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Birra e snack dal pane invenduto, upcycling alimentare a Torino. Il Biova Project

Birra e snack dal pane invenduto, upcycling alimentare a Torino. Il Biova Project

Birra e snack realizzati a partire dal pane invenduto sono i primi esempi di upcycling realizzati da Biova Project, una startup innovativa di base a Torino.

L’economia circolare trova così applicazione concreta. Mitigare lo spreco alimentare, risparmiare energia e materie prime, produrre nuovi cibi.

Biova Project, la startup innovativa

Biova Project è una startup innovativa che nasce da una riflessione sulla ‘insostenibile leggerezza delle promesse di responsabilità sociale d’impresa’, parafrasando Milan Kundera. Il suo fondatore e CEO, Franco Dipietro, ha perciò sviluppato l’idea di avviare produzioni con un impatto sociale intrinseco.

L’attenzione si è focalizzata sul tema degli sprechi alimentari che, come si è visto, sono un problema strutturale e sistemico. L’interazione con alcune Onlus in Nord Italia ha permesso di identificare anzitutto il pane come un cibo soggetto a spreco eccessivo e scarso reimpiego.

La prima iniziativa della startup è dunque recuperare il pane invenduto a fine giornata – che non è sempre facile redistribuire ai bisognosi, per via del rapido deperimento – per creare nuovi alimenti. Il che richiede innovazione tecnologica, ma anche efficienza logistica per la raccolta delle materie prime.

Upcycling, dal pane avanzato alla birra e gli snack

Il pane in esubero – nella migliore delle ipotesi, nei grandi impianti industriali soprattutto – viene reimpiegato, almeno in parte, per produrre pangrattato. Le quantità maggiori vengono invece destinate all’industria dei mangimi e/o a rifiuti, in relazione ai contesti produttivi, distributivi e logistici sui vari territori.

La startup piemontese è invece riuscita a convertire il pane invenduto in birra artigianale. Da 150 kg di pan secco a 2500 l di cervogia, nelle tre varianti Biova classica, Biova integrale, Biova Leggera. Con un risparmio apprezzabile e in alcuni casi significativo di malto d’orzo, che varia tra il 15 e il 50%.

Il malto d’orzo recuperato dalle trebbie viene a sua volta usato come materia prima dei triangolini croccanti Ri-Snack.

Impatto socio-ambientale

1300 tonnellate di pane, secondo le stime della startup, verrebbero sprecate ogni giorno sul solo territorio italiano. Biova Project – ‘un movimento, più che una birra!’ – dichiara di aver realizzato, nel 2020, le prestazioni socio-ambientali che seguono:

– 3.000 kg di pane invenduto recuperato,

– 4.500 kg di CO2 risparmiata dalla gestione dell’invenduto,

– 5.000 kg di CO2 risparmiata dalla riduzione del malto d’orzo,

– 54,2 t di bottiglie e lattine riciclate,

– 3.000€ donati a organizzazioni no-profit.

Prospettive di filiera

La proposta di Biova agli operatori di filiera è coordinarsi per la raccolta del pane invenduto e il suo impiego per produrre birra in co-branding. La startup si rivolge dunque a panifici e imprese di trasformazione, food service e distribuzione, offrendo loro la possibilità di creare una birra premium con il loro marchio in aggiunta a quello del produttore.

Unes Supermercati – uno dei grandi innovatori nella GDO in Italia, con la geniale insegna de ‘Il Viaggiator Goloso’ oltre alle celebri Unes, U!, U2 – ha proprio ieri annunciato l’avvio di una collaborazione con Biova Project, nella prospettiva di ‘scalabilità’ di una bella idea in un grande progetto. Speriamo anche nella versione analcolica.

#SDG12Sustainable Consumption and Production. (2)

Dario Dongo e Beatrice Nardone

Note

(1) Dario Dongo, Andrea Adelmo Della Penna. Upcycling, il reimpiego migliorativo nella filiera agroalimentare. GIFT (Great Italian Food Trade). 6.10.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/upcycling-il-reimpiego-migliorativo-nella-filiera-agroalimentare

(2) Dario Dongo, Giulia Caddeo. Sustainable Development Goals, la sfida dell’umanità. Égalité. 5.9.19,
https://www.egalite.org/sustainable-development-goals-sdgs-la-sfida-dellumanita/

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