Salute

Il glifosate fa male. Nuovi studi e seconda condanna in arrivo in USA

Il glifosate fa male. Nuovi studi e seconda condanna in arrivo in USA

Il glifosate fa male, anche a livelli di esposizione finora creduti ‘sicuri’. L’ultimo studio pubblicato su ‘Environmental Health’ precede di pochi giorni il via libera alla seconda causa di risarcimento danni presso una Corte USA, per linfoma non Hodgkin occorso a un utilizzatore abituale di Roundup.

In USA e Canada come in Europa – ove è di recente emerso il finanziamento di Bayer-Monsanto al gruppo politico di centro ALDE (Alliance for Liberal and Democrats in Europe) – proseguono intanto le irrorazioni venefiche sine cura. Di là dell’Atlantico anche in fase post-raccolta, per disseccare cereali e legumi in condizioni climatiche avverse.

Glifosate, interferenza endocrina anche a dosi finora credute ‘sicure’

Lo sviluppo del sistema riproduttivo può venire compromesso dall’esposizione al glifosato anche a dosi finora considerate sicure. Non solo. I formulati commerciali, come il noto Roundup, rivelano profili di tossicità superiori a quelli del principio attivo allo stato puro. È quanto emerge dal nuovo studio scientifico, coordinato dall’Istituto Ramazzini e pubblicato sulla rivista scientifica ‘Environmental Health’. (1) Allo studio hanno partecipato l’Università di Bologna, l’Ospedale San Martino di Genova, l’Istituto Superiore di Sanità, l’Università di Copenhagen, L’Università Federale del Paranà, la ‘Icahn School of Medicine at Mount Sinai’ di New York e la George Washington University.

Dalla fase prenatale all’età adulta, i GBH (Glyphosate Based Herbicides) hanno ‘indotto effetti endocrini e alterato parametri dello sviluppo riproduttivo’, spiega la prof. Melissa J. Perry della George Washington University, ‘a dosi comparabili a quelle a cui le persone sono esposte nel loro ambiente di vita di tutti i giorni, anche attraverso il cibo che consumano. I risultati di questo studio dimostrano un importante impatto sulla produzione di ormoni che non deve essere ignorato. Questo studio fornirà informazioni valide per una più chiara valutazione del rischio per la salute umana’. (2)

Il Prof. Alberto Mantovani dell’ISS, tossicologo di fama internazionale, si sofferma sul ‘maggior riscontro di effetti endocrini e sullo sviluppo nel formulato commerciale a base di glifosato rispetto ad una dose equivalente di glifosato puro. L’indicazione che altri componenti presenti nei formulati commerciali possano significativamente aumentare la tossicità del glifosato certamente merita ulteriori indagini’. Precedenti studi avevano già mostrato l’associazione dell’erbicida con vari affetti avversi, compresi l’alterazione del microbioma durante lo sviluppo e prima della pubertà.

Valutazione scientifica dei rischi, gli studi necessari

Una campagna di crowdfunding è stata avviata per finanziare uno studio scientifico complessivo, in merito agli effetti di lungo termine sulla salute umana di glifosate e GBHs. (3) L’obiettivo di budget è ambizioso (5 milioni di euro) e il materiale di studio non mancherà, poiché dal 1974 a oggi sono state immesse nell’ambiente 8,6 milioni di tonnellate di GBHs. I consumi sono aumentati di 15 volte a partire dall’introduzione di sementi OGM la cui diffusione – come si è dimostrato nell’ebook gratuito ‘OGM la Grande Truffa’ – è servita proprio a incrementare le vendite di pesticidi.

Il mercato degli agrotossici, a livello globale, ha invero un valore triplo rispetto a quello delle sementi, con marginalità ben superiori che proprio sul Roundup sono doppie o triple rispetto ad altri prodotti. Ed è parimenti dominato da quattro monopolisti. La ricerca servirà quindi a identificare i danni che il glifosate ha già provocato e continuerà a produrre su ecosistemi e salute pubblica, a causa della sua percolazione nelle acque superficiali e di falda. In vista del suo auspicabile divieto d’impiego su scala planetaria, cui dovrà seguire una più attenta valutazione dei rischi associati ai nuovi pesticidi ad ampio spettro che lo succederanno. Come il dicamba, i cui rispettivi OGM ‘herbicide-resistant’ sono già stati approvati anche in UE. (4)

Studi indipendenti e trasparenza vengono chiesti a gran voce dalla società civile. (4) Si richiede la ‘full discovery’, la messa a disposizione del pubblico di tutti gli atti considerati nelle procedure di valutazione Efsa (European Food Safety Authority). Un segnale importante proviene in tal senso dal Tribunale UE, che il 7.3.19 ha annullato le decisioni mediante le quali Efsa aveva negato l’accesso agli studi su cancerogenicità e tossicità del glifosato. (5)

Nelle ultime settimane, tra l’altro, è stato deciso di trasferire le indagini a un Gruppo di valutazione sul glifosato (AGG, Assessment Group on Glyphosate) composto da Francia, Ungheria, Olanda e Svezia. Sottraendole alla Germania, finora delegata al suo esame. (6)

Bayer-Monsanto, via libera in USA alla seconda causa di risarcimento danni da linfoma non Hodgkins

Le azioni Bayer hanno registrato il più drastico crollo degli ultimi 16 anni in una giornata di contrattazioni. 8 miliardi di euro, 12,5% del capitale azionario, sono stati bruciati in un solo giorno. A seguito del via libera, il 19.3.19, alla seconda causa di risarcimento dei danni presso la Corte del Distretto ‘North California’. E ancora una volta – come già nel primo caso, che ha portato alla prima esemplare condanna di Bayer-Monsanto (289 milioni di US$, ridotti in appello a 78) da parte della stessa Corte – il danneggiato è un utilizzatore professionale di Roundup che ha contratto il linfoma non Hodgkin.

Il verdetto unanime dei 6 membri della giuria, a esito della prima udienza, riconosce l’ammissibilità dell’azione risarcitoria. ‘Il signor Hardeman ha provato con evidenza preponderante che la sua esposizione al glifosate è un fattore sostanziale nella causazione del linfoma di non-Hodgkin’. (7) La prossima udienza varrà ad accertare l’effettiva responsabilità del primo produttore del pesticida più diffuso al mondo. E decidere l’ammontare del risarcimento, sulle cui basi il colosso tedesco potrà anche decidere di avviare trattative in vista della possibile soluzione conciliativa (Alternative Dispute Resolution) di almeno parte dei casi che seguiranno.

Il modello di business della filiera degli agrotossici inizia a mostrare le corde. I pesticidi ammalano il pianeta ma anche i suoi avvelenatori. Tanto che Bayer, nei pochi mesi trascorsi dall’acquisizione di Monsanto (a giugno 2018), ha perso il 36% del valore azionario. Le azioni giudiziarie finora proposte e tuttora pendenti, nei soli Stati Uniti, sono circa 11.200. E tante altre potranno seguire, in ogni continente, affermandosi i principi universali di diritto secondo cui ‘chi inquina paga’ e ‘chi ammala paga’. (8)

#Égalité!

Dario Dongo e Sabrina Bergamini

Note

(1) Fabiana Manservisi, Corina Lesseur, Simona Panzacchi, Daniele Mandrioli, Laura Falcioni, Luciano Bua, Marco Manservigi, Marcella Spinaci, Giovanna Galeati, Alberto Mantovani, Stefano Lorenzetti, Rossella Miglio, Anderson Martino Andrade, David Møbjerg Kristensen, Melissa J. Perry, Shanna H. Swan, Jia Chen, Fiorella Belpoggi‘ (2019). The Ramazzini Institute 13-week pilot study glyphosate-based herbicides administered at human-equivalent dose to Sprague Dawley rats: effects on development and endocrine system’. Environmental Health. https://doi.org/10.1186/s12940-019-0453-y

(2) V. Comunicato stampa Istituto Ramazzini, 12.3.19,

(3) Iniziativa di crowdfunding per la ricerca su glifosate e GBHs, su https://glyphosatestudy.org/

(4) V. precedente articolo ‘Il glifosate aumenta il rischio di linfoma non Hodgkin, nuovo studio’,

(5) Tribunale UE, cause T-716/14 Anthony C. Tweedale/Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e T-329/17 Hautala e a./ EFSA, sentenza 7.3.19,

(6) V. ‘European Commission – Current status of glyphosate in the EU

(7) US District Court, Northern District of California, Edward Hardeman vs. Monsanto Company. Gli atti dell’udienza 19.3.19 su https://usrtk.org/wp-content/uploads/bsk-pdf-manager/2019/03/Trial-Transcript-The-Verdict-March-19-2019.pdf

(8) Almeno 3 milioni di famiglie in Vietnam ancora attendono risarcimento dei danni causati dall’Agente Orange, diserbante Made in USA utilizzato come arma chimica tra il 1962 e il 1971. V. https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/monsanto-il-vietnam-annuncia-richiesta-di-risarcimento

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