Salute

Controlli ufficiali alimenti in Italia, dati 2016

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Controlli ufficiali in Italia su alimenti e bevande, i dati del 2016

Il Ministero della Salute – Direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione – ha trasmesso al Parlamento, il 15 dicembre 2017, la relazione sui controlli pubblici ufficiali condotti nel 2016 sulla filiera alimentare.

Le attività di vigilanza e di analisi condotte dalle numerose autorità competenti sono infatti coordinate dall’Amministrazione sanitaria centrale la quale provvede, tra l’altro, al rendiconto annuale sui controlli eseguiti. E alla programmazione su base triennale di quelli che dovranno seguire, sulla base dei rischi individuati.

Controlli pubblici ufficiali, le autorità competenti

Chi fa che cosa? Per meglio comprendere lo scenario dei controlli ufficiali in Italia e i dati esposti nella relazione 2016 appare utile ricordare i ruoli delle autorità competenti. In relazione sia alle derrate alimentari in arrivo da ogni parte del mondo (con destino nazionale ed estero), sia a quelle realizzate in Italia.

 − Ministero della Salute. Controlli regolari su tutti gli operatori, sulla base del rischi individuati in relazione alle categorie di alimenti, materie prime e ingredienti, alle posizioni nell’ambito della filiera, alle modalità di lavorazione. Più in generale, alla luce di ogni notizia o fondato timore di potenziali criticità per la sicurezza degli alimenti,

− Nucleo anti sofisticazioni (NAS). Attività di ispezione, investigazione e campionamento, a supporto dell’Amministrazione sanitaria,

− ASL. Controlli sulla produzione agricola primaria, la trasformazione e il confezionamento, distribuzione all’ingrosso e al dettaglio, trasporti e logistica, ristorazione (pubblica, collettiva e assistenziale), vendita diretta,

− Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (USMAF). Controlli all’importazione di alimenti di origine non animale,

− Posti di ispezione frontaliera (PIF). Controlli all’importazione di alimenti di origine animale,

− Uffici veterinari per gli adempimenti comunitari (UVAC). Controlli sugli scambi intra-UE dei prodotti di origine animale,

− Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF), presso il Mi.P.A.A.F. Controlli ufficiali sulle produzioni di qualità (es. DOP, IGP), azioni a tutela del Made in Italy agroalimentare nel mondo e sul web,

− Guardia di finanza (GdF). Attività di polizia giudiziaria e indagini di ambito economico-finanziario, con peculiare attenzione alle frodi agroalimentari,

− Agenzia delle dogane e dei monopoli. Controlli mirati sulle importazioni.

La geografia dei controlli in Italia è complessa, tenuto anche conto dei livelli territoriali – centrale, regionale, locale – su cui essi vengono realizzati.

Controlli sulle importazioni in Italia, dati 2016

Prodotti di origine non animale. I controlli sulle partite di origine non animale realizzati da parte degli USMAF hanno condotto a 7.085 controlli ispettivi, con 4.855 prelievi di campioni a scopi analitici (su 148.050 partite).

Le non conformità (0,20%) hanno riguardato in prevalenza la presenza di aflatossine, pesticidi, antiparassitari e salmonella.

Prodotti di origine animale.Tra le partite di origine animale passate attraverso i PIF (circa 40.000), i campionamenti eseguiti hanno (1.774, 4,4% del totale) hanno superato i livelli programmati (3%).

I campionamenti hanno in larga parte (82%) interessato i prodotti della pesca e dell’acquacoltura, molluschi e crostacei.

Scambi intra-UE di animali, prodotti e sottoprodotti di origine animale. Dati 2016

Gli scambi intracomunitari hanno evidenziato un flusso di animali e derrate di 46 volte superiore rispetto a quello delle importazioni dai Paesi Terzi. Agli UVAC sono state segnalate 2.085.814 partite, delle quali 1.927.866 riguardano prodotti di origine animale destinati al consumo umano.

Le partite sottoposte a controllo, documentale e fisico, sono solo 7.796 (0,40%). Analisi di laboratorio su 3.617 campioni, 77 le partite respinte. I respingimenti hanno riguardato soprattutto i prodotti ittici e le carni suine.

Controlli sul territorio nazionale, dati 2016

I controlli delle ASL hanno prodotto i seguenti dati:

– 275.382 unità sottoposte al controllo delle ASL,

– 54.141 infrazioni rilevate nel corso delle ispezioni (19,1% dei casi),

– il 56,3% delle irregolarità proviene dal settore della ristorazione,

– il 20,8% dalla distribuzione, all’ingrosso e al dettaglio.

Le infrazioni riguardano in prevalenza l’igiene generale (44,1%) e l’irregolarità del sistema HACCP (27,5%).

 

I resoconti dei NAS confermano i problemi rilevati nella ristorazione https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/cucine-da-incubo-il-bistrot-cannavacciuolo:

– 56.400 controlli effettuati,

– 11.144 le non conformità rilevate (33%),

– il 41% di irregolarità proviene dalla ristorazione,

– il 37% dai settori di pane e pasta.

Le contestazioni di reato sono aumentate, dalle 2.900 del 2015 alle 3.300 del 2016. La fattispecie più diffusa (28%), detenzione e somministrazione di alimenti in cattivo stato di conservazione.

I sequestri hanno raggiunto livelli da record, oltre 65 milioni di litri di bevande e kg di alimenti e circa 27 mila i capi di bestiame.

Le sanzioni amministrative sono invece diminuite in misura significativa, anche a causa del grave ritardo del governo italiano nell’adozione di un quadro sanzionatorio per le violazioni del regolamento UE 1169/11. (1) Le irregolarità di etichettatura rappresentano così il 10% degli illeciti, dominati invece da carenze igienico strutturali (69%).

Analisi ufficiali, dati 2016

L’attività dei laboratori di riferimento per le analisi ufficiali, negli ultimi 4 anni, è drasticamente calata. Di due terzi, dai circa 124.000 campioni del 2012 ai 40.000 del 2016 (sic!). Su ogni campione sono state effettuate una media di 2,47 determinazioni analitiche, per un totale di 98.995 analisi. 

Conforta la notizia che le non conformità analitiche sono risultate solo 931, lo 0.94%. In prevalenza, su alimenti di origine animale.

Made in Italy, controlli 2016

L’ICQRF è intervenuto sulle piattaforme di ecommerce in 971 casi, per contrastare evocazioni illecite, usurpazioni di nome e contraffazioni delle DOP italiane. Il Parmigiano reggiano, seguito dal prosecco, sono i prodotti tipici più ampiamente contraffatti.

Nel 2016 l’ICQRF ha eseguito 21.365 controlli – riscontrando il 17,3% di prodotti irregolari – e 4.329 analisi, con esito sfavorevole nel 7,4% dei casi.

I controlli in Italia su prodotti DOP, IGP e STG hanno evidenziato dati poco incoraggianti:

– 20,5% di irregolarità su oli di oliva,

– 15,7% nel settore lattiero-caseario,

– 29,6% su carni e prodotti a base di carne.

Per quanto riguarda i vini, il 21,2% dei prodotti è risultato irregolare rispetto ai parametri definiti nei rispettivi disciplinari di produzione, ovvero in termini di composizione quali-quantitativa e di rispetto delle disposizioni di legge.

Conclusioni

Lo scenario delineato nella relazione del Ministero della Salute mostra l’efficacia e pervasività dei controlli pubblici ufficiali in Italia. Che si distinguono favorevolmente rispetto alla media europea. 

Se i dati – in questo senso – appaiono confortanti, appare evidente la necessità di un riordino sistematico del diritto alimentare in Italia. In linea con le prescrizioni comuni, senza perdere di vista le esigenze di certezza del diritto e al contempo di effettività e deterrenza dei relativi regimi sanzionatori.

Al Governo che verrà, quale che sia il suo schieramento, vale perciò la pena riproporre le istanze a suo tempo proposte all’esecutivo uscente. (3)

Tommaso Di Paolo e Dario Dongo

Note

(1) Il decreto legislativo recante sanzioni per le violazioni del reg. UE 1169/11, c.d. Food Information Regulation, è stato invero approvato con 6 anni di ritardo. La sua analisi in una trilogia, su 

https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/sanzioni-reg-ue-1169-11-analisi-del-decreto

https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/sanzioni-reg-ue-1169-11-autorità-competenti-e-procedure e 

https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/reg-ue-1169-11-adeguamento-norme-nazionali

(2) Vale la pena richiamare, al proposito, l’incapacità della Commissione europea di mettere a punto un adeguato programma per il contrasto delle frodi alimentari.

Per ulteriori approfondimenti, si fa rinvio al nostro ebook ‘Sicurezza alimentare, regole cogenti e norme volontarie’, su https://www.greatitalianfoodtrade.it/libri/sicurezza-alimentare-regole-cogenti-e-norme-volontarie-il-nuovo-libro-di-dario-dongo

(3) Con peculiare riguardo all’esigenza di realizzare un codice alimentare italiano, di cui al punto 4 dell’articolo