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Biodistretti, il primato della Toscana

La Toscana è oggi il laboratorio d’eccellenza per lo sviluppo dell’agricoltura biologica in Italia e in Europa. Con 237.000 ettari coltivati a bio – pari al 36,5% della superficie agricola utilizzata (SAU), a fronte di una media nazionale del 20,2% – e oltre 7.600 operatori, la regione guida la classifica nazionale e ha già superato l’obiettivo del 25% fissato dalla strategia Farm to Fork per il 2030 (CIA Toscana, 2026; Commissione europea, 2020). Insieme a Sicilia e Puglia, essa concentra il 38,1% della SAU biologica italiana (ISMEA, 2025).

Una storia di avanguardia

Il primato non è casuale. Le sue radici affondano nel 1983, quando nasce a Firenze il Coordinamento Toscano Produttori Biologici (CTPB), una delle prime associazioni italiane di produttori biologici, costituita quasi dieci anni prima del regolamento europeo sul biologico (AgricolturaBio.info, 2019). Dopo il primo ‘boom’ degli anni ’90, la crescita è proseguita fino agli attuali 237mila ettari.

Il motore degli ultimi anni è la politica dei distretti biologici, o biodistretti. La Toscana ne è stata pioniera con la legge regionale 51/2019, la quale ha anticipato la legge italiana 23/2022 (articolo 13) e il successivo decreto attuativo ove sono stati definiti requisiti e condizioni per la costituzione dei biodistretti sull’intero territorio nazionale (DM 28 dicembre 2022, n. 663273).

Tredici biodistretti, una mappa della sostenibilità

I 13 biodistretti riconosciuti in Toscana interessano 76 Comuni e 5.214 aziende agricole (Regione Toscana, comunicato stampa Comune di Signa, 2026). Due di essi operano nella duplice veste di distretti rurali e biologici. Il percorso di riconoscimenti è stato serrato: Fiesole, il primo, nato il 27 luglio 2021, poi Val di Cecina (13 luglio 2022), Calenzano (15 settembre 2022), Montalbano (23 dicembre 2022), Chianti (31 gennaio 2023), Maremma Toscana (2023), Colline della Pia, Valli Senesi e Valdarno di Sopra (2024), Montecucco, Terre Apuane e Aldobrandesco, fino al Territorio Fiorentino (17 marzo 2026).

Il panorama è estremamente variegato:

  • realtà vaste. Il Distretto della Maremma Toscana, tra i più grandi d’Europa, abbraccia un territorio agricolo di quasi 100.000 ettari, di cui il 41% condotto con metodo biologico (Toscana Chianti Ambiente, 2023);
  • realtà ‘micro’. Il distretto di Calenzano, a vocazione olivicola, insiste su un solo comune, con una SAU biologica del 36%;
  • l’ultimo nato. Il Territorio Fiorentino coinvolge 95 aziende agricole e oltre 1.000 ettari nei Comuni di Firenze, Signa, Lastra a Signa e Scandicci, con il coordinamento di Rete Semi Rurali e il sostegno di Fondazione CR Firenze (Askanews, 2026).

Nei territori distrettuali l’incidenza del biologico sale vertiginosamente: la SAU bio media dei distretti tocca quasi il 50% (Agenparl, 2025). Vale a dire il doppio del target che il Piano strategico nazionale della PAC 2023-2027 ha fissato per l’Italia – 25% di SAU bio già entro il 2027, in anticipo sull’obiettivo europeo al 2030 (Commissione europea, 2020; ISMEA, 2025).

Perché un’azienda sceglie il biodistretto

Il segreto del successo sta nelle sinergie. Le aziende firmatarie dell’accordo di distretto godono di vantaggi concreti:

  • premialità nei finanziamenti. L’adesione garantisce punteggi aggiuntivi nei bandi del Complemento per lo sviluppo rurale (CSR) della Toscana, che ha stanziato 231 milioni di euro per il consolidamento e lo sviluppo del biologico (Agenparl, 2025);
  • innovazione e ricerca. Progetti come BIOVAL nel Valdarno di Sopra hanno erogato oltre 200 ore di formazione tecnica, mentre nel Chianti il progetto ‘Terre Bio’ finanzia coaching aziendale e promozione internazionale (Regione Toscana, 2024);
  • filiera corta e mercati. Dall’apertura della ‘Bottega dei Sapori’ in Val di Cecina alle piattaforme logistiche digitali per il social commerce, fino alla ristrutturazione del mercato coperto di Montevarchi (Regione Toscana, 2024).

Non solo agricoltura, turismo e sociale

I biodistretti iniziano anche a rivelare il loro  alto potenziale quale strumento di marketing territoriale, capace di coniugare paesaggi rurali, cicloturismo, turismo non solo eno-gastronomico e inclusione sociale, il tutto integrato dal valore della certificazione bio del territorio.

L’esperienza più emblematica è il BioBike Tour delle Colline della Pia, manifestazione cicloturistica organizzata dal distretto insieme all’ASD Amici 2 Ruote Gavorrano e giunta nel 2025 alla quarta edizione, con il patrocinio dei Comuni di Gavorrano, Massa Marittima e Roccastrada e della Provincia di Grosseto (Maremma News, 2025). Due percorsi ad anello – tra vigneti biologici, oliveti secolari e campi di grano antico, con soste e degustazioni presso le aziende del distretto (Colline della Pia, 2025) – si integrano con il format ‘A Tavola con…’, che coinvolge ristoratori, borghi e agriturismi con menù realizzati con i prodotti locali certificati.

Nel Valdarno di Sopra il binomio bio-enoturismo ha assunto una dimensione strutturale. Tutti i soci del Consorzio Valdarno di Sopra DOC sono certificati biologici o in conversione, e la denominazione punta a divenire la prima in Italia interamente biologica ‘per disciplinare’ (Wine Blog Roll, 2026): una partita che si gioca al MASAF e che vede schierati, fianco a fianco, consorzio, distretto e amministrazioni locali. E nell’aprile 2026 il distretto ha inaugurato a Montevarchi il nuovo Mercato Coperto degli Agricoltori ‘Mercatale’, struttura progettata secondo i principi della bioedilizia e dell’efficienza energetica, insieme al Centro Studi della Consulta Nazionale dei Distretti del Cibo (Turismo del Gusto, 2026), a conferma del ruolo del Valdarno quale laboratorio nazionale delle politiche distrettuali.

Non manca l’attenzione al sociale. La fattoria eco-solidale Ramarella, a Laterina Pergine Valdarno,  è dedicata a persone in carico ai servizi pubblici della salute mentale  (ValdarnoPost, 2019), ed è capofila di un progetto di bioagricoltura sociale che coinvolge 27 persone in condizioni di fragilità in laboratori di formazione presso altre aziende agricole del Valdarno nella cura dell’orto, delle vigne e dell’olivo, nei grani antichi. L’apicoltura sociale è tra le attività di punta: dieci arnie, un laboratorio del miele e un percorso di formazione professionale per due giovani in carico al servizio di salute mentale, con 120 chili di prodotto alla prima smielatura (Valdarno 24, 2023). Il bio, nei distretti toscani, è anche sinonimo di inclusione.

La sfida della governance verso il 2028

Resta aperta una sfida cruciale, la partecipazione reale. Su oltre 5.200 aziende bio censite nei territori distrettuali, solo 283 risultano firmatarie degli accordi, il 6% circa (Regione Toscana, 2024). Un dato da leggere in chiaroscuro:

  • i firmatari compongono l’assemblea di distretto, organo sovrano che approva il progetto economico territoriale integrato. Una minoranza numerica, dunque, con un peso decisionale rilevante
  • da quel 6% devono provenire gli imprenditori agricoli biologici che il decreto ministeriale impone in misura di almeno il 51% dei componenti del consiglio direttivo (DM 28 dicembre 2022). Un requisito che tutti i distretti dovranno rispettare entro il 31 dicembre 2027;
  • la media nasconde forti divari. Calenzano registra 12 aziende firmatarie su 18 censite (66,7%), Fiesole 16 su 45 (35,5%), il Chianti 87 su 591 (14,7%), il Montalbano 24 su 174 (13,8%). La Maremma, proprio per le sue dimensioni, si attesta al 10%, ma con ben 141 firmatarie su 1.402 aziende. In altri distretti (Val di Cecina, Valli Senesi, Montecucco) la quota oscilla tra lo 0,9% e l’8,3%, e in alcuni distretti rurali e biologici le aziende compaiono solo attraverso le rappresentanze (Regione Toscana, 2024).

Conclusioni provvisorie

La Toscana dimostra che il biologico è il perno di un modello economico capace di rigenerare i suoli, tutelare la biodiversità e creare valore per le comunità locali. Il 2028 è vicino: è il momento, per i produttori, di passare da semplici beneficiari a veri protagonisti della politica agricola regionale.

Marco Bignardi

Credit cover Marco Bignardi

Riferimenti

Agenparl. (2025, 16 dicembre). Distretti biologici, Marras: ‘A breve concluso l’iter per riconoscere il dodicesimo’. https://agenparl.eu/2025/12/16/distretti-biologici-marras-a-breve-concluso-liter-per-riconoscere-il-dodicesimo/ 

AgricolturaBio.info. (2019, 20 dicembre). Filiera corta e qualità certificata. Marco Bignardi racconta la storia e il futuro di Toscana Biologica. https://www.agricolturabio.info/primo-piano/filiera-corta-e-qualita-certificata-la-storia-e-il-futuro-di-toscana-biologica-secondo-marco-bignardi/ 

Askanews. (2026, 17 marzo). Riconosciuto da Toscana Distretto biologico Territorio Fiorentino. https://askanews.it/2026/03/17/riconosciuto-da-toscana-distretto-biologico-territorio-fiorentino/ 

CIA Toscana. (2026, 16 febbraio). In Toscana il 36,5% dell’agricoltura è bio, ma va distribuito meglio il valore. https://www.ciatoscana.eu/home/toscana-al-vertice-dellagricoltura-biologica/ 

Commissione europea. (2020). Una strategia ‘Dal produttore al consumatore’ per un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente. COM(2020) 381 final. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:52020DC0381 

Comune di Signa. (2026, marzo). Signa protagonista nel nuovo Distretto biologico del territorio fiorentino. https://www.comune.signa.fi.it/it/news/signa-protagonista-nel-nuovo-distretto-biologico-del-territorio-fiorentino

Colline della Pia. (2025). Bio Bike Tour. https://collinedellapia.it/bio-bike-tour/ 

Comune di Massa Marittima. (2023, ottobre). Presentazione Biobike Tour 2023. https://www.comune.massamarittima.gr.it/home/notizie-eventi/notizie/2023/10/Presentazione-Biobike-Tour-2023.html 

ISMEA. (2025). Bio in cifre 2025. SINAB – Sistema d’informazione nazionale sull’agricoltura biologica. https://sinab.it/wp-content/uploads/2025/12/Rapporto-BIC-ISMEA-2025-web_17_12.pdf

Lab Koinè. (s.d.). Aia di Ramarella. https://www.koine.org/tag/aia-di-ramarella/

Legge 9 marzo 2022, n. 23. Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico. Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 68 del 23.3.2022. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/03/23/22G00033/sg 

Legge regionale Toscana 30 luglio 2019, n. 51. Disciplina dei distretti biologici. https://raccoltanormativa.consiglio.regione.toscana.it 

Maremma News. (2025, 27 settembre). Torna il Bio Bike Tour edizione 2025. https://maremmanews.it/post/torna-il-bio-bike-tour-edizione-2025 

Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. (2022). Decreto 28 dicembre 2022, n. 663273. Determinazione dei requisiti e delle condizioni per la costituzione dei distretti biologici. Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 47 del 24.2.2023. https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/19278 

Regione Toscana. (2024). Relazioni annuali dei distretti biologici (l.r. 51/2019). Documenti amministrativi.

Toscana Chianti Ambiente. (2023, 14 agosto). Riconosciuto ufficialmente il Distretto biologico della Maremma, è uno dei più grandi d’Europa. https://www.toscanachiantiambiente.it/riconosciuto-ufficialmente-il-distretto-biologico-della-maremma-e-uno-dei-piu-grandi-deuropa/ 

Toscana Chianti Ambiente. (2024, 2 agosto). Due nuovi distretti biologici riconosciuti dalla Regione Toscana: adesso sono nove. https://www.toscanachiantiambiente.it/due-nuovi-distretti-biologici-riconosciuti-dalla-regione-toscana-adesso-sono-nove/ 

Toscana Chianti Ambiente. (2026, 15 gennaio). Con l’Aldobrandesco salgono a dodici i distretti biologici riconosciuti in Toscana. https://www.toscanachiantiambiente.it/con-laldobrandesco-salgono-a-dodici-i-distretti-biologici-riconosciuti-in-toscana/

Turismo del Gusto. (2026, aprile). Distretto Rurale Biologico del Valdarno Superiore. https://www.turismodelgusto.com/attualita/distretto-rurale-biologico-del-valdarno-superiore/ 

Valdarno 24. (2023, 7 settembre). Il miele di Ramarella. Il bellissimo progetto di agricoltura sociale nelle campagne di Pergine. https://valdarno24.it/economia/il-miele-di-ramarella-il-bellissimo-progetto-di-agricolture-sociale-nelle-campagne-di-pergine/ 

Valdarno 24. (2025, 2 giugno). La Fattoria di Ramarella diventa energeticamente autosufficiente grazie alla sinergia con Zucchetti Centro Sistemi. https://valdarno24.it/attualita/la-fattoria-di-ramarella-diventa-energicamente-autosufficiente-grazie-alla-sinergia-con-zucchetti-centro-sistemi/ 

ValdarnoPost. (2019, 15 novembre). Bioagricoltura sociale: in Valdarno un progetto che coinvolge tre attività agricole e 27 persone fragili. http://valdarnopost.it/news/bioagricoltura-sociale-in-valdarno-un-progetto-che-coinvolge-tre-attivita-agricole-e-27-persone-fragili 

Wine Blog Roll. (2026, marzo). Valdarno di Sopra Day 2026. I migliori vini di un territorio storico di grande prospettiva. https://wineblogroll.com/2026/03/valdarno-di-sopra-day-2026-migliori-vini/ 

MARCO BIGNARDI
Marco Bignardi
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Informatico che lavora come operaio agricolo nell'agricoltura sociale. È stato imprenditore agricolo professionale, presidente del CTPB, vice presidente di FederBio, amministratore del consorzio Toscana Biologica.

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