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Salute dei suoli, un altro flop in UE

Il 10 aprile 2024 il Parlamento europeo ha approvato in prima lettura la fragile proposta di direttiva sul monitoraggio della salute dei suoli (Soil Monitoring Law). (1) Un gigantesco salto indietro rispetto alle precedenti risoluzioni dell’Europarlamento e alla Strategia per la Protezione del Suolo che la Commissione europea aveva presentato nel 2021 (2,3).

1) Suoli europei, degrado diffuso

Il 60-70% dei suoli europei è in stato di degrado, a causa di urbanizzazione e impermeabilizzazione (cioè la copertura con materiali impermeabili artificiali, quali cemento o asfalto), nonché dei sistemi agricoli intensivi. Addirittura il 90% dei suoli agricoli versa in condizioni di degrado, che ne compromettono la produttività.

I suoli degradati non riescono più a svolgere i servizi ecosistemici vitali per l’agricoltura, gli esseri umani e l’ambiente. Vale a dire, fornire cibo sicuro e nutriente, purificare le acque, stoccare il carbonio, offrire habitat per la biodiversità, ridurre gli impatti degli eventi atmosferici estremi.

La perdita dei servizi ecosistemi è stimata avere un costo di circa 50 miliardi di euro/anno, a livello europeo. (4)

2) Salute dei suoli, parole al vento

L’Unione Europea ha assunto vari impegni per tutelare la salute dei suoli. Non ultimi, i Sustainable Development Goals in Agenda ONU 2030 che comprendono fame zero (SDG 2), acqua pulita (SDG 6), azioni per il clima (SDG 13), vita sulla terra (SDG 15).

La Strategia per la biodiversità aveva altresì previsto l’ intensificazione degli sforzi per ridurre l’erosione del suolo, proteggerne la fertilità e aumentare la sostanza organica. Salvo rimanere priva di alcuna attuazione.

Dalle parole ai fatti, la Strategia per il Suolo è degradata in un semplice piano di monitoraggio, approvato in prima lettura nell’ultima sessione plenaria del Parlamento con una debole maggioranza (336 voti favorevoli, 242 contrari e 36 astenuti). Senza alcun obbligo, per gli Stati membri, di raggiungere gli obiettivi al 2050 né quelli intermedi.

3) Monitoraggio

Il monitoraggio della salute dei suoli dovrebbe venire realizzato, dagli Stati Membri, previa ripartizione del territorio in un numero minimo di distretti pedologici, sulla base delle condizioni climatiche, l’uso del suolo o la copertura del suolo (Articolo 4). Designando, per ciascun distretto, un’autorità competente.

La direttiva definisce inoltre alcuni descrittori del suolo, per permettere di comparare i dati. Questi descrittori sono elencati all’Allegato I della direttiva e riguardano la salute, l’occupazione e la contaminazione del suolo. Gli Stati membri dovrebbero poter stabilire descrittori ulteriori, informandone la Commissione (articolo 7).

4) Misurazioni

Gli Stati membri hanno il compito di determinare i punti di campionamento seguendo le indicazioni contenute in Allegato II, parte A dello schema di direttiva. Indi eseguire i prelievi e le misurazioni dei ‘descrittori’.

Le prime misurazioni dovrebbero venire effettuate entro 4 anni dall’entrata in vigore della direttiva. Per venire ripetute ogni 5 anni (articolo 8).

I terreni che soddisfino i criteri stabiliti in Allegato I, parti A e B, potranno venire considerati ‘sani’. Viceversa, qualora non verrà soddisfatto neppure uno di tali criteri, i suoli verranno considerati ‘insalubri’ (articolo 9).

5) Misure per una gestione sostenibile dei suoli

Entro 4 anni dall’entrata in vigore del testo, gli Stati membri si impegnano ad adottare almeno le misure elencate all’articolo 10 della direttiva. Vale a dire:

  • definire sia le pratiche di rigenerazione e le pratiche di gestione sostenibile dei terreni, sia quelle che influiscono negativamente sulla salute del suolo e devono perciò venire vietate
  • promuovere la consapevolezza sui benefici a lungo termine della gestione sostenibile dei terreni, nonché la ricerca e l’attuazione di concetti olistici di gestione dei terreni
  • rendere disponibile una mappatura dei finanziamenti disponibili per attuare la gestione sostenibile del suolo.

6) Siti contaminati

L’Europa fa un passo indietro, ancora una volta, nel rimettere agli Stati membri il compito di definire il ‘rischio inaccettabile per la salute umana e per l’ambiente’. E così, entro 4 anni dall’entrata in vigore della direttiva:

– gli Stati membri stabiliscono un approccio basato sul rischio per identificare i siti contaminati e gestirli, in modo da mantenere ‘a livelli accettabili’ i rischi per la salute umana e ambientale dei siti

– le autorità competenti ai singoli siti adottano le misure adeguate, tra quelle indicate in Allegato V alla direttiva, per portare i suddetti rischi a livelli accettabili.

7) Alla prossima legislatura

Il testo approvato dal Parlamento andrà al voto del Consiglio, previsto per giugno. Per ritornare al nuovo Europarlamento, a seguito delle imminenti elezioni. La delusione della società civile è forte, e così dovrebbe essere quella degli agricoltori che subiscono il degrado dei suoli.

Una direttiva che obbligherà i paesi dell’UE a monitorare prima, e a valutare poi, lo stato di salute di tutti i suoli sul loro territorio; ma molto indebolita rispetto agli obiettivi che aveva dichiarato nella strategia per il suolo al 2030. Due anni fa, la Commissione UE, parlava infatti di presentare una Soil Health Law che però, già alla sua pubblicazione, era stata ridimensionata in Soil Monitoring Law. Quindi molto bene una direttiva che sviluppi un quadro comune di monitoraggio dei suoli ma bisogna fare molto di più, nel tentativo di mettere in atto qualsiasi misura attuabile per migliorare efficacemente la salute del suolo’ (Damiano Di Simine, Legambiente, responsabile suolo). (5)

8) Integrità e salute dei suoli, quali prospettive?

L’integrità dei suoli è cruciale per l’agricoltura e la popolazione europea, e continua a venire minacciata da politiche che favoriscono gli interessi della finanza, laddove:

  • né l’Unione Europea né l’Italia hanno finora stabilito un divieto inderogabile al consumo di suolo, che continua a venire divorato per nuove costruzioni e anche per installare impianti eolici e fotovoltaici (6)
  • la Commissione e il Parlamento europeo, nella legislatura ora alla fine, hanno omesso di dare seguito alle iniziative per il ripristino dei suoli, la biodiversità e la resilienza in agricoltura.(7)

Dario Dongo – candidato con il movimento #PaceTerraDignità alle elezioni che si terranno in Italia l’8-9 giugno 2024 – aspira a proseguire anche al Parlamento Europeo le battaglie condotte da tanti anni su questi e altri temi, sulla base del programma già condiviso.

Dario Dongo e Alessandra Mei

Note

(1) European Parliament. European Parliament legislative resolution of 10 April 2024 on the proposal for a directive of the European Parliament and of the Council on Soil Monitoring and Resilience (Soil Monitoring Law) https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2024-0204_EN.html

(2) Dario Dongo, Alessandra Mei. Protezione del suolo, il Parlamento europeo chiede regole vincolanti. GIFT (Great Italian Food Trade). 25.4.21

(3) Dario Dongo. Protezione del suolo, strategia 2030. L’ABC. GIFT (Great Italian Food Trade). 6.12.21

(4) Dario Dongo, Gabriele Sapienza. Italia, consumo di suolo e servizi ecosistemici. Rapporto ISPRA. GIFT (Great Italian Food Trade). 8.11.23

(5) Legambiente. Via libera del Parlamento UE a direttiva sul suolo (Soil Monitoring Law). 11.4.24 https://www.legambiente.it/comunicati-stampa/via-libera-del-parlamento-ue-a-direttiva-sul-suolo-soil-monitoring-law/ 

(6) Dario Dongo. Rapina delle terre, ‘parchi agrisolari’ e pale eoliche. GIFT (Great Italian Food Trade). 3.4.24

(7) Si veda il paragrafo 6 del precedente articolo di Gabriele Sapienza, Dario Dongo. Biodiversità microbica dei suoli in Europa, analisi e prospettive. GIFT (Great Italian Food Trade). 6.11.23

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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

Alessandra Mei
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Laureata in Giurisprudenza all'Università di Bologna, ha frequentato il Master in Food Law presso la stessa Università. Partecipa alla squadra di WIISE srl benefit dedicandosi ai progetti europei e internazionali di ricerca e innovazione.

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