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Nebbiolo: Barolo, Barbaresco e Valtellina

Il Nebbiolo è il vitigno del Barolo e del Barbaresco. Documentato dal 1266, oggi copre in Piemonte oltre 7.500 ettari, il 58% in più di dieci anni fa (Cugnetto et al., 2026), ed è alla base dei rossi di sei DOCG (denominazioni di origine controllata e garantita) piemontesi: Barolo, Barbaresco, Roero, Gattinara, Ghemme e Terre Alfieri. Con il nome di Chiavennasca dà vita ai rossi della Valtellina. Il 2026 ne fotografa due tendenze: la crescita delle superfici, che ha portato a ridurre le rese del Langhe Nebbiolo, e la proposta di imbottigliare Barolo e Barbaresco soltanto nella zona di produzione.

Superfici e prezzi delle uve, 2015-2025

I dati dell’Anagrafe agricola unica della Regione Piemonte, elaborati dall’Accademia di Agricoltura di Torino, mostrano che i vigneti di Nebbiolo sono passati da 4.804 ettari nel 2015 a 7.566 ettari nel 2025. La quota sulla superficie vitata regionale è salita dall’11,9% al 17,8%, e il Nebbiolo è oggi il terzo vitigno del Piemonte dopo Barbera e Moscato bianco. Con 2.762 ettari in più è anche quello cresciuto di più in valore assoluto, al punto che gli autori parlano di ‘nebbiolizzazione’ del vigneto (Cugnetto et al., 2026).

La crescita si concentra in Langa e Roero. Tra il 2015 e il 2025 le superfici rivendicate sono salite da 2.069 a 2.285 ettari per il Barolo (+10%), da 730 a 835 per il Barbaresco (+14%), da 729 a 1.234 per il Nebbiolo d’Alba (+69%) e da 197 a 366 per il Roero (+86%). Il Langhe Nebbiolo è più che quadruplicato, da 282 a 1.278 ettari (+353%), anche per la parziale riconversione di vigneti di Dolcetto. Nel Monferrato la DOC (denominazione di origine controllata) Monferrato Nebbiolo è salita da 156 a 425 ettari tra il 2020 e il 2025 (Cugnetto et al., 2026).

I prezzi delle uve rilevati dalla Camera di commercio di Cuneo mostrano l’altra faccia della medaglia. Il Nebbiolo per Barolo è sceso da 4,12 euro al chilo nel 2023 a 2,57 nel 2025, quello per Barbaresco da 2,77 a 1,94, quello per Langhe Nebbiolo da 1,80 a 0,94 e quello per Nebbiolo d’Alba da 1,67 a 0,92. Sulla media 2022-2025, e con le rese massime dei disciplinari, il margine operativo lordo stimato al netto di tutti i costi rimane ampio per il Barolo (14.060 euro per ettaro) e per il Barbaresco (7.350), mentre si riduce a 1.775 euro per il Langhe Nebbiolo. Con i prezzi del 2025, la produzione lorda di un ettaro di Langhe Nebbiolo (9.400 euro) non copre i costi di coltivazione, stimati in 12.000 euro (Cugnetto et al., 2026).

Mercato ed export 2025-2026

Sul fronte delle vendite il quadro è più stabile. Nel 2024 il Barolo ha registrato un +6% di imbottigliato e il Langhe Nebbiolo un +12% (Consorzio di tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, 2025). A luglio 2026 il Consorzio ha riferito alla Regione Piemonte che ‘non si registrano, allo stato attuale, significativi cali delle vendite’: la riduzione degli imbottigliamenti, intorno al 3%, dipende dalla minore vendemmia 2024, mentre i prezzi del vino sfuso sono scesi tra il 2025 e il primo semestre 2026 (Regione Piemonte, 2026f).

Il contesto è quello di un export italiano di vino a oltre 3,6 miliardi di euro nel primo semestre 2026 (-6,2%), con i rossi a -9,3% e gli Stati Uniti a -14,1%. Il Piemonte cresce del 2,4% e torna seconda regione esportatrice, ma il traino, secondo l’Osservatorio dell’Unione Italiana Vini (UIV), è l’Asti Spumante (UIV, 2026).

Rese 2026 e nuovi vigneti

Su proposta dell’assemblea del Consorzio del 26 giugno 2026, la Regione ha fissato per la vendemmia 2026 una resa di 9 tonnellate per ettaro (63 ettolitri) per il Langhe Nebbiolo, contro le 10 del disciplinare. Dei 18 quintali (1,8 t) di esubero, 4,5 possono andare a vino e 13,5 a usi diversi, come succhi, distillati o aceti; in alternativa le aziende possono declassare un quantitativo equivalente di vino delle annate 2023-2025 (Regione Piemonte, 2026f; legge 238/2016, art. 39.2). La stessa misura vale per la Barbera d’Alba. Il Consorzio la motiva con l’aumento delle superfici rivendicabili a Langhe Nebbiolo e con il calo dei prezzi dello sfuso. Barolo, Barbaresco e Nebbiolo d’Alba mantengono le rese dei disciplinari, e gli esuberi ammessi fino al 20% vanno per il 5% a vino e per il 15% alla distillazione o ad altri usi (Regione Piemonte, 2026e).

L’accesso alle denominazioni di vertice è contingentato. Il programma 2026-2028 consente di iscrivere al Barolo 22 ettari l’anno, pari all’1% della superficie, e al Barbaresco 7, con un massimo di 0,4 ettari per azienda. Non si tratta di nuovi impianti: l’idoneità viene assegnata a vigneti di Nebbiolo già idonei al Langhe Nebbiolo prima del 31 luglio 2021, con punteggi aggiuntivi per le aziende sotto i 2 ettari e per quelle certificate in biologico o con il Sistema di qualità nazionale di produzione integrata (SQNPI), Equalitas o VIVA (Regione Piemonte, 2026b; 2026c). Per il Nebbiolo d’Alba il bando 2026 assegna solo 15 ettari, utilizzabili solo per reimpianti (Regione Piemonte, 2026a).

Barolo e Barbaresco, le regole vigenti e le modifiche in corso

Il Barolo si ottiene esclusivamente da Nebbiolo coltivato nell’intero territorio di Barolo, Castiglione Falletto e Serralunga d’Alba e in parte di Monforte d’Alba, Novello, La Morra, Verduno, Grinzane Cavour, Diano d’Alba, Cherasco e Roddi, in provincia di Cuneo. I vigneti devono essere in collina, tra 170 e 540 metri, allevati a controspalliera con potatura Guyot e, se di nuovo impianto, non esposti a nord (disciplinare Barolo, articoli 2, 3 e 4). La resa massima è di 8 tonnellate per ettaro, 7,2 con la menzione ‘vigna’, e l’invecchiamento dura almeno 38 mesi, di cui 18 in legno, dall’1 novembre dell’anno di vendemmia; la Riserva sale a 62 mesi (disciplinare Barolo, articoli 4 e 5). Le 181 menzioni geografiche aggiuntive (MGA), tra cui 11 comunali, identificano i singoli cru (disciplinare Barolo, articolo 8). Il disciplinare ammette anche il Barolo chinato, vino aromatizzato alla china (disciplinare Barolo, articolo 7). Per un quadro completo si veda l’approfondimento GIFT sul Barolo.

Il Barbaresco nasce a Barbaresco, Neive, Treiso e nella frazione San Rocco Seno d’Elvio di Alba. Rispetto al Barolo richiede un titolo alcolometrico naturale più basso, 12% contro 12,5%, e un invecchiamento più breve, 26 mesi di cui 9 in legno, 50 per la Riserva (disciplinare Barbaresco, articoli 3, 4 e 5). Le MGA sono 66 (disciplinare Barbaresco, articolo 7). Il disciplinare distingue i colli di Barbaresco e Neive, che danno vini di struttura e potenza, da quelli di Treiso, più legati ‘alla finezza e all’eleganza che alla struttura’ (disciplinare Barbaresco, articolo 9).

Nel 2024 i produttori hanno approvato, con le maggioranze richieste, le proposte del Consorzio di limitare l’imbottigliamento alla zona di vinificazione è di ammettere per il Barbaresco i grandi formati, oltre i 6 litri (Vignaioli Piemontesi, 2024). Dopo il parere favorevole del Comitato nazionale vini DOP e IGP del 10 dicembre 2025, il ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (MASAF) ha pubblicato le due proposte nella Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre 2025 per le opposizioni nazionali, primo passaggio della procedura di modifica dell’Unione (reg. UE 2024/1143, art. 10.4; MASAF, 2025a; 2025b). Il testo fa salvi, con autorizzazioni individuali, i diritti di chi già imbottigliava fuori zona e mantiene l’esclusione dei versanti esposti a nord. Fino all’approvazione rimangono in vigore i disciplinari modificati da ultimo nel 2015.

Langhe Nebbiolo, Nebbiolo d’Alba e Roero

Il Langhe Nebbiolo richiede almeno l’85% di Nebbiolo, una resa massima di 10 tonnellate per ettaro e nessun invecchiamento minimo, su una zona che comprende gran parte delle colline cuneesi tra Langhe e Roero (disciplinare Langhe, articoli 2, 3 e 4). Il disciplinare esclude che vi vengano destinati ‘gli esuberi di produzione delle DOCG insistenti sulla stessa area di produzione’ (disciplinare Langhe, articolo 4). La proposta di modifica pubblicata dalla Regione Piemonte a giugno 2026 introduce, secondo il Consorzio, la menzione spumante per il Nebbiolo e il confezionamento in bag in box fino a 5 litri (Regione Piemonte, 2026d; Gambero Rosso, 2026a; 2026b). Le bollicine di Nebbiolo si affiancherebbero così all’Alta Langa, che si basa su Pinot nero e Chardonnay.

Il Nebbiolo d’Alba è un Nebbiolo in purezza prodotto in 32 comuni su entrambe le sponde del Tanaro, 10 per intero e 22 in parte. La resa massima è di 9 tonnellate per ettaro e l’invecchiamento minimo di 12 mesi; la versione Superiore ne richiede 18, di cui 6 in legno (disciplinare Nebbiolo d’Alba, articoli 2, 3, 4 e 5). Nella versione modificata nel 2025 il disciplinare prevede anche le tipologie spumante rosso, rosato e bianco, con metodo Martinotti o metodo classico (disciplinare Nebbiolo d’Alba, articoli 1 e 5).

Il Roero si produce in 19 comuni sulla sinistra del Tanaro, dove la ‘cattura del Tanaro’, la deviazione del corso del fiume, ha generato le rocche e strati alternati di sabbie, argille e calcare (disciplinare Roero, articolo 9). Il rosso richiede almeno il 95% di Nebbiolo, una resa di 8 tonnellate per ettaro e 20 mesi di invecchiamento, di cui 6 in legno, che salgono a 32 per la Riserva (disciplinare Roero, articoli 2, 4 e 5). A cavallo tra Roero e nord astigiano, la DOCG Terre Alfieri ha portato il Nebbiolo da 18 a 59 ettari in dieci anni (Cugnetto et al., 2026).

Spanna e Chiavennasca, il Nebbiolo del Nord

Nel Piemonte settentrionale il Nebbiolo si chiama Spanna: 

  • il Gattinara ne richiede dal 90 al 100% e un invecchiamento di 35 mesi, di cui 24 in legno, che sale a 47 mesi, di cui 36 in legno, per la Riserva (disciplinare Gattinara, articoli 2 e 5);
  • il Ghemme invecchia almeno 34 mesi, di cui 18 in legno, e la Riserva 46, di cui 24 in legno (disciplinare Ghemme, articolo 5). 

In Valtellina il vitigno prende il nome di Chiavennasca: 

  • il Valtellina Superiore ne richiede almeno il 90% (disciplinare Valtellina Superiore, articolo 2);
  • lo Sforzato di Valtellina si ottiene da uve appassite, con almeno 20 mesi di invecchiamento, di cui 12 in legno (disciplinare Sforzato di Valtellina, articoli 2 e 5). 

Il Nebbiolo si chiama inoltre Prunent in Val d’Ossola e Picotendro nella bassa Valle d’Aosta. Una curiosità: nel Biellese, nel Vercellese e nel Novarese il nome ‘Nebbiolo’ indica invece la Croatina (Schneider et al., 2014).

Le origini del vitigno e la sua famiglia genetica

Il Nebbiolo è citato per la prima volta nel 1266, data stabilita di recente da J. Vouillamoz: il ‘Nibiol’ compare nei vigneti della Castellania di Rivoli, presso Torino. A inizio Trecento è già diffuso dall’Albese e dal Roero ai dintorni di Asti e fino alla Val d’Ossola, mentre in Valtellina compare a fine Cinquecento. Fino all’Ottocento si produceva soprattutto un Nebbiolo dolce e frizzante, e lo stile fermo e austero si afferma solo in quel secolo. Nella prima metà dell’Ottocento Giorgio Gallesio lo definisce ‘vitigno principe della falda dell’Alpe’ (Schneider et al., 2014). Il disciplinare del Barolo attribuisce a Camillo Benso di Cavour e a Giulia Colbert Falletti, ultima marchesa di Barolo, la nascita di un vino destinato a diventare ‘l’ambasciatore del Piemonte dei Savoia nelle corti di tutta Europa’ (disciplinare Barolo, articolo 10).

Le analisi del DNA condotte dal Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) su 227 varietà tradizionali collegano al Nebbiolo sette vitigni con relazioni dirette genitore-figlio, tutti con ogni probabilità suoi discendenti, tra cui Freisa e Vespolina. I genitori del Nebbiolo sono probabilmente scomparsi. Nebbiolo rosé, Pignola e Rossola nera, gli ultimi due tipici della Valtellina, risultano invece suoi fratelli, indizio di una possibile origine nella fascia pedemontana delle Alpi centrali, sul versante italiano (Raimondi et al., 2020).

Il vino nel bicchiere e a tavola

Le uve di Nebbiolo non sono mai ricche di colore e nel profilo degli antociani prevalgono cianina e peonina: i vini non hanno quindi le tonalità violacee dei bordolesi, ma sfumature granate. La struttura tannica richiede affinamenti in legno più o meno lunghi, crescenti dal Roero al Barbaresco e al Barolo, fino ai vini del Nord Piemonte (Schneider et al., 2014). I disciplinari traducono questo profilo nelle caratteristiche al consumo: 

  • il Barolo è ‘asciutto, pieno, armonico’ (disciplinare Barolo, articolo 6);
  • il Barbaresco ha riflessi arancioni e un sapore ‘vellutato, giustamente tannico’ (disciplinare Barbaresco, articolo 9);
  • il Nebbiolo d’Alba richiama ‘i sentori fruttati del lampone, del geranio, della fragolina selvatica’ (disciplinare Nebbiolo d’Alba, articolo 9).

A tavola il Barolo accompagna brasati, selvaggina e formaggi stagionati, i piatti al tartufo bianco e ai funghi porcini; va servito a 16-18 °C e, se giovane, decantato (Dongo, 2026b). Il Langhe Nebbiolo, servito a 18-20 °C, si presta a tutto il pasto, dai primi e dai risotti alle carni bianche e rosse, fino ai formaggi stagionati (Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, s.d.).

Nebbiolo e Barbera a confronto

I due vitigni condividono le colline di Langhe, Roero e Monferrato ma seguono traiettorie opposte. Tra il 2015 e il 2025 il Barbera è sceso da 11.326 a 10.691 ettari (-6%), mentre il Nebbiolo è cresciuto del 58%. Nella media dei prezzi 2022-2025 le uve per Barbera d’Alba valgono 1,29 euro al chilo, quelle per Langhe Nebbiolo 1,45 e quelle per Barolo 3,45 (Cugnetto et al., 2026). Anche il carattere li separa: il Barbera dà vini ben colorati, con un’acidità elevata che ‘tende a mantenersi anche nei climi caldi’ (Schneider et al., 2013), il Nebbiolo un colore tenue e tannini che chiedono tempo. Sul piano genetico il Barbera discende dalla Coccalona nera, un vitigno oggi quasi scomparso, mentre i genitori del Nebbiolo non sono stati identificati (Raimondi et al., 2020).

Il Nebbiolo in sintesi

In dieci anni il Nebbiolo ha guadagnato in Piemonte oltre 2.700 ettari. Le DOCG di vertice rimangono redditizie e contingentate, con 22 nuovi ettari l’anno per il Barolo e 7 per il Barbaresco, mentre le denominazioni di più ampia diffusione, Langhe Nebbiolo in testa, gestiscono con la riduzione delle rese una superficie quadruplicata e prezzi delle uve in calo. L’obbligo di imbottigliare Barolo e Barbaresco nella zona di produzione, trattandosi di una modifica dell’Unione, dovrà ora essere approvato dalla Commissione Europea.

Dario Dongo

Credit cover Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte

Riferimenti

Fonti normative dell’Unione Europea

Regulation (EU) 2024/1143 of the European Parliament and of the Council of 11 April 2024 on geographical indications for wine, spirit drinks and agricultural products, as well as traditional specialities guaranteed and optional quality terms for agricultural products, amending Regulations (EU) No 1308/2013, (EU) 2019/787 and (EU) 2019/1753 and repealing Regulation (EU) No 1151/2012. Consolidated text: 18/03/2026. http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1143/2026-03-18

Fonti normative italiane e disciplinari di produzione

Disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata e garantita dei vini ‘Barbaresco’. DPR 23.4.1966, GU n. 145 del 14.6.1966; DPR 3.10.1980, GU n. 242 del 3.9.1981; ultima modifica DM 17.4.2015, GU n. 97 del 28.4.2015. Testo vigente con la proposta di modifica: https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/22762

Disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata e garantita dei vini ‘Barolo’. DPR 23.4.1966, GU n. 146 del 15.6.1966; DPR 1.7.1980, GU n. 21 del 22.1.1981; ultima modifica DM 17.4.2015, GU n. 97 del 28.4.2015. Testo vigente con la proposta di modifica: https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/1%252Fb%252F5%252FD.32185a9a417ef7756be8/P/BLOB%3AID%3D22762/E/pdf?mode=download

Disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata e garantita dei vini ‘Gattinara’. DPR 9.7.1967, GU n. 200 del 10.8.1967; DPR 20.10.1990, GU n. 59 dell’11.3.1991. Testo pubblicato dalla Regione Piemonte. https://www.regione.piemonte.it/web/media/6416/download

Disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata e garantita dei vini ‘Ghemme’. DPR 18.9.1969; DM 29.5.1997, GU n. 137 del 14.6.1997. Testo consolidato 2025 pubblicato dalla Regione Piemonte. https://www.regione.piemonte.it/web/sites/default/files/media/documenti/2025-10/docg_ghemme_disciplinare_consolidato_2025.pdf

Disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata dei vini ‘Langhe’. DM 22.11.1994, GU n. 283 del 3.12.1994, e successive modifiche. Testo pubblicato dalla Regione Piemonte. https://www.regione.piemonte.it/web/media/6453/download

Disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata dei vini ‘Nebbiolo d’Alba’. DPR 27.5.1970, GU n. 228 del 9.9.1970; modifica ordinaria pubblicata in GU n. 172 del 26.7.2025. Testo consolidato pubblicato dalla Regione Piemonte. https://www.regione.piemonte.it/web/sites/default/files/media/documenti/2025-10/index.pdf

Disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata e garantita dei vini ‘Roero’. DPR 18.3.1985, GU n. 258 del 2.11.1985; decreto 7.12.2004, GU n. 301 del 24.12.2004; DM 9.7.2014, GU n. 165 del 18.7.2014; testo consolidato con la proposta di modifica di cui al provvedimento ministeriale 29.5.2018, pubblicato dalla Regione Piemonte. https://www.regione.piemonte.it/web/media/6944/download

Disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata e garantita dei vini ‘Sforzato di Valtellina’ o ‘Sfursat di Valtellina’. Testo pubblicato dall’Associazione Italiana Sommelier. https://aisitalia.it/Disciplinari/Lombardia/DOCG/Sforzato%20di%20Valtellina%20o%20Sfursat%20di%20Valtellina.pdf

Disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata e garantita dei vini ‘Valtellina Superiore’. DPR 11.8.1968, GU n. 244 del 25.9.1968; DM 24.6.1998, GU n. 159 del 10.7.1998. Testo pubblicato dall’Associazione Italiana Sommelier. https://aisitalia.it/Disciplinari/Lombardia/DOCG/Valtellina%20superiore.pdf

Legge 12 dicembre 2016, n. 238. Disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino. Normattiva. Ultima versione consolidata: 14/05/2026. https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2016-12-12;238

MASAF (2025a). Comunicato. Proposta di modifica dell’Unione della denominazione di origine protetta dei vini ‘Barbaresco’ e del relativo disciplinare di produzione (25A06942). Gazzetta Ufficiale, Serie generale n. 301 del 30.12.2025. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2025/12/30/301/sg/pdf

MASAF (2025b). Comunicato. Proposta di modifica dell’Unione della denominazione di origine protetta dei vini ‘Barolo’ e del relativo disciplinare di produzione (25A06943). Gazzetta Ufficiale, Serie generale n. 301 del 30.12.2025. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2025/12/30/301/sg/pdf

Atti della Regione Piemonte

Regione Piemonte (2026a). D.D. 2 marzo 2026, n. 201. Approvazione Bando regionale per la presentazione delle domande di assegnazione dell’idoneità alle superfici vitate ai fini della rivendicazione della denominazione di origine controllata Nebbiolo d’Alba per l’anno 2026. Bollettino Ufficiale n. 9 del 5.3.2026. https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2026/09/attach/dda1700000201_10400.pdf

Regione Piemonte (2026b). D.D. 3 marzo 2026, n. 206. Approvazione programma triennale 2026-2028 e Bando regionale per la presentazione delle domande di assegnazione dell’idoneità alle superfici vitate ai fini della rivendicazione della DOCG Barbaresco per l’anno 2026. https://bandi.regione.piemonte.it/system/files/DD-A17_206_2026_Barbaresco.pdf

Regione Piemonte (2026c). D.D. 3 marzo 2026, n. 207. Approvazione programma triennale 2026-2028 e Bando regionale per la presentazione delle domande di assegnazione dell’idoneità alle superfici vitate ai fini della rivendicazione della DOCG Barolo per l’anno 2026. https://bandi.regione.piemonte.it/system/files/DD-A17_207_2026_Barolo.pdf

Regione Piemonte (2026d). Comunicato della Direzione Agricoltura e Cibo. Proposta di modifica del disciplinare di produzione dei vini DOC Langhe. Bollettino Ufficiale n. 25, supplemento ordinario n. 2, del 25.6.2026. https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2026/25/suppo2/index.htm

Regione Piemonte (2026e). D.D. 24 luglio 2026, n. 754. Destinazione degli esuberi produttivi delle DOCG Barolo, Barbaresco e della DOC Nebbiolo d’Alba per la vendemmia 2026. Bollettino Ufficiale n. 30 del 30.7.2026. https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2026/30/attach/dda1700000754_10400.pdf

Regione Piemonte (2026f). D.D. 24 luglio 2026, n. 755. Riduzione rese produttive e definizione dei vincoli di destinazione dei prodotti esclusi dalle DOC Langhe tipologia Nebbiolo e Barbera d’Alba per la vendemmia 2026. Bollettino Ufficiale n. 30 del 30.7.2026. https://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2026/30/attach/dda1700000755_10400.pdf

Studi scientifici e banche dati

Raimondi, S., Tumino, G., Ruffa, P., Boccacci, P., Gambino, G., & Schneider, A. (2020). DNA-based genealogy reconstruction of Nebbiolo, Barbera and other ancient grapevine cultivars from northwestern Italy. Scientific Reports, 10(1), 15782. https://doi.org/10.1038/s41598-020-72799-6

Schneider, A., Boccacci, P., & Raimondi, S. (2014). Nebbiolo. In Italian Vitis Database, ISSN 2282-006X. CNR, Istituto per la protezione sostenibile delle piante. https://vitisdb.it/varieties/show/1108

Schneider, A., Torello Marinoni, D., & Raimondi, S. (2013). Barbera. In Italian Vitis Database, ISSN 2282-006X. CNR, Istituto per la protezione sostenibile delle piante. https://vitisdb.it/varieties/show/979

Dati di mercato e studi economici

Consorzio di tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani (2025, 30 gennaio). Grandi Langhe 2025 and BBWO2025. The promotional events of the first quarter confirm the positive trend of the 2024. https://www.langhevini.it/en/grandi-langhe-2025-e-bbwo205_-gli-eventi-promozionali-del-primo-trimestre-confermano-landamento-positivo-dellannata-2024/

Cugnetto, A., Saluzzo, D., & Sartirano, P. (2026). Economia della viticoltura collinare piemontese. Analisi e riflessioni prospettiche. Accademia di Agricoltura di Torino. ISBN 979-12-82673-01-3. https://www.accademiadiagricoltura.it/wp-content/uploads/2026/06/Economia-della-viticoltura-collinare-Piemontese_AC_DS_PS_03_06_26_A5-per-sito.pdf

UIV, Unione Italiana Vini (2026, 11 settembre). Export vino italiano: -6,2% a valore nel primo semestre 2026. Osservatorio UIV su dati Istat. https://www.unioneitalianavini.it/approfondimenti-tematici/news/export-vino-italiano-62-a-valore-nel-primo-semestre-2026

Vignaioli Piemontesi (2024). Barolo e Barbaresco: le proposte approvate di modifica disciplinari. https://www.vignaioli.it/barolo-e-barbaresco-le-proposte-approvate-di-modifica-disciplinari/

Altre fonti e approfondimenti GIFT

Dongo, D. (2017, 11 settembre). Legno nel vino. GIFT. https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/legno-nel-vino-3/

Dongo, D. (2026a, 21 febbraio). Alta Langa DOCG: il Metodo Classico del Piemonte. GIFT. https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/alta-langa-docg-metodo-classico-piemonte/

Dongo, D. (2026b, 31 marzo). Barolo DOP: il ‘re dei vini’ del Piemonte. GIFT. https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/barolo/

Ente Turismo Langhe Monferrato Roero (s.d.). Langhe Nebbiolo Doc. https://www.visitlmr.it/en/vini/langhe-nebbiolo-doc

Gambero Rosso (2026a). Doc Langhe Nebbiolo in bag in box: la modifica del disciplinare che spacca i produttori piemontesi. https://www.gamberorosso.it/notizie/vino/doc-langhe-nebbiolo-bag-in-box-modifica-disciplinare/

Gambero Rosso (2026b, 29 gennaio). Via libera allo spumante per la Doc Langhe Nebbiolo. Germano: ‘Nessuna concorrenza con l’Alta Langa’. https://www.gamberorosso.it/notizie/uncategorized/spumante-doc-langhe-nebbiolo-nuovo-disciplinare/

Redazione GIFT (2016, 4 luglio). Vino Dolcetto. GIFT. https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/vino-dolcetto/

Redazione GIFT (2026, 25 febbraio). Asti DOCG e Moscato d’Asti: guida a mercato, territorio e trend. GIFT. https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/asti-docg-moscato-asti-guida-mercato-disciplinare/

DARIO DONGO
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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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