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ICQRF, controlli 2017

ICQRF, controlli 2017

Dopo avere esaminato la relazione del Ministero della Salute sui controlli pubblici ufficiali condotti sulla filiera alimentare nel 2016, e la rassegna dei casi trattati dall’Antitrust nel periodo 2008-2016, procediamo all’analisi di dettaglio sul rapporto delle attività condotte dall’ICQRF nel 2017. (1)

ICQRF, controlli 2017

L’ ICQRF – Dipartimento dell’Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari, presso il MiPAAF – ha pubblicato il 6.2.18 la relazione sulle proprie attività ispettive nell’esercizio 2017.

L’attività dell’Ispettorato si focalizza sul contrasto alle frodi alimentari (2) e ai fenomeni di contraffazione, sia esplicita che implicita (Italian sounding). Con l’obiettivo primario di tutela del Made in Italy, in Italia e nel mondo. E peculiare attenzione ai regimi di qualità (DOP, IGP), nell’interesse delle rispettive filiere invece trascurate dall’Europa, e dei consumatori.

ICQRF, controlli in Italia nel 2017

I controlli dell’ICQRF in Italia sono davvero importanti. 53.733 controlli effettuati, di cui 40.857 ispezioni e 12.876 analisi di laboratorio. 

I prodotti alimentari hanno interessato l’88% delle verifiche, mentre il 12% ha riguardato i mezzi tecnici dedicati all’agricoltura. Sementi, pesticidi e fertilizzanti, mangimi. 

Gli accertamenti di irregolarità – che hanno riguardato il 26,8% degli operatori, il 15,7% dei prodotti e il 7,8% dei campioni analizzati – hanno condotto alle seguenti misure:

– 455 notizie di reato trasmesse all’attività giudiziaria,

– 3.715 contestazioni amministrative,

– 963 sequestri,

– 22.228 tonnellate di merci sequestrate, per un valore di oltre 100 milioni di euro.

I controlli su prodotti DOP, IGP e STG rappresentano il 10% del totale (5.224) e la metà delle notizie di reato (226). Sui vini a indicazione geografica, 7.199 verifiche controlli e irregolarità superiori al 30% (6% l’irregolarità sui campioni).

Ci si focalizza ora sui 4 settori più controllati, vitivinicolo (34% dei controlli), oli (14,6%), carni (12,2%) e lattiero-caseario (8,2%).

Vitivinicolo

13.951 controlli sui prodotti, 7.708 gli operatori coinvolti. Irregolarità riscontrate sul 23% dei prodotti e il 38,9% degli operatori. Gli illeciti riguardano:

– frodi su vini DOP e IGP non conformi ai requisiti stabiliti dai disciplinari,

– sofisticazione di vini da tavola con annacquamento e zuccheraggio,

– presenza di coloranti non dichiarati in vino aromatizzato,

– vini a IGT dichiarati da agricoltura bio con residui di prodotti fitosanitari.

Oli d’oliva 

5.970 controlli su 3.853 operatori. Irregolarità sul 19,6% delle imprese e il 12,8% degli oli (9,8% sui 427 campioni sottoposti a panel test). Le violazioni più diffuse:

– olio extravergine di oliva declassato a categoria vergine a seguito di analisi chimica e/o organolettica,

– contraffazione di olio venduto come extravergine d’oliva, invece risultato essere olio di semi colorato con clorofilla,

– olio extravergine di oliva con indicazioni fraudolente relative alla varietà,

– olio dichiarato da agricoltura biologica con residui di prodotti fitosanitari,

– violazione delle norme di etichettatura e presentazione degli oli di oliva per omissioni di indicazioni obbligatorie e l’impiego ingannevole della designazione di origine.

Lattiero-caseario

3.349 controlli su 2.429 operatori. Irregolarità nel 21,2% delle imprese e il 13,5% dei prodotti. La casistica:

– illecito utilizzo di acido deidroacetico come agente di rivestimento sulla crosta dei formaggi,

– formaggi generici e talora anche formaggi DOP con conservanti non consentiti o non dichiarati,

– formaggi pecorini e bufalini con illecita aggiunta di latte vaccino;

– formaggi a pasta filata e burro con grassi estranei al latte (!),

– violazione delle norme di etichettatura e presentazione dei prodotti lattiero caseari per omissioni di indicazioni obbligatorie, notizie facoltative irregolari, designazioni d’origine ingannevoli.

Carne e prodotti a base di carne

4.975 controlli su 1.893 operatori di cui ben il 44,9% è risultato irregolare. 15,1% dei prodotti e 16,2% dei campioni fuori regola. Le pecche:

– impiego di suini non conformi al disciplinare di produzione di prosciutti DOP,

– preparazioni di carne suina con additivi non consentiti o non dichiarati,

– prosciutto cotto irregolarmente etichettato per omissione o errata indicazione degli ingredienti utilizzati,

– irregolare etichettatura di carni e preparazioni a base di carne, per utilizzo di diciture ingannevoli,

– irregolarità nel sistema di tracciabilità della carne.

In tutti gli altri settori merceologici che esulano da questo approfondimento – es. cereali e derivati, uova, conserve vegetali, miele, zuccheri, bevande spiritose, mangimi, fertilizzanti, sementi e prodotti fitosanitari – le non conformità relative all’etichettatura, anche con riferimento alle diciture facoltative, sono dominanti.

Tutela del Made in Italy, nel mondo e sul web

La tutela del Made in Italy nel mondo e soprattutto sul web è forse l’attività più distintiva dell’operato dell’ICQRF. Una mission impossible, direbbero alcuni, poiché la contraffazione degli alimenti italiani è diffusa in ogni continente e realizza volumi d’affari di cui è difficile pure la stima, che si ipotizza almeno pari alle esportazioni del vero Made in Italy (41 miliardi di euro nel 2017, secondo Istat).

L’esperienza maturata sulle indicazioni geografiche (DOP e IGP) ha consentito all’Ispettorato di sviluppare un sistema di lavoro che si articola su tre linee di azione:

– in qualità di autorità designata ai controlli sulle Geographical Indications, l’ICQRF esegue interventi mirati alla cessazione dell’utilizzo illecito di indicazioni geografiche italiane in Europa,

– come organismo italiano di contatto con le autorità degli altri Stati membri designate ai controlli nel settore vitivinicolo, l’Ispettorato tutela i vini italiani a DO e IG. In Europa e sul web,

– grazie alla collaborazione con i protagonisti dell’e-commerce globale, la Repressione Frodi provvede a garantire nei limiti del possibile l’esposizione in vendita di falsi prodotti italiani anche sul web.

Le indagini sul web rappresentano un’opera impervia, come accennato nella relazione stessa. (3) E la cooperazione dell’Ispettorato con Ebay, Amazon e Alibaba è ancora in fase embrionale, con 295 interventi nel 2017 (226 su Ebay, 37 su Amazon, 32 su Alibaba). Le infrazioni rilevate sul web hanno riguardato, in oltre la metà dei casi, i seguenti prodotti: prosecco (46 casi), Parmigiano Reggiano DOP (41), Prosciutto di Parma DOP (41), olio extravergine d’oliva siciliano (30).

Tanto prezioso lavoro, e altrettanto da fare con i migliori auguri!

Dario Dongo e Tommaso Di Paolo

Note

(1) La relazione ICQRF 8.2.18 è disponibile, nelle lingue italiana, inglese e cinese, sul sito www.politicheagricole.it

(2) Il fenomeno delle frodi alimentari viene affrontato e contrastato in Italia con un dispiego di autorità e risorse, strumenti d’indagine e di repressione senza pari al mondo. La Commissione europea, viceversa, come abbiamo più volte denunciato, non ha ancora provveduto a istituire le doverose regole necessarie per garantire un quadro europeo e procedure armonizzate a contrasto delle frodi. Si veda al riguardo l’articolo https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/fipronil-e-frodi-in-ue-il-bluff

(3) Il reg. UE 2017/625 sui controlli pubblici ufficiali nella filiera alimentare, tra l’altro, ha espressamente previsto le attività di controllo pubblico ufficiale sul web