Sicurezza

Influenza aviaria, cresce il contagio negli allevamenti

Influenza aviaria, cresce il contagio negli allevamenti

Con la stagione fredda e la migrazione dei volatili selvatici, torna la minaccia dell’influenza aviaria. L’allerta è già alta e il contagio ha già coinvolto diversi allevamenti in Italia, oltre che in altri paesi europei e in Asia. In Cina si registra invece il salto di specie.

Influenza aviaria, il virus dei volatili

L’influenza aviaria – Avian Influence (AI) – è una malattia virale altamente contagiosa che colpisce prevalentemente il pollame e i volatili acquatici selvatici.

Il pollame infettato dal virus a bassa patogenicità (del tipo LPAI) può essere asintomatico o presentare solo lievi sintomi. Le infezioni causate dal virus ad alta patogenicità (tipo HPAI), invece, possono essere letali.

Misure tempestive e radicali

Entrambi i tipi di virus possono tuttavia diffondersi rapidamente tramite stormi di volatili. Devono quindi venire contenuti con tempestività, avverte EFSA (European Food Safety Authority). (1)

Alla individuazione di un focolaio scattano infatti immediatamente le procedure di abbattimento, pulizia e disinfezione delle zone interessate e l’istituzione di zone di protezione e di sorveglianza. Tutte le misure di controllo vengono implementate come previsto dal regolamento delegato 2020/687.

L’abbattimento di massa

La pratica dell’abbattimento di massa comporta un sensibile danno economico, in parte risarcito agli avicoltori. Rimane tuttavia inevitabile perché nella maggior parte dei casi gli allevamenti sono di tipo intensivo, quindi a elevata densità di animali.

Costretti a un costante e strettissimo contatto, polli o tacchini si contagiano con estrema velocità, portando in pochi giorni a focolai che possono interessare centinaia di migliaia di esemplari.

Il primo caso italiano a Ferrara

Il primo caso nazionale di influenza aviaria è stato registrato circa a metà ottobre 2021 in un allevamento di tacchini in provincia di Ferrara.

I veterinari e gli specialisti del Centro di Referenza Nazionale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie hanno rilevato la presenza del virus ad alta patogenicità (HPAI) nell’82% degli animali analizzati.

Focolai in Veneto

Un altro caso è emerso il 18.10.21, quando il Centro di Referenza Nazionale per Influenza Aviaria e Malattia di Newcastle ha confermato una positività per virus influenzale di tipo A, sottotipo H5N1 ad alta patogenicità (HPAI), in un allevamento di tacchini da carne a Ronco all’Adige, in provincia di Verona.

Al momento della conferma, nell’allevamento erano presenti circa 13.000 volatili. Considerata la presenza di una riserva di caccia nelle vicinanze dell’allevamento infetto, la più probabile via di ingresso del virus può essere individuata nel contatto indiretto con l’avifauna selvatica.

Contagio a macchia d’olio

Nei giorni successivi è stata confermata la positività per virus influenzale ad alta patogenicità su campioni prelevati in altri due allevamenti di tacchini da carne situati a ridosso della zona di sorveglianza istituita a seguito dell’individuazione dei primi focolai e più precisamente nei comuni di San Bonifacio e Nogara, entrambi in provincia di Verona.

L’analisi filogenetica eseguita sui virus identificati nei primi 4 diversi focolai di HPAI H5N1 di Ronco all’Adige (VR) ha evidenziato che si tratta di virus molto vicini geneticamente il che suggerisce una singola introduzione primaria, presumibilmente da uccelli selvatici, seguita dalla disseminazione agli altri allevamenti.

L’ordinanza della Regione Veneto

La Regione Veneto ha immediatamente emanato misure di contenimento e gestione dell’emergenza.

Su tutto il territorio regionale, a eccezione delle zone di restrizione istituite a seguito di focolaio HPAI, ha disposto un monitoraggio straordinario degli allevamenti di tacchini da carne. (2)

Più colpiti i tacchini

Secondo i dati epidemiologici dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, l’influenza aviaria ha colpito più duramente gli allevamenti industriali di tacchini. Gli animali coinvolti sono circa

– 350mila tacchini, distribuiti in 16 impianti, tutti nella Regione Veneto tranne uno,

– 200mila galline ovaiole,

– 100 mila polli da carne (broiler).

La mappa del contagio

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie attivo in Veneto, Friuli Venezia Giulia e nelle province autonome di Trento e Bolzano aggiorna periodicamente una mappa, con il censimento di tutti focolai di influenza aviaria rilevati.

La mappa più recente, mostrata qui sotto, indica i casi riscontrati negli allevamenti industriali e in quelli rurali, con segnalazioni anche per quanto riguarda la fauna selvatica.

I focolai, come si vede, sono localizzati principalmente nella provincia di Verona, con qualche caso a Brescia e Cremona. (3)

influenza aviaria mappa

Le indicazioni del ministero della Salute

Il ministero della Salute ha a sua volta diffuso indicazioni sulle attività di prevenzione e contenimento da svolgere negli allevamenti.

Le procedure richieste prevedono la segnalazione alle AUSL di eventuali anomalie nel numero dei decessi di animali e di effettuare test a campione.

Nelle zone più a rischio, inoltre, il pollame va mantenuto al coperto e isolato fino al momento del trasporto nelle aree adibite alla macellazione.

Blocco delle esportazioni in Israele

Con circolare del 4.11.21, inoltre, il ministero della Salute ha diffuso l’informazione sulla istituzione da parte delle autorità israeliane di un blocco delle importazioni dall’Italia di pollame, materiale genetico di pollame, uova da tavola e uccelli in cattività.

In particolare viene vietato l’ingresso in Israele di uova da tavola spedite dall’Italia dopo il 4.10.2021.

Roma, colpiti i cigni di Villa Pamphili

Altri casi sul territorio nazionale sono stati rilevati a Roma. Il primo in un allevamento commerciale di circa 250 galline ovaiole colpite dallo stesso ceppo ad alta patogenicità che ha interessato gli allevamenti del Nord Italia.

Episodio peculiare si è verificato sempre nella Capitale, dove un cigno è morto di influenza aviaria all’interno di un laghetto di Villa Pamphili, come confermato il 26.11.21 dalle analisi condotte dall’Istituto Zooprofilatico Sperimentale di Roma.

Polli asfissiati e positivi al virus

Un ulteriore caso di contagio è infine emerso a Fagagna, in provincia di Udine. La stampa locale riferisce che il furto di gasolio in un’azienda agricola ha impedito la ventilazione dei capannoni attraverso gli appositi macchinari causando la morte di oltre 15mila polli.

Come da prassi, alcune carcasse sono state inviate all’istituto Zooprofilattico per la verifica, e sono risultate positive all’influenza aviaria.

La situazione in Europa

Negli ultimi mesi il virus ha colpito 17 Paesi in Europa. Francia, Repubblica Ceca, Finlandia e Svezia hanno registrato significative perdite in allevamenti falcidiati dalla malattia altamente patogena.

L’Inghilterra è tuttavia la zona europea più colpita, con circa 50 allevamenti di pollame interessati da virus ad alta patogenicità. Nella stessa area anche agglomerati di uccelli selvatici e 20 allevamenti di uccelli da ornamento allevati in cattività sono risultati contagiati.

Francia, volatili e pollame in lockdown

Misure drastiche sono state adottate in Francia, dove il ministro dell’Agricoltura, Julien Denormandie, ha istituito una sorta di lockdown per pollame e volatili. Sono vietati le fiere, l’introduzione nell’ambiente naturale della selvaggina e l’uso di esche, l’ingresso nel paese dei piccioni da competizione fino al 31 marzo. Negli zoo e per gli uccelli che non possono essere confinati o messi in rete diventa invece obbligatoria la vaccinazione.

Si spera così di evitare il fenomeno dell’inverno scorso, quando in Francia si verificarono circa 500 punti di contaminazione negli allevamenti, soprattutto nel sud-ovest del Paese, zona di produzione del famigerato foie gras e l’emergenza sanitaria portò all’abbattimento di 3,5 milioni di animali, soprattutto anatre.

Scenario preoccupante

Secondo gli esperti, la situazione in Europa è sotto controllo, ma preoccupante.

L’Europa è investita ciclicamente da vigorose correnti migratorie di uccelli selvatici provenienti da latitudini estreme della Russia. La continua circolazione di virus ‘importati’ potrebbe favorire la persistenza del microrganismo e generare varianti o persino nuovi virus. Eventi che spianano la strada a nuove varianti della malattia primitiva o, peggio, portano al cosiddetto salto di specie (dall’animale all’uomo). (5)

Rischio di infezione per l’uomo

Allo stato attuale, ‘È altamente difficile che ci possa essere un passaggio del virus all’uomo’, dichiara Maurizio Ferri, medico veterinario per l’Asl di Pescara e responsabile del coordinamento scientifico della Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva.

Il vero problema adesso è circoscrivere il rischio, mediante la corretta gestione degli animali infettati da sopprimere e delle loro carcasse.

Affinché l’influenza aviariadiventi pericolosa è necessario che ci siano le condizioni di una trasmissibilità tra i volatili e l’uomo. Ad esempio, una condizione simile è stata riscontrata in alcuni piccoli allevamenti rurali in Asia dove è accaduto che il virus si è replicato nell’uomo, ma parliamo ci coabitazioni strette tra gli uomini e i volatili infetti’, spiega Ferri.

Il salto di specie in Cina

Tali funeste condizioni si sono manifestate in Cina, dove l’influenza aviaria ha fatto il salto di specie.

L’Ufficio sanitario di Macao (SSM) ha confermato un caso di influenza aviaria H5N6 in una contadina di 60 anni a Changde una città nell’Hunan, nella Cina meridionale.

Il contatto con pollame infetto

La donna è ricoverata in ospedale in condizioni critiche. Il contagio è attribuito al contatto della donna con pollame morto. Le autorità invitano la popolazione a rispettare i protocolli di bio-sicurezza e ad evitare il contatto con escrementi di pollame e avicoli morti.

‘Dall’aprile 2014’, riferisce una nota del SSM, ‘sono stati confermati casi di influenza aviaria H5N6 in Sichuan, Guangdong, Yunnan, Hubei, Hunan, Anhui, nella regione autonoma di Guangxi Zhuang e nel Jiangsu’. (6)

Giorgio Perrone

Note

(1) V. EFSA, Influenza aviaria. https://www.efsa.europa.eu/it/topics/topic/avian-influenza

(2) Regione Veneto. Influenza aviaria – attività di rafforzamento delle misure di biosicurezza e di sorveglianza sul territorio regionale, ad eccezione delle zone di restrizione per HPAI. Nota del 20.10.21 https://resolveveneto.it/wp-content/uploads/2021/06/Monitoraggio-straordinario-TC-Veneto_201021.pdf

(3) V.  https://www.izsvenezie.it/temi/malattie-patogeni/influenza-aviaria/situazione-epidemiologica-hpai/

(4) V. ministero della Salute DGSAF 0025571-P- 04/11/2021

(5) Giancarlo Belluzzi, Migratori ed Influenza Aviaria: una minaccia ricorrente. Consulenza Agricola, 26.10.21. https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:6860109839423594496/ , https://consulenzaagricola.it/approfondimenti/597-approfondimenti-varie/15923-migratori-ed-influenza-aviaria-una-minaccia-ricorrente 

(6) Macau reports new human case of H5N6 bird flu in Hunan, The Poultry Site, 20.11.21. https://www.thepoultrysite.com/news/2021/10/macau-reports-new-human-case-of-h5n6-bird-flu-in-hunan

V. Ufficio sanitario di Macao (SSM). Comunicato del 1.11.21 https://www.ssm.gov.mo/portal/