Il Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale (SQNBA) rappresenta il regime di certificazione volontaria istituito in Italia dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) e dal Ministero della Salute per qualificare la fase di allevamento di animali destinati alla produzione di alimenti. Il sistema si inquadra nel contesto della strategia europea Farm to Fork, della PAC 2023-2027 e del PNRR, con l’obiettivo di promuovere modelli produttivi zootecnici più sostenibili sotto il profilo ambientale, economico e sociale.
L’obiettivo principale del SQNBA è riconoscere e valorizzare gli allevamenti che garantiscano standard di salute e benessere animale significativamente superiori rispetto alle norme europee e nazionali vigenti, riducendo l’uso degli antibiotici e assicurando una maggiore sostenibilità complessiva dell’allevamento. Così da offrire ai produttori, alla grande distribuzione e all’HoReCa uno strumento di differenziazione sul mercato, che i consumatori possono apprezzare in quanto basato su requisiti obiettivi, sottoposti a verifica certificata.
Il quadro giuridico della certificazione
Il decreto MASAF 2 agosto 2022 n. 341750 istituisce formalmente il sistema SQNBA e ne disciplina il funzionamento. Il provvedimento recepisce le disposizioni dell’articolo 224-bis del decreto-legge 19 maggio 2020 n. 34 (c.d. ‘decreto rilancio’), come convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77.
Il decreto è accompagnato da un allegato tecnico che fornisce le regole generali per l’organizzazione e il funzionamento del sistema, definendo i requisiti per gli organismi di certificazione e per gli operatori del settore alimentare.
Il quadro normativo si completa con i disciplinari tecnici approvati con successivi decreti interministeriali che contengono i requisiti specifici per diverse specie animali e tipi di allevamento, nonché con i piani di controllo che definiscono le modalità operative delle verifiche.
I criteri scientifici per l’accesso al sistema
L’accesso al sistema SQNBA è subordinato alla conformità a disciplinari di produzione approvati dal MASAF di concerto con il Ministero della Salute. Tali disciplinari, elaborati dal Comitato Tecnico Scientifico per il Benessere Animale (CTSBA), devono garantire:
- requisiti di salute e benessere animale superiori a quelli delle pertinenti norme europee e nazionali;
- riduzione dell’uso degli antibiotici, con il monitoraggio attraverso sistemi ufficiali come VETINFO;
- gestione sostenibile degli allevamenti, includendo la valutazione delle emissioni ambientali;
- parametri stabiliti su base scientifica, rappresentando una disposizione unica di riferimento nella certificazione volontaria relativa al benessere animale.
Il sistema prevede l’adesione volontaria di soggetti che si impegnano a garantire tali requisiti superiori e sottoporli a verifica indipendente da parte di organismi di certificazione accreditati.
I disciplinari tecnici approvati
I disciplinari tecnici approvati con decreti interministeriali rappresentano il cuore operativo del sistema SQNBA. Essi si distinguono in una parte trasversale — recante le disposizioni generali applicabili a tutto il sistema — e in disciplinari specifici per specie e metodo di allevamento, rivolti direttamente agli allevatori.
Ogni disciplinare è accompagnato da un piano di controllo che definisce le modalità operative delle verifiche, la frequenza dei controlli, le non conformità e le relative sanzioni. La certificazione è mantenuta tramite verifiche annuali presso l’azienda. I disciplinari ufficiali recanti appositi requisiti di certificazione oggi in vigore sono cinque.
Suini da ingrasso allevati all’aperto
Questo disciplinare si applica agli allevamenti di suini adulti con peso superiore a 50 kg allevati all’aperto. I requisiti si concentrano su:
- spazio a disposizione degli animali significativamente superiore ai minimi normativi;
- arricchimenti ambientali (fango, paglia, materiali per manipolazione) che stimolino il comportamento naturale;
- gestione sanitaria con protocolli di biosicurezza avanzati;
- monitoraggio dell’uso di antibiotici attraverso il sistema VETINFO;
- gestione dei reflui e valutazione dell’impatto ambientale.
Bovini da latte in stalla
Il disciplinare per i bovini da latte in stalla introduce criteri rigorosi su:
- spazio minimo per bovino adulto superiore alla normativa vigente;
- accesso a lettiere di qualità adeguata per il riposo;
- gestione del calore e del benessere termico;
- pratiche di mungitura che rispettino il benessere dell’animale;
- alimentazione con foraggi di qualità e riduzione dell’uso di concentrati;
- indici di benessere misurabili attraverso il sistema ClassyFarm.
Bovini da carne, allevamento stallino
Questo disciplinare regola l’allevamento di bovini da carne in sistemi intensivi (stallino), con particolare attenzione a:
- densità di carico ridotta rispetto ai minimi legali;
- arricchimenti ambientali (spazzole, blocchi minerali, spazio per movimento);
- gestione delle unghie e della locomozione;
- protocolli sanitari che privilegiano la prevenzione all’uso di farmaci;
- documentazione dell’uso di antibiotici e piani di riduzione.
Bovini in allevamento familiare
Il disciplinare per l’allevamento familiare valorizza i modelli tradizionali e di piccola dimensione, introducendo requisiti su:
- rapporto allevatore-animali che garantisca una gestione individualizzata;
- pascolamento come pratica preferenziale;
- alimentazione a base di foraggi locali e di azienda;
- benessere sociale degli animali (gruppi stabili, assenza di isolamento);
- tracciabilità individuale e documentazione delle pratiche.
Bovini allevati con ricorso o integralmente al pascolo
Questo disciplinare, di particolare rilevanza per le aree montane e marginali, si concentra su:
- tempo minimo di pascolamento (percentuale dell’anno o ore giornaliere);
- qualità del pascolo e della biodiversità delle praterie;
- movimento e attività fisica degli animali;
- alimentazione a base di erba e fieno, con limitazione dei concentrati;
- impatto ambientale positivo (gestione del pascolo come strumento di conservazione del paesaggio).
Il processo di certificazione
Il percorso di certificazione SQNBA si articola nelle seguenti fasi:
- verifica dei requisiti di legge: l’azienda deve essere in regola con la normativa vigente, valutata tramite i controlli ufficiali e la compilazione della check list ClassyFarm da parte del veterinario aziendale. In caso di soddisfacimento dei requisiti, l’azienda ottiene il ‘semaforo verde’ e può accedere al sistema SQNBA; al contrario, il semaforo rosso blocca l’accesso fino al ripristino della conformità;
- presentazione della domanda: se i requisiti sono soddisfatti, l’allevatore presenta richiesta a un Organismo di Certificazione (OdC) accreditato UNI CEI EN ISO/IEC 17065 e iscritto nell’elenco del MASAF;
- esame documentale: l’OdC verifica che la documentazione presentata sia completa e conforme;
- ispezione in azienda: visita in campo da parte dei tecnici per accertare il rispetto dei requisiti previsti dal disciplinare prescelto;
- decisione e rilascio: il Comitato di Certificazione valuta l’esito delle verifiche. In caso di esito positivo, viene rilasciato il Certificato di Conformità e l’azienda viene inserita nell’elenco ufficiale dei soggetti certificati;
- controlli periodici: la certificazione è mantenuta tramite verifiche annuali.
SQNBA e premialità nella PAC
La novità di maggior rilievo nel biennio 2025-2026 riguarda il collegamento tra il SQNBA e la Politica Agricola Comune (PAC). A partire dal 2025, la certificazione SQNBA è diventata condizione obbligatoria per accedere al Livello 2 dell’Ecoschema 1, lo strumento di premialità della nuova PAC che premia gli allevatori che adottano pratiche più sostenibili e attente al benessere animale.
Le esenzioni per biologico e stalle montane
La normativa prevede due importanti deroghe, a favore di:
- aziende biologiche e in conversione: sono esentate dall’obbligo di aderire al SQNBA, poiché il disciplinare bio è equiparato agli standard SQNBA per sovrapponibilità degli impegni;
- piccoli allevamenti bovini (fino a 20 UBA, Unità di Bestiame Adulto): la soglia è stata innalzata da 10 a 20 UBA nel 2025, per facilitare l’accesso agli aiuti alle aziende di montagna e marginali. Per ottenere l’esonero è necessario che venga praticato il pascolamento, che la Regione competente autorizzi l’esenzione e che essa organizzi i controlli sostitutivi degli OdC. La Regione Veneto ha confermato questa deroga anche per il 2026.
La risposta attuale degli allevatori italiani
Nonostante l’obbligatorietà per l’accesso al Livello 2 dell’Ecoschema 1, i dati AGEA aggiornati al 21 agosto 2025 mostrano un livello di adesione pari allo 0,9% degli allevamenti italiani che operano nei comparti indicati. Questo dato, sebbene riferito a una fase ancora iniziale del sistema, evidenzia una fatica strutturale nel diffondere la certificazione tra gli operatori. Le cause sono molteplici:
- la complessità dei requisiti;
- i costi della certificazione;
- la frammentazione del settore zootecnico in Italia;
- la scarsa visibilità del marchio presso gli stakeholder.
Tracciabilità dei prodotti e uso del marchio
La conformità al sistema SQNBA può venire valorizzata nell’etichettatura e pubblicità dei prodotti che derivano dalle filiere certificate. Gli operatori del settore primario e quelli della filiera, ottenuta la certificazione, potranno utilizzare le informazioni previste dal SQNBA per contraddistinguere e valorizzare sia gli animali sia i prodotti provenienti da allevamenti conformi al sistema.
Tali prescrizioni rispondono all’esigenza di fornire al consumatore elementi chiari e verificabili sull’origine e sulle caratteristiche qualitative del prodotto, rafforzando la trasparenza e la tracciabilità nell’intero corso della filiera. Alcuni organismi di certificazione offrono inoltre la possibilità di integrare la tracciabilità con tecnologie come la blockchain.
Benessere animale, standard ISO e SQNBA a confronto
International Organization for Standardization (ISO) non ha finora sviluppato uno standard certificabile — con soglie minime di prestazioni da verificare — appositamente dedicato all’animal welfare nella filiera agroalimentare. L’unico riferimento ISO mirato è una specifica tecnica di natura volontaria e non certificabile (ISO/TS 34700). In alcuni altri standard il benessere animale trova considerazione solo in via marginale o indiretta, a seconda dei casi:
- ISO 22000:2018 (Sistemi di gestione per la sicurezza alimentare): il benessere animale rileva soltanto in via indiretta attraverso i programmi di prerequisito igienico-sanitario e le buone pratiche di tipo veterinario (GVP), legate alla sanità animale, richiamate per il controllo dei pericoli per la sicurezza degli alimenti;
- ISO 26000:2010 (Responsabilità sociale): il benessere animale è richiamato tra le aspettative connesse al tema ambientale, segnatamente nella questione ‘tutela dell’ambiente, biodiversità e ripristino degli habitat naturali’ (§ 6.5.6), oltreché a monte, nel principio del comportamento etico, con natura meramente orientativa e non certificabile;
- ISO/TS 34700:2016 (Animal welfare management): la specifica tecnica fornisce requisiti e linee guida per l’implementazione dei principi di benessere animale definiti dalla World Organisation for Animal Health (WOAH), sulla base del capitolo 7.1 del Terrestrial Animal Health Code, senza tuttavia configurare un sistema di certificazione di terza parte con soglie minime di accesso.
Rispetto ai suddetti standard ISO, lo schema SQNBA si differenzia sotto tre aspetti cruciali:
- matrice pubblica: istituzione tramite decreto ministeriale;
- certificazione di parte terza con soglie minime di conformità superiori alla normativa vigente, anziché linee guida generiche;
- integrazione con i benefici della PAC: collegamento all’ecoschema 1 livello 2, per attribuire al benessere animale una premialità diretta.
SQNBA, SQNZ e ‘Made Green in Italy’
SQNBA si affianca al Sistema di Qualità Nazionale Zootecnica (SQNZ) e allo schema ‘Made Green in Italy’ come strumento di certificazione della sostenibilità delle produzioni (agroalimentari e non) e dei servizi Made in Italy:
- SQNZ, come si è visto, è dedicato alla certificazione degli ‘allevamenti sostenibili’ in termini di pratiche zootecniche, ambiente e benessere animale;
- il SQNBA è focalizzato sul solo benessere animale, con una premialità legata alla Politica Agricola Comune;
- il ‘Made Green in Italy’ valuta l’impronta ambientale dei prodotti e dei servizi secondo il metodo PEF (Product Environmental Footprint).
I tre sistemi — sia pure con ambiti diversi — condividono la matrice pubblica, la certificazione di terza parte e l’obiettivo di fornire ai consumatori informazioni trasparenti e verificabili. Con l’applicazione del d.lgs. 30/2026 che recepisce la direttiva (UE) 2024/825 sulle asserzioni ambientali, l’adesione a questi sistemi offre la possibilità di promuovere la sostenibilità delle imprese e dei loro prodotti, in relazione agli aspetti certificati, senza incorrere nei rischi di greenwashing e di sanzioni milionarie.
Evoluzione del sistema e sfide future
Il sistema SQNBA si inserisce in una più ampia strategia finalizzata a sostenere il processo di transizione del settore zootecnico verso un modello di allevamento più sostenibile, migliorare il benessere degli animali e contribuire alla riduzione l’antimicrobico resistenza (AMR).
L’implementazione del sistema dipende peraltro — in tutta evidenza — dalla volontà politica di incentivare l’adesione da parte di un maggior numero di aziende zootecniche, con particolare riguardo a quelle più piccole, attraverso appositi stanziamenti e misure di sostegno.
L’evoluzione del sistema SQNBA dovrà affrontare temi quali:
- l’estensione a comparti finora non considerati. Avicoltura e acquacoltura in primis, oltre ai comparti ovicaprino e cunicolo;
- lo sviluppo di sistemi di blockchain per una notarizzazione digitale dei dati;
- la promozione della conoscenza del sistema presso gli stakeholder, attraverso campagne istituzionali coordinate.
L’evoluzione del modello SQNBA richiederà un impegno coordinato tra istituzioni, organismi di certificazione, organizzazioni di produttori e operatori della distribuzione, al fine di costruire filiere certificate credibili e competitive sul mercato nazionale e internazionale. La vera sfida è trasformare il benessere animale da costo a valore, dal requisito normativo al vantaggio competitivo.
La nostra squadra di FARE (Food and Agriculture Requirements) è a disposizione di associazioni, consorzi e imprese che intendano esplorare queste e altre opportunità per meglio valorizzare la sostenibilità alimentare all’insegna della conformità alle regole vigenti e della trasparenza, senza rischi di greenwashing.
Dario Dongo
Credit cover AL CONFIN, Fattoria biologica didattica sociale
Bibliografia
Normativa italiana
Decreto legislativo 20 febbraio 2026, n. 30. Attuazione della direttiva (UE) 2024/825. https://www.normattiva.it/eli/id/2026/03/09/26G00047/ORIGINAL
MASAF. (n.d.). Sistema di qualità nazionale per il benessere animale. Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/18448
Ministero della Salute. (2023). ClassyFarm: Sistema per la categorizzazione del rischio degli allevamenti in ambito di sanità pubblica veterinaria. https://www.classyfarm.it/
Normativa europea di riferimento
Directive (EU) 2024/825 of the European Parliament and of the Council of 28 February 2024 amending Directives 2005/29/EC and 2011/83/EU as regards empowering consumers for the green transition. http://data.europa.eu/eli/dir/2024/825/oj
Dongo, D; Della Penna, A.A. (2026, 15 maggio). Asserzioni ambientali e pratiche commerciali sleali. FT (Food Times). https://www.foodtimes.eu/it/consumatori-e-salute/direttiva-asserzioni-ambientali-pratiche-sleali/
Regulation (EU) 2021/2115 of the European Parliament and of the Council of 2 December 2021 establishing rules on support for strategic plans to be drawn up by Member States under the common agricultural policy (CAP Strategic Plans) and financed by the European Agricultural Guarantee Fund (EAGF) and by the European Agricultural Fund for Rural Development (EAFRD). Consolidated text: 18/03/2026. http://data.europa.eu/eli/reg/2021/2115/2026-03-18
Standard ISO
ISO 22000:2018. Food safety management systems — Requirements for any organization in the food chain. International Organization for Standardization. https://www.iso.org/standard/65464.html
ISO 26000:2010. Guidance on social responsibility. International Organization for Standardization. https://www.iso.org/standard/42546.html
ISO/TS 34700:2016 (reviewed and confirmed in 2025). Animal welfare management — General requirements and guidance for organizations in the food supply chain. International Organization for Standardization. https://www.iso.org/standard/64749.html
Organizzazione Mondiale della Sanità Animale (WOAH)
World Organisation for Animal Health (WOAH). (n.d.) – Animal Welfare. https://www.woah.org/en/what-we-do/animal-health-and-welfare/animal-welfare/
World Organisation for Animal Health (WOAH). (n.d.). Terrestrial Animal Health and Aquaculture Codes and Manuals. https://www.woah.org/en/what-we-do/standards/codes-and-manuals/terrestrial-code-online-access/

Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.


