HomeSalute20-30 g di olio extravergine di oliva per prevenire le malattie cardiovascolari,...

20-30 g di olio extravergine di oliva per prevenire le malattie cardiovascolari, nuovi studi

Due scientific review basate su ampi studi di coorte offrono evidenza scientifica sulla concreta possibilità di prevenire malattie cardiovascolari, infarti e ictus mediante il consumo quotidiano di 20-30 g di olio extravergine di oliva.

Gli studi di coorte a base dei due lavori hanno seguito oltre 150 mila individui, complessivamente, sulle due sponde dell’Atlantico. Per dimostrare come le virtù salutistiche degli oli di oliva si esprimano anche al di fuori della dieta mediterranea.

1) Consumo quotidiano di oli d’oliva e prevenzione di malattie cardiovascolari, la meta-analisi di IMDEA Food

L’Istituto di ricerca spagnolo IMDEA Food ha di recente pubblicato sul Clinical Nutrition Journal una meta-analisi (Donat-Vargas et al., 2021), di libero accesso, che esamina le correlazioni tra il consumo regolare di olio di oliva e aterosclerosi subclinica, coronaropatia, rischio di malattia cardiovascolare totale (CVD), ictus. (1) La rassegna scientifica si basa su tre studi di coorte che hanno coinvolto, complessivamente, 59.846 individui.

1.1) Olio d’oliva e aterosclerosi subclinica

La relazione inversa tra gli apporti quotidiani di olio d’oliva e le condizioni di aterosclerosi subclinica è stata valutata nello studio sulla salute dei lavoratori in Aragona (Aragon Workers Health Study, AWHS). Attraverso:

– somministrazione di questionari su fattori di rischio cardiovascolare (CDV) e stili di vita a 2.617 lavoratori della fabbrica Opel di Figueruelas (Zaragoza),

imaging non invasivo dell’aterosclerosi subclinica negli individui senza patologie CDV, nella fascia di età 39-59 anni,

– stima dei consumi medi di oli d’oliva (32,8 + 14,3 g/die totali, di cui olio extravergine e vergine 20,1 + 20,5 g, olio d’oliva 12,7 + 16,0 g) e le correlazioni.

1.2) Olio extravergine di oliva ed eventi cardiovascolari

Il progetto SUN (Seguimiento Universidad de Navarra) ha invece seguito 18.266 individui in età 18-91 anni, con un follow-up medio di 10,8  ± 4 anni. Con l’obiettivo di identificare possibili interazioni tra le abitudini alimentari e gli eventi cardiovascolari.

I dati sono stati raccolti con frequenza semestrale, tramite questionari semi-quantitativi sulle frequenze di consumo di 136 alimenti. L’assunzione media di oli di oliva è stata stimata in 18,5 + 14,9 g/die, senza distinguere i livelli di olio extravergine e vergine d’oliva (il cui consumo è stato dichiarato prevalente).

1.3) Eventi cardiovascolari, lo studio EPIC

Lo studio di coorte EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition), ha incluso 39.393 partecipanti nella fascia di età 29-69 anni, in cinque regioni spagnole (Asturias, Granada, Gipuzkoa, Murcia, Navarra), per un periodo di monitoraggio medio di 22,8 anni.

Le informazioni sull’assunzione abituale di cibo, in EPIC, sono state raccolte in formato elettronico da personale addestrato, mediante anamnesi dietetica con registrazione delle quantità di 662 alimenti e ricette. L’assunzione media di olio comune è stata 16,4 + 15,5 g/g e per olio vergine 3.8 + 10,0 g/g.

1.4) Meta-analisi

I ricercatori di IMDEA Food hanno organizzato l’analisi statistica degli studi AWHS, SUN ed EPIC attraverso due modelli:

– base. Età, sesso, apporto di energia totale,

– avanzato. Livello di istruzione, fumo (se sì, numero di sigarette), attività fisica, BMI, consumo di alcol, fibra alimentare, prevalenza di dislipidemia/ipercolesterolemia, ipertensione e diabete.

I partecipanti ai tre studi sono stati poi caratterizzati in quattro categorie, sulla base dei livelli di consumo giornaliero di oli d’oliva (0-10, 10-20, 20-30, >30 g/die).

1.5) Valutazioni e conclusioni

La scientific review condotta da IMDEA Food, a esito della succitata analisi, osserva una relazione inversa tra il consumo regolare di olio di oliva, da un lato, e l’insorgenza di malattie cardiovascolari (CVD) e ictus. Il beneficio massimo si registra nei soggetti che consumano 20-30 g al giorno e la maggiore protezione si ottiene con il consumo di olio extravergine di oliva, ovvero vergine.

L’olio extravergine di oliva – come pure quello vergine, i cui parametri qualitativi sono inferiori (2) – si distingue dal c.d. ‘olio d’oliva’ in quanto ottenuto esclusivamente dalla spremitura meccanica delle olive. Il c.d. ‘olio d’oliva’ è invece una miscela tra oli vergini e oli raffinati (o deodorati). La ricerca scientifica ha dimostrato come i composti fenolici (es. polifenoli) a cui sono attribuite le principali virtù di salute siano presenti in quota maggiore nell’olio extravergine di oliva biologico. (3) I fitocomposti tendono viceversa a degradarsi negli oli raffinati.

2) Sostituzione di grassi vari con olio d’oliva e riduzione della mortalità prematura

Un’altra rassegna scientifica – condotta in USA e poc’anzi pubblicata sul Journal of the American College of Cardiology (Guasch-Ferré et al., 2022) – ha a sua volta rilevato come la sostituzione di circa 10 g/die di fonti di grassi vari (margarina, burro, maionese, grassi lattiero-caseari) con equivalente quantità di olio d’oliva risulti associata a un minor rischio di mortalità prematura per malattie cardiovascolari (CDV), cancro, malattie neurodegenerative e respiratorie. (4)

2.1) Olio d’oliva al di fuori della dieta mediterranea

La maggior parte delle informazioni sui benefici per la salute dell’olio d’oliva è stata raccolta in studi condotti in popolazioni mediterranee, e poco è noto di altre località geografiche. La ricerca in esame (Guasch-Ferré et al., 2022) riporta i risultati di 3 studi di coorte per valutare il consumo di olio d’oliva in relazione al CVD e colma in parte questa lacuna.

Questo grande studio di coorte su quasi 93.000 individui e circa 9.800 casi di incidenti CVD, dopo 24 anni di follow-up, fornisce prove robuste dell’associazione tra consumo di olio d’oliva e malattie cardiovascolari in un Paese non mediterraneo come gli Stati Uniti.

I risultati mostrano che, rispetto ai partecipanti con il più basso consumo di olio d’oliva, quelli che consumano >0.5 cucchiaio/giorno di olio d’oliva avevano un rischio inferiore del 14% di CVD e un rischio inferiore del 18% di malattia coronarica (CHD), confermando così i risultati di una recente meta-analisi.’ (5)

2.2) Rassegna scientifica USA

La rassegna scientifica USA (Guasch-Ferré et al., 2022) rielabora i dati raccolti nel Nurses’ Health Study e nello Health Professionals Follow-up Study, su 60.582 donne e 31.801 uomini che erano privi di malattie cardiovascolari e cancro nel 1990 e sono stati seguiti per 28 anni attraverso un questionario ogni quattro anni.

Il consumo di oli di oliva non meglio identificati è stato classificato in quattro categorie:

a) mai o meno di una volta al mese,
b) 0-4,5 g/die (1 teaspoon),
c) 4,5-7 g/die (fino a metà tablespoon),
d) >7 g/die (oltre metà tablespoon). 9 g/die il consumo medio di olio d’oliva in questa categoria (5% sul totale).

2.3) Riduzione dei rischi di mortalità prematura

La riduzione dei rischi di mortalità prematura – tra il gruppo di consumatori più assidui (gruppo ‘d’) e quello di chi non consuma olio d’oliva (gruppo ‘a’) è risultato significativo:

– 29% mortalità per malattie neurodegenerative,
– 19% mortalità per malattie cardiovascolari,
– 18% mortalità per cause respiratorie,
– 17% mortalità per cancro.

Tali benefici sono stati registrati, si noti bene, in un gruppo di popolazione che consuma 7-10 g/g di oli d’oliva non meglio caratterizzati. La Food and Drug Administration (FDA), del resto, già nel 2018 ha confermato la fondatezza scientifica di qualified health claims sul consumo di oli ad alto tenore di acido oleico (>70%) e la riduzione dei rischi di CHD (coronary heart disease). (6)

3) Conclusioni provvisorie

Il solo consumo di meno di un cucchiaio olio d’oliva al giorno si è dimostrato esser capace di ridurre in misura significativa i rischi delle più gravi malattie, anche croniche e disabilitanti (NCDs, Non Communicable Diseases). (4)

Il consumo di un cucchiaio e mezzo di olio d’oliva – meglio se extravergine, tanto meglio se biologico – è uno strumento efficace di prevenzione delle malattie cardiovascolari, prima causa di mortalità prematura in ogni dove. (1)

Ulteriori studi potranno confermare come l’olio extravergine di oliva biologico sia un presidio fondamentale (3) per proteggere organi e funzioni dell’organismo, oltre al sistema immunitario. (7) Grazie alla presenza e l’integrità degli oltre 200 fitocomposti che caratterizzano la vera spremuta naturale di olive.

Dario Dongo, con la collaborazione di Isis Consuelo Sanlucar Chirinos

Note

(1) Donat-Vargas C, Sandoval-Insausti H, Peñalvo JL, Moreno Iribas MC, Amiano P, Bes-Rastrollo M, Molina-Montes E, Moreno-Franco B, Agudo A, Mayo CL, Laclaustra M, De La Fuente Arrillaga C, Chirlaque Lopez MD, Sánchez MJ, Martínez-Gonzalez MA, Pilar GC. Olive oil consumption is associated with a lower risk of cardiovascular disease and stroke. Clin Nutr. 2022 Jan;41(1):122-130. doi: 10.1016/j.clnu.2021.11.002. Epub 2021 Nov 15. PMID: 34872046. Testo integrale accessibile su https://www.clinicalnutritionjournal.com/article/S0261-5614(21)00503-3/fulltext

(2) Le differenze tra olio extravergine di oliva e olio vergine di oliva sono richiamate nel precedente articolo. Si veda anche l’articolo https://www.foodagriculturerequirements.com/archivio-notizie/domande-e-risposte/legge-1407-60-confisca-obbligatoria-per-olio-non-evo-risponde-l-avvocato-dario-dongo

(3) Dario Dongo, Andrea Adelmo Della Penna. Olio extravergine biologico, olive bio e salute. I polifenoli che contano. GIFT (Great Italian Food Trade). 29.6.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/olio-extravergine-biologico-olive-bio-e-salute-i-polifenoli-che-contano

(4) Guasch-Ferré, M., et al. (2022). Consumption of Olive Oil and Risk of Total and Cause-Specific Mortality Among U.S. Adults. Journal of the American College of Cardiology. doi.org/10.1016/j.jacc.2021.10.041

(5) Ramon Estruch, Rosa M. Lamuela-Raventós, Emilio Ros. (2022). The Bitter Taste of Extra Virgin Olive Oil for a Sweet Long Life. Journal of the American College of Cardiology. doi: 10.1016/j.jacc.2020.02.043 https://www.jacc.org/doi/full/10.1016/j.jacc.2020.02.043

(6) Dario Dongo. Acido oleico e prevenzione malattie coronariche, via libera in USA. GIFT (Great Italian Food Trade). 2.12.18, https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/acido-oleico-e-prevenzione-malattie-coronariche-via-libera-in-usa

(7) Dario Dongo, Andrea Adelmo Della Penna. Alimenti biologici e sistema immunitario, evidenze scientifiche. GIFT (Great Italian Food Trade). 11.4.20, https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/alimenti-biologici-e-sistema-immunitario-evidenze-scientifiche

+ posts

Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

Articoli correlati

Articoli recenti

Commenti recenti

Translate »