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DOP Economy Italia: € 20,7 miliardi nel 2024

Il sistema italiano delle Indicazioni Geografiche ha raggiunto risultati senza precedenti nel 2024, consolidando il primato dell’Italia come leader europeo della qualità certificata. I dati del XXIII Rapporto ISMEA-Qualivita documentano una crescita costante e diffusa dell’intera filiera, con numeri che testimoniano la solidità e il dinamismo del modello produttivo italiano (Ismea & Fondazione Qualivita, 2025).

La DOP economy italiana ha raggiunto nel 2024 un valore alla produzione di 20,7 miliardi di euro – pari al 19% del settore agroalimentare nazionale – con una crescita del +3,5% su base annua e un incremento del +25,3% rispetto al 2020.

Questo risultato straordinario è frutto del lavoro di 183.823 operatori attivi nelle filiere certificate, che generano occupazione per 864.441 persone.

Il sistema delle Indicazioni Geografiche italiane comprende complessivamente 897 prodotti certificati, suddivisi in:

  • 331 agroalimentari (174 DOP, 153 IGP e 4 STG)
  • 530 vitivinicoli (411 DOP e 119 IGP) e
  • 36 bevande spiritose IG.

328 Consorzi di tutela sono autorizzati dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.

Prodotti agroalimentari DOP, IGP e STG

I prodotti agroalimentari DOP, IGP e STG hanno raggiunto nel 2024 un valore alla produzione di 9,64 miliardi di euro, con un incremento del +7,7% rispetto al 2023 e un trend del +48% dal 2014. Particolarmente significativo è anche il valore al consumo, che ha superato i 18,58 miliardi di euro con una crescita del +6,5% su base annua.

Il comparto food certificato coinvolge 86.346 operatori e genera lavoro per 597.250 persone, organizzate attraverso 189 Consorzi di tutela e monitorate da 36 organismi di controllo operativi sul territorio nazionale.

I formaggi dominano il settore

I formaggi DOP, IGP e STG costituiscono il pilastro fondamentale del cibo certificato italiano, rappresentando il 60,8% del valore totale con 5,86 miliardi di euro alla produzione, in crescita del +10,5% rispetto al 2023. Il settore caseario certificato conta 57 prodotti registrati, tra i quali spiccano:

  • Grana Padano DOP. 2,19 miliardi di euro di valore alla produzione con incremento straordinario del +23,3% e una produzione certificata di 208.100 tonnellate;
  • Parmigiano Reggiano DOP. 1,76 miliardi di euro (+10,1%) e 160.007 tonnellate prodotte;
  • Mozzarella di Bufala Campana DOP. 529 milioni di euro (+0,2%);
  • Gorgonzola DOP. 460 milioni di euro (+7,1%).

Grana Padano e Parmigiano Reggiano da soli rappresentano quasi il 41% del valore totale del cibo Made in Italy con Indicazioni Geografiche registrate.

Salumi e prodotti a base di carne

Il comparto dei prodotti a base di carne, con 44 denominazioni registrate, ha generato nel 2024 un valore alla produzione di 2,25 miliardi di euro, rappresentando il 23,3% del cibo certificato nonostante un lieve calo del -0,9% rispetto al 2023:

  • il Prosciutto di Parma DOP mantiene la leadership con 860 milioni di euro, sebbene in contrazione del -9,5% con una produzione certificata di 67.288 tonnellate;
  • il Prosciutto di San Daniele DOP, in controtendenza, raggiunge 402 milioni di euro con una crescita del +8,5% e 27.705 tonnellate prodotte;
  • la Mortadella Bologna IGP si attesta a 343 milioni di euro (+1,1%) con 35.533 tonnellate di prodotto;
  • Bresaola della Valtellina IGP in crescita (+12,1%) con 253 milioni di euro per 12.639 tonnellate;
  • Speck Alto Adige IGP a sua volta cresce (+12,8%) con 114 milioni di euro e 12.669 tonnellate.

Ortofrutticoli e cereali in crescita

Il settore ortofrutticolo certificato DOP e IGP ha generato nel 2024 un valore alla produzione di 392 milioni di euro, segnando una crescita del +6,0% su base annua e rappresentando il 4,1% del comparto alimentare certificato.

Con 128 prodotti registrati, gli ortofrutticoli e cereali DOP IGP costituiscono oltre un terzo delle certificazioni alimentari italiane, confermando la ricchezza e la varietà del patrimonio produttivo nazionale. La Mela Alto Adige IGP si conferma leader del settore con 91 milioni di euro (+12,9%) e una produzione certificata di 181.875 tonnellate.

L’annata 2024 ha visto una crescita significativa in diverse categorie: gli agrumi hanno registrato un +17%, gli ortaggi un +16%, la frutta estiva un +29%, i pomodori un +30% e le patate un +7%. In controtendenza la frutta in guscio che ha subito una forte contrazione del -47%.

Altri comparti strategici

Gli aceti balsamici hanno registrato nel 2024 un valore alla produzione di 386 milioni di euro, in crescita del +7,9% dopo il calo registrato nel 2023. L’Aceto Balsamico di Modena IGP ha prodotto 94,4 milioni di litri con un incremento del +7,8%.

Le paste alimentari certificate hanno raggiunto 307 milioni di euro (+11,0%), con la Pasta di Gragnano IGP che da sola ha prodotto 108.119 tonnellate (+11,0%).

Particolarmente significativa la performance degli oli di oliva DOP e IGP, con 50 denominazioni registrate che hanno generato un valore alla produzione di 194 milioni di euro, quasi raddoppiato rispetto al 2023 con un incremento del +46,9%.

Le carni fresche hanno raggiunto 117 milioni di euro (+4,3%), mentre i prodotti di panetteria e pasticceria si sono attestati a 116 milioni di euro (+0,7%) (Ismea & Fondazione Qualivita, 2025).

Export oltre i 5 miliardi di euro

L’export dell’agroalimentare DOP IGP italiano ha raggiunto nel 2024 5,15 miliardi con una crescita del +12,7% su base annua e un trend del +91% dal 2014. Le esportazioni sul mercato dell’Unione Europea hanno totalizzato 3,02 miliardi di euro (+9,4%), rappresentando il 59% del totale, mentre l’export verso i mercati extra-UE ha raggiunto 2,14 miliardi di euro con una crescita ancora più sostenuta del +17,8%, attestandosi al 41% delle esportazioni complessive.

Le destinazioni strategiche dell’export

Gli Stati Uniti si confermano il primo mercato di destinazione per le Indicazioni Geografiche italiane con 930 milioni di euro di export, in crescita del +16,0%. A breve distanza la Germania al secondo posto con 855 milioni di euro e una spiccata crescita (+22,0%), seguita dalla Francia con 695 milioni di euro (+15,0%). La Spagna rappresenta il quarto mercato con 265 milioni di euro (+17,0%), mentre i Paesi Bassi totalizzano 117 milioni di euro (+6,7%). Particolarmente significativa la crescita della Svezia che, con 84 milioni di euro, segna uno straordinario incremento del +63,0% rispetto all’anno precedente.

La composizione dell’export per categoria

I formaggi dominano le esportazioni con 3,04 miliardi di euro (+16,0%), pari al 59% del totale export agroalimentare certificato. La quota export dei formaggi sulla produzione totale si attesta al 42%, confermando la forte vocazione internazionale del settore caseario italiano. Gli aceti balsamici raggiungono 889 milioni di euro (+8,7%), rappresentando il 17,3% del totale export, con una straordinaria quota export del 93% sulla produzione totale che testimonia la dimensione prevalentemente internazionale di questo comparto. I prodotti a base di carne totalizzano 656 milioni di euro (+9,2%) con una quota export del 19%. In forte crescita gli ortofrutticoli e cereali con 244 milioni di euro (+25,1%) e gli oli di oliva con 102 milioni di euro (+25,3%).

Vini DOP e IGP

I vini DOP e IGP hanno generato nel 2024 un valore alla produzione di 11,04 miliardi di euro, sostanzialmente stabile (+0,1% su base annua), con una produzione imbottigliata di 25,6 milioni di ettolitri in lieve calo del (-1,0%).

Il comparto vitivinicolo italiano conta 530 indicazioni geografiche registrate e coinvolge 97.236 operatori con 330.587 occupati.

L’export di vino certificato ha raggiunto 7,19 miliardi di euro, registrando un calo del -5,2% rispetto al 2023 che riflette le difficoltà congiunturali di settore.

Export di vino e bevande spiritose

Considerando l’insieme di vino DOP IGP e bevande spiritose con Indicazione Geografica, l’export totale ha raggiunto 12,3 miliardi di euro nel 2024, con una crescita del +8,2% rispetto al 2023 e un incremento del +24,3% dal 2020.

Gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato con 2,76 miliardi di euro (+12,3%), seguiti dalla Germania con 1,81 miliardi (+10,9%), dal Regno Unito con 1,02 miliardi (+2,6%), dalla Francia con 956 milioni (+9,1%) e dal Canada con 527 milioni (+12,9%).

Questi cinque mercati da soli assorbono oltre il 60% delle esportazioni complessive di vino e spirits italiani certificati.

La distribuzione territoriale del valore

L’Emilia-Romagna si conferma la prima regione italiana per valore della DOP economy con 3,54 miliardi di euro, pari a circa il 37% del valore nazionale nonché in crescita del +20,0%, grazie alla leadership nei settori caseario e dei salumi. La Lombardia si posiziona al secondo posto con 2,41 miliardi di euro (+4,0%), seguita dalla Campania con 846 milioni (+3,0%), dal Veneto con 573 milioni (+10,0%) e dal Friuli Venezia Giulia con 436 milioni (+8,0%). La Sardegna totalizza 405 milioni pur registrando un calo del -9,0%.

Il rapporto evidenzia che la DOP economy è in crescita in due province italiane su tre, confermando la diffusione capillare del modello produttivo certificato su tutto il territorio nazionale.

Il primato dell’Italia in Unione Europea

Con 897 Indicazione Geografiche (IG) registrate nel settore agroalimentare all’11 novembre 2025, l’Italia mantiene saldamente il primato europeo per numero di riconoscimenti, seguita dalla Francia che ne conta 775, la Spagna con 393, la Grecia con 283 e il Portogallo con 210. Nel panorama europeo complessivo si contano 3.751 IG totali registrate, di cui 3.484 provenienti dai Paesi dell’Unione Europea e 271 da 24 Paesi Extra-UE.

Nel corso del 2025 l’Italia ha registrato 6 nuove denominazioni: nel settore agroalimentare la Carne Salada del Trentino IGP, le Olive Taggiasche Liguri IGP e la Fragola della Basilicata IGP (Basilicata); nel comparto vitivinicolo il Cirò Classico DOP (Calabria) e il Casauria DOP (Abruzzo); nelle bevande spiritose la Ratafia Ciociara IG (Lazio).

Dario Dongo

Riferimenti

DARIO DONGO
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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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