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NutriScore, avanti tutta. Germania e Olanda salgono a bordo

NutriScore, avanti tutta. Germania e Olanda salgono a bordo

L’etichetta NutriScore – che mostra il profilo nutrizionale degli alimenti in un colpo d’occhio, con 5 lettere e 5 colori – va avanti in Europa. Dopo i governi di Francia, Belgio, Spagna e Svizzera anche quelli di Germania e Olanda salgono a bordo.

NutriScore, l’etichetta intelligente

Il sistema NutriScore è stato elaborato da un gruppo di studiosi in epidemiologia nutrizionale (EREN) de l’Université de Paris – Paris 13, insieme a ricercatori indipendenti della stessa università, di Inserm (Institut national de la santé et de la recherche médicale) e INRA (Institut national de la recherche agronomique). Con l’obiettivo di aiutare i consumatori a comprendere il valore nutrizionale degli alimenti e promuovere la scelta di quelli più idonei a comporre diete equilibrate. (1)

Lo schema d’informazione consiste in un logo, da posizionare sul fronte dell’etichetta dei prodotti alimentari. 5 colori – dal verde all’arancione scuro, contrassegnati da altrettante lettere (dalla A alla E) – esprimono l’idoneità dell’alimento a venire consumato con regolarità. O viceversa, con parsimonia. Grazie all’applicazione di un algoritmo che ne considera i valori nutrizionali. (2)

L’iniziativa dei cittadini europei

L’iniziativa dei cittadini europei per l’introduzione del NutriScore sulle etichette di tutti i prodotti alimentari venduti in UE è stata registrata l’8.5.19. Dovrà raccogliere 1 milione di firme in almeno 7 Paesi membri, entro l’8.5.20, affinché la Commissione europea sia costretta a prenderla in considerazione.
Gli obiettivi dell’iniziativa sono tre:

1) semplificare l’etichettatura nutrizionale più leggibile e comprensibile anche per i non esperti,

2) incoraggiare gli operatori della filiera alimentare a riformulare i prodotti, cioè migliorarne la composizione e le proprietà nutrizionali,

3) armonizzare le informazioni nutrizionali a livello europeo, grazie a un unico sistema ufficiale di etichettatura. (3)

Noi tutti possiamo aderire all’iniziativa popolare, inserendo i nostri dati sull’apposita pagina. Tra le organizzazioni promotrici si segnalano le associazioni dei consumatori UFC-Que Choisir (Francia), Test-Achat (Belgio), VZBV (Germania), Consumentenbond (Olanda), OCU (Spagna), Federajca Konsumentow (Polonia) ed EKPIZO (Grecia), membri di BEUC (European Bureau of Consumer Associations).

NutriScore, la Germania aderisce

La ministra tedesca per l’alimentazione e l’agricoltura, Julia Klöckner, ha annunciato il 30.9.19 l’intenzione di introdurre Nutri-Score quale criterio ufficiale per l’informazione nutrizionale di sintesi in etichetta. Un importante passo avanti, dopo le resistenze iniziali del governo tedesco all’esito di un sondaggio decisivo sui consumatori. Il 57% degli intervistati – e in particolare, le persone che raramente o mai pensano alla composizione del cibo – ha infatti dichiarato preferire il NutriScore ad altre dichiarazioni nutrizionali. (4)

Il desiderio dei consumatori di maggiore trasparenza e sicurezza nell’acquisto di alimenti – come mostrano i risultati – è grande. Per molti, è stato finora difficile scegliere con rapidità alimenti idonei a una nutrizione corretta. Soprattutto a causa del crescente ricorso ad alimenti trasformati, alcuni dei quali contengono troppo zucchero, o sale, e grassi. Ciò produce effetti sia sulla salute, sia sull’economia che non intendo accettare’ (Julia Klöckner, ministro per l’alimentazione e l’agricoltura, Repubblica federale tedesca).

Nutri-Score, anche l’Olanda sale a bordo

Il segretario di stato olandese per la salute, il benessere e lo sport, Paul Blokhuis, ha annunciato il 28.11.19 la decisione del suo governo di adottare il Nutri-Score. A partire dal 2021, dopo avere affidato a un ‘comitato di scienziati indipendente a livello internazionale’ la ‘valutazione e adeguamento’ del sistema rispetto alle linee guida nutrizionali olandesi.

L’Olanda aveva adottato, nel 2006, un diverso schema di informazione nutrizionale di sintesi, il c.d. healthy logo, nell’ambito del c.d. Choices Programme. Nondimeno, tale schema si somma al Traffic Light System britannico, al Nordic Keyhole (Svezia, Norvegia, Danimarca, Islanda) e allo Heart Logo in Finlandia e Slovenia. Ed è a maggior ragione necessario armonizzare l’informazione, come appunto si propone con il Nutri-Score. (5)

NutriScore, chi rema contro?

8 delle 10 ‘grandi sorelle’ del cibo – vale a dire PepsiCo, Coca-Cola, Unilever, General Mills, Kellogg’s, Mars, Associated British Foods e Mondelez – hanno finora rifiutato di applicare il NutriScore sulle etichette. Danone, viceversa, è stato il primo gruppo a introdurre il logo. Seguito, proprio in questi mesi, da Nestlé.

La gran parte dei prodotti di Big Food, non a caso, si qualifica come HFSS (High in Fats, Sugar and Sodium). Vale a dire, cibo spazzatura. Ferrero e Mars dominano la classifica, con il 100% dei prodotti classificato con punteggio D o E. A seguire Mondelez (86%), Nestlé (55%), il 54% per Coca-Cola, il 52% per Unilever, il 50% per Kellogg’s e il 46% per PepsiCo. (6)

Non stupisce perciò che Big Food abbia investito in lobby oltre 1 miliardo di euro, per promuovere il sistema delle GDA (Guideline Daily Amounts). Un sistema effettivamente recepito nel reg. UE 1169/11 – con l’acronimo RI, Reference Intake, o AR, Assunzioni di Riferimento – che si contrappone a quelli finora citati sotto due aspetti essenziali:

– le Assunzioni di Riferimento sono riferite alla porzione, anziché ai 100 g/ml. Impediscono così di comparare su base obiettiva i diversi prodotti a scaffale,

– le AR, anziché semplificare l’informazione, la complicano. Aggiungendo altri numeri (le quote di energia e macronutrienti offerta da una porzione di cibo), di valore peraltro genericissimo (il fabbisogno medio giornaliero della ‘donna europea’ di 40 anni).

La batteria scarica dell’Italia

Contro ogni logica si pone poi il sistema di etichetta nutrizionale proposto (dalle lobby di Big Food) in Italia. Un’icona che richiama quella utilizzata per mostrare il livello di carica delle batterie dei cellulari o altri dispositivi elettrici. Con lo scientifico inganno di associare i prodotti preferibili dal punto di vista nutrizionale al simbolo della batteria scarica, il cibo spazzatura a quella carica.

Dario Dongo

Note

(1) Maggiori informazioni sul sito di Santé publique France,

(2) L’algoritmo considera sia gli elementi negativi (zuccheri semplici, acidi grassi saturi, sodio, valore energetico), sia quelli positivi (fibre, percentuale di frutta e verdura, proteine)

(3) L’iniziativa dei cittadini europei è disponibile sul sito della Commissione europea, https://ec.europa.eu/citizens-initiative/public/initiatives/open/details/2019/000008/it?lg=it

(4) Fabien Szabo de Edelenyi, Manon Egnell, Pilar Galan, Nathalie Druesne-Pecollo, Serge Hercberg, Chantal Julia. (2019). Ability of the Nutri-Score front-of-pack nutrition label to discriminate the nutritional quality of foods in the German food market and consistency with nutritional recommendations. Archives of Public Health. doi: https://doi.org/10.1186/s13690-019-0357-x

(5) L’aggiornamento del sistema NutriScore è in effetti previsto con periodicità triennale. Il 30.8.19 il governo francese ha previsto, ad esempio, alcuni correttivi nella valutazione degli oli d’oliva, noci e colza. V.

https://www.legifrance.gouv.fr/affichTexte.do?cidTexte=JORFTEXT000039034274&categorieLien=id

(6) Serge Hercberg, Chantal Julia, Manon Egnell, Mathilde Touvier, Pilar Galan. Étiquetage des aliments: pour être efficace le NutriScore doit devenir obligatoire. The Conversation, 30.6.19,

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