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Italia, protesta degli agricoltori contro Coldiretti. #VanghePulite

La protesta degli agricoltori ha preso il via anche in Italia, a partire dal 19 gennaio 2024, ma si distingue rispetto alle alle mobilitazioni in Germania, Polonia, Romania, Francia (1,2,3) poiché è rivolta anche contro Coldiretti, oltreché nei confronti delle politiche agricole nazionali di cui essa – sorta dalle ceneri della fallimentare Federconsorzi – è protagonista da decenni.

I trattori hanno invaso le strade del Bel Paese e le isole, su iniziativa spontanea di una moltitudine di agricoltori e allevatori che si sentono abbandonati dalle grandi confederazioni agricole, ‘per far sopravvivere il mondo agricolo, perché migliaia di aziende hanno chiuso e tante altre sono allo stremo’. Un approfondimento. #VanghePulite.

1) Italia, protesta degli agricoltori contro Coldiretti e le politiche agricole in Italia

Migliaia di agricoltori, allevatori e lavoratori del settore hanno manifestato pacificamente in diverse piazze d’Italia, dalla Sicilia e la Calabria fino all’Emilia-Romagna e il Veneto, passando per Abruzzo, Lazio e Toscana. Mobilitazioni spontanee esprimono l’insofferenza di chi lavora nei campi verso un sistema che non è neppure in grado di garantire la copertura dei costi di lavoro.

Le vendite sottocosto sono la prima ed essenziale ragione della mobilitazione, come si può ascoltare nelle interviste dal vivo agli agricoltori in protesta. (4) Ma i più vivaci promotori dell’iniziativa, nell’attribuire a Coldiretti la primaria responsabilità delle politiche che hanno provocato la crisi,  cadono a loro volta nell’inganno virale secondo cui l’Europa ne è la causa. (5)

2) Coldiretti boicotta la protesta

Coldiretti non smentisce il proprio DNA di atteggiamenti vili e parassiti contro il mondo agricolo che dice di difendere’, affermano senza mezzi termini gli agricoltori traditi. (6) Non stupisce perciò che le Coldiretti abbia fatto di tutto per boicottare la protesta, scoraggiare la partecipazione dei suoi iscritti, ordinare il silenzio ai media che vi sono asserviti.

Le bandiere gialle vantano di essere ‘l’unica organizzazione che ha sempre lavorato per mantenere alta l’attenzione dei governi nazionali nei confronti del settore agricolo, per esempio assicurando e difendendo in ogni legge finanziaria, sia la fiscalità delle imprese’ (così a Verona). E distraggono i media con la crociata contro le ‘carni sintetiche’ che non esistono. (7)

Coldiretti – attraverso un’intervista al suo presidente Ettore Prandini sul quotidiano ‘La Verità’, ora partecipato da Federico Vecchioni, consigliere delegato di Federconsorzi 2 alias CAI SpA (8,9,10) – ha a sua volta ribadito il successo delle proprie politiche agricole, per i vantaggi a suo dire ottenuti nella legge di bilancio 2024 e l’efficace contrasto al progetto UE di riduzione dei pesticidi in agricoltura (11,12).

3) Grandi confederazioni agricole assenti

Altre confederazioni osservano con distacco, senza esprimere posizioni chiare e coerenti al di fuori di rare eccezioni come quella del presidente di CIA Lazio Nord Viterbo e Rieti Sergio De Gelsomino che riferisce espressamente tra l’altro a:

– ‘perdita continua del reddito degli agricoltori’, a causa delle vendite sottocosto, e conseguente abbandono dei terreni. 6000 ettari di suolo agricoli già convertiti in parchi agrisolari, grazie al PNRR voluto da Vincenzo Gesmundo; (13)

– ‘mancato rinnovo dell’esonero contributivo dei giovani, aumento della pressione fiscale sui terreni agricoli, mancato sostegno alle zone montane ed interne che vedono un continuo esodo ed abbandono’;

– ‘continuo consumo di suolo senza che venga messa in atto una politica di riutilizzo del patrimonio immobiliare statale fermo da anni’ e ‘l’incuria in cui versano i boschi ed i pascoli, che hanno bisogno della mano dell’uomo per essere polmone verde e risorsa paesaggistica’. (14)

4) Agricoltori in Italia, quale rappresentanza?

La rappresentanza degli agricoltori in Italia pare intanto destinata a risolversi nella diarchia Coldiretti – Confagricoltura, a seguito della sostanziale dissoluzione di Agrinsieme che virtualmente riuniva le organizzazioni agricole diverse dalle bandiere gialle (Confagricoltura, CIA – Agricoltori italiani e Copagri) e l’Alleanza delle cooperative italiane (Legacoop agroalimentare, Confcooperative e Acgi).

CIA – Agricoltori Italiani, il terzo polo delle confederazioni agricole, pare venire attratta nell’orbita di Coldiretti che ne ha già preso il sopravvento in Federbio. (15) A sua volta Legacoop, storica espressione delle ex- ‘cooperative rosse’, pare avvicinarsi a Coldiretti anziché a Confcooperative e AGCI. (16) Mentre i Liberi Agricoltori si sono dovuti appoggiare a Confagricoltura per la gestione dei dossier. (17)

Confagricoltura – sulla scia di Coldiretti, che ha dato vita a Filiera Italia per un’alleanza di potere coi colossi di industria e distribuzione alimentare, banche ed energia elettrica (18) – ha a sua volta siglato un’accordo con Unione Italiana Food, la prima associazione industriale di categoria, il 25 gennaio 2024, per dare vita a ‘Mediterranea’. (19) Si ridefiniscono così gli schemi tradizionali di sindacati e corporazioni che un tempo rappresentavano i singoli comparti.

5) Italia – UE, agricoltura allo sfascio

L’agricoltura in Italia – nonostante i proclama di Coldiretti, e le grandi manovre di cui sopra, va intanto allo sfascio. Tra il 2016 al 2021 sono state chiuse quasi 4.000 aziende agricole, mentre la SAU (superficie agricola utilizzabile) si è ristretta del 2,5%, come si è visto. L’età media degli agricoltori italiani fa impallidire Matusalemme ma il ricambio generazionale è pressoché impossibile. (20) Tanto più a seguito del taglio agli incentivi per i giovani agricoltori, nella finanziaria 2024 tanto applaudita da Coldiretti.

Non è un Paese per giovani agricoltori né per l’agricoltura contadina su scala familiare e cooperativa, grazie anche alle politiche Coldirette che hanno ostacolato il riequilibrio nella distribuzione dei contributi, in occasione dell’ultima riforma della PAC. Già nel periodo 2014-2021 un terzo dei finanziamenti complessivi, pari a € 150 miliardi, è stato incassato dall’1% degli operatori. (21) Mentre il 70% delle aziende agricole in UE ha un fatturato annuo inferiore a 8.000 euro.

In Italia del resto, il Piano Strategico Nazionale (Coldiretto) per l’attuazione della PAC era già stato censurato dalla Commissione europea proprio per non aver dedicato sufficienti risorse ai piccoli agricoltori. (22) Laddove, secondo ISTAT (dati 2020), ben 800.000 aziende agricole hanno a disposizione meno di 10 ettari di terra. (23,24) E la produzione agricola nel bel Paese è diminuita in misura del 10% negli ultimi venti anni. (25)

6) Priorità #sottocosto e #giustoprezzo

La crisi produttiva dell’agricoltura italiana è particolarmente preoccupante perché si sta riducendo il potere contrattuale delle imprese agricole in favore di altri comparti, industriale e grande distribuzione in primis’ (Stefano Vaccari, CREA, direttore generale). (25)

ll costo di produzione deve venire riconosciuto i come punto di partenza per il reddito di ogni agricoltore. E questa cifra non deve essere quella data alle OP o alle cooperative, ma ai produttori, altrimenti a chi lavora nei campi non rimane mai nulla per sopravvivere’ (Viller Malavasi, COPOI, Coordinamento produttori ortofrutticoli italiani). (26)

6.1) Pratiche commerciali sleali, l’anomalia italica

Gli ‘accordi di filiera’ stipulati a marzo 2021 tra:

– grandi confederazioni agricole (Coldiretti, Confagricoltura, Cia-Agricoltori Italiani, Copagri, Alleanza delle Cooperative agroalimentari)

– ADM (Associazione Distribuzione Moderna), e così Federdistribuzione, ANCC-Coop, ANCD-Conad, e

– Filiera Italia, la creatura che unisce fornitori e clienti di materie prime agricole, prodotti alimentari, energia e finanza

hanno posto le basi affinché la direttiva UE 2019/633 (Unfair Trading Practices, UTPs Directive) venisse applicata in Italia con modalità inefficaci, come si è visto (27,28).

Così si spiega l’anomalia italica, nella disciplina delle pratiche commerciali sleali che:

– esclude dal proprio campo di applicazione (non solo i conferimenti dei soci nelle cooperative, ma soprattutto) le cessioni di prodotti agricoli e alimentari alle organizzazioni di produttori (d.lgs. 198/21 art. 2.e). In illecita deroga a quanto prescritto dalla direttiva UTPs; (29)

– affida la stima dell’indice dei prezzi a rapporti ISMEA del tutto inadeguati a fornire dati puntuali e aggiornati sui costi di produzione medi effettivi, nelle diverse regioni; (30) e soprattutto

– attribuisce a ICQRF la vigilanza esclusiva sui controlli ufficiali in ambiti (contrattuali) che esulano dalle sue competenze e risorse. Col risultato di nessuna notizia di ‘enforcement’ della normativa, in oltre due anni dalla sua entrata in vigore.

7) Coldiretti, tutto bene?

Abbiamo il diritto/dovere di sostituirci alle istituzioni stesse quando esse vengono meno (…) ciò che fa bene a Coldiretti fa bene all’Italia! (Vincenzo Gesmundo, 25.3.21). (31)

La sostituzione di Coldiretti allo Stato e alle sue regole è stata ampiamente descritta su questo sito, nell’inchiesta #VanghePulite. Ed è esemplare, da ultimo, la nomina del ‘suo’ Raffaele Borriello a capo di gabinetto del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.

Gli agricoltori italiani hanno perciò motivo di dubitare che ‘ciò che fa bene a(l cerchio magico di) Coldiretti’ faccia bene anche a loro. I risultati fallimentari delle politiche Coldirette sull’agricoltura in Italia sono manifesti, come si è accennato nei precedenti paragrafi. Vale inoltre la pena di ricordare e aggiungere alcuni ulteriori aspetti:

– il disastro di Agriconfidi (€ 20 milioni circa) e la dilapidazione dei tesori immobiliari dei Consorzi Agrari Tirreno, Emilia, Adriatico, Centro Su in CAI RE (Consorzi Agrari d’Italia Real Estate) S.r.l., con pregiudizio economico di € 21 milioni circa e il rischio di ulteriore perdita di circa € 12 milioni per evasione o frode fiscale (32,10);

– il fallimento della ‘piramide di Gesmundo’ che ha travolto, tra l’altro, la famigerata ‘AgriCorporateEurope’. Con ulteriori perdite per i Consorzi predetti, inglobati in società di capitali (Federconsorzi 2) che ne hanno eliminato le finalità mutualistiche; (9)

– la sottrazione, così, dei mezzi di produzione che un tempo appartenevano ai Consorzi Agrari mutualistici degli agricoltori stessi e ora invece appartengono a società di capitali (CAI SpA, CAI Real Estate Srl);

– l’affermazione di un monopolio ‘Coldiretto’ nella gestione dei fascicoli per l’accesso ai contributi europei in agricoltura e sviluppo rurale. Gli agricoltori e gli altri destinatari dei fondi UE vengono così costretti a rivolgersi a Coldiretti (o a Confagricoltura, eventualmente) per attivare le pratiche e ottenere i finanziamenti che a loro spettano; (17)

– i conflitti d’interesse e le speculazioni su assicurazioni agevolate in agricoltura e vari altri servizi, ivi incluse le ‘intermediazioni’ sulle forniture a vantaggio di Filiera Agricola Italiana SpA (33,34);

– l’opaca gestione del bando sui contratti di filiera, in ambito del PNRR, ove i progetti Coldiretti hanno avuto la meglio su centinaia d’altri e le loro aggiudicazioni sono state tra l’altro di recente confermate dal ministero stesso; (35)

– la politica delle centinaia di ‘laghetti’ e la gestione inefficiente dei Consorzi di Bonifica Coldiretti, manifestamente inidonei ad affrontare l’emergenza idrica che affligge l’agricoltura italiana; (36)

– l’accettazione dei tagli alle esenzioni sulle imposte catastali sui terreni agricoli e all’esonero contributivo per i giovani agricoltori, nella legge di bilancio 2024.

#VanghePulite

Dario Dongo

Note

(1) Dario Dongo. Germania, la grande protesta degli agricoltori. Ecco perché. GIFT (Great Italian Food Trade). 11.1.24

(2) Dario Dongo. Agricoltori europei, la questione ucraina a Bruxelles. GIFT (Great Italian Food Trade). 16.1.24

(3) Dario Dongo. Sottocosto, protesta degli agricoltori in Francia. GIFT (Great Italian Food Trade). 21.1.24

(4) Agricoltori sul piede di guerra anche in Italia: la protesta si allarga. Byoblu. 24.1.24 http://tinyurl.com/5haudxvv

(5) Si veda l’articolo citato in nota 1, paragrafo 8 per quanto attiene alla strategia ‘farm to fork’ che non ha avuto alcuna attuazione

(6) Federica Olivo. Alla guida dei trattori tornano i forconi. E sfidano sia Meloni che Coldiretti. Huffington Post. 22.1.24 http://tinyurl.com/2p8m6fpc

(7) Il costo di produzione delle carni da agricoltura cellulare, mai peraltro autorizzate in UE, si aggira oggi in media attorno a € 10.000/kg. La ‘minaccia’ delle ‘carni sintetiche’ alla zootecnia è quindi del tutto priva di attualità, fino a quando non interverrà una innovazione ‘disruptive’ sui processi di fermentazione di precisione

(8) Alessio Mannino. Ok ma chi cazz* è 
Federico Vecchioni e perché è diventato socio della Verità? Ecco cosa c’è sotto. Mowmag. 6.11.23 http://tinyurl.com/2s3dp9u3

(9) Dario Dongo. Federconsorzi 2 alias CAI SpA, un po’ di chiarezzaGIFT (Great Italian Food Trade). 15.3.21

(10) Dario Dongo. Federconsorzi 2, 21 milioni di euro bruciati ai consorzi agrari nel falò della finanza. #VanghePulite. GIFT (Great Italian Food Trade). 30.3.21,

(11) Carlo Cambi. «Ue nemica dei contadini Patto con gli altri Paesi: no alla carne coltivata». La Verità. 21.1.24 http://tinyurl.com/34wyajhm

(12) Dario Dongo. No alla riduzione dei pesticidi, sì al glifosate. Toxic Europe. GIFT (Great Italian Food Trade). 23.11.23

(13) Si veda il paragrafo 3.3 al precedente articolo di Dario Dongo. Piano di azione nazionale pesticidi, agricoltura sostenibile e PNRR. #VanghePulite. GIFT (Great Italian Food Trade). 4.2.20

(14) Serena Bianchini. Proteste agricoltori, le dichiarazioni di Sergio Del Gelsomino. Tuscia web news. 22.1.22 http://tinyurl.com/2dy2w746

(15) Dario Dongo. Coldiretti alla conquista del settore bio. #VanghePulite. GIFT (Great Italian Food Trade). 18.7.23

(16) Giorgio Dell’Orefice. Grandi manovre nelle alleanze tra le associazioni agricole. Il Sole 24 Ore. 21.1.24 http://tinyurl.com/yvh4msk6

(17) Il ministero dell’Agricoltura ha infatti decretato un monopolio Coldiretto nella gestione dei fascicoli per l’accesso ai finanziamenti UE in agricoltura. V. Dario Dongo. AGEA e MASAF ‘Coldiretti’. La soppressione dei liberi professionisti in agricoltura. GIFT (Great Italian Food Trade). 30.9.23

(18) Filiera Italia, i soci https://www.filieraitalia.it/soci/

(19) Alleanza Unionfood-Confagricoltura: nasce Mediterranea, il commento di Federico Robbe. Alimentando. 25.1.24 http://tinyurl.com/yp6yzpuc

(20) Giulia Pietrollini. Ricambio generazionale in agricoltura, la svolta necessaria per la transizione ecologicaGIFT (Great Italian Food Trade). 26.2.23

(21) Edoardo Anziano, Paolo Riva. Gli ultraricchi dell’agricoltura europea. Irpimedia. 2.12.22 http://tinyurl.com/yurhd5j3

(22) Dario Dongo. PAC, la Commissione europea boccia il Piano Strategico Nazionale dell’Italia. #VanghePulite. GIFT (Great Italian Food Trade). 14.4.22

(23) 7°Censimento generale dell’agricoltura. ISTAT. 28.6.22 http://tinyurl.com/3zhwebkm

(24) Dario Dongo. Sovranità alimentare in Italia, l’ABC. Riflessioni e proposte al nuovo ministro. GIFT (Great Italian Food Trade). 20.10.22

(25) Stefano Vaccari (direttore generale CREA, Consiglio nazionale per la Ricerca in Economia Agraria). La lunga crisi dell’agricoltura italiana: oggi si produce il 10% in meno di vent’anni fa. Agrisole. 11.1.24 http://tinyurl.com/4nm88rwz

(26) Mobilitazione agricoltori italiani il 22 gennaio, si espande la protesta: “Stop importazioni estere, noi penalizzati dall’UE”. Il Giornale d’Italia. 18.1.24 http://tinyurl.com/4dw5thxp

(27) Dario Dongo. Pratiche commerciali sleali, accordo di filiera al doppio ribasso. GIFT (Great Italian Food Trade). 7.3.21

(28) Dario Dongo. Pratiche commerciali sleali nella filiera agroalimentare, le tutele che mancano. GIFT (Great Italian Food Trade). 26.4.21

(29) Dario Dongo. Pratiche commerciali sleali, i guai del d.lgs. 198/2021. GIFT (Great Italian Food Trade). 4.12.21

(30) Si veda il punto 3.5 del precedente articolo di Dario Dongo. Pratiche commerciali sleali nella filiera agroalimentare, d.lgs. 198/2021. L’ABC. GIFT (Great Italian Food Trade). 26.2.22

(31) Dario Dongo. Pubblica amministrazione, fedeltà allo Stato o a Coldiretti? #VanghePuliteGIFT (Great Italian Food Trade). 27.6.21

(32) Dario Dongo. AgriCorpoFiasco, Federconsorzi 2, Agriconfidi. Il collasso della ‘piramide di Gesmundo’. GIFT (Great Italian Food Trade). 17.12.22

(33) Dario Dongo. Assicurazioni agevolate, il business di Coldiretti alle spalle degli agricoltoriGIFT (Great Italian Food Trade). 13.5.21

(34) Dario Dongo. Germina Campus, la holding di Coldiretti che specula sugli agricoltori. #VanghePuliteGIFT (Great Italian Food Trade). 13.6.21

(35) Dario Dongo. PNRR e bando sui contratti di filiera, Coldiretti ‘asso pigliatutto’. #VanghePulite. GIFT (Great Italian Food Trade). 2.7.23

(36) Dario Dongo. Siccità, acque agricole e i furbetti dei laghetti. #VanghePulite. GIFT (Great Italian Food Trade). 15.8.22

(37) Dario Dongo. Coldiretti, l’Osservatorio Agromafie e la Porsche dell’Agenzia delle Dogane. Il documentoGIFT (Great Italian Food Trade). 25.6.23

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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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