HomeSicurezzaPeste suina africana, massima allerta in Italia

Peste suina africana, massima allerta in Italia

Un focolaio di peste suina africana (PSA), identificato in Piemonte il 7.1.22, ha fatto scattare la massima allerta anche in Italia.

La malattia, si ricorda, era ricomparsa in Polonia nel 2019 per poi diffondersi in altri Paesi UE tra cui Germania e Serbia. (1)

La sensibilizzazione degli operatori è ora fondamentale per aiutare le autorità veterinarie a contenere gli effetti. Ed è urgente abrogare le norme che nel 2021 hanno reintrodotto in Italia la possibilità di macellare gli animali a domicilio.

Peste suina africana, malattia virale non trasmissibile all’uomo

La peste suina africana (PSA o ASF, African Swine Fever) è una malattia virale altamente contagiosa che colpisce esclusivamente suini e cinghiali. Si caratterizza per gravi lesioni emorragiche alla cute e gli organi interni, con esito letale in oltre il 90% dei casi. Non sono tuttora disponibili vaccini né cure. La malattia, descritta già un secolo fa in Africa centrale, (2) non è trasmissibile all’uomo.

L’uomo, pur non infettandosi, può contribuire in misura significativa alla diffusione del virus che viene trasmesso attraverso:

– contatto diretto, per via fecale, e

– contatto indiretto, tramite rifiuti di cucina contaminati, carni di animali infetti, materiali e attrezzature da agricoltura e da caccia.

Italia, i precedenti e il focolaio in Piemonte

L’Italia registrò la prima comparsa della ASF nel 1967, con sporadiche ricomparse nel 1971 e nel 1983. La malattia venne dichiarata endemica nel 1978 in Sardegna, ove è ancora in attesa di definitiva eradicazione. E l’allora ministero della Sanità intervenne con efficacia tale da isolare la malattia e ‘regionalizzare’ le misure di polizia sanitaria (incluso il divieto di esportazione di suini, carcasse e prodotti derivati) nella sola Sardegna. (1)

Il 7.1.22 l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche – centro di referenza nazionale per le pesti suine – ha accertato la contaminazione della carcassa di un cinghiale deceduto a Ovada in un incidente stradale. (3) Il ministero della Salute, in ottemperanza alle norme vigenti e al piano di emergenza nazionale, ha proceduto all’immediata notifica del focolaio alla Commissione europea e all’OIE (World Organization for Animal Health).

Ministero della Salute e Regione Piemonte, attivazione unità dì crisi

Il ministero della Salute – tramite Luigi Ruocco, direttore dell’Ufficio 3 (Sanità animale e gestione operativa del Centro nazionale di lotta ed emergenza contro le malattie animali e unità centrale di crisi) presso la DG Sanità animale e Farmaci veterinari – ha convocato il 7.1.22 la prima riunione di emergenza del gruppo operativo degli esperti. Allo scopo di ‘delimitare l’area infetta e definire le misure straordinarie da attuare per limitare la diffusione della malattia’, in vista dell’incontro dell’Unità di crisi centrale fissato il 10.1.22.

La regione Piemonte ha a sua volta attivato l’Unità di Crisi Regionale (UCR) per organizzare ‘la ricerca di ulteriori carcasse di cinghiali nel territorio, dei controlli negli allevamenti di suini nell’area infetta, per la gestione dell’attività venatoria, per fornire indicazioni operative agli stakeholders e per la messa in atto di ogni altra misura prevista dalle norme necessaria a contrastare la diffusione della malattia.’
Il nucleo di coordinamento regionale frattanto organizza le attività da porre in essere per la gestione del focolaio.

Sorveglianza suini selvatici e biosicurezza nel settore domestico

Nelle more di trasmettere le ulteriori informazioni ed elementi di aggiornamento sulla situazione epidemiologica e sulla delimitazione della zona infetta nonché il dettaglio delle misure che si riterrà necessario intraprendere, in considerazione del gravissimo rischio economico per il settore produttivo della suinicoltura italiana e l’industria agroalimentare a esso collegata, si raccomanda di

– rafforzare al massimo su tutto il territorio nazionale la sorveglianza nel settore del selvatico e

– innalzare al livello massimo di allerta la vigilanza sulle misure di biosicurezza nel settore domestico con particolare riguardo a tutte le operazioni di trasporto e di movimentazione degli animali, di mangimi, prodotti e persone’ (min. Sal., circolare 7.1.22).

Caccia al cinghiale?

La popolazione dei cinghiali è raddoppiata nell’ultimo decennio, da 500mila esemplari nel 2010 a oltre un milione nel 2020 (stIme ISPRA), e causa gravi danni all’agricoltura. ISPRA ha peraltro evidenziato la necessità di ricercare nuove soluzioni, poiché l’estensione della caccia collettiva al cinghiale ‘non ha dimostrato efficacia nel contenere né le presenze di cinghiali né i danni da questi causati’.

Questa forma di caccia, c.d. braccata, può anzi provocare l’effetto opposto di modificare la struttura sociale e genetica delle popolazioni e favorire la produttività delle femmine. Oltre a stimolare la mobilità dei cinghiali verso aree meno disturbate (es. ambiti urbanizzati, zone agricole più antropizzate), ‘dove aumenta il rischio di danni, di incidenti stradali e di diffusione di malattie infestive ed infettive portate dalla specie.’ (4)

Stretta vigilanza sulla biosicurezza

Fabrizio De Stefani, direttore del Servizio Veterinario di Igiene degli Alimenti di Origine Animale della ULSS Pedemontana, sottolinea l’esigenza di rafforzare la vigilanza sulle movimentazioni di animali e carcasse, mangimi e prodotti. Tutti gli operatori – inclusi i cacciatori e gli allevatori ‘amatoriali’, i cui capi sono più esposti al rischio di contatto con i cinghiali – devono comprendere il valore cruciale per il sistema-Paese delle procedure igieniche a garanzia della biosicurezza. (5)

I servizi veterinari eseguono controlli sugli animali vivi, il cui stato di salute è condizione sia per il trasporto che per la macellazione. Si procede poi all’ispezione anatomopatologica delle carcasse di ogni animale macellato, per identificare eventuali lesioni o malattie potenzialmente pericolose per l’uomo o per altri animali. Vi è poi un importante presidio, il CLS (Centro per la Lavorazione della Selvaggina), dove confluiscono i cinghiali abbattuti nel territorio in applicazione del piano di controllo regionale’.

Macellazione fai-da-te, ora Basta!

L’emergenza peste suina africana – che si aggiunge a quella dell’influenza aviaria ad alta patogenicità – impone l’abrogazione immediata delle norme che hanno reintrodotto, nel 2021, la possibilità di macellare i suini e vari altri animali al di fuori dei macelli e così pure dei controlli pubblici veterinari (6,7).

Tali norme espongono il sistema-Paese a gravi rischi di sicurezza alimentare e sanità pubblica, i cui effetti potrebbero travolgere intere filiere produttive. La macellazione dei suini al di fuori della sorveglianza pubblica non risulta oltretutto compatibile, ça va sans dir, con le misure adottate dalla Commissione europea per controllare lo sviluppo epidemiologico della peste suina africana. (8)

Dario Dongo

Note

(1) Dario Dongo, Carmela Mele, Alfonso Piscopo. Peste suina africana, allerta massima anche in Europa. Approfondimento. GIFT (Great Italian Food Trade). 17.10.20, https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/peste-suina-africana-allerta-massima-anche-in-europa-approfondimento

(2) Penrith ML, Kivaria FM, Masembe C. (2021). One hundred years of African swine fever: A tribute to R. Eustace Montgomery. Transbound Emerg Dis. 2021 Sep;68(5):2640-2642. doi: 10.1111/tbed.14183. Epub 2021 Jun 17. PMID: 34102005.

(3) ANSA, redazione Torino. Peste suina, riscontrato caso in cinghiale morto in Piemonte. 7.1.22, https://www.ansa.it/piemonte/notizie/2022/01/07/peste-suina-riscontrato-caso-in-cinghiale-morto-in-piemonte_24468509-41c4-4650-a114-22587a463858.html

(4) ISPRA. Parere alla Regione Abruzzo, 1.12.20, https://www.parcocastelliromani.it/app/webroot/userfiles/parere-ISPRA-56445_2020.pdf

(5) Anna Bianchin. Peste suina africana, primo caso: “Attenzione agli allevamenti domestici” nell’Alto Vicentino. Alto Vicentino online. 8.1.22, https://bit.ly/3zJ8fqS

(6) Dario Dongo. Macellazione clandestina, la norma fuorilegge. #VanghePulite. GIFT (Great Italian Food Trade). 6.6.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/macellazione-clandestina-la-norma-fuorilegge-vanghepulite

(7) Dario Dongo. Macellazione clandestina, cortocircuito leghista. GIFT (Great Italian Food Trade). 30.10.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/macellazione-clandestina-cortocircuito-leghista

(8) Decisione UE 2020/773 della Commissione, che modifica l’allegato della decisione 2014/709/UE recante misure di protezione contro la peste suina africana in taluni Stati membri (C/2020/4023). Su Europa-Lex, https://bit.ly/3Gna2UI

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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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