Sicurezza

Influenza aviaria, allerta in Europa. Aggiornamento

Influenza aviaria, allerta in Europa. Aggiornamento

2020, fuga dai virus. Al Covid-19 si aggiungono l’allerta sulla peste suina africana, come si è visto, e quella sull’influenza aviaria. Aggiornamento sulla Avian Influence (AI) in Europa e brevi note.

2020, influenza aviaria in Europa

Il 30.9.20 è scattata l’allerta sulla diffusione in Europa di un ceppo di influenza aviaria ad alta patogenicità (H5N8) che ha interessato uccelli selvatici e domestici. Il ceppo H5N8 – segnalato nel 2019 in Russia occidentale e Kazakistan settentrionale – è giunto con gli uccelli migratori in Ungheria e Bulgaria, a inizio 2020. Fino a lambire altri territori in Nord-Est Europa – Regno Unito, Paesi Bassi, Irlanda, Danimarca, Svezia, Germania – e poi scendere verso Sud, in Corsica (Francia). Misure provvisorie di sorveglianza e protezione sono state adottate sia dalla Commissione europea, sia dai singoli Stati membri. (1)

L’allerta è scaturita a seguito dell’ultimo rapporto di aggiornamento, pubblicato da EFSA (European Food Safety Authority) e ECDC (European Center for Disease prevention and Control) il 30.9.20. (2) Tutti gli Stati membri sono stati sollecitati ad adottare misure straordinarie per la prevenzione e individuazione di casi sospetti, aumentare le misure di biosicurezza e notificare tempestivamente ogni focolaio alle autorità competenti. Il laboratorio europeo di riferimento, per l’influenza aviaria e la malattia di Newcastle, è l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSV). In Italia, il ministero della Salute ha quindi ordinato l’intensificazione delle misure di sorveglianza e biosicurezza sull’intero territorio nazionale. (3)

influenza aviaria

Istituto Zoprofilattico Sperimentale delle Venezie, mappa focolaio influenza aviaria, luglio-novembre 2020 

Influenza aviaria, virus e patogenicità

Il virus è classificato in diversi sottotipi, sulla base dei due antigeni di superficie. L’involucro esterno (envelope) presenta due glicoproteine, emoagglutinine (HA) e neuraminidasi (NA). E i 16 tipi di HA si possono combinare variabilmente con i 9 tipi di NA per configurare diversi sottotipi d’InfluenzavirusA. Dal punto di vista patogenetico, si distinguono virus influenzali ad alta patogeneticità (highly pathogenic avian influenza, HPAI) e virus a bassa patogenicità (LPAI).

I volatili selvatici acquatici, appartenenti agli ordini Anseriformi e Charadriformi, fungono da serbatoi naturali di tutti i virus H5 o H7 nella forma a bassa patogenicità. I quali tuttavia – a seguito della trasmissione dagli uccelli selvatici, durante le migrazioni, al pollame da allevamento (polli e tacchini) – sono soggetti a subire mutazioni genetiche che li trasformano in virus altamente patogeni.

Mutazioni e potenziale zooonotico

L’influenza aviaria (AI) è una malattia infettiva altamente contagiosa che colpisce numerose specie di volatili, selvatiche e domestiche. La presenza del virus H5N1 negli avicoli domestici è causa di preoccupazione in quanto può infettare anche altri animali (maiali, cavalli, cani).

A determinate condizioni, la sua compresenza con il virus dell’influenza umana potrebbe dare origine a nuovo virus capace di trasmettersi facilmente agli esseri umani. Il virus del genere InfluenzavirusA ha dunque un potenziale zoonotico. Vale a dire che potrebbe compiere il c.d. ‘salto di specie’.

Prevenzione classica e suoi limiti

L’approccio generale verso i virus – influenza aviaria, peste suina africana e anche SARS-CoV2 – è attualmente radicato sulla prevenzione del contagio e la ricerca di vaccini. La prevenzione del contagio può risultare molto difficile, in particolare quando si tratti di virus altamente contagiosi e laddove:

– i sistemi di monitoraggio (tracing, di animali e/o esseri umani infetti) siano inefficaci,

– i presìdi igienici di base siano carenti. (4)

La ricerca di vaccini idonei, nel caso dei virus influenzali, è del resto problematica poiché essi sono soggetti a frequenti mutazioni. Ed è perciò che la composizione del vaccino antinfluenzale viene aggiornata ogni anno, su indicazioni dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità, o World Health Organization, WHO). Sulla base di una stima dei ceppi che si prevede circoleranno maggiormente nei mesi a seguire.

Orizzonti possibili

Il microbiota intestinale, responsabile della modulazione del sistema immunitario, è oggetto di crescenti attenzioni da parte della comunità scientifica internazionale. (5) Sono già acclarate le correlazioni tra vari modelli di nutrizione equilibrata – con apporti di vari nutrienti (es. Omega 3, fibre prebiotiche e probiotici, fibre alimentari, polifenoli, microalghe) – e una migliore efficienza del sistema immunitario. (6)

Il sistema immunitario degli animali a sua volta può venire rafforzato mediante integrazioni dei mangimi – e del pet food, per gli animali da compagnia – con mix di alghe, microalghe e fitocomposti (es. Algatan) che hanno dimostrato la loro efficacia in numerosi studi scientifici. (7) Con applicazioni in allevamenti avicoli, oltreché suini e ovini, che proprio in Italia hanno consentito di ridurre ed eliminare l’impiego di antibiotici in zootecnia. Ma queste ricerche, al pari di quelle sull’efficacia della vitamina D per prevenire e mitigare gli effetti di Covid-19 LINK, paiono del tutto trascurate dai decisori politici come dagli operatori economici e dalla stampa. Coazione a ripetere o conflitti d’interessi? (8)

Dario Dongo e Carmela Mele

Note

(1) Si veda da ultimo la decisione di esecuzione (UE) 2020/1606 della Commissione del 30 ottobre 2020 relativa ad alcune misure provvisorie di protezione contro l’influenza aviaria ad alta patogenicità del sottotipo H5N8 nei Paesi Bassi (C/2020/7633). https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:32020D1606&from=IT
(2) EFSA, ECDC. Avian influenza overview May – August 2020. EFSA Journal, Volume 18, Issue 9, September 2020. https://doi.org/10.2903/j.efsa.2020.6270
(3) Ministero della Salute, DGSAF, nota 2.10.20 n. 21329
(4) Dario Dongo. Covid-19, World Water Report. Precauzioni impossibili al 55% dell’umanità. GIFT (Great Italian Food Trade). 17.4.20, https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/covid-19-world-water-report-precauzioni-impossibili-al-55-dell-umanità
(5) Paola Palestini. Microbioma e intestino, il secondo cervello. GIFT (Great Italian Food Trade). 14.2.19, https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/microbioma-e-intestino-il-secondo-cervello
(6) Dario Dongo e Andrea Adelmo Della Penna. Microbiota intestinale, dieta e salute. GIFT (Great Italian Food Trade). 19.6.20, https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/microbiota-intestinale-dieta-e-salute
(7) Dario Dongo e Andrea Adelmo Della Penna. Zootecnia, alghe e microalghe per prevenire l’uso di antibiotici. Algatan. GIFT (Great Italian Food Trade). 19.6.20, https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/zootecnia-alghe-e-microalghe-per-prevenire-l-uso-di-antibiotici-algatan
(8) Jodie McVernon (Associate Professor, Public Health, University of Melbourne, Australia). Controversies in medicine: the rise and fall of the challenge to Tamiflu. The Conversation. 30.9.15, https://theconversation.com/controversies-in-medicine-the-rise-and-fall-of-the-challenge-to-tamiflu-38287

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