HomeIdeeRapina delle terre, ‘parchi agrisolari’ e pale eoliche

Rapina delle terre, ‘parchi agrisolari’ e pale eoliche

La rapina delle terre agli agricoltori e le comunità locali – tuttora portata avanti da Big Ag in Centro e Sud America, Africa e Sud-Est asiatico, per realizzare monocolture di palma da olio e soia – impazza anche in Europa e in Italia, in nome del business dei ‘parchi agrisolari’ e le pale eoliche. #VanghePulite.

1) Finanza contro agricoltura, premessa

La produzione agricola e agroalimentare, in Unione Europea, è tuttora affidata a 9,3 milioni di aziende agricole, per il 94,8% di dimensione familiare e contadina (Eurostat, 2020). 5,4 milioni di aziende sono già state chiuse e/o cedute ai colossi agroindustriali nel periodo 2005-2020, a causa del dilagare di pratiche commerciali sleali che costringono i piccoli agricoltori alle vendite sottocosto e l’incapacità di realizzare un reddito dignitoso.

La finanza internazionale – come si è già illustrato (1) – ha assunto il dominio sia sui mezzi di produzione agricola (a partire da agrofarmaci, fertilizzanti, sementi) – sia sul mercato globale delle commodities (cereali, soia e semi oleaginosi, legumi). Le oligarchie finanziarie possono quindi speculare sia sui costi, sia sui ricavi delle produzioni agricole. E così accelerare la crisi degli agricoltori, per appropriarsi dei terreni vocati al proprio modello produttivo (latifondi e monocolture con OGM resistenti agli erbicidi).

2) Rapina delle terre per ‘parchi agrivoltaici’ e pale eoliche

Espropriazione e occupazione d’urgenza delle aree agricole e dei paesaggi naturali – per realizzare investimenti (non solo pubblici ma soprattutto) privati riconducibili a progetti ‘strategici’ di transizione energetica – rappresentano l’avanguardia della rapina delle terre nei Paesi ‘democratici’.

I terreni vengono sottratti ai loro proprietari per raggiungere gli obiettivi del ‘Green Deal’ come declinati, dall’Italia, nel PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e il PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2030. V. note 2,3).

Le opere, impianti e infrastrutture necessari per realizzare i progetti di transizione energetica, se pure realizzate da privati:

– assumono la natura giuridica di opera pubblica tramite ‘dichiarazione di pubblica utilità’

– costituiscono presupposto per le procedure espropriative, mediante dichiarazione di ‘indifferibilità e urgenza’ (4)

– si avvalgono delle semplificazioni in termini di VIA (valutazione d’impatto ambientale) e autorizzazioni

– non sono soggette ai vincoli di localizzazione a suo tempo previsti dal Codice dell’ambiente (5)

– vengono classificate come ‘opere strategiche’ anche ai fini del Codice dell’ambiente. (6)

3) Consumo di suolo per ‘opere strategiche’

Le ‘opere strategiche’ – vale a dire, gli impianti che producono energia fotovoltaica, eolica, da rifiuti e qualsiasi altra fonte non fossile – possono quindi venire realizzate, anche mediante espropriazione, sulle aree più significative del nostro territorio. Anziché soltanto su aree non coltivate o degradate (es. aree industriali dismesse e comunque già impermeabilizzate), come previsto dal Codice dell’ambiente prima dell’efferata riforma. (6)

Il consumo di suolo vergine – agricolo e boschivo, parchi naturali e paesaggi caratteristici inclusi – è stato dunque legittimato in nome della ‘transizione energetica’. In barba alla ‘transizione ecologica’ invano proclamata nello stesso ‘Green Deal’, oltreché al patrimonio naturale, culturale e paesaggistico. (7) Senza alcuna considerazione, tra l’altro, del ruolo fondamentale del suolo, le piante e gli alberi in:

– assorbimento e stoccaggio di anidride carbonica, per il contrasto all’emergenza climatica che ci affligge con fenomeni estremi che danneggiano in primis l’agricoltura (i.e. siccità, piogge torrenziali, grandinate e gelate)

– prevenzione del dissesto idrogeologico, grazie alle pratiche agricole responsabili e la cura dei paesaggi rurali

– riduzione della perdita di biodiversità, a sua volta indispensabile alla produttività in agricoltura e le funzioni ecosistemiche. (8)

4) Coldiretti contro gli agricoltori italiani

Vincenzo Gesmundo – il sempiterno ‘capo dei capi’ di Coldiretti – rivendica che ‘i sei progetti contenuti nel Recovery Plan, nella sostanza sono firmati in calce da Coldiretti. (…) Perché quando Coldiretti fa la Coldiretti non ce n’è per nessuno!’. (9) Peccato soltanto che ‘quando Coldiretti fa la Coldiretti’ gli agricoltori italiani ne subiscano i peggiori danni, come si è più volte dimostrato nell’inchiesta ’Vanghe Pulite’ e si riconferma nel caso in esame.

Il PNRR (Piano nazionale di rilancio e resilienza), in attuazione del ‘Recovery Plan’ (poi rinominato ‘Next Generation EU’), ha infatti:

– stravolto il Codice dell’ambiente proprio per legittimare la rapina delle terre in nome della ‘transizione energetica’ e della ‘pubblica utilità’, come si è visto nei precedenti paragrafi. Così che, se anche gli agricoltori non vogliano vendere o affittare il proprio terreno, la terra potrà essere espropriata e affidata ai colossi energetici

– deviato le risorse destinate agli agricoltori e allevatori – nella misura M2C1, ‘agricoltura sostenibile’, che avrebbe consentito loro di ricevere aiuti diretti per interventi a favore della transizione ecologica, la diversificazione delle colture, il benessere animale – a esclusivo vantaggio dei partner finanziari e industriali di Coldiretti.

AB Energy, Enel, ENI, GE Holding, MyEnergy, Snam e Terna, combinazione, sono i soci della Filiera Italia creata da Coldiretti e presieduta dall’eurodeputato Paolo De Castro. E la prima priorità nei finanziamenti Coldiretti del PNRR in agricoltura – a cui sono stati dedicati € 1,5 sui 2,8 miliardi iniziali (54%) – riguarda proprio i ‘parchi agrisolari’. La misura è stata poi ri-finanziata, l’8 dicembre 2024, con ulteriori 850 milioni di euro.

5) Impatto sociale ed economico

L’impatto sociale delle misure in esame è disastroso, poiché con esse si sacrifica un modello di economia territoriale ad alta occupazione e distribuzione del reddito che si basa non solo sull’agricoltura di qualità ma anche sul turismo, la cultura e i loro indotti.

Il modello industriale delle energie ‘verdi’, viceversa, minimizza la forza lavoro e deturpa irrimediabilmente i paesaggi. Con l’ulteriore beffa di utilizzare in prevalenza materiali fabbricati in Paesi extra-UE e concentrare la ricchezza sui ‘padroni del mondo’. (10)

Lo scempio si sta ora scatenando in ogni regione del Bel Paese, dalla Marca Trevigiana al Vercellese e il Cuneese, l’Emilia-Romagna e le Marche, Puglia e Sicilia, con il più grave assalto di tutti i tempi alla Sardegna (11-15). Ed è solo l’inizio, come ha annunciato lo scorso anno il presidente di JP Morgan. (10)

6) Rivoluzione democratica

È ora di ribellarsi a questo fenomeno, in palese contrasto con i diritti umani fondamentali proclamati dall’ONU (diritto al cibo e ai suoi mezzi di produzione, la proprietà privata e la libertà d’impresa), oltreché agli obiettivi strategici di sovranità alimentare, ‘food security’ e biodiversità.

Le normative UE e italiane sopra descritte – costruite su misura della finanza internazionale, con il sostegno delle grandi confederazioni agricole (Coldiretti, Copa-Cogeca, Farm Europe) e i politici a loro servizio – devono venire riformate al più presto, per mettere fine a questo scempio in via definitiva.

Fermare il consumo di suolo è una delle priorità di chi scrive, con le modalità accennate al punto 2-D del programma in vista delle elezioni europee del 6-9 giugno 2024. Pannelli solari sulle sole superfici già coperte da asfalto e cemento, impianti eolici e fotovoltaici al largo delle nostre coste, senza disturbare i paesaggi marini. (16)

#PaceTerraDignità

Dario Dongo

Note

(1) Dario Dongo. I tentacoli della finanza sulla sovranità alimentare e il nostro cibo. GIFT (Great Italian Food Trade). 31.3.24

(2) Reg. (EU) No 2018/1999 of the European Parliament and of the Council on the Governance of the Energy Union and Climate Action https://tinyurl.com/bdedsjn8

(3) Legge 108/2021 di conversione del decreto legge 77/2021 (c.d. ‘decreto semplificazioni bis), recante ‘Governance del Piano nazionale di rilancio e resilienza e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure’ https://tinyurl.com/47z33nhe

(4) Codice dell’ambiente, DPR 327/01 e successive modifiche. V. articoli 12-14 (‘dichiarazione di pubblica utilità’) e 22-bis (‘dichiarazione di pubblica utilità’)

(5) La legge 108/2021, all’art. 18.1.a.2, abroga il comma 2-ter dell’art. 7-bis del testo consolidato del Codice dell’ambiente ove erano definiti i criteri per individuare le aree non idonee alla realizzazione degli interventi del PNRR e del PNIEC

(6) La legge 108/21, all’articolo 18.1.b, sostituisce l’elenco delle opere strategiche già previste nel Codice dell’ambiente (Allegato I) con quelle stabilite nel suo nuovo Allegato I-bis previsto dal dl 77/2021

(7) Dario Dongo. European Green Deal, la nuova strategia in UE. Égalité. 13.12.19

(8) Dario Dongo, Gabriele Sapienza. Italia, consumo di suolo e servizi ecosistemici. Rapporto ISPRA. GIFT (Great Italian Food Trade). 8.11.23

(9) Dario Dongo. Piano di azione nazionale pesticidi, agricoltura sostenibile e PNRR. #VanghePulite. GIFT (Great Italian Food Trade). 4.2.22

(10) Arianna Graziato. Esproprio dei terreni privati: cosa c’è di vero nella proposta di JP Morgan. Byoblu. 11.4.23 https://tinyurl.com/bda3ux99

(11) Matteo Marcon. Marca trevigiana, la svolta green. Pannelli solari su 166 ettari di campi. La Tribuna di Treviso. 1.4.24 https://tinyurl.com/hpw242wv

(12) La lotta dell’agricoltore di Carisio a Fuori dal Coro. Prima Vercelli. 8.1.24 https://tinyurl.com/yzdu8zf5

(13) Espropri per il fotovoltaico: “Non sapevamo”. Il Resto del Carlino. 28.2.24 https://tinyurl.com/fuvrph5d

(14) Terreni espropriati senza il consenso degli agricoltori: “Per mettere le pale eoliche ci hanno tolto tutto”. Foggia Today. 9.2.24 https://tinyurl.com/mwxk4f4a

(15) Assalto solare, espropri pubblici & affari privati. Unione Sarda. 6.12.23 https://tinyurl.com/425mrxdz

(16) Il primo parco eolico galleggiante d’Italia ottiene l’autorizzazione. Rinnovabili.it 22.3.24 https://www.rinnovabili.it/energia/eolico/primo-parco-eolico-galleggiante-d-italia-ottiene-autorizzazione/

+ posts

Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

Articoli correlati

Articoli recenti

Commenti recenti

Translate »