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Vino, zucchero svelato

Vino, zucchero svelato

Stop ai segreti sullo zuccheraggio. La Commissione europea chiede che l’aggiunta di zucchero al vino venga riferita in etichetta

La Commissione europea finalmente assume posizione sull’obbligo di precisare, nelle etichette dei vini, l’eventuale impiego di zuccheri diversi dall’uva. Lo zuccheraggio svelato, finalmente si spera.

Zucchero svelato

Lo zuccheraggio dei vini, si ricorda, è vietato in Italia come in Spagna, Portogallo e Grecia. In altri Paesi d’Europa, viceversa, aggiungere ai vini gli zuccheri alieni – di barbabietola e di canna – è pratica comune. Alle spalle di chi il vino lo produce di sola uva, affrontando costi superiori, e dei consumatori ignari.

L’informazione ai consumatori è indispensabile, È anzi la condizione minima affinché si possa tollerare la grave asimmetria delle regole di produzione vinicola tuttora in atto nel Mercato interno. Finalmente la Commissione europea inizia a riconoscere questa esigenza, che Assoenologi e Great Italian Food Trade portano avanti da tempo, ora anche con il sostegno dell’Alleanza delle cooperative e di Coldiretti. L‘aggiunta di zucchero deve venire sempre indicata sulle etichette del vini.

Zuccheri alieni in etichetta, dibattiti in corso

L’Italia è impegnata da anni nella battaglia per la trasparenza delle etichette dei vini. Se sono stati impiegati zuccheri diversi da quelli dell’uva, il consumatore deve venire informato. Tenuto conto sia delle ipotesi di zuccheraggio, sia di quelle di spumantizzazione, con saccarosio da canna o barbabietola. 

L’Alleanza delle cooperative italiane e Coldiretti hanno perciò obiettato alle posizioni di retroguardia espresse da Ceev (Comité Européen des Entreprises Vins) e Copa-Cogeca (la confederazione europea delle confederazioni agricole negli Stati membri UE).

‘Vogliamo trasparenza. E se lo zucchero è aggiunto al vino deve essere indicato in etichetta. Noi consideriamo lo zucchero un ingrediente è come tale va indicato’ (Ruenza Santandrea, Alleanza cooperative agroalimentari italiane, coordinatrice del settore vitivinicolo).

Il dibattito a ben vedere ha tutt’altra ampiezza. Non si tratta solo di decidere se citare gli zuccheri alieni sulle bottiglie presentate come ‘nettare di Bacco’. Bisogna invece sottoporre le bevande alcoliche alle stesse regole di etichettatura stabilite per la generalità dei prodotti alimentari.

Bevande alcoliche, le deroghe in etichetta

Il regolamento ‘Food Information to Consumers’ ha riconosciuto alle bevande alcoliche due ingiustificate deroghe dagli obblighi di etichettatura:

– esenzione dalla lista ingredienti obbligatoria (fatto salvo il dovere di indicare gli allergeni), 

– deroga dall’obbligo della tabella nutrizionale. (1)

Il 13.3.17 la Commissione europea ha presentato una relazione ‘all’acqua di rose’. Una documento nel quale, anziché mettere fine alle citate deroghe, Bruxelles ha chiesto alle associazioni di categoria di avanzare proposte di ‘codici di condotta’ volontari, entro un anno.

Il 12.3.18 i settori interessati – vino, birra, sidro e superalcolici – hanno presentato una  proposta che sfiora il ridicolo. Impegnandosi  a comunicare lista ingredienti e dichiarazione nutrizionale non in etichetta ma sul web. Con modalità differenziate, tra l’altro, a seconda delle categorie. (2)

A settembre 2018 un portavoce della Commissione europea ha dichiarato che il progetto di autoregolazione di cui sopra non è coerente ai suoi presupposti legali ed è inadeguato a informare i consumatori dell’UE. Bruxelles potrebbe quindi decidere di introdurre norme obbligatorie, meglio tardi che mai. 

Il commissario Vytenis Andriukaitis, peraltro, si è già distinto per una serie di bluff. Sul contrasto alle frodi alimentari, poi relegate a un ‘centro di conoscenzacome sulla definizione degli alimenti vegetariani e vegani. Meglio dunque attendere i fatti, prima di compiacersi delle parole.

Dario Dongo e Marta Strinati 

Note

(1) Cfr. UE 1169/2011, articolo 16.4

(2) La dichiarazione del valore energetico ‘per 100 ml’, in particolare, è duramente osteggiata dai produttori di superalcolici, i quali insistono per esprimere i valori solo per porzione. Sul fronte opposto i produttori di birra, lieti di fornire in etichetta le dichiarazioni nutrizionali riferite ai 100 ml, così come l’elenco degli ingredienti

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