HomeSicurezzaNGTs, nuovi OGM. Gli scienziati e ANSES espongono i rischi della deregulation

NGTs, nuovi OGM. Gli scienziati e ANSES espongono i rischi della deregulation

La proposta di ‘deregulation’ dei nuovi OGM (NGTs) – presentata dalla Commissione europea il 23 luglio 2023 (1) – non ha raccolto il consenso degli Stati membri sotto la presidenza spagnola del Consiglio, come si è visto. (2) Gli scienziati frattanto alzano la voce per esporre i gravi rischi che possono derivare per l’ambiente e la biodiversità, la salute umana e animale.

Centinaia di docenti e ricercatori universitari nelle aree di biotecnologie, agronomia, biologia, genetica, veterinaria e altre materie avevano già pubblicato – il 13 settembre e il 19 novembre 2023 – due dichiarazioni congiunte che concludono con la richiesta di rigetto o radicale modifica della proposta della Commissione europea (3,4).

Il 21 dicembre 2023 ANSES, l’ Agence nationale de sécurité sanitaire de l’alimentation, de l’environnement et du travail, ha a sua volta pubblicato un’opinione scientifica sulla proposta di deregulation. Soffermandosi sulla sostanziale infondatezza dell’affermazione di equivalenza delle ‘NGTs di categoria 1’ con le piante derivate da tecniche convenzionali. (5)

1) NGTs, nuovi OGM. La proposta di deregulation della Commissione europea

La Commissione europea – nella proposta di deregulation dei nuovi OGM o NGTs (New Genomic Techniques), già annunciata dall’eurodeputato Paolo De Castro all’inizio della legislatura che ora volge al termine (6) – ipotizza di equiparare ex-lege le piante a cui è stata modificata una sequenza del genoma, o inserito del materiale genetico da piante della stessa specie, a quelle ottenute tramite metodi di selezione tradizionale. Sul falso presupposto della loro ‘indistinguibilità’.

La deregulation dovrebbe essere totale per i nuovi OGM (NGTs) ottenuti con meno di 20 inserzioni genetiche i quali, nelle ambizioni di Bruxelles, risulterebbero esenti da:

– qualsivoglia preliminare valutazione dei rischi. Una notifica dei produttori alle autorità nazionali sarebbe sufficiente, in vista della loro commercializzazione e deliberata immissione nell’ambiente;

– notifica a Bruxelles di un indicatore univoco del nuovo OGM, ovvero altri strumenti utili a rintracciare i suoi tratti e la propagazione nell’ambiente;

–  requisiti di tracciabilità e informazione ai cittadini e consumatori. Con la previsione di etichettare le sole sementi come ‘nuove tecniche genomiche categoria 1’.

I nuovi OGM realizzati con più di 20 modifiche genetiche sarebbero a loro volta soggetti a una deregulation parziale, attraverso una ‘valutazione del rischio leggera’. Con buona pace alla sentenza 25 luglio 2018 della Court of Justice of the European Union (CGEU), che ha equiparato a tutti gli effetti i nuovi OGM (NGTs) a quelli ‘tradizionali’. (7) La Commissione ENVI del Parlamento europeo ha poi rincarato la dose, proponendo di ammettere il loro impiego anche in agricoltura biologica. (8)

2) Le dichiarazioni degli scienziati indipendenti

Due gruppi di scienziati indipendenti con competenze specifiche in biotecnologie – bensì privi di interessi personali – e materie connesse ai possibili impatti dei nuovi OGM su persone, animali ed ecosistemi hanno pubblicato due dichiarazioni ove si denunciano i rischi legati alla deregulation proposta dalla Commissione europea. A supporto di una valutazione del rischio indipendente, come prevista dalla direttiva 2001/18/CE tuttora in vigore.

Member States and the Commission should ensure that systematic and independent research on the potential risks involved in the deliberate release or the placing on the market of GMOs is conducted. The necessary resources should be secured for such research by Member States and the Community in accordance with their budgetary procedures and independent researchers should be given access to all relevant material, while respecting intellectual property rights’. (9)

3) I rischi deliberatamente ignorati a Bruxelles

Gli scienziati indipendenti evidenziano che la proposta di legge della Commissione ‘non può garantire la sicurezza sanitaria e ambientale se gli impianti NGT o i prodotti da essi derivati vengono rilasciati nell’ambiente o immessi sul mercato dell’UE’. Infatti:

– le mutazioni ottenute con lo strumento CRISPR/Cas non sono equiparabili a quelle che avvengono naturalmente. Le ‘forbici genetiche’ CRISPR/Cas possono infatti alterare le sequenze genetiche (genotipo), e così la funzione genetica e le caratteristiche della pianta (fenotipo), in un modo che difficilmente si verifica nella selezione convenzionale;

– la soglia di 20 mutazioni genetiche, utilizzata per distinguere le NGTs di categoria 1 (totalmente sregolate) e 2 (soggette a valutazione del rischio ‘rapida’ o sommaria, comunque diversa rispetto a quella finora adottata per l’approvazione degli OGM ‘tradizionali’) è del tutto priva di fondamento scientifico;

– è scientificamente errato ritenere che i rischi per la salute e per l’ambiente derivanti dalle piante NGTs siano ‘generalmente inferiori’ rispetto alle piante transgeniche ‘classiche’.

4) Valutazione dei rischi

I rischi che le piante NGTs possono provocare alla salute, l’ambiente e la biodiversità devono venire valutati caso per caso. Il principio di precauzione deve venire applicato alle situazioni concrete, come infatti già previsto nella direttiva 2001/18/CE sulla deliberata immissione nell’ambiente degli organismi geneticamente modificati.

La valutazione dei rischi relativi alle piante OGM vecchie e nuove – spiegano i due gruppi di scienziati indipendenti – richiede perciò l’esame di dettaglio dei cambiamenti genetici o tratti biologici (volontari o involontari) presenti nella pianta e che difficilmente sarebbero stati ottenuti con le tecniche tradizionali di selezione genetica.

5) Impatto sull’ambiente, sicurezza alimentare

La deliberata immissione delle NGTs in campo aperto, proseguono gli scienziati, deve essere fatto in modo controllato e limitato in quanto non si possono prevedere i danni all’ambiente e alla biodiversità che esse possono provocare. Con particolare attenzione agli effetti cumulativi, che possono comportare interferenze o interruzioni dei processi evolutivi dell’ecosistema.

La sicurezza alimentare, a sua volta, non può venire trascurata. Le tecniche di editing genomico possono infatti causare modifiche indesiderate nel DNA delle piante. E in assenza di un’appropriata valutazione del rischio, sottolineano i ricercatori, non si può escludere che le alterazioni genomiche possano avere un impatto sulla salute umana o animale.

6) ANSES, opinione scientifica sui rischi di deregulation delle NGTs

ANSES – l’agenzia nazionale francese indipendente, con delega alla valutazione dei rischi sanitari e di sicurezza alimentare – ha a sua volta pubblicato un’opinione scientifica, il 21 dicembre 2023, ove si evidenziano i rischi legati alla deregulation proposta dalla Commissione europea. (4) Annotando, in particolare, le criticità che seguono:

– le nuove tecniche genomiche ‘possono portare a cambiamenti nelle funzioni biologiche delle piante che non sono stati presi in considerazione nella proposta della Commissione’ – per quanto attiene alle ‘NGTs di categoria 1’ – e ‘non si può escludere che possano portare a rischi per la salute e l’ambiente’;

il ‘criterio di equivalenza’ tra piante derivate da tecniche convenzionali e ‘NGTs di categoria 1’ è incerto e sostanzialmente privo di giustificazione scientifica. La soglia delle modifiche genetiche dovrebbe venire stabilita anche in funzione della dimensione del genoma di ciascuna pianta;

– bisogna ridurre al minimo i margini di discrezionalità interpretativa. Introdurre le definizioni di ‘pianta convenzionale’, ‘sito mirato’ (dell’intervento sul genoma, che dovrebbe distinguere le NGTs), ‘materiale genetico’ o ‘pool genetico dei costitutori’,

– è altresì necessario chiarire l’ambito di applicazione delle tecniche in questione. Così ad esempio formulare con chiarezza l’esclusione dalla categoria 1 delle piante derivate da intragenesi o cisgenesi non mirata.

7) Conclusioni provvisorie

Il progetto di deregulation in esame potrebbe avere un impatto micidiale non solo su ambiente e salute ma ancor prima sulla biodiversità, con possibile pregiudizio alla salute dei suoli e la produttività in agricoltura. Rischi già evidenziati non dai soli ambientalisti e la società civile – che non hanno mai accettato gli OGM – ma anche dagli stessi ricercatori che hanno partecipato allo sviluppo delle tecniche di editing genomico (10,11).

La ‘indistinguibilità’ tra OGM deregolamentati (ma brevettabili) e piante tradizionali potrebbe costringere gli agricoltori europei a dipendere sempre più dai quattro monopolisti globali di pesticidi e sementi, anche mediante imposizione di royalties a seguito di contaminazioni accidentali. (12) Aggravando gli squilibri di una filiera ove i crescenti costi delle produzioni agricole non vengono compensati dai prezzi di vendita delle derrate.

Una riflessione più ampia rispetto alle contrapposizioni da stadio tra pro e contro NGTs appare necessaria. L’appello degli scienziati indipendenti e della società civile va inteso in questo senso, i possibili vantaggi dell’innovazione non vengono negati a priori ma sono necessarie ulteriori e approfondite valutazioni d’impatto. Senza improvvisare negoziati politici di fine legislatura basati sulle sole urgenze delle lobby dominanti.

Dario Dongo

Note

(1) Dario Dongo. Nuovi OGM, NGTs. La proposta di deregulation della Commissione europea. GIFT (Great Italian Food Trade). 4.7.23

(2) Marta Strinati, Dario Dongo. Nuovi Ogm, gli Stati membri esitano sulla deregulation. GIFT (Great Italian Food Trade). 11.12.23

(3) Antoniou, M.N., Robinson, C., Castro, I. et al. (2023). Agricultural GMOs and their associated pesticides: misinformation, science, and evidence. Environ Sci Eur 35, 76. 13.9.23 https://doi.org/10.1186/s12302-023-00787-4

(4) Open Letter: Serious concerns about the EU Commission proposal on New Genomic Techniques. New GMO. 19.11.23 http://tinyurl.com/39p6xsmm

(5) Anses. AVIS de l’Anses relatif à l’analyse scientifique de l’annexe I de la proposition de règlement de la Commission européenne du 5 juillet 2023 relative aux nouvelles techniques génomiques (NTG) – Examen des critères d’équivalence proposés pour définir les plantes NTG de catégorie 1 https://www.anses.fr/fr/content/avis-2023-auto-0189

(6) Dario Dongo. OGM, il nuovo impero che avanza. GIFT (Great Italian Food Trade). 26.7.19

(7) Dario Dongo, Giulia Torre. Nuovi OGM, Alt dalla Corte UE. GIFT (Great Italian Food Trade). 31.7.18

(8) Dario Dongo. Nuovi OGM in agricoltura biologica? La proposta del Parlamento Europeo. GIFT (Great Italian Food Trade). 28.10.23

(9) Directive 2001/18/EC of the European Parliament and of the Council of 12 March 2001 on the deliberate release into the environment of genetically modified organisms and repealing Council Directive 90/220/EEC. Recital 21

(10) Dario Dongo, Riccardo Clerici, Silvia Comunian. Nuovi OGM, è indispensabile rafforzare l’analisi del rischio. Rassegna scientifica. GIFT (Great Italian Food Trade). 14.6.20

(11) NBT, il lato oscuro delle nuove tecniche di editing. Rassegna scientifica. GIFT (Great Italian Food Trade). 6.3.21

(12) New Genomic Tecniques + Patents = Ticking time bomb. IFOAM http://tinyurl.com/yr6jj2rh

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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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