Pet Food

Etichette Ultima, la GDO si attiva

Etichette Ultima, la GDO si attiva

Pet food e bidoni. Le notifiche di Great Italian Food Trade ad alcuni gruppi della Grande Distribuzione Organizzata, sul caso dei prodotti ‘Ultima’ di Affinity Petcare SA, raccolgono i primi riscontri. La GDO più attenta si attiva per la tutela dei suoi consumatori. In attesa di notizie dall’Antitrust, a sua volta interessata della vicenda.

 Pet food fuorilegge, il ruolo della distribuzione

Great Italian Food Trade ha segnalato più volte le irregolarità in etichetta dei mangimi per cani e gatti a marchio ‘Ultima’. Claim nutrizionali illegittimi, immagini che raffigurano frutta e verdura presenti in quantità irrisorie e varie altre violazioni della disciplina vigente. (1)

Le etichette devono essere trasparenti e non devono mai trarre in inganno i consumatori. Ciò vale per i prodotti alimentari, come pure per i cibi destinati agli animali da compagnia. (2) A maggior ragione ove si consideri che le attenzioni rivolte ai nostri amici a quattro zampe comportano esborsi quasi paragonabili, con incidenza non trascurabile sulle spese quotidiane.

L’etichettatura, la pubblicità e la presentazione degli alimenti o mangimi, compresi la loro forma, il loro aspetto o confezionamento, i materiali di confezionamento usati, il modo in cui gli alimenti o mangimi sono disposti, il contesto in cui sono esposti e le informazioni rese disponibili su di essi attraverso qualsiasi mezzo, non devono trarre in inganno i consumatori’ (reg. CE 178/02, art. 16).

La responsabilità del distributore è dunque cruciale. Poiché esso partecipa in misura sostanziale alla catena del valore e dispone di strumenti (come le schede tecniche e i certificati di analisi) non accessibili ai consumatori bensì essenziali alla doverosa verifica di legittimità dei prodotti immessi sul mercato. Ed è in grado di prevenire o interrompere con tempestività la vendita di quelli che non rispondano ai requisiti di legge. (3)

Affinity ‘Ultima. Le notifiche di GIFT, alla GDO e alle ASL

Affinity Petcare SA è un colosso spagnolo di scala globale, €305 milioni di fatturato, al settimo posto sul mercato europeo degli alimenti per animali. (4) Ma il leader nelle vendite non offre buon esempio di rispetto delle regole, come invece dovrebbe. Almeno in Italia, ove i prodotti a marchio ‘Ultima’ sono ubiquitari e tuttavia presentano gravi irregolarità.

Le autorità sanitarie su cui ricade la competenza a controllare le etichette del pet food paiono essere occupate altrove, poiché il mercato ridonda di informazioni commerciali ingannevoli. Siamo così partiti da ‘Ultima’ e proseguiremo, per promuovere la legalità e la tutela dei ConsumAttori in questa ‘terra di nessuno’ ove 30 etichette su 40 – nel recente studio dell’Università di Padova – risultano fuorilegge.

Great Italian Food Trade ha così avviato un nuovo corso di notifiche delle irregolarità agli operatori della distribuzione e, per conoscenza, alle ASL competenti per territorio.

I tempi e modi di reazione offrono tra l’altro spunti interessanti sull’efficacia dei sistemi qualità e ‘customer care’ dei vari gruppi della GDO (Grande Distribuzione Organizzata) finora interpellati:

1) Iper Montebello, gruppo Finiper, è il primo per efficacia. Preso atto della nostra segnalazione, ha comunicato dopo pochi giorni la decisione di sospendere in via precauzionale la vendita del prodotto. Un intervento proattivo che ci si augura farà scuola nella GDO,

2) Coop Italia e PAM Panorama, a pari merito, svettano per la tempestività della risposta. Nell’arco di un paio d’ore, le due grandi catene hanno comunicato di avere subito convocato un incontro con la direzione acquisti (Coop Italia) e un interpello diretto di Affinity (PAM). Sottolineando entrambi che, in difetto di adeguato riscontro in tempi brevi, sospenderanno la vendita del pet food in questione,

3) Esselunga, Auchan e Carrefour sono gli ultimissimi ad avere raccolto la nostra segnalazione. Attendiamo risposte, seguiranno aggiornamenti,

4) Famila è invece il primo distributore ad avere ricevuto la notifica, guardandosi però dal fornire risposta. Nel perdurante silenzio si è provveduto a sollecitare anche la ASL competente, finora invano.

La giostra è finita, ciascuno deve assumere le proprie responsabilità. Nel pet food come nel food & drink. Chi produce ed etichetta, chi vende e promuove, chi controlla o omette gli atti del proprio ufficio. Rien ne va plus.

Dario Dongo

Note

(1) Cfr. reg. CE 767/09, d.lgs. 26/2017. Maggiori informazioni su https://www.foodagriculturerequirements.com/approfondimenti_1/mangimi-le-sanzioni-per-violazione-del-regolamento-767-2009

(2) Cfr. reg. CE 767/09, art. 13

(3) Le responsabilità sui mangimi a rischio sono speculari a quelle sulla sicurezza alimentare, già nel reg. CE 178/02 (si vedano gli articoli 15 e 20, a raffronto con gli articoli 14 e 19). Per approfondire le responsabilità del distributore, si veda anche https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/le-responsabilità-della-gdohttps://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/responsabilità-del-distributore-approfondimentihttps://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/responsabilità-amministrativa-d-impresa-nella-filiera-alimentare

(4) Dati 2017, fonte www.petb2b.it

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