Crema e burro di arachidi, tradizionalmente associati alla dieta statunitense, registrano anche in Italia una crescita significativa dei consumi. Ne abbiamo esaminati 22, tra prodotti della marca del distributore (private label), marca industriale e discount.
Arachidi, che passione
Dal punto di vista botanico le arachidi appartengono ai legumi (famiglia delle Fabacee), sebbene esse vengano comunemente associate alla frutta secca per i benefici e l’apporto energetico associati al loro consumo.
In forma di crema o burro (più simile al peanut butter statunitense), negli ultimi tre anni le ‘noccioline’ sono diventate un must per la colazione e gli snack degli amanti del cibo salutare. Esse sono infatti fonte di proteine (circa 25g per 100g) utili alla massa muscolare, grassi monoinsaturi e fibre.
Il loro valore energetico è però elevato – oltre 600 kcal per 100g – come quello della frutta secca con guscio:
- per avere un termine di paragone, si consideri che un piatto di pasta al pomodoro apporta circa 100-120 kcal per 100g;
- molte etichette delle creme di arachidi indicano perciò una porzione, invero poco realistica, di 15 grammi.
Ricetta italiana vs American style
La prima distinzione che viene comunicata nell’etichetta delle creme di arachidi è il tipo di ricetta. Alle clean label – con arachidi tostate quale unico ingrediente – si affiancano versioni con aggiunta di olio di semi di girasole e sale ma anche formule ‘all’americana’, con aggiunta persino di grassi idrogenati.
Industria di marca
I 7 prodotti a marchio privato dell’industria che abbiamo esaminato ben esprimono la varietà di ricette offerte nella versione più spalmabile o cremosa.
Il leader in Italia Fiorentini propone sia una versione 100% arachidi, sia un’opzione creamy con olio di girasole e sale.
Tre marchi stranieri – su prodotti realizzati nei Paesi Bassi – puntano invece sullo ‘stile’ americano con l’aggiunta di oli vegetali idrogenati:
- Nick contiene il 9% di olio di colza totalmente idrogenato, zucchero e sale;
- Skippy ha una formula simile con olio di palma idrogenato, zucchero e sale che rappresentano il 10% del prodotto;
- Calvé raggiunge il 15% di oli vegetali, incluso quello di palma ‘totalmente’ idrogenato, e sale.
Questi ingredienti extra (rispetto alle arachidi) hanno un impatto sui profili nutrizionali con incrementi anche significativi di grassi saturi (fino a 9,5 g/100 g, rispetto ai 6,2 g della crema 100% arachidi di Fiorentini), zuccheri (che in Nick e Skippy superano i 10 g/100 g) e sale (oltre 1 g/100 g per Nick e Skippy, la metà per Fiorentini creamy e Calvé).
Industria di marca, le cremose

Le creme crunchy
Fiorentini e Calvé propongono anche una versione croccante (o crunchy).
La crema di Calvé è composta per quasi il 20% di ingredienti extra: i soliti oli vegetali, il palma idrogenato e un 5% di destrosio (o glucosio), oltre a mezzo grammo di sale per 100 g di prodotto. Gli zuccheri balzano al 9,4%.
Fiorentini mantiene invece la stessa ricetta della versione cremosa, con il solo 7% di ingredienti extra: olio di girasole e sale (0,50%).
Industria di marca, le croccanti

L’anomalia Unilever: il burro di arachidi light
Unico sulla scena, Calvé (Unilever) propone una crema di arachidi light. La ricetta è sempre a base di oli vegetali (olio di colza, olio di soia, olio di palma totalmente idrogenato) e sale, ma viene aggiunta fibra alimentare per ridurne l’impatto calorico.
L’etichetta riferisce ‘30% di grassi in meno’ ‘rispetto a Calvé Peanut Butter Classico’ (si legge in caratteri minuscoli sul retro dell’etichetta). Una dichiarazione scorretta, perché il parametro di confronto deve essere la media dei prodotti più venduti della medesima categoria, come previsto dal regolamento (CE) n. 1924/2006 sui claims nutrizionali e salutistici.
In ogni caso, conti alla mano, la crema di arachidi light in confronto a quella classica della stessa Calvé risulta contenere
- -10,39% di arachidi;
- -41,46% di grassi totali, -34,92% i saturi;
- +35,9% di carboidrati, -10,34 gli zuccheri;
- +71,30% di fibre;
- -16,67% di proteine.
Light vs creamy
Le creme di arachidi della marca del distributore
Nella private label sia Conad, sia Esselunga propongono una crema 100% arachidi.
Coop si distingue con una crema 100% Fior Fiore ottenuta da arachidi italiane, offrendo altresì una versione con olio di semi di girasole e sale (0,45%).

Le proposte dei discount
Le clean label rappresentano la metà dei 4 prodotti esaminati nei discount: Lidl e Todis non aggiungono altro alle arachidi.
Eurospin, nella sua crema Mister Sibamba aggiunge invece olio di semi di girasole e sale.
Prezzo al kg medio 7,47 euro. La crema più cara è la crunchy di Todis: 8,54 euro.
Le creme di arachidi del discount

Le creme di arachidi biologiche
Quattro creme biologiche contengono soltanto arachidi: Probios, Euro Company, Natruly ed Esselunga.
Il prezzo medio è di circa 22 euro/kg, dai 14,97 €/kg di Esselunga ai 26,74 €/kg di Euro Company.
Le 100% arachidi bio

Altre tre creme bio contengono ingredienti extra rispetto alle arachidi:
– NaturaSì aggiunge un minimo di sale (0,33%);
– Rigoni di Asiago arricchisce la Natù con burro di cacao e sale (0,55%);
– Rapunzel invece segue lo stile americano con olio di palma, sale marino (1,09%) e zucchero (di canna).
Prezzo medio 22,48 €/kg, con il miglior prezzo per Natù (18,13 €/kg).
Le creme di arachidi biologiche con ingredienti extra

La grande minaccia degli allergeni
L’attenzione ai consumatori allergici è tuttora molto scarsa, con buona pace delle regole europee vigenti. ‘Il dovere di specificare in etichetta la natura esatta dei singoli allergeni presenti in ciascun alimento è stato introdotto già a partire dalla direttiva 2003/89/CE. Sin dai tempi dell’applicazione di tale direttiva è stato chiarito il divieto di designare i cereali contenenti glutine e la frutta a guscio con il solo nome della categoria, come è del resto evidente in allegato VII parte B, del regolamento UE 1169/2011’, ricorda l’avvocato Dario Dongo, PhD in diritto alimentare ed editore di GIFT.
Si continuano così a osservare diciture non conformi, quali:
- ‘Può contenere tracce di frutta a guscio’ (senza specificare di quale frutta a guscio si tratti), sulle etichette delle creme di arachidi Eurospin, Lidl, Conad, Esselunga bio (prodotta da Euro Company);
- ‘Può contenere altra frutta a guscio’ (altra indicazione generica, ove si trascura tra l’altro la natura di legumi delle arachidi), sulla crema Fiorentini;
- ‘Può contenere semi di sesamo e frutta a guscio’, sull’etichetta di NaturaSì.
Ecommerce alla cieca
Altra nota dolente riguarda la carenza di informazioni fornite attraverso i siti web di ecommerce aziendali e dei distributori.
Nei casi più lievi manca il prezzo per unità di misura (come nel caso di Natù); in quelli più gravi, come per Calvé crunchy sul sito aziendale, vengono addirittura omesse le informazioni nutrizionali. Pubblicare l’etichetta integrale sull’ecommerce risolverebbe ogni problema, ma ad oggi solo Rigoni di Asiago lo fa.

‘È inaccettabile che a 12 anni dall’applicazione di regole entrate in vigore 15 anni fa parecchi operatori del settore alimentare, della distribuzione organizzata e dell’ecommerce ancora si ostinino a omettere di riportare nell’offerta di vendita a distanza tutte le informazioni previste come obbligatorie in etichetta, al di fuori di codice lotto e/o shelf life, come prescritto dal regolamento 1169/11 all’articolo 14’, osserva Dario Dongo.
Il rischio aflatossine
Oltre agli ingredienti e alle strategie commerciali, esiste un rischio per la salute meno noto ma molto serio: la contaminazione da aflatossine, (contaminanti naturali prodotti da funghi o muffe) tossiche e cancerogene. Ecco cosa emerge dai controlli europei:
- negli ultimi due anni, il sistema di allerta rapido dell’Unione europea per alimenti e mangimi (RASFF, Rapid Alert System for Food and Feed) ha registrato 300 notifiche su arachidi, tal quali o in burro/crema, contaminate da micotossine;
- due Paesi ricorrono nel RASFF con maggiore frequenza: i Paesi Bassi per avere inviato il maggior numero di notifiche (138, pari al 46,2% del totale), gli Stati Uniti come Paese di provenienza delle partite contaminate (113 casi, 37,8% del totale). Nella classifica dei Paesi di provenienza seguono India (44 casi), Egitto (41), Cina (39) e Argentina (15);
- dall’1 gennaio al 22 aprile 2026 si contano già 15 notifiche.
Questi dati offrono una duplice chiave di lettura: da un lato si evidenzia la concretezza e attualità del rischio aflatossine, dall’altro l’efficacia dei controlli ufficiali sugli alimenti importati in Unione Europea.
Conclusioni
Premesso che la crema di arachidi — come ogni alimento ad alta densità energetica — va consumata con moderazione e inserita in uno stile di vita equilibrato, accompagnato da adeguata attività fisica, e che è opportuno evitare prodotti contenenti grassi idrogenati, presentiamo di seguito una sintesi delle principali evidenze emerse dall’analisi di 22 prodotti:
- miglior prodotto 100% arachidi dell’industria di marca: Fiorentini;
- miglior prodotto 100% arachidi a marchio del distributore: Coop;
- miglior rapporto qualità/prezzo a marchio del distributore: Conad;
- miglior rapporto qualità/prezzo al discount: Lidl;
- miglior rapporto qualità/prezzo nel biologico: Esselunga.
Marta Strinati
Credit cover: Image by cgdsro from Pixabay
Note
Le informazioni relative ai prodotti sono state rilevate tra il 10 e il 22 aprile 2026 nei punti vendita e/o nei siti del produttore/distributore
Il RASFF è stato consultato il 23 aprile 2026

Giornalista professionista dal gennaio 1995, ha lavorato per quotidiani (Il Messaggero, Paese Sera, La Stampa) e periodici (NumeroUno, Il Salvagente). Autrice di inchieste giornalistiche sul food, ha pubblicato il volume "Leggere le etichette per sapere cosa mangiamo".



