L’Aceto Balsamico di Modena IGP si conferma uno dei simboli più rappresentativi del made in Italy nel mondo, con un valore al consumo stimato in circa 1 miliardo di euro. A seguire, i dati su produzione, filiera e mercati globali presentati il 19 maggio 2926 all’assemblea annuale del Consorzio di tutela.
Produzione e filiera in numeri
La produzione annua totale di Aceto Balsamico di Modena IGP si attesta tra i 93 e i 95 milioni di litri. La filiera certificata comprende:
– 59 acetaie;
– 165 produttori di mosto e aceto di vino;
– 2.400 aziende agricole che coltivano 14.000 ettari di vigneti.
Il Consorzio rappresenta l’83% della produzione certificata, un dato che sottolinea la sua centralità nella tutela e promozione del prodotto autentico.
Export oltre il 93%: cresce l’Asia
Oltre il 93% della produzione è destinato all’export e distribuito in più di 130 Paesi. Il valore alla produzione dell’export supera i 380 milioni di euro, con un valore al consumo stimato di circa 1 miliardo di euro.
Nonostante la difficile fase congiunturale, rispetto al 2024 l’export ha registrato un incremento del +2,57%. ed è per oltre il 50% destinato ai Paesi extra-UE. I mercati storicamente più importanti rimangono:
– Stati Uniti;
– Germania;
– Francia.
Negli ultimi anni si è registrata una crescita rilevante in Asia, trainata da Corea del Sud e Giappone.
Resilienza, nonostante le tensioni globali
La filiera dell’Aceto Balsamico di Modena IGP mostra una notevole resilienza in un contesto internazionale complesso, caratterizzato da tensioni geopolitiche e instabilità dei trasporti.
Le criticità legate allo stretto di Hormuz e le pressioni sui costi energetici e logistici hanno evidenziato l’importanza di presidiare le rotte commerciali e diversificare i mercati di destino, garantendo continuità nella distribuzione globale e stabilità economica alle imprese del settore.
Italian sounding: una minaccia da 120 miliardi
La protezione delle indicazioni geografiche è strategica per la competitività internazionale delle imprese italiane. Il fenomeno globale dell’Italian sounding, il cui valore è stimato in oltre 120 miliardi di euro, dimostra quanto sia cruciale difendere l’autenticità dei prodotti.
Un contrasto efficace di questo fenomeno, secondo The European House – Ambrosetti, potrebbe accelerare la crescita dell’export agroalimentare italiano dagli attuali 73 miliardi (ISMEA, 2025) fino a un potenziale di 126 miliardi di euro.
Nel 2025, l’attività di monitoraggio online del Consorzio di tutela dell’Aceto Balsamico di Modena IGP ha portato alla correzione o rimozione del 45% dei 1.055 link relativi a prodotti d’imitazione, rafforzando la tutela internazionale del marchio autentico.
‘Proteggere le nostre indicazioni geografiche non significa solo difendere la storia e la qualità dei prodotti, ma garantire ricadute economiche concrete per le imprese e i territori. La filiera dell’aceto balsamico dimostra come l’autenticità possa trasformarsi in resilienza economica, occupazione e crescita internazionale’, conferma Cesare Mazzetti, presidente del Consorzio di tutela.
La candidatura UNESCO
L’assemblea del Consorzio di Tutela ha inoltre rilanciato la candidatura UNESCO della ‘Tradizione del Balsamico tra socialità, arte del saper fare e cultura popolare di Modena e Reggio Emilia’ a patrimonio immateriale dell’umanità. L’iniziativa si inserisce nel solco del recente riconoscimento della cucina italiana ed è promossa da un ampio comitato territoriale che comprende:
– Consorzio tutela Aceto Balsamico di Modena IGP;
– Consorzio tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP;
– Consorzio tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia DOP;
– Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena;
– Confraternita dell’Aceto Balsamico Tradizionale Reggiano;
– Regione Emilia-Romagna;
– Ministero dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste;
– Ministero della Cultura.
Marta Strinati
Credit cover Consorzio tutela Aceto Balsamico di Modena IGP

Giornalista professionista dal gennaio 1995, ha lavorato per quotidiani (Il Messaggero, Paese Sera, La Stampa) e periodici (NumeroUno, Il Salvagente). Autrice di inchieste giornalistiche sul food, ha pubblicato il volume "Leggere le etichette per sapere cosa mangiamo".


