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Limone Costa d’Amalfi IGP

Nel cuore della Costiera Amalfitana – riconosciuta come patrimonio dell’umanità UNESCO nel 1997 – il Limone Costa d’Amalfi IGP si erge come un gioiello della biodiversità e della tradizione agricola italiana.

Questo limone si distingue per la forma allungata e un intenso profumo aromatico. La denominazione IGP (Indicazione Geografica Protetta) sottolinea le qualità uniche derivanti dal microclima e dalle tecniche di coltivazione tradizionali della regione. (1,2)

1) Botanica

Botanicamente noto come Citrus limon cv (cultivar) Sfusato Amalfitano, questo limone è un piccolo albero sempreverde della famiglia delle Rutaceae. Caratterizzato da una chioma globosa irregolare, si distingue per il suo tronco eretto e ramificato, con rami spinosi e corteccia grigio-bruna. (3)

Le foglie sono sempreverdi, alterne e largamente ellittiche, e variano da un colore rossastro appena formate a un verde intenso e lucido a maturità. I fiori solitari o in coppie, situati all’ascella delle foglie, hanno petali bianchi bordati di violetto e un profumo dolciastro intenso. (4)

Il frutto, il limone, è l’esperidio botanico per eccellenza: ovale o oblungo, con apici appuntiti e una buccia gialla ricca di oli essenziali. La polpa, divisa in 8-10 spicchi, è aspra e succosa, perfetta per un’ampia gamma di usi.

Il giallo chiaro della buccia dello Sfusato Amalfitano è un tratto distintivo che illumina la Costiera Amalfitana.

Come l’Ovale di Sorrento, altro limone IGP della Penisola Sorrentina, e tutte le varietà Femminello ampiamente coltivate in Italia, la produzione dei frutti avviene durante tutto l’anno. In relazione al periodo della raccolta, i frutti vengono chiamati Primofiore (settembre-novembre), Limone (dicembre-maggio), Bianchetto (aprile-giugno) e Verdello (maggio-luglio). (5)

2) Storia e coltivazione

Gli arabi, nel corso delle loro espansioni, introdussero il limone in questa regione. La coltivazione aumentò nell’XI secolo, quando la Repubblica Amalfitana decretò l’importanza di avere scorte di limoni sulle navi. Il consumo di questo agrume ricco di vitamina C era infatti necessario durante i lunghi viaggi per prevenire lo scorbuto.

Dal 1400 inizia un fiorente commercio marittimo di limoni da Minori (Salerno) verso numerosi porti italiani ed europei. Il limon amalphitanus, rinominato poi ‘cv sfusato amalfitano’, arrivò a farsi conoscere e apprezzare fino in America.

3) I giardini di limoni

I terrazzamenti lungo i versanti acclivi della costiera sono un capolavoro di ingegneria agricola e rappresentano la caratteristica distintiva della coltivazione del limone in questa zona, protagonista anche nella tutela idrogeologica del territorio.

Le tecniche tradizionali, come l’uso delle ‘pagliarelle’ (poi sostituite dalle reti ombreggianti), hanno contribuito a creare un microclima ideale per la crescita dei limoni, conferendo loro caratteristiche uniche di sapore e aroma.

3.1) 400 ettari di Sfusato Amalfitano

Oggi sono circa 400 gli ettari dedicati alla coltivazione dello Sfusato Amalfitano. Approssimativamente 100mila le tonnellate raccolte ogni anno, senza l’utilizzo di tecnologie innovative, vista la difficoltà di accesso in molte zone.

Ogni località lungo la costa celebra a modo suo questo agrume. Ad Amalfi, il limone si fonde con il blu del mare, mentre a Positano e Praiano illumina le stradine e i giardini. A Ravello e Scala, arricchisce il paesaggio montano, offrendo un contrasto cromatico unico.

4) Dal Limoncello al babà

Il Limone Costa d’Amalfi IGP è celebre quale ingrediente del Limoncello. Questo liquore, infuso con la buccia del limone, è caratteristico della regione e apprezzato a livello internazionale.

Altri impieghi nei prodotti tipici riguardano limonate, babà, torte al limone e altri dolci tipici che sfruttano il suo aroma inconfondibile.

Ulteriori valorizzazioni del frutto emergono dalla ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti, come integratori alimentari o cosmetici. (6)

5) L’area di coltivazione del Limone Costa d’Amalfi IGP

L’area geografica di coltivazione definita dal disciplinare come idonea all’attribuzione della IGP Limone Costa d’Amalfi comprende interamente il comune di Atrani e parti dei territori di Amalfi, Cetara, Conca dei Marini, Furore, Maiori, Minori, Positano, Praiano, Ravello, Scala, Tramonti e Vietri sul Mare.

La zona si estende da ovest a est, con il confine meridionale lungo il Mar Tirreno. (10)

Gabriele Sapienza

Note

(1) Prodotti Tipici della Campania. Limone Costa d’Amalfi I.G.P. http://www.agricoltura.regione.campania.it/tipici/limone-amalfi.html

(2) Consorzio di Tutela Limone Costa d’Amalfi I.G.P. https://www.limonecostadamalfiigp.com/lemon/production

(3) Citrus x limon (L.) Osbeck. Acta plantarum https://www.actaplantarum.org/flora/flora_info.php?id=509509

(4) http://scopolia.unipv.it/gis_item.php?id=322&tiposcheda=S

(5) Luigi Ruggiero, Carmine Amalfitano, Claudio Di Vaio, Paola Adamo. Use of near-infrared spectroscopy combined with chemometrics for authentication and traceability of intact lemon fruits. Food Chemistry. Volume 375, 2022. https://doi.org/10.1016/j.foodchem.2021.131822

(6) Dario Dongo, Andrea Adelmo Della Penna. Upcycling di coprodotti e scarti alimentari, breve rassegna scientifica. GIFT (Great Italian Food Trade). 12.1.24

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Laureato in Agraria, con esperienza in agricoltura sostenibile e permacultura, laboratorio e monitoraggio ecologico.

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