nella gestione della crisi Fipronil,

il doloso ritardo nell’applicare le regole UE sull’origine dell’ingrediente primario

(8) V. https://www.foodnavigator.com/Article/2017/11/03/EU-to-set-legal-definition-of-vegetarian-and-vegan-food

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