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Crescenza e stracchino: il formaggio fresco della Lombardia

In una regione celebre per i grandi formaggi a lunga stagionatura, la crescenza e lo stracchino rappresentano il volto fresco e vitale della tradizione casearia lombarda. Questi prodotti, riconosciuti come Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT), raccontano l’ingegno contadino della Pianura Padana nel nobilitare il latte delle vacche al rientro dagli alpeggi. Caratterizzati da una lista ingredienti essenziale e da un profilo organolettico delicato, si pongono oggi come pilastri della modernità alimentare: digeribili, naturali e straordinariamente versatili per la ristorazione e l’industria di qualità.

Il termine ‘stracchino’ deriva dal dialetto lombardo stracch, letteralmente ‘stanco’. La denominazione richiama il latte prodotto dalle vacche al rientro dalla transumanza estiva dagli alpeggi alpini verso la Pianura Padana: animali affaticati, con un latte di composizione lievemente diversa, che i casari lombardi impararono a valorizzare già nel Medioevo.

Il nome ‘crescenza’, invece, ha un’etimologia parallela e dibattuta: potrebbe derivare dal latino crescentia — poiché il formaggio ‘cresce’, cioè fuoriesce dallo stampo per effetto della fermentazione lattica — o dal termine milanese carsenza, che indicava una focaccia tipica della zona. Entrambe le voci riflettono una storia contadina progressivamente industrializzata senza perdere il legame con il territorio d’origine.

‘Clean Label’: l’eccellenza di una ricetta essenziale

Gli ingredienti della crescenza sono quattro:

  • latte vaccino pastorizzato;
  • fermenti lattici;
  • caglio;
  • sale.

Una ‘clean labelante litteram, ove la qualità e la composizione degli starter batterici hanno un ruolo cruciale sul profilo organolettico del formaggio.

Il processo produttivo si articola nelle seguenti fasi:

  • standardizzazione e pastorizzazione del latte;
  • inoculo di fermenti lattici termofili (tipicamente Streptococcus thermophilus e Lactobacillus spp.), per avviare l’acidificazione;
  • coagulazione presamica con caglio a temperatura controllata;
  • rottura delicata della cagliata in grandi frammenti, per conservare l’umidità;
  • messa in stampi quadrati (lato 15–20 cm, altezza ~5 cm) e spurgo del siero con 3–4 rivoltamenti nell’arco di circa 6 ore;
  • salatura in salamoia concentrata (15°C, circa 2 ore);
  • affinatura in celle refrigerate (5–6°C, umidità >90%) per 2–7 giorni, con ulteriori rivoltamenti.

Il contenuto di umidità della crescenza tende a essere pari o superiore al 50%. È proprio l’elevata percentuale di acqua a imporre una breve shelf-life e il rigoroso rispetto della catena del freddo, dal caseificio alla tavola. I batteri lattici svolgono un ruolo essenziale nell’acidificazione, nella parziale idrolisi del lattosio e nella biosintesi di peptidi bioattivi, contribuendo alla digeribilità del prodotto finito (Bettera et al., 2023; Mulet-Cabero et al., 2024).

Crescenza e stracchino: affinità e divergenze tecnologiche

I nomi ‘crescenza’ e ‘stracchino’ sono spesso usati come sinonimi, anche da produttori e distributori. Esistono tuttavia alcune differenze:

  • la crescenza ha un’affinatura brevissima (2–7 giorni), consistenza più cremosa e spalmabile, sapore dolce e poco acidulo;
  • lo stracchino può avere una maturazione di 15–20 giorni, talvolta fino a un mese, con consistenza più compatta e sapore più pungente.

Proprietà nutrizionali: calcio, proteine e fermenti

Secondo le tabelle di composizione degli alimenti del CREA (2019), 100 g di crescenza apportano in media:

Nutriente Valore per 100 g % VNR*
Energia 281 kcal
Proteine 16,1 g
Grassi totali 23,3 g
Carboidrati 1,9 g
Sale 2,25 g
Calcio 557 mg 68,9%
Fosforo 285 mg 40,7%
Zinco 2,33 mg 23,3%
Vitamina A 135 μg 16,9%

(*) VNR è il Valore Nutrizionale di Riferimento indicato in Allegato XIII al regolamento (UE) n. 1169/11 per i singoli micronutrienti (minerali e vitamine)

Il CREA dedica una voce distinta alle caratteristiche organolettiche dello stracchino, le quali si distinguono essenzialmente per gli apporti di:

  • energia: 300 kcal;
  • proteine: 18,5 g;
  • grassi: 25,1 g;
  • fosforo: 367 mg, pari al 53,4% del VNR (700 mg).

Caratteristiche organolettiche

Le caratteristiche organolettiche della crescenza – sebbene a tutt’oggi non codificate in alcuna disposizione né disciplinare – sono le seguenti:

  • aspetto: pasta bianca candida, omogenea e priva di occhiature, superficie lucida e leggermente umida, talora con una sottilissima crosticina appena percettibile;
  • consistenza: compatta ma cedevole al taglio. La crescenza è morbida, cremosa e fondente, facilmente spalmabile, con sensazione setosa e avvolgente in bocca, priva di elasticità e con lieve adesività al palato;
  • profumo: all’olfatto esprime un’intensità medio-bassa ma netta, con note di latte fresco, panna e yogurt e un delicato accenno lattico-acidulo, senza sentori animali marcati né fermentazioni aggressive;
  • gusto: delicato ma ben caratterizzato, in un equilibrio tra dolcezza lattica e piacevole acidità, con sapidità moderata; il retrogusto è breve, pulito, con ricordo di crema di latte. Le sensazioni trigeminali (vale a dire, le le sensazioni ‘tattili’ e irritative che si avvertono in bocca, oltre al gusto e all’aroma) trasmettono freschezza e umidità, senza tracce di piccantezza o astringenza.

Oltre la tavola: un ingrediente tecnico per l’alta cucina e la pizza

La crescenza è un formaggio fresco estremamente versatile, che si presta a diversi abbinamenti e occasioni di consumo. I principali impieghi gastronomici includono:

  • abbinamento con insalate o verdure grigliate, per pasti leggeri;
  • base cremosa – più leggera, e con un sapore più marcato, rispetto al mascarpone – per salse, condimenti e risotti (a fine cottura);
  • condimento di pizza – in alternativa alla mozzarella, caratteristica della pizza Margherita – per un sapore più intenso, lattico e leggermente acidulo, con note di yogurt e panna fresca;
  • focaccia di Recco col Formaggio IGP: la crescenza — o uno stracchino da forno freschissimo — è la farcitura tradizionale di questa specialità ligure tutelata, realizzata nei soli comuni di Recco, Camogli, Sori e Avegno (provincia di Genova). Il disciplinare la descrive come ‘formaggio fresco a pasta molle, ottenuto da latte vaccino fresco pastorizzato‘. La IGP è riconosciuta a livello europeo dal giugno 2015,

Il profilo sensoriale delicato — dolce, lattico, con una lieve acidità — rende la crescenza duttile anche nelle preparazioni gourmet che richiedano equilibrio senza sopraffazione dei sapori.

Sourcing di qualità: certificazioni e tracciabilità per l’export

Per importatori e buyer internazionali, si consiglia di:

  • selezionare fornitori con certificazioni di qualità e sistemi HACCP conformi agli standard FSSC 22000 e/o IFS e/o BRC o equivalenti;
  • valutare le opzioni di prodotti biologici certificati per una maggiore attenzione al benessere animale e alla sostenibilità di filiera, oltreché per posizionamenti ad alto valore aggiunto;
  • considerare packaging in atmosfera protettiva aper estendere la shelf-life nelle referenze destinate all’export.

La squadra di GIFT (Great Italian Food Trade) offre competenze specifiche nel supporto agli acquirenti internazionali nella selezione di fornitori italiani qualificati, con particolare attenzione a qualità, conformità normativa e trasparenza di filiera.

Conclusioni

La crescenza e/o stracchino — formaggio fresco, senza crosta, della tradizione lombarda — rappresenta un caso esemplare di prodotto caseario capace di coniugare semplicità degli ingredienti, profondità storica e adattabilità alle esigenze del mercato contemporaneo. Le versioni biologiche, le filiere corte certificate e i formati innovativi per l’export rappresentano le direzioni più promettenti per la valorizzazione di questo formaggio autentico, quotidiano e straordinariamente versatile.

Dario Dongo

Credit cover: Arrigoni 

Bibliografia

  • Bettera, L., Levante, A., Bancalari, E., Bottari, B., & Gatti, M. (2023). Lactic acid bacteria in cow raw milk for cheese production: Which and how many? Frontiers in Microbiology13, 1092224. https://doi.org/10.3389/fmicb.2022.1092224
  • Mulet-Cabero, A.-I., Torres-Gonzalez, M., Geurts, J., Farhang, B., Marmonier, C., … Peters, S. (2024). The role of milk components, pro-, pre-, and synbiotic foods in calcium absorption and bone health maintenance. Nutrients16(17), 2908. https://doi.org/10.3390/nu16172908
  • Regione Lombardia. (2024). PAT Regione Lombardia – Elenco numerato. https://www.buonalombardia.regione.lombardia.it/wps/wcm/connect/bc92c0e0-27fa-4f86-875c-fa6d4716634d/PAT+Regione+Lombardia-2024.pdf

DARIO DONGO
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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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