I Cantucci Toscani IGP rappresentano l’eccellenza della biscotteria secca italiana nel mondo. Questi dolci croccanti alle mandorle sono custodi di un saper fare codificato che unisce storia medicea e rigore produttivo europeo. In un mercato globale sempre più affollato di prodotti ‘Italian Sounding’, la denominazione IGP garantisce l’autenticità di una ricetta secolare che è fondamentale saper distinguere dalle varianti generiche. Ecco come riconoscerli.
Le origini dei cantucci toscani affondano almeno nel XVI secolo, ma il nome porta con sé una doppia radice etimologica: dal volgare ‘canto’ — inteso come porzione ricavata da un insieme — o dal latino cantellus, ‘fetta di pane’, reminiscenza della galletta salata consumata dai soldati dell’impero romano. La trasformazione in dolce segue il cosiddetto ‘boom dello zucchero’ europeo, a partire dal XIV secolo, quando la coltivazione della canna da zucchero si diffuse nel Nordafrica e nell’Europa meridionale.
Dalla seconda metà del Cinquecento i cantuccini comparvero sulle tavole medicee, ma in una forma che ancora non prevedeva le mandorle, ispirandosi piuttosto ai biscotti di Pisa e al cosiddetto ‘biscotto genovese‘. Una consacrazione linguistica ufficiale arriva nel 1691, quando il Dizionario dell’Accademia della Crusca li definisce: ‘biscotto a fette, di fior di farina, con zucchero e chiara d’uovo’. Il naturalista Francesco Redi, in quegli stessi anni, testimoniava nei propri scambi epistolari che i cantuccini più rinomati erano quelli di Pisa – documento precoce di un ‘campanilismo del gusto’ tutto toscano che sopravvive, in qualche misura, ancora oggi.
La prima ricetta documentata con mandorle è un manoscritto settecentesco di Amadio Baldanzi, erudito pratese, conservato nell’Archivio di Stato di Prato, in cui i biscotti sono già detti ‘alla genovese’. Ma è nel XIX secolo che avviene la svolta definitiva: Antonio Mattei, pasticciere pratese soprannominato ‘Mattonella’, elabora la ricetta classica con mandorle intere che gli vale una menzione speciale all’Esposizione Universale di Parigi del 1867. Il suo biscottificio, fondato nel 1858 e ancora attivo a Prato, è tuttora considerato il custode della variante pratese – tecnicamente distinta dai Cantuccini Toscani IGP per l’assenza di lieviti e l’aggiunta di pinoli.
Il disciplinare IGP: requisiti e segreti della doppia cottura
Il riconoscimento IGP arriva il 26 gennaio 2016, con la pubblicazione del Regolamento di esecuzione (UE) 2016/81 sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, a seguito di una domanda presentata nel 2011 da Assocantuccini. Entrambe le denominazioni – ‘Cantuccini Toscani‘ e ‘Cantucci Toscani‘ – sono ammesse e tutelate ai sensi del regolamento (UE) 2024/1143. La zona di produzione comprende l’intero territorio amministrativo della regione Toscana.
Il disciplinare definisce ingredienti e metodo di lavorazione in modo rigoroso. Gli ingredienti obbligatori sono:
- ‘farina di frumento;
- mandorle dolci naturali intere (non pelate), con umidità relativa non superiore all’8,5%, in quantità minima del 17% e comunque tale da assicurare anche, dopo la cottura dell’impasto, una quantità minima del 20% di questo ingrediente rispetto a 1 Kg di prodotto finito;
- uova di gallina pastorizzate e tuorlo d’uovo, per non meno del 3 % in tuorlo;
- ‘zucchero semolato, cristallino o in granella dal 20% al 40%;
- miele millefiori, in aggiunta allo zucchero dallo 0,3% all’1,5%’;
- agenti lievitanti.
Gli ingredienti facoltativi sono invece: ‘sciroppo di glucosio o zucchero invertito (da utilizzarsi esclusivamente in fase di doratura), sale, latte intero, aromi o aromi naturali. Non sono ammessi altri ingredienti, additivi, coloranti o conservanti. Non è ammesso l’impiego di uova e tuorli in polvere. Non è ammesso l’impiego di mandorle affettate, granella di mandorle o farina di mandorle’.
Il metodo di lavorazione si articola nelle seguenti fasi:
- l’impasto viene formato in filoni, spennellati con una miscela di acqua e uovo per la caratteristica doratura, e sottoposto a doppia cottura;
- la prima cottura in forno fissa la struttura del filone; il taglio diagonale a caldo – operazione critica che richiede velocità di esecuzione – produce la forma semi-ovale irregolare;
- la seconda cottura asciuga il biscotto, conferendogli la tipica croccantezza friabile.
Caratteristiche del prodotto
All’atto dell’immissione al consumo, il prodotto deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
- ‘forma tradizionale caratteristica semi – ovale, ottenuta dal taglio in diagonale del filone dopo la cottura’;
- peso e dimensioni: peso non superiore a 15 g al pezzo, lunghezza non oltre i 10 cm, altezza 3 cm, larghezza 2,8 cm;
- parte interna, di colore beige, ‘caratterizzata da alveolatura lievemente irregolare dovuta alla lievitazione del prodotto, intarsiata da mandorle non pelate, distribuite casualmente’;
- superficie esterna dorata;
- consistenza ‘leggermente croccante, inizialmente granulosa, ma
che si scioglie in bocca per l’utilizzo del burro;
- ‘umidità relativa compresa tra un minimo di 3% e un massimo di 7 %’.
Il confezionamento deve avvenire nell’area geografica delimitata, per preservare le caratteristiche organolettiche dalla naturale igroscopicità del biscotto secco.
Analisi di mercato: l’export di fronte alle sfide internazionali
Nel panorama delle IG toscane per volume di produzione, i Cantuccini IGP — denominazione relativamente giovane — avevano registrato una crescita esplosiva nei primi sette anni dal riconoscimento, culminata nel 2021 con un picco storico di 4.122 tonnellate e un valore stimato al consumo di 77 milioni di euro (+55% sul 2020).
I dati 2024, diffusi da Assocantuccini nel rapporto del presidente Daniele Scapigliati (agosto 2025), segnalano una lieve contrazione per il terzo anno consecutivo: la produzione certificata IGP è scesa da 3.543 t (2023) a 3.313 t (-6,5%). Il fatturato complessivo al consumo si è ridotto da circa 78 a 73 milioni di euro, con prezzi di vendita rimasti stabili nonostante l’inflazione che mostrano la pressione crescente sui margini industriali.
L’elemento più significativo è la prima flessione dell’export nella storia della denominazione: la quota di esportazioni è passata dal 51% del 2023 al 48% del 2024. Poiché Germania, Austria e Svizzera (DACH) assorbono complessivamente circa il 25% dei volumi prodotti. Assocantuccini ha avviato uno specifico ‘Progetto Germania’ per consolidare il posizionamento. Gli Stati Uniti sono il principale mercato extra-UE, ma rimangono esposti al rischio dazi.
Come ha dichiarato Scapigliati: ‘I Cantuccini Toscani non hanno concorrenti diretti ma hanno imitatori. Sono questi ultimi che possono trarre vantaggio dalla situazione. […] Chiediamo al Governo di estendere il riconoscimento dell’IGP in tutti i trattati internazionali che la UE si appresta a negoziare su base bilaterale.‘
Esperienze di gusto: abbinamenti tradizionali e tendenze gourmet
L’abbinamento canonico con il Vin Santo toscano – da consumare con rito di ‘pucciatura’ – è parte costitutiva dell’identità del cantuccino e ha contribuito alla sua reputazione internazionale come dessert di fine pasto. La lunga conservabilità del biscotto secco, garantita dal confezionamento ermetico, ha storicamente favorito l’export.
Nella ristorazione contemporanea, i cantucci trovano applicazioni più articolate: sbriciolati come base croccante per dolci al cucchiaio, abbinati a gelati artigianali di mandorla o pistacchio, ovvero impiegati nella versione toscana e umbra del tiramisù ai cantucci — ove essi sostituiscono i savoiardi, conferendo una nota rustica e aromatica apprezzata nella ristorazione territoriale. L’abbinamento con tè da infusione di qualità – in particolare tè neri strutturati come Assam o Yunnan – è una tendenza in voga nel canale specialty food anglosassone e nordeuropeo, coerente con la naturale predisposizione del biscotto secco all’inzuppo.
Quality assurance: guida all’importazione per i buyer esteri
Per i buyer internazionali, la verifica della conformità IGP passa dall’etichetta: il logo europeo dell’Indicazione Geografica Protetta e del Consorzio sono indicatori primari di autenticità. La percentuale di mandorle (mai inferiore al 20%) e la presenza di burro quale unica fonte di grassi sono elementi discriminanti nella valutazione dell’autenticità. La certificazione biologica, ove disponibile, aggiunge un controllo di filiera all’insegna dei più elevati livelli di tutela dell’ambiente e della biodiversità.
Per i buyer internazionali è utile valutare continuità di fornitura, capacità di adattamento agli standard di etichettatura dei mercati di destinazione e certificazioni di food safety management (FSSC 22000, IFS, BRC o equivalenti). Il team di GIFT – Great Italian Food Trade supporta gli importatori nella selezione di produttori italiani di eccellenza, nella due diligence documentale e nell’orientamento tra le 21 imprese aderenti ad Assocantuccini, facilitando l’accesso a cantucci toscani IGP biologici e di alta gamma per i mercati internazionali.
Prospettive: una denominazione in cerca di nuovi mercati
Il futuro dei Cantuccini Toscani IGP risiede nella capacità di coniugare la protezione del marchio con l’esplorazione di nuovi mercati extra-UE. Sebbene il 2024 segni una fase di assestamento, la solidità del disciplinare e l’alta qualità delle materie prime – come le mandorle naturali e il burro – rimangono i pilastri su cui poggia il successo del Made in Italy dolce. La sfida per la filiera sarà presidiare i canali specialty food globali, trasformando un biscotto storico in un’icona di lifestyle contemporaneo.
Redazione di GIFT (Great Italian Food Trade)
Riferimenti
- Assocantuccini — Consorzio per la Tutela dei Cantuccini Toscani IGP, Firenze. https://www.assocantuccini.org
- Regolamento di esecuzione (UE) 2016/81 della Commissione del 19 gennaio 2016 recante iscrizione di una denominazione nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette [Cantuccini Toscani/Cantucci Toscani (IGP)]. http://data.europa.eu/eli/reg_impl/2016/81/oj
- Scapigliati, D. (2025, 7 agosto). Cantuccini toscani in cerca di nuovi mercati. T24 — Il quotidiano economico toscano. https://www.t24economia.it/art/cantuccini-toscani-in-cerca-di-nuovi-mercati
- Unione europea. (2015). Pubblicazione di una domanda di registrazione ai sensi dell’articolo 50, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (UE) n. 1151/2012 (2015/C 263/04). https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52015XC0811%2801%29&from=IT


