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Pratiche commerciali sleali, i guai del d.lgs. 198/2021

Il 15.12.21 entra finalmente in vigore il d.lgs. 198/2021 che recepisce la dir. UE 2019/633 sulle pratiche commerciali sleali nelle filiere agroalimentari. (1)

Il rischio più grave è la disapplicazione di una legge la cui vigilanza è affidata a un ente, ICQRF, del tutto sprovvisto delle risorse necessarie. (2)

Le imprese agricole socie di cooperative e organizzazioni di produttori rimangono escluse da ogni tutela, così come gli agricoltori soggetti agli accordi-quadro di categoria. (3)

Fare peggio non era facile, ma il cerchio magico che governa le politiche agroalimentari in Italia vi è riuscito benissimo.

Pratiche commerciali sleali, i controlli previsti dal d.lgs. 198/2021

Il d.lgs. 198/21 designa l’ICQRF quale autorità nazionale di contrasto delle pratiche commerciali sleali nella filiera agroalimentare (articolo 8). L’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari ha perciò i compiti di:

– accertare l’esistenza di clausole o rapporti contrattuali difformi rispetto ai criteri indicati agli articoli 4,5,6 del decreto stesso, nelle forniture di derrate agricole e alimentari, e

– applicare le corrispondenti sanzioni amministrative, nel rispetto delle procedure di cui alla legge 689/1981. Con l’unica eccezione delle vendite sottocosto (art. 7), la cui vigilanza spetta invece all’Antitrust.

ICQRF, 360 ispettori per 3 milioni di imprese

L’applicazione di una normativa, in Italia almeno, dipende soltanto dall’efficacia dei controlli e la deterrenza delle sanzioni. E la scelta di affidare la vigilanza sulle pratiche commerciali sleali a ICQRF – con la consueta clausola di invarianza finanziaria (art. 13) – è la premessa per disapplicare, di fatto, anche questa normativa.

L’ICQRF dispone infatti di circa 360 ispettori, tra laureati e diplomati. I quali sono già sovraccarichi di lavoro a causa della competenza esclusiva ai controlli sul Food Information Regulation (reg. UE 1169/11, d.lgs. 231/17), che in Italia si applica a circa 3 milioni di imprese.

Ogni coppia di ispettori dovrebbe vigilare ogni anno 16.700 operatori, 1.400 ogni mese, per verificare milioni di etichette, siti web, imprese agricole e stabilimenti produttivi, importatori, distributori e pubblici esercenti. Oltre ai regimi di qualità, gli OGM e le filiere biologiche, le frodi anche su merci d’importazione. Ci mancavano solo le relazioni contrattuali.

Agricoltori soci di cooperative e organizzazioni dei produttori, nessuna tutela

Il campo di applicazione del d.lgs. 198/21 riguarda le ‘cessioni di prodotti agricoli ed alimentari, eseguite da fornitori che siano stabiliti nel territorio nazionale, indipendentemente dal fatturato dei fornitori e degli acquirenti. Non si applica ai contratti di cessione direttamente conclusi tra fornitori e consumatori’ (articolo 1).

Rimangono esclusi però dalla nozione stessa di ‘contratti di cessione’ – e così, ingiustificatamente, dalla tutela dei contraenti deboli – ‘i conferimenti di prodotti agricoli e alimentari da parte di imprenditori agricoli e ittici a cooperative di cui essi sono soci o a organizzazioni di  produttori, ai sensi del decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102, di cui essi sono soci’ (art. 2.e).

Criticità

Ce lo chiede l’Europa’? Falso. Il legislatore europeo ha invece prescritto la rigorosa implementazione della direttiva UTPs (Unfair Commercial Practices) che si dubita potrà venire realizzata attraverso ICQRF, per le ragioni dette. L’Antitrust a sua volta si è dimostrata del tutto inefficace nel sorvegliare il mercato e applicare il fatidico articolo 62 della legge 27/2012 (4,5).

La filiera produttiva agroalimentare italiana – frammentata come nessun’altra in Europa, si è visto (6) – ha bisogno di un’applicazione effettiva delle regole a contrasto delle pratiche commerciali sleali. È inammissibile, poiché in contrasto con la direttiva UE 2019/633, l’esclusione delle organizzazioni dei produttori dalle regole in esame. Ed è oltremodo sconveniente l’esclusione delle cooperative.

In attesa di vedere cosa davvero chiederà l’Europa, che la settimana scorsa ha inflitto una sanzione di 20 milioni di euro proprio a una grande cooperativa italiana, Conserve Italia, per violazione delle regole sulla concorrenza.

Dario Dongo

Note

(1) D.lgs. 8.11.21, n. 198. Attuazione della direttiva (UE) 2019/633, in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare nonché dell’articolo 7 della legge 22 aprile 2021, n. 53, in materia di commercializzazione dei prodotti agricoli e alimentarihttps://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/11/30/21G00202/sg

(2) Dario Dongo. Pratiche commerciali sleali e legge di delegazione europea, analisi critica. GIFT (Great Italian Food Trade). 24.4.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/pratiche-commerciali-sleali-e-legge-di-delegazione-europea-analisi-critica

(3) Dario Dongo. Pratiche commerciali sleali, l’Italia prova a escludere cooperative e organizzazioni dei produttori. GIFT (Great Italian Food Trade). 17.10.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/pratiche-commerciali-sleali-l-italia-prova-a-escludere-cooperative-e-organizzazioni-dei-produttori

(4) Dario Dongo, Guido Cortese. Sardegna, l’Antitrust indaga sui prezzi di latte e pecorino. Alcuni dati di mercato. GIFT (Great Italian Food Trade). 19.2.19, https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/sardegna-l-antitrust-indaga-sui-prezzi-di-latte-e-pecorino-alcuni-dati-di-mercato

(5) Elena Bosani, Dario Dongo. Pastori sardi e pratiche commerciali sleali, sanzioni irrisorie dell’Antitrust a F.lli Pinna e altri 5 caseifici. GIFT (Great Italian Food Trade). https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/pastori-sardi-e-pratiche-commerciali-sleali-sanzioni-irrisorie-dell-antitrust-a-f-lli-pinna-e-altri-5-caseifici

(6) Dario Dongo. Pratiche commerciali sleali nella filiera agroalimentare, le tutele che mancano. GIFT (Great Italian Food Trade). 26.4.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/pratiche-commerciali-sleali-nella-filiera-agroalimentare-le-tutele-che-mancano

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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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