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Frutta secca, attenzione ai bidoni

Frutta secca, attenzione ai bidoni

Frutta secca. Le proprietà nutritive e i benefici per la salute non mancano, ma alcune etichette promettono virtù salutistiche generiche e infondate, altre mostrano ingredienti diversi da quelli effettivi. Breve indagine sui bidoni a scaffale.

Frutta secca, proprietà nutritive e benefici per la salute

La frutta secca registra un crescente successo, in Italia e in Europa, grazie al diffondersi di un’educazione nutrizionale corretta. (1) La frutta con guscio – un tempo ‘demonizzata’ per l’elevato valore energetico – è stata progressivamente rivalutata negli ultimi anni sia dai nutrizionisti, sia dai medici che si occupano di prevenzione. Quale ingrediente di salute da inserire in una dieta equilibrata e uno stile di vita salutare.

Le proprietà nutritive della frutta a guscio sono apprezzate per l’elevato tenore di acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi, nonché per la ricchezza di fibre alimentari. Senza trascurare gli apporti di proteine vegetali, di particolare utilità per vegetariani e vegani. E una ricca dotazione di vitamine e sali minerali.

I benefici per la salute associati al consumo regolare della frutta con guscio sono altrettanto degni di nota. Riduzione dei rischi di occorrenza di malattie cardiovascolari, (2) diabete, tumori. In termini più generali la ricerca scientifica riferisce alla diminuzione di ‘all-cause mortality’. (3)

Frutta secca, l’offerta a scaffale

L’offerta di snack a base di frutta secca a guscio – a volte in mix con frutti essiccati come mirtilli, ribes rosso, goji – è letteralmente esplosa. Industria e distribuzione hanno saputo intercettare la domanda di cibo sano ‘on the go’, spesso in formato monoporzione. Con un essenziale distinguo.

Gli operatori seri – non a caso i leader di mercato, es. Noberasco, Ventura, Euro Company, New Factor (Mister Nut) – hanno sviluppato linee di prodotti con ingredienti di qualità. I quali riportano in etichetta health claim specifici, fedeli alle norme vigenti, che si basano sui tenori effettivi di micronutrienti (vitamine e minerali) e le rispettive virtù.

I ‘bidoni’ a base di frutta secca, a scaffale e in vendita online, provengono invece dagli operatori meno onesti e comunque ‘disattenti’ alle regole che vigono in Europa da una dozzina d’anni, in tema ‘Nutrition & Health Claims’. (4) E addirittura da quarant’anni, per quanto attiene all’etichettatura degli alimenti. (5)

Frutta secca, bidoni ed etichette fuorilegge

A) Auchan, ‘Mix Colazione Equilibrio, con mirtilli e bacche di goji’, e ‘Mix Colazione Energia, con anacardi e noci pecan’:

– il beneficio per la salute suggerito dai termini ‘Equilibrio’ ed ‘Energia’, rafforzato dall’immagine di un cucchiaio che richiama l’idea di ‘dose raccomandata’, non è suffragato da alcun health claim, come invece doveroso. (6) Il 41% di carboidrati di cui il 23% zuccheri induce anzi a considerare che l’equilibrio sia proprio ciò che manca al prodotto così nominato,

– la quantità degli ingredienti caratterizzanti è falsa. I ‘mirtilli’ sono infatti mescolati con zucchero e olio di girasole. Si tratta quindi di ingredienti composti, la cui composizione deve venire precisata a margine del loro nome (a differenza di quanto riportato in etichetta Auchan, ‘Contiene…’). E il QUID (Quantity of Ingredients Declaration) va riferito al frutto, anziché al suo miscuglio con zucchero e olio, (7)

– ‘può contenere tracce di altra frutta a guscio’. Cosa significa ‘tracce‘? E a quali specifici allergeni si riferisce? Il problema è grave e mette a repentaglio la salute dei consumatori allergici, l’alimento non è sicuro e deve venire ritirato dal mercato.

B) Nut ClubSuperfood (?):

– mirtilli farlocchi. Anche qui i ‘mirtilli rossi disidratati’ a cui è riferito il 20% del ‘Mix Beauty’ sono miscelati con zucchero di canna e olio di girasole in quantità ignote. Si tratta perciò di un caso di vendita di ‘aliud pro alio’, come da ‘scuola Kellogg’s’. Oltreché di una violazione specifica del regolamento ‘Food Information to Consumers’, (8)

– gli allergeni sono citati in palese contrasto con le regole stabilite nel regolamento ‘Food Information to Consumers’ e nelle apposite Linee guida CE. Laddove si riferisce a ‘tracce’ (?) di ‘cereali contenenti glutine’ senza chiarire il cereale di provenienza e a ‘frutta secca’ senza riferirne l’identità. Violazioni inaccettabili che incidono sulla sicurezza alimentare e dovrebbero condurre al sequestro sanitario dei prodotti.

C) Fitvia, ‘Fit Berry Detox Bar’:

– i claim salutistici ‘detox, ‘snack super salutare’ non risultano supportati da alcun claim salutistico a norma dei regolamenti europei. Non si intende perciò quale ingrediente possa svolgere la funzione promessa, né le condizioni d’impiego che dovrebbero favorirla,

– le ipotetiche virtù degli ingredienti, riferite sul sito web aziendale, sono prive dei riferimenti quali-quantitativi indispensabili. Bacche di goji ‘ricche di vitamine’ (quali e quante?) ‘proteggono il corpo’ (quali organi o tessuti, come e perché?), bacche di açaí ‘ricche di antiossidanti, attivano il metabolismo’ (?), mirtillo rosso selvatico (con un ‘elevato potere antiossidante’. Elevato rispetto a cosa?),

– incerta quantità di mirtilli rossi, come nei casi precedenti, che questa volta risultano addizionati di succo di mela concentrato (quanto?). Il QUID indicato, ancora una volta, risulta fasullo,

– ‘zero zuccheri aggiunti’, in un prodotto il cui primo ingrediente è costituito da datteri e il secondo contiene succo di mela concentrato, è definitivamente fuorilegge, (9)

– gli allergeni, ancora una volta, riferiscono a ‘tracce’ di ‘frutta secca’ non identificata e addirittura a ‘frutta’, altresì non precisata, (10)

– ‘ingredienti crudisti, ‘veganie ‘naturali. Davvero? E come si distinguerebbero rispetto a quelli presenti in altri prodotti della stessa categoria merceologica? (11).

Bidoni, health claim e violazioni di legge. Quali rimedi?

L’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato (AGCM, Antitrust), nel corso degli anni, ha valutato diversi casi di violazione del regolamento ‘Nutrition & Health Claims’. Mai abbastanza. Si aggiungono le competenze, responsabilità e doveri di:

– autorità sanitaria, delegata a vigilare sulla corretta applicazione delle regole in materia di claim nutrizionali e salutistici. Applicando le sanzioni di cui al d.lgs 27/17,

– ICQRF, designato quale prima (ma non sola) autorità competente ai controlli sul ‘Food Information Regulation’,

– distribuzione, responsabile di verificare la conformità degli alimenti distribuiti alle regole vigenti. E corresponsabile delle relative violazioni, sui prodotti IDM (Industria di marca) oltreché MDD (Marca del distributore).

Il 2018 è trascorso, senza registrare alcuna notizia di rilievo sull’effettiva applicazione delle sanzioni di cui ai decreti legislativi 27/17 e 231/17. I quali attengono, rispettivamente, alle violazioni dei regolamenti ‘Nutrition & Health Claims’ e ‘Food Information to Consumers’. 

I pochi esempi sopra riportati esprimono un ago nel pagliaio delle etichette e informazioni fuorilegge, a scaffale e online. È ora di voltare pagina e riportare la legalità in un settore cruciale per l’economia del Paese e la vita quotidiana dei suoi consumAttori. Per buona memoria, si richiama il nostro ebook gratuito ‘1169 pene. Reg. UE 1169/11, notizie sui cibi, controlli e sanzioni’.

Felice 2019, Fiat Lex!

Dario Dongo

Note

(1) Cfr. Linee Guida per una sana alimentazione italiana, INRAN (2003), pagine 30-34, su http://www.fao.org/3/a-as686o.pdf

(2) Circa la riduzione del rischio cardiovascolare si veda anche lo studio citato su https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/dieta-mediterranea-con-evoo-e-noci-salute-cardiovascolare.

(3) Ulteriori spunti sono offerti dalla ‘Nutrition Foundation of Italy’, su http://www.nutrition-foundation.it/upload/FrontEnd/doc_c92e2486-5e90-4118-a716-6df69b34a649.axd

(4) Cfr. reg. CE 1924/06, reg. UE 432/12 e successivi

(5) V. dir. 1979/112/CE e successive. Da ultimo la dir. 2000/13/CE, abrogata da reg. UE 1169/11

(6) Cfr. reg. CE 1924/06, articolo 10.3

(7) V. reg. UE 1169/11, articolo 22

(8) Circa la denominazione dell’alimento, si veda https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/denominazione-dell-alimento e https://www.foodagriculturerequirements.com/archivio-notizie/domande-e-risposte/denominazione-dell-alimento_1. Sui possibili risvolti di responsabilità penale, si veda https://www.foodagriculturerequirements.com/approfondimenti_1/frode-in-commercio-ed-etichette-alimentari-i-casi-atipici

(9) Ai sensi del reg. CE 1924/06, Allegato, ‘L’indicazione che all’alimento non sono stati aggiunti zuccheri e ogni altra indicazione che può avere lo stesso significato per il consumatore sono consentite solo se il prodotto non contiene mono- o disaccaridi aggiunti o ogni altro prodotto alimentare utilizzato per le sue proprietà dolcificanti. Se l’alimento contiene naturalmente zuccheri, l’indicazione seguente deve figurare sull’etichetta: «CONTIENE IN NATURA ZUCCHERI»

(10) L’elenco degli ingredienti allergenici di cui in Allegato II al reg. UE 1169/11, oltretutto, non riferisce ad alcun frutto (al di là dei semi contenuti in gusci e gherigli)

(11) Violazione reg. UE 1169/11, articolo 7.1.c

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