HomeIdeeAgricoltura, stop agli accordi di libero scambio senza condizioni

Agricoltura, stop agli accordi di libero scambio senza condizioni

Quattro mesi di protesta non sono bastati a ottenere un freno agli accordi di libero scambio che provocano concorrenza sleale a danno degli agricoltori europei, tramite importazione di merci a basso costo in condizioni di dumping sociale, ambientale e di sicurezza.

ECVC – il Coordinamento Europeo Via Campesina, unica vera rappresentanza delle aziende agricole piccole e medie – deplora l’ipocrisia di una politica commerciale che continua ad avvantaggiare le oligarchie agroindustriali e finanziarie, a discapito di chi lavora la terra. (1)

1) Via Campesina, #prezzoequo NO concorrenza sleale

‘Il commissario per l’Agricoltura, Janusz Wojciechowski, e i ministri dell’Agricoltura del Consiglio Agricoltura e Pesca sembrano aver rapidamente dimenticato le richieste e i problemi degli agricoltori.

All’ultimo incontro di AGRIFISH (29-30 aprile 2024), i rappresentanti hanno continuato a spingere per una politica di libero scambio orientata all’esportazione, che per ECVC è incompatibile con la richiesta principale delle proteste degli agricoltori:

– garantire prezzi equi che coprano i costi di produzione attraverso la regolamentazione del mercato’. (2)

2) La voce degli agricoltori rimane inascoltata

‘Nonostante le rassicurazioni sul fatto che le preoccupazioni degli agricoltori vengono prese in considerazione, i membri del consiglio AGRIFISH non riescono a riconoscere che sono le grandi imprese agricole a trarre profitto dagli accordi di libero scambio e dall’inclusione dell’agricoltura nel WTO.

Gli impatti reali del libero scambio per la maggior parte degli agricoltori vengono travisati in questo contesto, poiché i politici si piegano alla volontà delle lobby dell’agroindustria.

Per gli agricoltori sul campo, gli accordi di libero scambio e le norme dell’OMC servono solo a ridurre i prezzi il più possibile, senza riguardo per i costi per il benessere e la salute degli agricoltori e dei cittadini, né per l’impatto sul clima e sulla biodiversità’. (3)

3) Gli accordi di libero scambio non avvantaggiano gli agricoltori

Janusz Wojciechowski, ad esempio, ha fatto ampio riferimento allo studio del JRC (Joint Research Center, Commissione Europea) sull’impatto economico cumulativo del commercio per sottolineare l’importanza del commercio e sostenere l’affermazione secondo cui ‘alcuni settori agricoli possono trarre vantaggio dall’agenda commerciale dell’UE’.

Il commissario non ha tuttavia riconosciuto l’approccio puramente economico dello studio, che non prende in considerazione gli aspetti sociali e ambientali. Manca un focus sui gruppi più colpiti da questi accordi di libero scambio – agricoltori e lavoratori agricoli – e l’impatto specifico sugli agricoltori non è stato studiato in modo approfondito e non è presente nei risultati.

Non è stato richiamato il fatto che, secondo il rapporto, i prezzi delle merci ricomprese negli accordi di libero scambio vengono influenzati negativamente e i dati dell’UE mostrano che le attuali politiche agricole basate sull’accordo WTO e gli accordi di libero scambio hanno portato alla perdita di posti di lavoro nel settore agricolo.

4) Vendite sottocosto e inquinamento

Le poche misure concrete che sono state introdotte o proposte per affrontare le cause profonde delle preoccupazioni degli agricoltori (come l’osservatorio dei prezzi e dei costi e la discussione su una potenziale revisione della direttiva sulle pratiche commerciali sleali) non possono venire implementate con successo all’interno di questo paradigma di libero scambio.

La posizione degli agricoltori non migliorerà se la politica dell’UE continuerà a costringerli a produrre al prezzo più basso possibile per competere sui mercati globali. (4)

Inoltre, di fronte all’attuale crisi climatica e della biodiversità, è assurdo e incoerente vedere le istituzioni dell’UE insistere sul fatto che spedire cibo che potrebbe essere prodotto localmente da un lato all’altro del pianeta sia ancora una soluzione fattibile. Questo approccio costringe gli agricoltori a competere tra loro e a valorizzare la produzione quanto più possibile, nel modo più economico possibile, piuttosto che mirare a ridurre l’impatto ambientale del settore agricolo e a passare a modelli agroecologici che siano sostenibili e rispettino le nostre risorse naturali limitate. (5)

5) UE, fame di materie prime ‘whatever it takes’

Il ‘Critical Raw Materials Act’ (CRMA) recentemente approvato e le dichiarazioni dei decisori relative ai negoziati per l’accordo UE-Mercosur mostrano che in realtà, invece di ripensare il proprio modello di consumo, l’UE è affamata di materie prime ed è disposta a fare qualsiasi cosa per ottenerle: gli agricoltori, i lavoratori agricoli e le popolazioni locali che difendono i loro territori dai disastri ambientali legati all’estrattivismo in Europa e altrove sono semplicemente cittadini di seconda classe i cui diritti non contano. (6)

6) Coordinamento Europeo Via Campesina, stop agli accordi di libero scambio senza condizioni

La Via Campesina invita la società civile in Europa a unirsi al più ampio movimento contro l’attuale paradigma del libero scambio. È tempo di riformare radicalmente il commercio agricolo per rispettare il diritto internazionale, compresa la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei contadini e delle altre persone che lavorano nelle aree rurali (UNDROP), gli obiettivi climatici e la Convenzione sulla diversità biologica, nonché il diritto internazionale sui diritti umani fondamentali.

L’accordo WTO (World Trade Organization) e tutti gli accordi di libero scambio che includono l’agricoltura, firmati o in corso di negoziati in UE, sono in palese contraddizione con questi strumenti internazionali. Il cosiddetto dibattito sulla clausola speculare nel commercio relativo all’alimentazione e all’agricoltura è solo un tentativo di rendere più verde l’attuale paradigma commerciale insostenibile, senza però fare nulla.

Il Coordinamento Europeo Via Campesina (ECVC) condanna il ruolo dell’UE nei negoziati del WTO su cibo e agricoltura e l’incapacità dei ministri AGRIFISH di comprendere le vere ragioni dietro le proteste. Il consiglio AGRIFISH ha la responsabilità di attuare misure per affrontare le cause profonde di questi problemi, attraverso la regolamentazione dei mercati agricoli al fine di favorire la transizione agroecologica nei settori alimentari dell’UE, garantendo il ricambio generazionale e promuovendo un’economia di pace’.

7) Cambiare le politiche agroalimentari in Unione Europea

Cambiare le politiche agroalimentari in Unione Europea è possibile e richiede un grande sforzo collettivo degli agricoltori e dei cittadini. Bisogna convergere verso le rappresentanze autentiche degli interessi collettivi – come ECVC per gli agricoltori e FoodWatch per i consumatori – e superare la riluttanza verso le urne.

Dario Dongo, candidato nel Collegio Nord-Est per il movimento Pace, Terra e Dignità alle elezioni europee che si terranno in Italia sabato 8 e domenica 9 giugno 2024, aspira a portare al Parlamento Europeo queste battaglie che conduce da anni nei vari contesti editoriali, politici e giudiziari. (7)

#PaceTerraDignità

Dario Dongo e Alessandra Mei

Note

(1) ECVC. ECVC rejects free trade narrative of AGRIFISH council and demands market regulation and an end to FTAs to address root causes of farmers’ issues. 2.5.24 https://www.eurovia.org/press-releases/ecvc-rejects-free-trade-narrative-of-agrifish-council-and-demands-market-regulation-and-an-end-to-ftas-to-address-root-causes-of-farmers-issues/ 

(2) Dario Dongo. Via Campesina, le priorità degli agricoltori alle elezioni europee. GIFT (Great Italian Food Trade). 24.4.24

(3) Dario Dongo. Via libera agli accordi UE con Cile e Kenya. GIFT (Great Italian Food Trade). 28.2.24

(4) Dario Dongo. Sottocosto, protesta degli agricoltori in Francia. GIFT (Great Italian Food Trade).

(5) Dario Dongo. I tentacoli della finanza sulla sovranità alimentare e il nostro cibo. GIFT (Great Italian Food Trade). 31.3.24

(6) Dario Dongo. Brasile, alle deforestazioni si aggiunge l’ecatombe da pesticidi. Insostenibile accordo UE-Mercosur. GIFT (Great Italian Food Trade). 21.4.21

(7) Dario Dongo. Pace, Terra e Dignità. Il nostro movimento alle elezioni europee 2024. GIFT (Great Italian Food Trade). 14.3.24

+ posts

Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

Alessandra Mei
+ posts

Laureata in Giurisprudenza all'Università di Bologna, ha frequentato il Master in Food Law presso la stessa Università. Partecipa alla squadra di WIISE srl benefit dedicandosi ai progetti europei e internazionali di ricerca e innovazione.

Articoli correlati

Articoli recenti

Commenti recenti

Translate »