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Mercato interno e Covid-19, linee guida Commissione europea per la gestione delle frontiere

Mercato interno e Covid-19, linee guida Commissione europea per la gestione delle frontiere

Mercato interno e Covid-19. Il 9.3.20 EFSA (European Food Safety Authority), come si è visto, ha confermato l’assenza di rischi di trasmissione del coronavirus attraverso gli alimenti. (1) E il 16.3.20 la Commissione europea pubblica le ‘Linee guida per le misure di gestione delle frontiere per proteggere la salute e garantire la disponibilità di beni e servizi’. (2)

Controlli sanitari e libera circolazione delle merci, le linee guida della Commissione

Le Linee guida della Commissione europea hanno l’obiettivo di contemperare due esigenze primarie, a loro volta intimamente correlate:

– proteggere la salute dei cittadini e

– garantire la libera circolazione delle merci nel Mercato interno.

La libera circolazione dei prodotti alimentari, tra l’altro, è essenziale per garantire la food security (cioè approvvigionamenti regolari di cibo) alle popolazioni minacciate dalla pandemia.

La circolazione delle persone viene altresì considerata dalle Linee guida, laddove si ammette il ripristino dei controlli alle frontiere anche nei confronti dei cittadini europei. Allo scopo di verificarne le condizioni di salute, preferibilmente solo un solo lato del confine (in ingresso), evitando di dare luogo a lunghe code che potrebbero favorire il contagio. I cittadini extraeuropei in arrivo da aree a rischio Covid-19 possono venire respinti alle frontiere, quelli europei possono venire invece ’presi in carico’ per le cure sanitarie del caso.

Trasporto merci, restrizioni solo in casi eccezionali

Le restrizioni al trasporto delle merci sono contemplate dalle Linee guida quali misure eccezionali e condizionate. Le limitazioni alla circolazione delle merci possono infatti venire ammesse soltanto se:

– comunicate in anticipo,

– trasparenti, vale a dire stabilite in dichiarazioni e documenti pubblici,

– debitamente motivate, in relazione all’emergenza coronavirus, sulla base delle evidenze scientifiche,

– coerenti alle raccomandazioni del WHO (World Health Organization, o OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità) e dello European Center for Disease Prevention and Control (ECDC),

– proporzionate, con preciso riguardo agli specifici obiettivi di tutela,

– pertinenti, adattate cioè alle diverse modalità di trasporto,

– non discriminatorie.

Il venerdì 13

Venerdì 13 due insegne della GDO in Polonia (Carrefour e Zabka) avevano annunciato lo stop all’importazione di ortofrutta in arrivo dall’Italia. La vicenda è stata risolta il 24 ore, grazie all’intervento del nostro ministro degli Esteri sulla diplomazia polacca. Ma l’evento viene citato – ‘senza far nomi’, con la solita ipocrisia di Bruxelles – nelle Linee guida in esame.

Il respingimento delle merci azzardato dalla Polonia e le ventilate richieste di una certificazione ‘virus free‘ avrebbero integrato una grave violazione del Trattato per il Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE). Una discriminazione ingiustificata e ingiustificabile, a maggior ragione ove si consideri che:

– il 9.3.20 l’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha dichiarato l’insussistenza dei timori. ‘Le esperienze fatte con precedenti focolai epidemici evidenziano che non si è verificata trasmissione mediante i cibi‘ (Marta Hogas, direttore scientifico EFSA).

– l’11.3.20 l’OMS ha dichiarato la pandemia, non evidentemente circoscritta ai confini italiani.

Nessuna certificazione ‘dovrebbe’ dunque venire imposta per le merci che circolano legalmente nel mercato unico dell’UE, precisa la Commissione europea. (3)

Contingency plan, continuità della produzione

La corsa alle scorte alimentari – all’alba dell’emergenza contagio – ha provocato alcuni problemi di esaurimento delle merci a scaffale. La Commissione europea perciò sollecita gli Stati membri a chiedere un impegno proattivo dell’intera filiera agroalimentare. Come si è già fatto in Italia, con il Protocollo siglato dalle parti sociali il 14.3.20. Un vero e proprio contingency plan, essenziale nei settori alimentare e farmaceutico.

La libera circolazione di tutte le merci dovrebbe venire garantita, infine, per i prodotti essenziali quali medicinali, attrezzature mediche, prodotti alimentari essenziali e deperibili e bestiame. (4) E facilitata per i prodotti alimentari. Anche potenziandone i trasporti, mediante la previsione di corsie prioritarie, eliminando i divieti alla circolazione del traffico pesante nel fine settimana e rafforzando l’attività delle strutture necessarie (porti, aeroporti, centri logistici).

Note

(1) Il Ministero della Salute in Italia aveva già affermato, una settimana prima di EFSA, che gli alimenti non possono in alcun modo agire quali vettori del coronavirus. Ed è perciò priva di alcun fondamento giuridico, oltreché di significato, la richiesta avanzata da alcuni importatori e distributori esteri di prodotti certificati ‘virus-free’. Si veda il precedente articolo https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/coronavirus-nessun-rischio-negli-alimenti-circolare-del-ministero-della-salute

(2) COVID-19. Guidelines for border management measures to protect health and ensure the availability of goods and essential services. Commissione europea, Comunicazione 16.3.20, C(2020) 1753 final. V. https://ec.europa.eu/home-affairs/sites/homeaffairs/files/what-we-do/policies/european-agenda-migration/20200316_covid-19-guidelines-for-border-management.pdf

(3) La diplomatica titubanza della Commissione europea rischia ancora una volta di causare danni al Mercato interno, come già denunciato in precedenti casi https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/farm-to-fork-appello-delle-industrie-di-carni-e-latticini-alla-commissione-europea

(4) I divieti di consegnare dispositivi sanitari all’estero in altri Paesi membri – già notificati da Germania e Francia a Bruxelles in ambito del sistema TRIS (ai sensi della dir. UE 2015/1535), indi revocati – sono dunque inammissibili. Oltreché vergognosi

Dario Dongo e Marta Strinati

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