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Origine ingrediente primario

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In arrivo il regolamento sull’indicazione dell’origine dell’ingrediente primario. Che spazza via i decreti sull’origine di pasta, riso, latte e pomodoro. E vanifica la regola di base con ampie deroghe a favore di marchi registrati, Igp, e altre ‘oasi protette’

Il Commissario Vytenis Andriukaitis, dopo anni di letargo, finalmente si dedica all’indicazione d’origine dell’ingrediente primario sulle etichette degli alimenti. La bozza di regolamento, in versione semi-definitiva, è ora oggetto di consultazione pubblica, aperta fino all’1 febbraio 2018. (1)

Indicazione d’origine dell’ingrediente primario, la regola

L’origine dell’ingrediente primario (2) deve venire comunicata quando essa non coincida con quella dell’alimento (la quale, si ricorda, coincide con il Paese di ultima trasformazione del prodotto) e di quest’ultima sia fornita indicazione. (3) 

Quando il paese d’origine o il luogo di provenienza di un alimento è indicato e non è lo stesso di quello del suo ingrediente primario:
a) è indicato anche il paese d’origine o il luogo di provenienza di tale ingrediente primario; oppure
b) il paese d’origine o il luogo di provenienza dell’ingrediente primario è indicato come diverso da quello dell’alimento.

(reg. UE 1169/11, art. 26.3)

Ad esempio, l’etichetta di un prosciutto che riporti uno stemma tricolore deve precisare la provenienza della coscia di maiale, ove essa non coincida con il Paese di lavorazione. Citando la provenienza di quest’ultima o, in alternativa, la diversità d’origine.

Le modalità per indicare la diversa origine dell’ingrediente primario sono affidate a un apposito regolamento d’esecuzione, che la Commissione europea avrebbe dovuto emanare entro il 13 dicembre 2013! (4)

Origine dell’ingrediente primario, lo schema di regolamento di esecuzione

La Commissione europea – dopo un paio di tentativi, andati vani nel corso degli anni – ha finalmente messo a punto uno schema di regolamento sulle modalità d’indicazione dell’origine dell’ingrediente primario. 

A) Marchi. Il solo impiego di un marchio commerciale che possa anche implicitamente suggerire l’origine di un alimento – da un punto di vista lessicale (es. Italian sounding) o grafico (es. bandiera stilizzata, tricolore) dovrebbe fare scattare l’obbligo di indicare la diversa provenienza dell’ingrediente primario.

Tuttavia, nell’ultima bozza presentata dalla Commissione, sono esplicitamente esclusi da tale regola i marchi registrati (ai sensi della direttiva UE 2015/2436). Prima ancora di aver ‘fatta la legge’, le lobby di Big Food hanno così  ‘trovato l’inganno’. In barba alla trasparenza dell’informazione e alla stessa norma del regolamento UE 1169/11 che dovrebbe venire attuata.

In ogni caso, laddove il marchio suggerisca una determinata origine dell’alimento ed essa non coincida con il Paese di sua ultima trasformazione sostanziale, essa deve venire precisata.

Vale a dire che nei casi di Italian sounding come i prodotti a marchio ‘Prego di Campbell’s, ‘Miracoli’ di Kraft Foods e ‘Dolmio’ di Mars, deve quantomeno venire precisata l’origine del prodotto, poiché diversa da quella suggerita. (5)

B) L’origine dell’ingrediente primario può venire esposta con diversi livelli di precisione. Dalla genericità più estrema fino al dettaglio locale:

– ‘UE’, ‘non-UE’ o ‘UE e non-UE’,

– macro-regione, che può abbracciare più Paesi, purché riconosciuta dal diritto pubblico internazionale o comunque facilmente intesa dal consumatore medio ‘mediamente informato’,

zona FAO di cattura dei prodotti ittici

– Stato membro o Paese extra-UE,

– Regione o altro territorio, all’interno di uno Stato membro o Paese extra-UE, purché intesi con facilità dal consumatore medio.

In alternativa, sarà possibile dichiarare in etichetta che ‘l’origine dell’ingrediente (…) non coincide con l’origine del prodotto’, o altra dicitura di pari significato.

C) Prodotti esclusi. L’obbligo d’indicare la diversa origine dell’ingrediente primario non si applica agli alimenti dotati di indicazioni geografiche protette ai sensi di:

– regolamento UE 1151/2012 (DOP e IGP), (6)

– reg. UE 1308/2013 (Organizzazione Comune dei Mercati, OCM), 

– reg. CE 110/2008 (bevande spiritose e liquori),

– reg. UE 251/2014 (vini aromatizzati),

– accordi internazionali.

Origine in etichetta, lo scenario in vista

L’entrata in vigore del regolamento di esecuzione è prevista l’1 aprile 2019. Con facoltà di smaltire le scorte dei prodotti etichettati o comunque immessi in commercio entro tale data.

I decreti italiani che prescrivono l’indicazione obbligatoria d’origine di latte nei prodotti lattiero-casearigrano e semola nella pastarisopomodoro nelle conserve decadranno a partire da quella stessa data. Per espressa disposizione prevista in tutti i decreti stessi, come fossero stati scritti con inchiostro ‘simpatico’. 

Meno simpatica sarà la memoria dei firmatari di tali decreti, che per qualche anno hanno illuso gli elettori – costringendo gli operatori a oneri di non poco conto – in nome di norme ancor più effimere dei loro stessi incarichi.

Dario Dongo

Note

(1) Cfr. http://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/initiatives/ares-2018-34773_en

(2) ‘ingrediente primario: l’ingrediente o gli ingredienti di un alimento che rappresentano più del 50% di tale alimento o che sono associati abitualmente alla denominazione di tale alimento dal consumatore e per i quali nella maggior parte dei casi è richiesta un’indicazione quantitativa’ (reg. UE 1169/11, art. 2.2.q)

(3) V. reg. UE 1169/11, articolo 26.3

(4) V. precedenti articoli sull’argomento, su https://www.foodagriculturerequirements.com/archivio-notizie/made-in-dell-ingrediente-primario-il-nuovo-schema-di-regolamento e https://www.foodagriculturerequirements.com/archivio-notizie/etichettatura-d-origine-quando-l-ingrediente-primario-ha-provenienza-diversa-dal-made-in-scatta-l-obbligo-di-informazione-riprendono-i-lavori-a-bruxelles

(5) Così almeno in teoria, secondo quanto prescritto dal regolamento UE 1169/11 all’articolo 26.2. In pratica però non si ha notizia di alcuna attività di enforcement nei confronti dei citati colossi, che da decenni speculano sull’Italian sounding alle spalle dei consumatori globali

(6) L’ennesima presa in giro sarà dunque il perdurare dell’omertà sull’origine delle materie prime dei prodotti a Indicazione Geografica Protetta. Con il paradosso che la provenienza degli ingredienti primari sarà nota su alimenti comuni e non su quelli IGP (!)

Informazioni sull'autore

Dario Dongo

Dario Dongo

Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) e cofondatore del Fatto Alimentare.