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Sale Dolce di Cervia

Il Sale Dolce di Cervia è un sale marino integrale prodotto in Emilia-Romagna nella salina di Cervia, in provincia di Ravenna: 827 ettari a circa 1.600 metri dal mare, la salina più piccola e più settentrionale d’Italia (Comune di Cervia, 2023; Parco della Salina di Cervia, n.d.-d). 

L’aggettivo ‘dolce‘ descrive il gusto, non la composizione. Il sale viene raccolto prima che nei bacini cristallizzino i sali di magnesio e potassio, responsabili delle note amare, quindi viene lavato con acqua ad alta concentrazione salina e centrifugato. Non viene essiccato in forno né macinato, non riceve additivi e conserva un’umidità fino al 2% (Comune di Cervia, 2023; Parco della Salina di Cervia, n.d.-c).

Dopo l’alluvione del maggio 2023, che aveva compromesso la raccolta, gli impianti e l’ecosistema della salina, la produzione è ripartita nel maggio 2025. La struttura commissariale per la ricostruzione ha stanziato 4,9 milioni di euro per la rigenerazione della salina, cui si è aggiunto un ulteriore stanziamento di 1,7 milioni (Regione Emilia-Romagna, 2025a).

Perché si chiama ‘sale dolce’

Il termine ‘dolce’ non indica la presenza di zuccheri e non va inteso come un’indicazione nutrizionale. È una descrizione storica del gusto, riferita alla minore presenza dei sali amari che l’acqua di mare contiene insieme al cloruro di sodio: cloruri e solfati di magnesio, di calcio e di potassio (Parco della Salina di Cervia, n.d.-c).

La spiegazione è fisica prima che gastronomica. Mentre l’acqua evapora, il cloruro di sodio cristallizza per primo; i sali più amari richiedono concentrazioni più elevate e tempi più lunghi, difficili da raggiungere con le temperature medie dell’Alto Adriatico (Fondazione Slow Food per la Biodiversità, 2024). Nella salina Camillone l’acqua madre non supera i 28,5 gradi Baumé, la misura della densità salina usata dai salinari (Comune di Cervia, 2023).

Il metodo cervese a raccolta multipla completa il quadro. Ogni salinaro divideva il bacino di raccolta in cinque settori e ne ‘cavava’ uno al giorno, così da esaurire il sale in cinque giorni. I cristalli rimanevano poco a contatto con l’acqua madre e i sali amari non avevano il tempo di depositarsi (Fondazione Slow Food per la Biodiversità, 2024).

Anche la lavorazione successiva contribuisce al profilo del prodotto. Uno studio coreano ha confrontato sali marini ottenuti con processi diversi: il sale lavato e disidratato per centrifugazione presentava contenuti inferiori di magnesio e zolfo, e il kimchi preparato con quel sale ha ottenuto valutazioni sensoriali migliori (Yu et al., 2020). Il confronto riguarda un sale e un alimento diversi, ma descrive lo stesso meccanismo: lavaggio in salamoia e centrifugazione, le due operazioni che la salina di Cervia applica al proprio sale, riducono le componenti che il palato percepisce come amare o astringenti.

Profilo sensoriale e composizione

Il Sale Dolce di Cervia si presenta in cristalli irregolari, non macinati, di colore non bianco candido ma con sfumature di grigio e di rosa. L’umidità residua lo rende leggermente compatto al tatto e molto solubile (Parco della Salina di Cervia, n.d.-c). Al palato la sapidità arriva netta e si chiude senza la coda amara e astringente che i sali ricchi di magnesio lasciano talora sulla lingua.

La composizione media riportata in etichetta, riferita a 100 g di prodotto, è la seguente (Comune di Cervia, 2023):

  • cloruro di sodio 97,5 g, umidità 2,0 g;
  • solfati 250 mg;
  • calcio 60 mg, magnesio 60 mg, potassio 40 mg;
  • stronzio 3 mg, manganese 0,2 mg, zinco e fluoruri 0,15 mg ciascuno, litio e rame 0,03 mg ciascuno.

Sono valori medi, che possono variare tra lotti e formati. Il dato più rilevante per il gusto è il magnesio, pari allo 0,06% del prodotto. Sul piano nutrizionale i minerali minori non hanno invece peso: 5 g di Sale Dolce di Cervia apportano circa 1,9 g di sodio, 3 mg di magnesio, 3 mg di calcio e 2 mg di potassio. Il valore di questi elementi risiede peraltro nel profilo sensoriale, non nell’apporto dietetico.

Dalla Ficocle greca al sale del Papa

Le origini delle saline si perdono nell’antichità. Alcuni le ricollegano alla presenza etrusca, altri alla colonizzazione greca, citando il vecchio toponimo di Cervia, Ficocle. È certo che in età romana la produzione era florida e alimentava ricchi commerci, e che nel Medioevo il sale di Cervia sosteneva l’economia della Romagna, della Marca Anconitana e di alcune aree della Lombardia (Fondazione Slow Food per la Biodiversità, 2024). Il Parco della Salina riconduce lo stesso nome della città ai cumuli di sale, gli acervi (Parco della Salina di Cervia, n.d.-d).

L’espansione dei bacini fu tale che nel 1698 l’antico borgo, ormai insidiato dalle acque, venne smontato e ricostruito a due chilometri di distanza: Cervia Nuova, città di fondazione (Comune di Cervia, 2023; Ecomuseo del Sale e del Mare di Cervia, n.d.). Ne sono testimoni i Magazzini del Sale, la torre di San Michele e il quadrilatero delle case dei salinari nel centro storico (Fondazione Slow Food per la Biodiversità, 2024). Dalle saline il sale arrivava ai magazzini sulle burchielle, le barche da trasporto del canale. Il rito sopravvive nella Armèsa de Sel, la rimessa del sale che ogni settembre conclude la festa ‘Sapore di Sale’ (Comune di Cervia, 2024).

Il nome ‘sale del Papa’ attribuito al Salfiore — la varietà a grana medio-fine — deriva dalla tradizione cervese di portare il primo raccolto in dono al Pontefice (Comune di Cervia, 2023).

Il Novecento ha cambiato il paesaggio. Nel 1959 i Monopoli di Stato trasformarono le 149 piccole saline a conduzione familiare in un unico grande impianto, con una sola raccolta annuale a fine estate e mezzi meccanici, secondo il metodo detto ‘alla francese’ (Ecomuseo del Sale e del Mare di Cervia, n.d.; FAI, 2024). È sopravvissuta una sola salina artigianale, la Camillone, il bacino numero 89. Dal 1989 la gestiscono i salinari volontari del Gruppo culturale Civiltà Salinara, e oggi costituisce la sezione all’aperto di MUSA, il Museo del Sale (FAI, 2024; Fondazione Slow Food per la Biodiversità, 2024). La sua produzione stagionale varia tra 50 e 200 tonnellate (Comune di Cervia, n.d.).

Nel 1998 lo Stato decise la cessazione della produzione, ma la comunità cervese non abbandonò le saline. L’8 dicembre 2002 è nata la Società Parco della Salina di Cervia, costituita dal Comune di Cervia, dalla Provincia di Ravenna, dal Parco del Delta del Po e dalla Camera di Commercio di Ravenna, pubblica per il 92% e con un solo socio privato, le Terme di Cervia e di Brisighella (Fondazione Slow Food per la Biodiversità, 2024; Parco della Salina di Cervia, n.d.-d). Dal 2004 il sale della Camillone è Presidio Slow Food (Comune di Cervia, 2023).

Usi in cucina e linee di prodotto

La gamma della salina si articola in pochi formati principali:

  • Sale di Cervia grosso, nella confezione bianca e azzurra, anche in sacchi di juta e nel formato da 5 kg per la ristorazione;
  • Salfiore di Romagna, detto ‘sale del Papa’, lo stesso sale setacciato a grana medio-fine, nella confezione bordeaux;
  • sale della Camillone, del Presidio Slow Food, venduto in salina nel sacchetto arancio;
  • sali aromatici, tra cui il sale alla salicornia, pianta spontanea della salina raccolta a mano tra aprile e giugno, che i salinari impiegano al posto del dado;
  • mattonella di sale pressato, nei formati 10×10 e 10×20 cm, per la cottura a caldo e le preparazioni a freddo (Fondazione Slow Food per la Biodiversità, 2024; Parco della Salina di Cervia, n.d.-a, n.d.-e).

L’uso storico è la salagione di salumi e formaggi, per la quale il Presidio indica il sale della Camillone come particolarmente adatto (Fondazione Slow Food per la Biodiversità, 2024). Ed è un ingrediente di prodotti realizzati in collaborazione con altri produttori, dai salumi alla piadina, dal cioccolato alla birra artigianale (Parco della Salina di Cervia, n.d.-b).

Una nota d’uso. Nell’acqua di cottura della pasta le differenze tra sali tendono ad annullarsi per diluizione. Il carattere del sale di Cervia si apprezza meglio a crudo, su verdure, pomodori, carpacci di pesce e carni alla griglia a fine cottura, dove il cristallo arriva al palato senza mediazioni. 

Marchio, Presidio, Emblema: come viene tutelato

Il Sale Dolce di Cervia non è una DOP né una IGP, a differenza del Sale Marino di Trapani IGP. La sua identità viene tutelata con strumenti diversi, ciascuno con un proprio perimetro.

Il marchio. ‘Sale Dolce di Cervia’ è anzitutto il nome del prodotto della Società Parco della Salina, che lo presenta come proprio marchio. Il titolare lo qualifica inoltre come marchio collettivo, concesso ai produttori che impiegano il sale come ingrediente al termine di un percorso di ricerca e di qualità condiviso con la salina (Parco della Salina di Cervia, n.d.-b). Lo strumento del marchio, dove venga registrato nei Paesi di destinazione, offre sui mercati extra-UE una tutela diretta di cui le DOP e IGP invece dispongono solo nei Paesi legati all’Unione Europea da accordi di reciproco riconoscimento.

Il Presidio Slow Food riguarda la sola produzione della Camillone, ottenuta con il metodo a raccolta multipla (Fondazione Slow Food per la Biodiversità, 2024).

L’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali dell’Emilia-Romagna include il ‘sale’ (sàl) della provincia di Ravenna (Regione Emilia-Romagna, 2025b).

L’Emblema dei Prodotti di Qualità del Parco del Delta del Po comprende il sale di Cervia tra i prodotti ammessi. Una Commissione Emblema valuta le aziende candidate, verifica la conformità ai disciplinari e controlla l’uso corretto del segno (Parco del Delta del Po, n.d.).

Conclusioni

Il Sale Dolce di Cervia deve il suo profilo a una combinazione di clima, gestione delle acque e lavorazione: raccolta prima della cristallizzazione dei sali amari, lavaggio in salamoia, centrifugazione, nessuna essiccazione artificiale. 

La ripresa della produzione nel 2025, dopo l’alluvione, fornisce ai buyer e ai consumatori una ragione in più per sostenere il recupero di una filiera con una storia millenaria e un prodotto unico, nello splendido ravennate. 

Dario Dongo

Credit cover Parco della Salina di Cervia

Riferimenti

Fonti istituzionali e territoriali

Comune di Cervia. (2023). Il sale dolce. Turismo Comune di Cervia. https://www.turismo.comunecervia.it/it/enogastronomia/prodotti-tipici/il-sale-dolce-di-cervia/il-sale-dolce

Comune di Cervia. (2024, 10 settembre). Grande successo per la 28esima edizione di Sapore di Sale. https://www.comune.cervia.ra.it/it/news/grande-successo-per-la-28esima-edizione-di-sapore-di-sale

Comune di Cervia. (n.d.). Camillone saltpan. Turismo Comune di Cervia. https://www.turismo.comunecervia.it/en/discover-the-area/nature-and-environment/parks-natural-reserves/camillone-saltpan

Ecomuseo del Sale e del Mare di Cervia. (n.d.). The Salina of Cervia. https://ecomuseocervia.it/en/the-antennas/the-salina-of-cervia.html

FAI – Fondo Ambiente Italiano. (2024, 27 marzo). L’Antica Salina Camillone di Cervia si prepara alla ripartenza. https://fondoambiente.it/news/lantica-salina-camillone-di-cervia-si-prepara-alla-ripartenza

Parco del Delta del Po. (n.d.). L’Emblema dei Prodotti di Qualità. https://www.parcodeltapo.it/it/pagina.php?id=157

Parco della Salina di Cervia. (n.d.-a). Sale dolce di Cervia. https://www.salinadicervia.it/prodotti/sale-dolce-di-cervia

Parco della Salina di Cervia. (n.d.-b). Prodotti a marchio. https://www.salinadicervia.it/prodotti/prodotti-a-marchio

Parco della Salina di Cervia. (n.d.-c). Sale di Cervia. https://www.salinadicervia.it/sale-di-cervia

Parco della Salina di Cervia. (n.d.-d). Salina di Cervia. https://www.salinadicervia.it/

Parco della Salina di Cervia. (n.d.-e). Prodotti. https://www.salinadicervia.it/prodotti

Regione Emilia-Romagna. (2025a, 12 maggio). Ricostruzione post alluvione. Due anni dopo i pesantissimi danni causati dall’acqua, riparte la produzione del Sale di Cervia. https://www.regione.emilia-romagna.it/notizie/2025/maggio/ricostruzione-post-alluvione-due-anni-dopo-i-pesantissimi-danni-causati-dallacqua-riparte-la-produzione-del-sale-di-cervia

Regione Emilia-Romagna. (2025b). Elenco regionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali dell’Emilia-Romagna, ventiseiesima revisione, Allegato C (determina n. 23282/2025). https://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/dop-igp/altri-regimi-di-qualita/prodotti-tradizionali

Fonti scientifiche e sanitarie

Yu, T., Park, E.-S., Zhao, X., Yi, R.-K., & Park, K.-Y. (2020). Lower Mg and S contents in solar salt used in kimchi enhances the taste and anticancer effects on HT-29 colon carcinoma cells. RSC Advances, 10(9), 5351-5360. https://doi.org/10.1039/c9ra09032k

Slow Food

Fondazione Slow Food per la Biodiversità. (2024). Sale marino artigianale di Cervia. Presìdi Slow Food. https://www.fondazioneslowfood.com/it/presidi-slow-food/sale-marino-artigianale-di-cervia/

DARIO DONGO
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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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