Great Italian Food Trade

Il portale di informazione indipendente sulle eccellenze agroalimentari italiane

HomeFruttaAgrumiClementine italiane: varietà, mercato, storia e vitamina C

Clementine italiane: varietà, mercato, storia e vitamina C

Dolci, succose e facili da sbucciare, le clementine accompagnano l’autunno e l’inverno italiani da ottobre a febbraio. Dietro un frutto così familiare v’è una storia breve e documentata, iniziata poco più di un secolo fa in un orfanotrofio agricolo dell’Algeria. In Italia la filiera conta oggi circa 27 mila ettari e un raccolto che nel 2024 ha sfiorato le 670 mila tonnellate.

La Calabria produce i due terzi delle clementine nazionali, e il Golfo di Taranto in Puglia custodisce una seconda Indicazione Geografica Protetta (IGP). La ricerca varietale italiana lavora intanto ad allungare la stagione: a settembre 2026 la nuova selezione tardiva Perrina ha ottenuto la privativa comunitaria per ritrovati vegetali.

Clementine italiane, i dati di mercato

Secondo l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (ISMEA), nel 2025 la superficie a piccoli agrumi in Italia raggiunge 36.100 ettari, di cui 26.968 a clementine, che forniscono circa l’81% del raccolto del comparto. La produzione calabrese si è stabilizzata negli ultimi cinque anni intorno a 450 mila tonnellate (Jansen van Nieuwenhuizen, 2025). La sola provincia di Cosenza, con la Piana di Sibari e Corigliano-Rossano, vale il 46% della produzione nazionale (FreshPlaza, 2025).

Nel 2024 l’Italia ha prodotto 668 mila tonnellate di clementine e ne ha esportate 78 mila, in Germania e Polonia anzitutto (FreshPlaza, 2025). Poco meno del 12% del raccolto varca quindi i confini, il resto rimane sul mercato interno. In valore, le esportazioni sono salite da 50 milioni di euro nel 2022 a 78 milioni nel 2024 e 69 milioni nel 2025, mentre le importazioni sono scese da 49 a 35 milioni nello stesso periodo. La bilancia commerciale è passata così dal pareggio a un avanzo di circa 34 milioni (MAECI, 2026, dati 2025 provvisori). Le clementine valgono circa un quinto dell’export agrumicolo italiano.

Mandarini e clementine entrano nel carrello del 66% delle famiglie italiane, con un picco tra novembre e gennaio, mentre il segmento biologico non mostra una tendenza alla crescita (Jansen van Nieuwenhuizen, 2025). Sui mercati esteri la concorrenza spagnola rimane dominante. A Francoforte, nel novembre 2025, le clementine italiane completavano l’offerta a 2-2,70 euro al chilo. I buyer dell’Europa centro-orientale, Polonia in testa, chiedono oggi i calibri maggiori. I produttori calabresi indicano due priorità: investire nelle varietà tardive e spiegare ai consumatori che la qualità non si misura dal solo colore della buccia (Jansen van Nieuwenhuizen, 2025).

Misserghin 1902, l’origine di un agrume giovane

La clementina (Citrus clementina hort. ex Tanaka) è tra gli agrumi coltivati più recenti. Venne descritta nel 1902 dal medico e botanico Louis Trabut sulla Revue Horticole come una nuova mandarina individuata in un semenzaio dell’orfanotrofio agricolo di Misserghin, presso Orano, in Algeria (Wu et al., 2018).

Nel 1946 due tecnici francesi visitarono il luogo, a 21 chilometri da Orano, sulla riva del grande lago salato. L’orfanotrofio, gestito dai Padri dello Spirito Santo, non conservava archivi e la storia del frutto era affidata alla sola tradizione orale. Questa la attribuiva al padre Clément, vissuto dal 1839 al 1904 e sepolto nel cimitero accanto alla cappella, appassionato di botanica e autore di prove di impollinazione e semine nel frutteto. Trabut, scrivendo nel 1926, era stato più sobrio: ‘de ces semis est sortie la Clémentine dédiée au Frère Clément’ (Berchon & Comelli, 1946).

Trabut riteneva la clementina un incrocio tra mandarino e ‘Granito’, un arancio amaro a foglia di salice, da cui avrebbe preso il colore intenso della buccia e il profumo muschiato (Berchon & Comelli, 1946). L’ipotesi dell’arancio amaro circola ancora in molte schede descrittive. L’analisi del genoma l’ha superata: la clementina è figlia diretta del mandarino mediterraneo a foglia di salice (Willowleaf) e dell’arancio dolce, che ha fornito il polline (Wu et al., 2018). Lo stesso studio rileva che la clementina è monoembrionica: ogni seme nasce dalla fecondazione e dà un vero ibrido, non un clone della madre (Wu et al., 2018). Per questo la clementina viene impiegata come pianta madre negli incroci, come quelli con l’arancia Tarocco da cui sono nati Tacle e Mandared (Monks & Sanderson, 2020a, 2020b).

Dalla Monreal alla Perrina, un secolo per allungare la stagione

Il problema del calendario è antico quanto il frutto. Nell’Algeria del 1946 le clementine arrivavano sul mercato verso il 15 ottobre e si spedivano in Francia fino a metà dicembre, poi diventavano troppo mature per il viaggio. Un coltivatore di Perrégaux, Monréal, aveva selezionato una linea più precoce, matura dall’1 ottobre, e una seconda linea senza semi, che venne autorizzato a vendere come ‘clémentine Monréal’ (Berchon & Comelli, 1946).

Quel nome sopravvive ancora nelle statistiche doganali. La voce del commercio estero rilevata dall’Istituto nazionale di statistica (Istat) si chiama ‘Clementine, fresche o essiccate, incluse quelle del tipo Monreal’ (MAECI, 2026). In Calabria la clementina si è diffusa tra gli anni Trenta e Cinquanta del Novecento (Fondazione Qualivita, s.d.-b). Nel Golfo di Taranto è divenuta coltura specializzata nel secondo dopoguerra, quando la riforma fondiaria rese disponibile l’acqua irrigua (Fondazione Qualivita, s.d.-a).

Oggi il Clementine Comune copre oltre il 70% dei circa 30 mila ettari nazionali, secondo l’agronomo Francesco Perri, ma la sua finestra commerciale si abbrevia con il clima più caldo (Gigli, 2026). Matura tra metà novembre e inizio dicembre e sulla pianta mantiene la qualità per poco tempo, a causa della senescenza della buccia (Mennone, s.d.).

Varietà di clementine, dalle precoci alle tardive

La sperimentazione dell’Agenzia lucana di sviluppo e innovazione in agricoltura (ALSIA) a Metaponto, in Basilicata, su una collezione di 40 varietà, documenta come le diverse selezioni coprano il calendario da ottobre a febbraio (Mennone, s.d.). Molte sono mutazioni spontanee del Comune. Nel Tarantino due di esse hanno preso il nome dei luoghi in cui vennero individuate, ‘Grosso Puglia’ e ‘Precoce di Massafra’ (Regione Puglia, s.d.).

Varietà o selezione Collocazione nel calendario Caratteristiche
Caffin Precocissima, prima e seconda decade di ottobre negli areali precoci Frutto di circa 85 g, buccia leggermente rugosa, produttività scarsa
Oronules Circa due settimane prima del Comune Colore arancio intenso, facile da sbucciare
Spinoso (Precoce di Massafra) Metà ottobre Frutto più schiacciato del Comune, 80-90 g, ammesso in entrambe le IGP
SRA 89 Fine ottobre-inizio novembre Clone molto simile al Comune, entra presto in produzione
Comune, SRA 63, ISA Metà novembre-inizio dicembre Riferimento per il gusto; ISA matura poco dopo SRA 63
Nules (Clemenules) Contemporanea al Comune Buon calibro; esclusa dal disciplinare calabrese nel 2024
Rubino Fine dicembre-gennaio Pezzatura minore, 60-70 g
Hernandina Gennaio-metà febbraio Colorazione non uniforme, qualche seme, produzione alternante
Perrina (Sanzo) Seconda metà di dicembre-gennaio, secondo il costitutore Mutazione del Comune, privativa comunitaria 2026

Quadro orientativo, variabile con areale e portinnesto. Fonti: Mennone (s.d.); Caruso, Perri & Russo (2016); Gigli (2026); C/2024/6999.

Perrina, la nuova clementina tardiva italiana

Perrina è stata ottenuta per selezione clonale da una mutazione gemmaria spontanea del Clementine Comune (Gigli, 2026). La selezione venne descritta già nel 2016, con il nome di Sanzo, da Francesco Perri e da due ricercatori del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA) di Acireale (Catania, Sicilia). L’origine è un ramo con frutti ancora verdi alla raccolta, notato nell’inverno del 1994 su una pianta di Comune a Corigliano Calabro. Rispetto alla tardiva Hernandina non mostrava alternanza di produzione, con 80-100 chili per pianta adulta (Caruso, Perri & Russo, 2016).

L’Ufficio comunitario delle varietà vegetali (CPVO, Community Plant Variety Office) ha concesso la privativa vegetale con decisione n. EU 73317 del 7 settembre 2026, a favore di Francesco Perri, con scadenza non successiva al 31 dicembre 2056 (CPVO, 2026). Il CREA di Acireale ha curato il risanamento del materiale vegetale. La diffusione commerciale è affidata in esclusiva a un’organizzazione di produttori di Battipaglia (Salerno, Campania) e la moltiplicazione a un vivaio di Lamezia Terme (Catanzaro, Calabria). Nella Piana del Sele (Salerno) circa 10 mila piante al quinto anno renderanno disponibili 500 tonnellate già in questa campagna (Gigli, 2026).

La clementina, madre di nuovi ibridi

La monoembrionia della clementina ne ha fatto un genitore ricercato dai programmi di miglioramento genetico (Wu et al., 2018). In Italia gli incroci con l’arancia rossa Tarocco hanno dato, oltre al Tacle, il Mandared, un ibrido triploide di Nules e Tarocco con polpa che si pigmenta di rosso a maturazione (Monks & Sanderson, 2020a).

Clementine di Calabria e del Golfo di Taranto, due IGP

Le Clementine di Calabria IGP, registrate nel 1997, provengono da 67 comuni delle cinque province calabresi (Fondazione Qualivita, s.d.-b). Il disciplinare è stato aggiornato con decreto ministeriale nel 2024 (MASAF, 2024) e la modifica è stata pubblicata in Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea. Sono uscite alcune varietà (Fedele, Tardivo, Marisol e Nules), in quanto superate e non più presenti. Sono entrate SRA89 e ISA, due cloni del Comune. Il frutto deve misurare tra 50 e 69 millimetri, rendere almeno il 40% di succo e raggiungere almeno 10 gradi Brix. È vietato l’uso post-raccolta di fungicidi di sintesi e di acceleranti della maturazione. La densità massima scende da 1.200 a 1.000 piante per ettaro, la resa commercializzabile non può superare 35 tonnellate per ettaro e la conservazione deve avvenire tra 2 e 7 gradi (C/2024/6999).

Nel 2023 sono state certificate 10.006 tonnellate di Clementine di Calabria IGP, per un fatturato di 3,5 milioni di euro (Fondazione Qualivita, s.d.-b). Il confronto con le circa 450 mila tonnellate calabresi indica che la denominazione copre intorno al 2% della produzione regionale: uno spazio di valorizzazione ancora ampio.

Le Clementine del Golfo di Taranto IGP, registrate nel 2003, provengono da Palagiano, Massafra, Ginosa, Castellaneta, Palagianello, Taranto e Statte. Le varietà ammesse sono Comune, Fedele, Precoce di Massafra o Spinoso, Grosso Puglia, ISA, SRA 63 e SRA 89. La raccolta avviene a mano con le forbici, la buccia può presentare al massimo il 30% di colorazione verde e i frutti con semi sono tollerati entro il 5% (Fondazione Qualivita, s.d.-a). La produzione certificata è passata da 32 tonnellate nel 2021 a 944 nel 2023: una crescita straordinaria, in un contesto produttivo purtroppo ancora marginale (Fondazione Qualivita, s.d.-a). Terreni profondi e ben drenati, esposizione a sud e il riparo della Murgia dai venti freddi caratterizzano l’areale (Regione Puglia, s.d.).

Colore e maturazione, il verde non è un difetto

Negli agrumi la maturità interna viene spesso raggiunta prima di quella esterna, e molte filiere ricorrono al degreening, l’esposizione all’etilene in cella che colora artificialmente il frutto. Uno studio condotto per due anni sui frutteti della IGP Clémentine de Corse, dove il degreening è vietato, ha mostrato che il calo dell’acidità segue la stessa dinamica in tutti gli appezzamenti, mentre la colorazione arriva in momenti diversi. L’incontro tra i due processi definisce la finestra utile alla raccolta. Frutti più grossi a inizio ottobre perdono acidità prima: la corsa al calibro può andare a scapito della qualità interna (Julhia et al., 2019). Il disciplinare calabrese segue la stessa logica e vieta gli acceleranti della maturazione dopo la raccolta (C/2024/6999).

La norma di commercializzazione europea degli agrumi impone di indicare sugli imballaggi gli eventuali conservanti e le altre sostanze chimiche usate nei trattamenti post-raccolta. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha confermato l’obbligo, osservando che la buccia degli agrumi può entrare nell’alimentazione e che il limite di residuo del fungicida 2-fenilfenolo è 50 volte più alto per gli agrumi che per altri frutti (Corte di Giustizia dell’Unione Europea, 2016).

Clementine, i valori nutrizionali

Le tabelle di composizione degli alimenti indicate dal CREA — Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione (2019) riferiscono a 100 grammi di parte edibile di clementine fresche, pari al 75% del frutto intero, i valori nutrizionali di cui a seguire.

Nutriente Per 100 g di parte edibile Per porzione di 150 g
Energia 165 kJ – 40 kcal 252 kJ – 60 kcal
Grassi 0,1 g 0,2 g
di cui acidi grassi saturi n.d. n.d.
Carboidrati 8,7 g 13,1 g
di cui zuccheri 8,7 g 13,1 g
Fibre 1,2 g 1,8 g
Proteine 0,9 g 1,4 g
Sale 0,01 g 0,02 g
Vitamina C 54 mg (67,5% VNR) 81 mg (101% VNR)

Fonte: CREA (2019a), scheda ‘Clementine, fresche’, codice 008020. Sale calcolato dal sodio (4 mg per 100 g). n.d.: dato non riportato. Gli altri micronutrienti rimangono sotto il 15% dei VNR.

Una porzione di clementine copre da sola il fabbisogno di vitamina C stabilito dai valori nutrizionali di riferimento di cui in Allegato XIII al regolamento (UE) n. 1169/2011. Questa composizione consente senza dubbio l’utilizzo dell’indicazione nutrizionale ‘ad alto contenuto di vitamina C‘ (reg. CE 1924/2006, Allegato).

Vitamina C, agrumi e salute

Le indicazioni sulla salute autorizzate ricordano che ‘la vitamina C contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario‘, ‘contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo‘, ‘accresce l’assorbimento del ferro’ e ‘contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento‘ (reg. UE 432/2012).

La ricerca invita a non trasformare queste funzioni in promesse terapeutiche. Una meta-analisi di studi controllati con placebo ha rilevato che la vitamina C riduce del 15% la gravità del raffreddore, ma con integratori da almeno un grammo al giorno (Hemilä & Chalker, 2023). È una dose pari a oltre dodici porzioni di clementine: attribuire al frutto la capacità di curare influenza e raffreddore sarebbe improprio.

Più solido è il legame tra agrumi interi e salute cardiovascolare, pur trattandosi di studi osservazionali non ancora valutati dall’EFSA (European Food Safety Authority) in vista dell’autorizzazione di appositi health claim:

  • una meta-analisi di 81 coorti con oltre 4 milioni di persone ha associato il consumo di agrumi a un minor rischio di ictus (RR 0,88; intervallo di confidenza al 95% 0,82-0,94);
  • per l’incidenza di malattie cardiovascolari il beneficio si stabilizzava già intorno a mezza porzione al giorno, circa 61 grammi, con una certezza delle prove da ‘molto bassa’ a ‘moderata’ (Zurbau et al., 2020). Sessanta grammi corrispondono alla parte edibile di una clementina Comune di pezzatura media;
  • un’altra ampia meta-analisi aveva già osservato associazioni inverse tra agrumi, malattie cardiovascolari e mortalità per tutte le cause (Aune et al., 2017).

Anche la buccia ha un profilo interessante. Confrontata con mandarino flegreo e kumquat, la clementina ha mostrato il maggiore contenuto di carotenoidi totali sia nella buccia sia nella polpa, e una capacità antiossidante della buccia superiore a quella del kumquat (Costanzo et al., 2020). Per usare la scorza in cucina bisogna scegliere frutti privi di trattamenti post-raccolta dichiarati in etichetta.

Il consumo degli spicchi conserva la fibra del frutto. Le linee guida del CREA precisano che il potere saziante di frutta e verdura vale per i prodotti consumati come tali e non per succhi, estratti o spremute, i quali apportano meno fibra e non richiedono masticazione (CREA, 2019b).

Come scegliere e consumare le clementine

Al momento dell’acquisto vanno scelti frutti integri, senza muffe, lesioni o ampie zone molli. L’origine e il nome della varietà aiutano a collegare il prodotto alla stagione, e qualche sfumatura verde sulla buccia non indica immaturità. Per le produzioni IGP occorre cercare la denominazione completa e il simbolo europeo sulla confezione o sui cartelli della vendita sfusa.

In frigorifero le clementine mantengono le loro caratteristiche anche per settimane. Oltre al consumo al naturale si prestano a sorbetti, sciroppi, liquori e marmellate, a dolci come la torta di arance e clementine o la mousse di clementine e ricotta, e anche ai primi piatti, come i tagliolini con zucchine e Clementine di Calabria IGP (Fondazione Qualivita, s.d.-b).

Gli agrumi certificati biologici garantiscono sempre la commestibilità della buccia – a fronte del divieto assoluto di trattamenti chimici – nonché i più elevati livelli di tutela degli ecosistemi e della biodiversità.

Per gli acquirenti professionali il calendario varietale è uno strumento di programmazione. Calibro, percentuale di succo, grado Brix, assenza di trattamenti post-raccolta e durata commerciale sono parametri oggettivi, che i disciplinari IGP già fissano. Le selezioni tardive come Perrina offrono un’opzione in più per coprire gennaio con prodotto italiano.

Dario Dongo

Riferimenti

Studi scientifici

Aune, D., Giovannucci, E., Boffetta, P., Fadnes, L. T., Keum, N., Norat, T., Greenwood, D. C., Riboli, E., Vatten, L. J., & Tonstad, S. (2017). Fruit and vegetable intake and the risk of cardiovascular disease, total cancer and all-cause mortality: A systematic review and dose-response meta-analysis of prospective studies. International Journal of Epidemiology, 46(3), 1029–1056. https://doi.org/10.1093/ije/dyw319

Costanzo, G., Iesce, M. R., Naviglio, D., Ciaravolo, M., Vitale, E., & Arena, C. (2020). Comparative studies on different Citrus cultivars: A revaluation of waste mandarin components. Antioxidants, 9(6), 517. https://doi.org/10.3390/antiox9060517

Hemilä, H., & Chalker, E. (2023). Vitamin C reduces the severity of common colds: A meta-analysis. BMC Public Health, 23(1), 2468. https://doi.org/10.1186/s12889-023-17229-8

Julhia, L., Belmin, R., Meynard, J.-M., Pailly, O., & Casabianca, F. (2019). Acidity drop and coloration in clementine: Implications for fruit quality and harvesting practices. Frontiers in Plant Science, 10, 754. https://doi.org/10.3389/fpls.2019.00754

Wu, G. A., Terol, J., Ibanez, V., López-García, A., Pérez-Román, E., Borredá, C., Domingo, C., Tadeo, F. R., Carbonell-Caballero, J., Alonso, R., Curk, F., Du, D., Ollitrault, P., Roose, M. L., Dopazo, J., Gmitter, F. G., Jr., Rokhsar, D. S., & Talon, M. (2018). Genomics of the origin and evolution of Citrus. Nature, 554(7692), 311–316. https://doi.org/10.1038/nature25447

Zurbau, A., Au-Yeung, F., Blanco Mejia, S., Khan, T. A., Vuksan, V., Jovanovski, E., Leiter, L. A., Kendall, C. W. C., Jenkins, D. J. A., & Sievenpiper, J. L. (2020). Relation of different fruit and vegetable sources with incident cardiovascular outcomes: A systematic review and meta-analysis of prospective cohort studies. Journal of the American Heart Association, 9(19), e017728. https://doi.org/10.1161/JAHA.120.017728

Fonti storiche e tecniche

Berchon, P., & Comelli, A. (1946). Une visite à Misserghin, berceau de la Clémentine. Fruits d’Outre-Mer, 1(12), 371–372. https://revues.cirad.fr/index.php/fruits/article/download/32267/31800/35065

Caruso, M., Perri, F., & Russo, G. (2016). Sanzo, nuova selezione di clementine a maturazione tardiva. Frutticoltura, (9), 42–44. https://myfruit.it/storage/app/media/uploads/2016/10/ClementineSanzo.pdf

Mennone, C. (s.d.). Clementine, sperimentazioni nel Metapontino per ampliare il calendario della commercializzazione. Agrifoglio, 22–23. Agenzia Lucana di Sviluppo e di Innovazione in Agricoltura. https://www.alsia.it/BookReader/DocumentServlet?id=74

Monks, D., & Sanderson, G. (2020a). Mandared mandarin (Primefact 1761). NSW Department of Primary Industries. https://dpird-web.matrix.squiz.cloud/__data/assets/pdf_file/0016/1206160/Mandared-mandarin.pdf

Monks, D., & Sanderson, G. (2020b). Tacle mandarin (Primefact 1750). NSW Department of Primary Industries. https://dpird-web.matrix.squiz.cloud/__data/assets/pdf_file/0005/1206176/Tacle-mandarin.pdf

Fonti istituzionali e statistiche

Community Plant Variety Office [CPVO]. (2026, 7 settembre). Certificato di concessione della privativa comunitaria per ritrovati vegetali: Perrina. Decisione n. EU 73317. https://agfstorage.blob.core.windows.net/misc/FP_it/2026/09/25/Certificate_73317.pdf

CREA, Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione. (2019a). Clementine, fresche: codice alimento 008020. Tabelle di composizione degli alimenti. https://www.alimentinutrizione.it/tabelle-nutrizionali/008020

CREA, Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione. (2019b). Linee guida per una sana alimentazione. Revisione 2018. https://www.crea.gov.it/web/alimenti-e-nutrizione/-/linee-guida-per-una-sana-alimentazione-2018

Fondazione Qualivita. (s.d.-a). Clementine del Golfo di Taranto IGP. Qualigeo. Consultato il 13 ottobre 2026. https://www.qualigeo.eu/prodotto-qualigeo/clementine-del-golfo-di-taranto-igp/

Fondazione Qualivita. (s.d.-b). Clementine di Calabria IGP. Qualigeo. Consultato il 13 ottobre 2026. https://www.qualigeo.eu/prodotto-qualigeo/clementine-di-calabria-igp/

Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale [MAECI], Osservatorio economico. (2026, aprile). Interscambio commerciale dell’Italia nel settore agrumicolo (elaborazioni su dati Istat; dati 2025 provvisori). https://www.infomercatiesteri.it/public/osservatorio/interscambio-commerciale-settoriale/Interscambio_Agrumicolo_%2010_04_2026_1775820144.pdf

Regione Puglia. (s.d.). Clementine del Golfo di Taranto IGP. Produzioni di qualità. https://feamp.regione.puglia.it/web/produzioni-di-qualita/-/cipolla-bianca-di-margherita-igp-duplica-1

Fonti normative e giurisprudenza dell’Unione Europea

Commission Regulation (EU) No 432/2012 of 16 May 2012 establishing a list of permitted health claims made on foods, other than those referring to the reduction of disease risk and to children’s development and health. Consolidated text: 20/08/2025. http://data.europa.eu/eli/reg/2012/432/2025-08-20

Corte di Giustizia dell’Unione Europea. (2016, 3 marzo). Sentenza nella causa C-26/15 P, Spagna/Commissione (Comunicato stampa n. 24/16). https://curia.europa.eu/jcms/jcms/P_190975/ro

Publication of an approved standard amendment to a product specification of a protected designation of origin or protected geographical indication in the agricultural and food sector, as referred to in Article 6b(2) and (3) of Commission Delegated Regulation (EU) No 664/2014, ‘Clementine di Calabria’ (C/2024/6999). Official Journal of the European Union, C series, 22.11.2024. http://data.europa.eu/eli/C/2024/6999/oj

Regulation (EC) No 1924/2006 of the European Parliament and of the Council of 20 December 2006 on nutrition and health claims made on foods. Consolidated text: 13/12/2014. http://data.europa.eu/eli/reg/2006/1924/2014-12-13

Regulation (EU) No 1169/2011 of the European Parliament and of the Council of 25 October 2011 on the provision of food information to consumers. Consolidated text: 01/04/2025. http://data.europa.eu/eli/reg/2011/1169/2025-04-01

Fonti normative italiane

Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste [MASAF]. (2024). Decreto 12 luglio 2024. Modifica ordinaria al disciplinare di produzione della indicazione geografica protetta «Clementine di Calabria». Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie generale n. 172 del 24 luglio 2024. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2024/07/24/24A03767/SG

Stampa di settore

FreshPlaza. (2025, 23 ottobre). Calabria hosts national forum on clementine production. https://www.freshplaza.com/europe/article/9777920/calabria-hosts-national-forum-on-clementine-production/

Gigli, R. (2026, 28 settembre). Concessa la privativa comunitaria per la prima clementine tardiva da ricerca privata italiana. FreshPlaza. https://www.freshplaza.it/article/9876830/concessa-la-privativa-comunitaria-per-la-prima-clementine-tardiva-da-ricerca-privata-italiana/

Jansen van Nieuwenhuizen, S. (2025, 21 novembre). Global market overview mandarins. FreshPlaza. https://www.freshplaza.com/europe/article/9786837/global-market-overview-mandarins/

DARIO DONGO
+ posts

Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

16 Commenti

Articoli correlati

Articoli recenti

Commenti recenti