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Canapa negli alimenti, soglie di THC. Decreto Ministero della Salute 4.11.19

Canapa negli alimenti, soglie di THC. Decreto Ministero della Salute 4.11.19

Il Ministero della Salute ha finalmente pubblicato il decreto 4.11.19, atto a definire le soglie di THC ammesse sui cibi Made in Italy a base di canapa.

Canapa industriale, la rinascita in Italia

La rinascita della filiera della canapa industriale in Italia inizia dai campi. Le coltivazioni sono aumentate di 10 volte nel giro di 5 anni (!), dai 400 ettari del 2013 a quasi 4000 nel 2018. Vi hanno investito circa 3mila aziende che occupano 12mila lavoratori, per un mercato annuo che si stima avere raggiunto i 150 milioni di euro.

I settori interessati dalla canapa, come si è visto, sono diversi. La produzione di alimenti con profili nutrizionali prodigiosi, veri e propri superfood. Ma anche materie prime per mangimi, cosmetici, prodotti tessili e bioplastiche, bioedilizia.

I molteplici utilizzi della pianta la qualificano come un emblema dell’economia circolare che assolve tra l’altro a funzioni di nutrimento e bonifica dei terreni, grazie alle sue funzioni chelanti. Senza trascurare il suo ruolo nel contrasto al cambiamento climatico, grazie alla rapida crescita e alla captazione di anidride carbonica in atmosfera.

Canapa industriale, in attesa di regole uniformi

La coltivazione della Cannabis Sativa L. è consentita nell’Unione, purché la varietà coltivata sia presente nel catalogo comune delle varietà di piante autorizzate e abbia un contenuto di THC non superiore allo 0,2%. I suoi semi e derivati per uso alimentare non sono peraltro da considerarsi novel food, in quanto ‘hanno fatto registrare una storia significativa di consumo come alimenti prima del 1997’. (1)

Il legislatore italiano – con la legge 242/2016, ‘Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa’ (2) – aveva posto le basi per la rinascita di questa filiera in Italia. Disinformazione ed equivoci si sono però succeduti, in Europa come in Italia, causando incertezze e preoccupazioni.

La Commissione europea dovrebbe però adottare una proposta di regolamento per la disciplina unitaria della filiera, in linea con i principi annunciati nella politica Farm to Fork (f2f). Al preciso scopo di garantire regole uniformi, volte a promuovere e valorizzare l’economia circolare e rimuovere barriere tecniche al commercio che tendono a penalizzare gli operatori di alcuni Stati membri rispetto ad altri. Con buona memoria del principio di libera circolazione delle merci, primo pilastro su cui si fonda il Trattato per il Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE 30).

Canapa a uso alimentare, il decreto del Ministero della Salute

Il decreto del Ministero della Salute sulla ‘Definizione di livelli massimi di tetraidrocannabinolo (THC) negli alimenti’, (3) finalmente pubblicato sulla Gazzetta ufficiale 15.1.20, attua le disposizioni della legge 242/16. Facendo seguito allo schema di decreto notificato dal governo italiano alla Commissione europea il 30.10.18.

Le definizioni sono quelle già previste nel precedente schema:

– Canapa, pianta di Cannabis sativa L. rispondente ai requisiti dell’art. 32, comma 6, del reg. UE 1307/2013,

– Alimenti derivati dalla canapa, parti e/o derivati dalle parti della canapa che hanno fatto registrare un consumo significativo alimentare, ai sensi del reg. UE 2015/2283. (4)

L’elenco degli alimenti derivati dalla canapa, ancora una volta, considera i semi, la farina e l’olio da essi ottenuti. (5) Trascurando senza ragione le infiorescenze da varietà botaniche autorizzate in UE, la cui immissione in commercio non può comunque venire ostacolata. Il loro consumo, a uso tisana ovvero quale ingrediente alimentare, è invero legittimo quanto diffuso nel Mercato interno. Ed è lo stesso decreto a riconoscere espressamente l’applicazione del principio di libera circolazione delle merci. (6)

Canapa a uso alimentare, le soglie di THC ammesse sui cibi Made in Italy

Il livello di THC non dovrebbe superare la dose acuta di riferimento di 1 µg/Kg di peso corporeo, come già identificata nel 2005 dall’Autorità europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA). I limiti di THC totale ammissibile variano in relazione agli alimenti considerati:

semi di canapa (inclusi quelli triturati, spezzettati, macinati diversi dalla farina), 2,0 mg/kg

– integratori contenenti alimenti derivati dalla canapa, idem c.s.

olio di semi di canapa, 5,0 mg/kg.

Per alimenti diversi è prevista l’applicazione dell’art. 2 del regolamento CE) n. 1881/2006. (7) Le relative soglie si applicano peraltro, come ovvio, fino all’adozione di eventuali disposizioni dell’Unione Europea. (8)

Campionamenti e monitoraggi

I metodi di campionamento e analisi definiti dal Ministero della Salute rispecchiano la legislazione europea applicabile. Con l’attenzione di non superare le dose acuta di riferimento di 1 µg/Kg di peso corporeo, come individuata nel citato parere EFSA 2015. (9)

L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare ha frattanto pubblicato un rapporto di monitoraggio sui livelli di THC rilevati su diversi alimenti e integratori, il 7.1.20, che stimola ulteriori riflessioni sull’opportunità di definire una legislazione uniforme a livello UE. (10)

Dario Dongo e Giulia Torre

Note

(1) Cfr. decreto Ministero della Salute 4.11.19, ‘Definizione di livelli massimi di tetraidrocannabinolo (THC) negli alimenti’, Considerando

(2) Si vedano al proposito le Linee Guida MiPAAF 22.5.18 per l’applicazione della legge 242/16.

(3) V. nota 1

(4) Cfr. legge 242/2016, articolo 5

(5) V. decreto Min. Sal. 4.11.19, Allegato I

(6) ‘Le merci legalmente commercializzate in un altro Stato membro dell’Unione europea o in Turchia o provenienti da uno Stato EFTA firmatario dell’accordo SEE e in esso legalmente commercializzate sono considerate compatibili con questa misura’ (decreto Min. Sal. 4.11.19, articolo 7)

(7) Cfr. reg. CE 1881/06, ‘che definisce i tenori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari’. Testo consolidato su https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?qid=1541539122276&uri=CELEX%3A02006R1881-20180319

(8) Cfr. reg. CEE 315/93 e successive modifiche, art. 2.3

(9) EFSA (2015). Scientific Opinion on the risks for human health related to the presence of tetrahydrocannabinol (THC) in milk and other food of animal origin. EFSA Journal 2015;13(6):4141)

(10) EFSA (2010). Acute human exposure assessment to tetrahydrocannabinol (D9-THC), https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/pdf/10.2903/j.efsa.2020.5953

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