Mercati

DOP, Italia prima al mondo

DOP, Italia prima al mondo

L’Italia conferma il primato su DOP e IGP. I dati di Ismea-Qualivita

Si rafforza il primato mondiale dell’Italia per numero di prodotti DOP e IGP con 818 Indicazioni Geografiche registrate a livello europeo. Cresce la produzione e aumenta l’export. Grana Padano, Parmigiano reggiano, prosecco. I miti del Made in Italy alimentare nel mondo si confermano campioni inarrestabili, afferma il XV Rapporto Ismea-Qualivita sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane DOP, IGP e STG (dati consolidati 2016). Un patrimonio di grande valore, che ormai rappresenta l’11% dell’industria alimentare e il 22% dell’export agroalimentare nazionale. 

Peccato solo che i governi italiani degli ultimi anni, anziché proteggere i nostri tesori, ne abbiano legittimato la contraffazione. Negli accordi tra l’UE e il Canada (CETA), oltre al Giappone. Sotto il complice silenzio dei 264 Consorzi di tutela riconosciuti dal Mipaaf.

I numeri del Made in Italy certificato

Secondo le rilevazioni ufficiali, il comparto dell’agroalimentare italiano certificato – cibi e vini – ha realizzato un risultato record sia nella produzione – €14,8 miliardi in valore – sia nell’export, €8,4 miliardi. Bene anche i consumi nazionali, trainati dalla GDO che segna un incremento delle vendite del 5,6% per il food e dell’1,8% per i vini.

10 mila controlli in un anno, da parte delle autorità pubbliche e dei consorzi di tutela. Per garantire l’integrità delle filiere e dei prodotti certificati. E smantellare le frodi prima che possano arrecare danni alla reputazione dei nomi protetti, grazie all’opera investigativa dei NAS.

La classifica dei cibi DOP e IGP

Le DOP e IGP italiane vanno forte, ben meglio dell’economia del Paese. Il settore Food vale 6,6 miliardi di euro alla produzione e 13,6 miliardi al consumo con una crescita del 3% sul 2015. Le vendite nella Gdo (Grande distribuzione organizzata) sono aumentate del 5,6% per il secondo anno consecutivo. E l’export continua a crescere (+4,4%). Anche gli operatori impegnati nelle produzioni certificate sono aumentati del 5% in confronto al 2015, diventando 83.695.

La provincia che dà il contributo maggiore è Parma, con una produzione che vale 1,45 miliardi di euro (+28%).

La Top Ten delle nostre DOP

Nella classifica per valore alla produzione, tra gli alimenti DOP e IGP primeggiano formaggi, prodotti a base di carne e aceto balsamico. Ecco l’elenco dei primi dieci, con l’indicazione del valore produttivo in milioni di euro.

1 – Grana Padano DOP (1.293)

2 – Parmigiano Reggiano DOP (1.123)

3 – Prosciutto di Parma DOP (816)

4 – Aceto Balsamico di Modena IGP (381)

5 – Mozzarella di Bufala Campana DOP (372)

6 – Mortadella Bologna IGP (326)

7 – Gorgonzola DOP (316)

8 – Prosciutto di San Daniele DOP (293)

9 – Pecorino Romano DOP (251)

10 – Bresaola della Valtellina IGP (220)

Prosecco superstar

Molto apprezzato all’estero, con 5 miliardi di valore all’export (su un totale di 5,6 miliardi del settore), il vino certificato ammonta a oltre 3 miliardi di bottiglie e vale 8,2 miliardi di euro alla produzione, con una crescita del +7,8%.

Nel vino certificato è il prosecco a dominare la scena, come emerge dall’elenco dei primi dieci classificati per valore della produzione (i valori tra parentesi sono indicati in milioni di euro).

1 – Prosecco DOP (629)

2 – Delle Venezie IGP (169) dal 2017 rinominato Trevenezie IGP

3 – Conegliano Valdobbiadene – Prosecco DOP (161)

4 – Chianti Classico DOP (112)

5 – Asti DOP (103)

6 – Veneto IGP (101)

7 – Chianti DOP (87)

8 – Amarone della Valpolicella DOP (83)

9 – Terre Siciliane IGP (82)

10 – Alto Adige DOP (82)

Le aree più produttive di vini certificati sono la provincia di Verona con 392 milioni di euro di ritorno economico (del vino sfuso), Treviso con 324 milioni di euro e Siena con 250 milioni di euro.