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Agriturismo Italia, 1,9 miliardi nel 2025

L’agriturismo in Italia si afferma come la via maestra della diversificazione agricola e motore di un’economia rurale in crescita costante. Il Rapporto Agriturismo e Multifunzionalità 2026 – realizzato dall’ISMEA sulla base di dati ISTAT, Eurostat e rilevazioni dirette, nell’ambito delle attività della Rete PAC 2025-2027 (Progetto Diversificazione, multifunzionalità e ricambio generazionale) – offre un’analisi di scenario aggiornata al 2025 (ISMEA, 2026).

Agricoltura italiana, produzione e attività secondarie

Nel 2024 la produzione agricola italiana ha superato i 72,2 miliardi di euro, segnando un incremento del 2,5% a prezzi correnti (+0,7% a valori concatenati) rispetto al 2023 (ISTAT, luglio 2025). Il sistema produttivo si conferma il primo in Europa per valore aggiunto agricolo (17,4% del totale UE), con la primazia assoluta nel campo delle attività secondarie non agricole, ove l’Italia detiene il 24,9% dell’intero aggregato comunitario (Eurostat, 2025).

Le attività secondarie — che comprendono agriturismo, produzione di energie da fonti rinnovabili, trasformazione in azienda, acquacoltura e vendita diretta — raggiungono nel 2024 un valore di 5,13 miliardi di euro, con un incremento del 5,4% a prezzi correnti (+1,8% reali) rispetto al 2023 e una crescita complessiva del 65% rispetto al 2020. Le attività di supporto (contoterzismo, lavorazioni sementi, manutenzione del terreno) raggiungono a loro volta 8,5 miliardi (+1,4%), per un totale delle attività connesse pari a 13,6 miliardi. Questo aggregato rappresenta il 18,8% del valore complessivo dell’agricoltura italiana, quota stabile rispetto al 2023 ma in netto miglioramento rispetto al 16% del 2007 (ISMEA, 2026).

Tra le attività secondarie, accanto all’agriturismo spiccano la produzione di energia rinnovabile (857 milioni, +17,4%), la trasformazione dei prodotti lattiero-caseari (480 milioni, +7,5%) e la commercializzazione diretta (441 milioni, +4,5%). Il lungo periodo conferma la dinamicità del comparto: tra il 2007 e il 2024 le attività secondarie sono cresciute a un tasso di variazione medio annuo dell’1,9%, a fronte di un sostanziale ristagno dell’agricoltura nel suo insieme (-0,1%).

Tabella macroeconomica: attività secondarie vs agricoltura

Aggregato / Comparto

Valore 2024 (Miliardi €)

Variazione 2024/2023

Trend Lungo Periodo (2007-2024)

Produzione Agricola Totale

72,20

+2,5%

-0,1% (Ristagno)

Attività Secondarie (Totale)

5,13

+5,4%

+1,9% (Tasso medio annuo)

— di cui Agriturismo

1,93

+3,3%

+140% (vs 2020)

— di cui Energia Rinnovabile

0,85

+17,4%

In forte espansione

— di cui Trasformazione Casearia

0,48

+7,5%

In crescita costante

Fonte: elaborazione dati Rapporto ISMEA Agriturismo e Multifunzionalità 2026

Agriturismo in Italia, 1,9 miliardi di valore

L’agriturismo si conferma il segmento più rilevante e strutturato dell’intero aggregato delle attività secondarie. Nel 2024 raggiunge un valore della produzione di 1,934 miliardi di euro, con un incremento del 3,3% rispetto al 2023 e di oltre il 140% rispetto al 2020. Da solo esso rappresenta il 37,7% delle attività secondarie e il 14,2% del totale delle attività connesse (ISMEA, 2026; ISTAT, luglio 2025).

La traiettoria di crescita non è un fenomeno recente. Dal 2010 al 2024 il valore della produzione agrituristica e le presenze hanno percorso un andamento parallelo di espansione costante, interrotto soltanto nel 2020 dalla pandemia da COVID-19, e ripreso già nel 2021. Nel medesimo arco temporale i posti letto nelle strutture agrituristiche sono cresciuti del 50,7%, le piazzole di sosta del 77%, i posti a sedere del 40,3%.

L’offerta: 26.360 aziende, 310.660 posti letto

Al 31 dicembre 2024 risultano autorizzate in Italia 26.360 aziende agrituristiche, con un incremento dello 0,9% rispetto al 2023 e del 7,3% rispetto al 2019 (ISTAT, 2026). L’81% delle aziende propone alloggio, per una capacità ricettiva complessiva di 310.660 posti letto (+2,6% sul 2023) e 541.000 posti a sedere negli esercizi con ristorazione.

La distribuzione territoriale rimane fortemente sbilanciata verso Centro-Nord:

  • Toscana e Provincia Autonoma di Bolzano detengono insieme il 35% degli agriturismi italiani (circa 9.300 aziende);
  • un ulteriore 37% è concentrato in sette regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Umbria, Lazio, Emilia-Romagna e Marche;
  • il Mezzogiorno detiene il 20% delle strutture totali, ma registra la dinamica di crescita più sostenuta tra il 2023 e il 2024: la Sicilia guida con +8,9%, seguita da Basilicata (+3,3%) e Campania (+2,2%) (ISMEA, 2026).

Tabella geografica: il divario Nord-Sud e il riscatto del Mezzogiorno

Area / Regione

Quota su aziende totali

Caratteristiche e dinamiche principali (2024)

Toscana & Prov. Aut. Bolzano

35,0%

Poli storici del comparto (ca. 9.300 aziende totali). Elevata penetrazione di marchi IG e Bio.

Altre 7 Regioni Centro-Nord

37,0%

Concentrato in Piemonte, Lombardia, Veneto, Umbria, Lazio, Emilia-Romagna e Marche.

Mezzogiorno (Totale)

20,0%

Minore densità di strutture, ma dinamica di crescita più sostenuta d’Italia.

— Focus: Sicilia

N.D.

Regione leader per crescita di aziende (+8,9% nel 2024) e forte vocazione al biologico (43%).

— Focus: Sardegna

N.D.

Prima regione del Sud per agriturismi con IG (42,8%) e incremento record negli arrivi turistici (+18,7%).

Fonte: elaborazione dati Rapporto ISMEA Agriturismo e Multifunzionalità 2026

La diversificazione dell’offerta è una tendenza strutturale. Nel 2024 circa due terzi delle aziende (64%) offre almeno due tipologie di servizi; il 28% ne propone tre o più. La combinazione più diffusa è quella tra alloggio e attività ricreative, sportive e culturali (40% delle aziende), seguita dall’abbinamento alloggio-ristorazione (36%) e dall’integrazione tra alloggio e degustazione (21%). 

Tra le singole attività, la crescita più sostenuta nel 2024 è quella delle fattorie didattiche (+12,2%), seguita dall’equitazione (+9,0%) e dalle osservazioni naturalistiche (+8,9%) (ISTAT, 2026).

Qualità agroalimentare e biologico: la vocazione sostenibile dell’agriturismo

Il legame tra agriturismo e produzioni a Indicazione Geografica (DOP e IGP) è strutturale e misurabile. Nel 2024 circa un terzo degli agriturismi italiani (33,9%) è coinvolto nella produzione di almeno una IG, con intensità maggiore nelle regioni del Nord e del Centro. La Valle d’Aosta registra la quota più alta (quasi 7 aziende su 10), seguita da Friuli Venezia Giulia, Veneto e Toscana, tutte prossime al 50%. La Sardegna (42,8%) è la prima regione del Mezzogiorno per presenza di agriturismi con IG (ISMEA, 2026).

Il profilo di sostenibilità è ulteriormente rafforzato dalla diffusione del metodo biologico. Nel 2025 la quota degli agriturismi che ha adottato la produzione biologica si attesta al 28% circa del totale nazionale, in crescita rispetto al 26,6% rilevato nel censimento del 2020. In alcune regioni la quota supera il 40%: Valle d’Aosta (54%), Calabria (53%), Sicilia (43%), Emilia-Romagna e Toscana (42%). In questo ambito, il ricambio generazionale appare più vivace: i conduttori under 41 negli agriturismi biologici rappresentano il 19%, quota doppia rispetto alla media nazionale di tutte le aziende agricole (inferiore al 10%, secondo il settimo Censimento generale dell’Agricoltura) (ISMEA, 2026).

Tabella offerta e sostenibilità: multifunzionalità e giovani

Indicatore di Sostenibilità / Servizio

Dato Nazionale 2024/2025

Evidenze e Primati Regionali

Coinvolgimento in Filiere a Indicazione Geografica (DOP/IGP)

33,9%

Valle d’Aosta al top (quasi 70%), seguita da Friuli-Venezia Giulia, Veneto e Toscana (ca. 50%).

Adozione del Metodo Biologico

28,0%

In crescita rispetto al 26,6% del 2020. Picchi in Valle d’Aosta (54%) e Calabria (53%).

Conduttori Under 41 (nel Bio)

19,0%

Quota doppia rispetto alla media nazionale delle aziende agricole tradizionali (<10%).

Crescita Fattorie Didattiche in agriturismo

+12,2%

La variazione annua più alta registrata dal 2019 a oggi.

Fonte: elaborazione dati Rapporto ISMEA Agriturismo e Multifunzionalità 2026

La domanda: 4,7 milioni di arrivi e record storico di presenze

Nel 2024 il turismo italiano completa la ripresa post-pandemica con 139,6 milioni di arrivi e 466,1 milioni di presenze complessive. In questo contesto gli agriturismi si distinguono per risultati particolarmente positivi: 4,7 milioni di arrivi (+4,3% sul 2023, +25,6% sul 2019) e 17,2 milioni di presenze (+3,2% sul 2023, +22,3% sul 2019), il massimo storico di pernottamenti registrati dal comparto (ISTAT, 2026; ISMEA, 2026).

La quota di mercato degli agriturismi si mantiene stabile nell’extra-alberghiero: 10,9% degli arrivi e 9,4% delle presenze. Il settore rafforza il proprio ruolo nella valorizzazione delle aree interne e nella promozione del turismo lento, in un contesto in cui crescono il cicloturismo (89 milioni di presenze nel 2024, +54% sul 2023) e i cammini (191.465 praticanti, +29% sul 2023) (ISMEA, 2026).

I turisti internazionali superano il 50% degli arrivi e il 60% delle presenze, confermando l’alto tasso di internazionalizzazione del comparto;

  • nel 2024 gli arrivi dall’estero raggiungono 2,5 milioni (+8,6% sul 2023, +39,5% sul 2019), le presenze superano 10,5 milioni (+5,8% sul 2023);
  • i principali bacini di provenienza restano Germania, Paesi Bassi, Francia e Svizzera, che insieme rappresentano oltre la metà degli arrivi stranieri;
  • tassi di crescita molto sostenuti si registrano per Polonia, Repubblica Ceca, Stati Uniti, Canada e, in misura crescente, Spagna, Brasile e Australia (ISMEA, 2026).

Dal punto di vista territoriale, il Centro-Nord guida il settore: Toscana, Trentino-Alto Adige, Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna insieme superano il 60% degli arrivi totali. Il Lazio, favorito dall’effetto Giubileo 2025, registra l’incremento percentuale più significativo sia negli arrivi (+22,5%) sia nelle presenze (+31,4%). Tra le regioni meridionali spiccano i risultati della Sardegna (+18,7% negli arrivi).

Fattorie didattiche e agricoltura sociale

Le fattorie didattiche riconosciute dalle venti regioni italiane sono 3.362 nel 2025, con un lieve calo rispetto al 2024 (-2,2%) in parte imputabile all’aggiornamento degli elenchi della Calabria; la variazione media annua nel quinquennio 2021-2025 è comunque pari al +2,3%. Il numero di agriturismi con attività didattica è pari a 2.340, in crescita del 12,2% sul 2023 — la variazione annua più alta dal 2019 — e rappresenta l’8,9% del totale degli agriturismi italiani (era il 7,0% nel 2019). Dal 2011 a oggi il numero è aumentato del 108,6% (ISMEA, 2026; ISTAT, 2026).

Gli operatori di agricoltura sociale iscritti negli elenchi regionali attivi nel 2025 sono 483, con un incremento di 156 unità (+47,7%) rispetto all’anno precedente, derivante principalmente dall’attivazione degli elenchi di Piemonte (34 operatori), Emilia-Romagna (16), Sicilia (10) e dall’incremento di Liguria (+54) e Campania (+12). L’analisi per tipologia mostra una prevalenza di fattorie sociali con attività sia inclusive sia erogative (43,1% del totale analizzabile), seguite da quelle prevalentemente erogative (41,3%) e da quelle puramente inclusive (15,6%). L’analisi della distribuzione geografica, condotta sui dati del settimo Censimento generale dell’Agricoltura, evidenzia che il 42,4% delle 904 fattorie sociali censite ricade nelle Aree Interne — ove esse svolgono una funzione di presidio sociale oltre che produttivo — e il 57,6% nei Centri (ISMEA, 2026; ISTAT, 2022).

La PAC e il sostegno alla diversificazione: 190 milioni di euro in tre anni

L’importanza sistemica del comparto trova conferma nelle risorse della PAC (Politica Agricola Comune) destinate alla diversificazione. Il monitoraggio dell’intervento SRD03 del PSP 2023-2027 — dedicato al sostegno degli investimenti in attività extra-agricole quali agriturismo, fattorie didattiche, agricoltura sociale e trasformazione di prodotti agricoli — mostra che nel triennio 2023-25 le risorse messe a bando da 13 regioni hanno superato i 190 milioni di euro (quota FEASR più cofinanziamento nazionale e regionale), pari a poco meno del 70% dei circa 280 milioni di spesa pubblica programmati per l’intero quinquennio 2023-2027. Il 46% delle risorse è concentrato in Sicilia e Veneto. A queste risorse si aggiungono ulteriori 31 milioni di euro messi a bando da Puglia, Lazio e Calabria a valere sulla sottomisura 6.4.1 della programmazione 2014-2022 (ISMEA, 2026).

Tutte le regioni partecipanti hanno attivato l’azione A (agriturismo), confermata come la principale in termini di risorse disponibili. Dieci regioni hanno attivato l’azione B (agricoltura sociale), sette le azioni C (educazione e didattica), D (trasformazione di prodotti non rientranti nell’Allegato I del TFUE) ed E (attività turistico-ricreative diverse dall’agriturismo, tra cui enoturismo e oleoturismo). Le aliquote di sostegno variano tra il 30% e il 65% a seconda delle azioni e delle caratteristiche dei beneficiari, con maggiorazioni previste per aree montane e svantaggiate (fino a +10%), giovani agricoltori (fino a +20%), investimenti strutturali e piccole o medie imprese.

Il quadro normativo: nuove disposizioni tra promozione e semplificazione

Il Rapporto dedica un’ampia sezione all’evoluzione legislativa intervenuta tra la fine del 2024 e il corso del 2025. A livello statale, le novità più rilevanti riguardano:

  • l’introduzione dell’obbligo di indicare il Codice Identificativo Nazionale (CIN) nella dichiarazione dei redditi per le aziende agrituristiche dotate di alloggio; 
  • l’obbligo di aggiornamento del valore catastale delle aree ricettive all’aperto destinate agli agricampeggi; 
  • misure di sostegno all’imprenditoria giovanile in agriturismo. 

Il quadro è completato dagli interventi a favore delle fonti energetiche rinnovabili — Parco Agrisolare, agrovoltaico, produzione di biometano — inclusi nel PNRR, e da un’aggiornata sintesi della normativa sui distretti biologici, o biodistretti (ISMEA, 2026).

A livello regionale, 8 regioni hanno aggiornato la propria normativa in materia di agriturismo tra fine 2024 e 2025, mentre 7 regioni e province autonome hanno modificato o integrato il quadro normativo sull’agricoltura sociale. In materia di enoturismo e oleoturismo, 17 regioni hanno ormai recepito gli appositi decreti attuativi, regolamentando le specifiche attività attraverso norme dedicate.

Conclusioni provvisorie 

Il Rapporto Agriturismo e Multifunzionalità 2026 documenta un comparto maturo, resiliente e in costante evoluzione. L’agriturismo italiano è un’attività economica complementare all’agricoltura con la prospettiva di divenire un sistema integrato di valorizzazione territoriale, promozione dell’identità agroalimentare, presidio delle aree rurali e vettore di turismo sostenibile. La crescita record delle presenze nel 2024, la quota crescente di turisti stranieri, la diffusione del biologico e delle produzioni a IG, la moltiplicazione delle fattorie didattiche e sociali: tutti questi segnali indicano che la multifunzionalità agricola sta assumendo un ruolo strutturale nel sistema agroalimentare e turistico italiano.

Le sfide future — segnalate nella prefazione del Rapporto — riguardano la capacità di adattamento di fronte alle trasformazioni globali del turismo, alle incertezze geopolitiche e al cambiamento delle abitudini dei viaggiatori. La storia dell’agriturismo italiano, che ha saputo reinventarsi dopo l’11 settembre 2001, la crisi del 2008 e la pandemia del 2020, suggerisce che il comparto disponga delle risorse identitarie e progettuali per affrontare anche questa nuova fase.

Dario Dongo

Credit cover Hannes Edinger from Pixabay

Riferimenti

ISMEA (2026). Rapporto Agriturismo e Multifunzionalità. Scenario e prospettive. Rapporto 2026. Realizzato nell’ambito del Programma Rete Nazionale della PAC 2025-2027, Progetto Diversificazione, multifunzionalità e ricambio generazionale (Scheda IS03). Responsabile scientifico: F. Del Bravo. Autori: F. Fratto, A. Galasso, C. Hausmann, G. Pastore. Maggio 2026. https://www.ismea.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/1%252F8%252F8%252FD.989e7fd67948c890bf60/P/BLOB%3AID%3D13586/E/pdf?mode=download 

ISMEA (2025). Bio in cifre 2025. Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare. Dicembre 2025. https://www.ismeamercati.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13718 

ISMEA-RRN (2024). Rapporto Agriturismo e Multifunzionalità. Scenario e prospettive 2024. Rete Rurale Nazionale. https://www.ismea.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/12900 

ISTAT (28 luglio 2025). L’andamento dell’economia agricola. Anno 2024. Istituto Nazionale di Statistica. https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/07/REPORT_ANDAMENTO_ECONOMIA_AGRICOLA_Anno-2024.pdf 

ISTAT (2025). Conti nazionali, branca agricoltura, silvicoltura e pesca. Anno 2024. Dati disponibili su IstatData: https://esploradati.istat.it/databrowser/#/it/dw/categories/IT1,Z0700SER,1.0/SER_TOURISM 

ISTAT (9 marzo 2026a). Le aziende agrituristiche in Italia. Anno 2024. Comunicato stampa. Istituto Nazionale di Statistica. https://www.istat.it/comunicato-stampa/le-aziende-agrituristiche-in-italia-anno-2024/ 

ISTAT (2026b). Capacità degli esercizi ricettivi. Anno 2024. Dati definitivi disponibili su IstatData: https://esploradati.istat.it/databrowser/#/it/dw/categories/IT1,Z0700SER,1.0/SER_TOURISM 

ISTAT (28 giugno 2022). 7° Censimento generale dell’Agricoltura 2020. Primi risultati. Istituto Nazionale di Statistica. https://www.istat.it/statistiche-per-temi/censimenti/agricoltura/7-censimento-generale/risultati/ 

Eurostat (novembre 2025). Performance of the agricultural sector. Statistics Explained. Anno 2024. Dati estratti al 30 ottobre 2025. https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/SEPDF/cache/73693.pdf 

Eurostat (2026). Economic accounts for agriculture — values at current prices. https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/aact_eaa01/default/table?lang=en 

DARIO DONGO
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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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