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ParmeSans, un altro KO al cheese-sounding

ParmeSans, un altro KO al cheese-sounding

Cheese-soundingItalian sounding e illecita evocazione di una storica DOP. Peggio non poteva andare al produttore britannico di alimenti vegani, che con il marchio ‘I am Nut ok‘ ha azzardato la vendita un ‘ParmeSans grated Italian style‘.

Il ParmeSans è stato arrestato in flagranza dal Consorzio del Parmigiano Reggiano DOP che proprio a Londra, al World Cheese Award, è solito fare incetta di premi per i veri e migliori formaggi da latte crudo. Ma le imitazioni vegane del Parmigiano e altri formaggi continuano a prosperare nel Regno Unito ed emergono anche in Italia.

Imitazioni vegane

I nomi dei prodotti vegan spesso evocano quelli degli alimenti di origine animale che di volta in volga  ambiscono a imitare, quanto meno nell’aspetto e talora (più improbabilmente) nel sapore. Senza nulla togliere alle libere scelte di produrre alimenti di origine vegetale o di laboratorio, come la lab-meat, è tuttavia doveroso presentare i prodotti con una denominazione dell’alimento coerente alle regole. In tutti i casi una denominazione descrittiva, poiché mancano denominazioni legali o usuali applicabili. (1)

Il meat sounding è straordinariamente diffuso, in attesa dell’annunciata riforma del regolamento UE sull’Organizzazione Comune dei Mercati (OCM) che dovrebbe riservare esclusivamente alle preparazioni e ai prodotti a base di carne l’utilizzo dei relativi nomi. Seguendo l’esempio del Messico, ove è in atto una riforma in tale direzione.

Il fish sounding e l’egg sounding sono fenomeni più marginali, che non hanno ancora raggiunto la diffusione necessaria a risvegliare le oziose autorità di controllo negli Stati membri UE. Le quali avranno comunque titolo per sanzionare la violazione dei regolamenti europei applicabili. Poiché i nomi delle uova come il miele, i prodotti ittici e quelli lattiero-caseari sono già riservati, in apposita legislazione UE, a quei soli prodotti. Senza spazio alle imitazioni, che devono venire designate con denominazioni descrittive e non evocative delle merci originali.

Cheese sounding e milk sounding 

Il cheese sounding – vale a dire, l’utilizzo dei nomi propri di latte e derivati su prodotti di diversa origine – è stato oggetto di una recente pronuncia della Corte di Giustizia UE. La quale, il 14.6.17, ha affermato il rigoroso divieto di riferire a ‘latte’ e ‘formaggio’ su prodotti che non ne contengano. (2)

Il milk sounding è altresì da intendersi manifestamente vietato, per le ragioni richiamate dalla ECJ (European Court of Justice). L’Istituto per l’Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) ha dato riscontro a una nostra denuncia su un caso di milk sounding ancor più delicato, il riferimento al ‘latte’ nelle caramelle Galatine prodotte invece con latte in polvere. (3)

Il caso ParmeSans

ParmeSans è un miscuglio tritato ‘vegano’ (anacardi, lievito, aglio, ‘sale dell’Himalaya’ e ‘olio tartufato’), presentato con un gioco di parole che combina all’evocazione del Parmesan la parola ’sans’ (‘senza’, in francese). E il sottotitolo ‘grattugiato in stile italiano‘, che farebbe impallidire anche la buonanima di Totò.

La sfacciataggine è tutto sommato tipica di un Paese ove i wine-kit hanno fatto fortuna evocando il Barolo nelle polverine da aggiungere all’acqua. Ma in quei casi come in questo, la torbida fantasia impregnata di furbizia infrange le regole più basilari.

L’evocazione del nome parmesan  – che si aggiunge al cheese sounding – è stata oggetto di un’apposita sentenza della Corte di Giustizia UE. La quale ha negato la genericità del termine, furbamente teorizzata dai tedeschi, affermando il diritto esclusivo a farvi ricorso da parte delle imprese che aderiscono al Consorzio del Parmigiano Reggiano DOP. (4)

Vegan Parmesan, quali altri casi?

Il triplo fake del ParmeSans – falso formaggio, falso Parmesan, falso italiano – è stato intercettato con tempestività dal Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano, che ha intimato e ottenuto il suo immediato ritiro dal commercio. Ottimo lavoro, indispensabile anche in un Paese come l’Inghilterra ove si esportano ogni anno quasi 7mila tonnellate di Parmigiano autentico.

La responsabilità del distributore tuttavia vacilla, in questo come in altri casi di supermercati inglesi che vendono vegan Parmesan. (5) Vacillano perciò anche i controlli pubblici ufficiali, ed è alle autorità che si deve rivolgere istanza di tutela dei diritti infranti rispetto alle numerose infrazioni sotto gli occhi di chiunque. Con o senza Brexit.

Anche in Italia i radar vanno tenuti accesi. Proprio la settimana scorsa – a Bologna, alla fiera Marca – abbiamo visto coi nostri occhi i prodotti vegan di Vegeatal, letteralmente presentati come ‘alternativa vegetale al Parmigiano’ (‘Grattaveg’), ‘alternativa vegetale alla mozzarella’ (‘Mozzaveg’), ‘alternativa vegetale allo stracchino’ (‘Straccoveg’).

‘Tutto bene? Un eufemismo’ (6)

Dario Dongo e Marta Strinati

Note

(1) Per approfondimenti sulla denominazione dell’alimento nel reg. UE 1169/11, si veda https://www.foodagriculturerequirements.com/archivio-notizie/domande-e-risposte/denominazione-dell-alimento_1

(2) Si veda anche il precedente articolo https://www.foodagriculturerequirements.com/archivio-notizie/cheese-sounding-la-corte-di-giustizia-ue-conferma-il-divieto

(3) L’Antitrust, probabilmente ignara della saggia decisione dello IAP, ha invece dato il via libera alle Galatine e ad altri casi di milk sounding denunciati da GIFT (Great Italian Food Trade). Sic! https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/milk-sounding-via-libera-dall-antitrust

(4) ECJ, Causa C-132/05, Commissione delle Comunità europee contro Repubblica federale di Germania, sentenza 26.2.08, su https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:62005CJ0132&from=EN

(5) Si vedano a esempio i vegan Parmesan a marchio Good Carma Food lanciati dal retailer Morrison’s a luglio 2018, gli Your Heart Vegan Parmesan Shread da Harris Teeter. E quali altri?

(6) Citazione C.C.C.P. – Fedeli alla linea

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