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Trasparenza in etichetta delle bevande alcoliche, azione legale in USA

Le associazioni dei consumatori promuovono un’azione legale, in USA, per ottenere la trasparenza in etichetta delle bevande alcoliche.

1) Etichette delle bevande alcoliche. Premessa

Di là come di qua dell’Atlantico, le bevande alcoliche continuano a beneficiare di ingiustificate deroghe dagli obblighi di indicare in etichetta la lista ingredienti e i valori nutrizionali, invece previsti per la generalità dei prodotti alimentari. In USA, addirittura, non è dato conoscere neppure il tenore alcolico delle bevande.

Le istituzioni politiche continuano infatti a privilegiare le istanze delle lobby dei produttori di bevande spiritose, vini, birre e sidri, rispetto alla salute pubblica e i diritti dei consumatori. I quali invece chiedono a viva voce di poter leggere in etichetta le notizie indispensabili, per poter eseguire scelte informate. (1)

2) Etichetta delle bevande alcoliche, le responsabilità della politica

La Dichiarazione di Oslo – firmata il 17.6.22 da WHO (World Health Organization) e 80 organizzazioni della società civile – ha sottolineato l’urgenza di un intervento politico volto a informare i cittadini sui rischi per la salute associati al consumo di alcol (2,3).

Tale intervento non può prescindere da un’informazione completa in etichetta delle bevande, alcoliche e non, nonché di altri prodotti alimentari (4) che contengano alcol.

Il Parlamento europeo nondimeno, il 15.2.22, ha respinto la proposta – della sua stessa Commissione BECA (Beating Cancer Plan) di introdurre appositi warning sulle etichette delle bevande alcoliche. (5)

3) Ingredienti e valori nutrizionali in etichetta. I doveri delle istituzioni

In USA come in UE, le istituzioni ‘competenti’ sono responsabili di un ritardo fenomenale nel definire le regole da applicare in etichetta delle bevande alcoliche. 19 anni di vergogna in USA, 8 anni in Unione europea. In entrambi i casi, a detrimento della salute pubblica e la trasparenza nell’informazione al consumatore.

3.1) Commissione europea, 8 anni di ritardo

Entro il 13 dicembre 2014 la Commissione stila una relazione sull’applicazione dell’articolo 18 [lista ingredienti] e dell’articolo 30, paragrafo 1 [dichiarazione nutrizionale] ai prodotti di cui al presente paragrafo [bevande con alc. vol. >1,2%] intesa a chiarire

  • se le bevande alcoliche debbano in futuro sottostare, in particolare, al requisito di fornire le informazioni relative al valore energetico, e
  • precisare i motivi che giustifichino eventuali deroghe, tenuto conto della necessità di assicurare la coerenza con altre politiche pertinenti dell’Unione (…).

La Commissione correda tale relazione di una proposta legislativa che stabilisce, se del caso, le regole relative all’elenco degli ingredienti o alla dichiarazione nutrizionale obbligatoria per tali prodotti’ (reg. UE 1169/11, articolo 16.4).

3.2) U.S. Treasury, 19 anni di ritardo

Il 16 dicembre 2003 le associazioni dei consumatori Center for Science in the Public Interest (CSPI), National Consumers League (NCL) e altre 67 organizzazioni della società civile hanno notificato allo U.S. Department of the Treasury, Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau, una petizione volta a migliorare le informazioni obbligatorie sulle etichette delle bevande alcoliche (Alcohol Facts). (6)

La richiesta dei consumatori USA era ed è semplice, introdurre l’obbligo di indicare in etichetta delle bevande alcoliche il tenore alcolico, il valore energetico (kcal, o calorie), gli ingredienti e gli allergeni. Oltre a indicare il numero di bicchieri standard contenuti in ogni confezione, così come previsto per la generalità degli alimenti (portion size).

4) USA, azione legale dei consumatori contro il governo federale

Il 3 ottobre 2022 la coalizione delle associazioni no-profit Center for Science in the Public Interest (CSPI), Consumer Federation of America (CFA) e National Consumers League (NCL) ha citato in giudizio il Dipartimento del Tesoro USA. Per ottenere finalmente, attraverso un’ingiunzione della Corte distrettuale della Columbia, la riforma dell’etichettatura delle bevande alcoliche richiesta con la petizione del 2003. (7)

4.1) Trasparenza in etichetta. Le ragioni dei consumatori

L’etichettatura degli alcolici è un’iniziativa di buon senso e popolare (8) che permetterebbe ai consumatori di fare scelte informate sulle bevande alcoliche che acquistano. Il consumo di alcolici aumenta il rischio di alcune malattie e tumori, di disturbi legati all’uso di alcol e di lesioni gravi. Tuttavia, le etichette degli alcolici non riportano informazioni come il numero di bicchieri standard per contenitore, che renderebbero più facile per i consumatori bere con moderazione.

Oltre alla miriade di danni sanitari e sociali associati al consumo eccessivo di alcol, l’alcol è una fonte significativa di calorie vuote nella dieta degli adulti che bevono. Tuttavia, attualmente non è obbligatorio indicare le calorie sulle bevande alcoliche. Inoltre, come altri alimenti e bevande, le bevande alcoliche contengono vari ingredienti e additivi che i consumatori, per motivi di salute, sicurezza, religione o altro, possono avere bisogno di evitare. Ciò è particolarmente vero per i milioni di americani che soffrono di allergie alimentari.‘ (CSPI, comunicato stampa 3.10.22)

5) Etichette trasparenti per tutti

Immaginate il caos che regna nei supermercati se i produttori di alimenti potessero decidere di elencare o meno gli ingredienti, di rivelare o meno le calorie, di includere o meno un’etichetta uniforme e di facile lettura. Ebbene, questo è il tipo di caos informativo che troviamo oggi nei negozi di liquori’ (Peter G. Lurie, CSPI, presidente).

Immaginiamo il caos di trovare la lista ingredienti e i valori nutrizionali dei vini solo in ‘formato digitale’, come previsto in Unione Europea a partire dall’8.12.23. Per non tacere delle notizie sulla presenza di allergeni, spesso ancora carenti sebbene prescritte da 20 anni. (9) E quando, come, con quali altre variazioni le etichette di altre bevande?

6) Conclusioni provvisorie

La trasparenza in etichetta non può più attendere. CSPI – in prima linea dal 1968, con 380 mila soci (0,13% della popolazione USA!) – è un esempio per tutte le associazioni, nella sensibilizzazione e le battaglie per la salute e i diritti dei consumatori.

La società civile deve imparare a rispondere con efficacia alle lobby delle Corporation. Un recente studio di EUPHA (European Public Health Association), circa le interferenze di Big Food sulle soda tax, ha alcune strategie. (10) Le azioni legali vanno altresì considerate.

Dario Dongo

Note

(1) Marta Strinati. Etichettatura delle bevande alcoliche, lavori in corso a BruxellesGIFT (Great Italian Food Trade). 5.10.21

(2) Dario Dongo, Andrea Adelmo Della Penna. Coronavirus, perché eliminare o ridurre al minimo i consumi di bevande alcolicheGIFT (Great Italian Food Trade). 6.4.20

(3) Marta Strinati. WHO, la Dichiarazione di Oslo sollecita un intervento politico sull’alcol. GIFT (Great Italian Food Trade). 1.9.22

(4) Dario Dongo, Andrea Adelmo Della Penna. Alcol nascosto negli alimenti e le bevande non alcoliche. GIFT (Great Italian Food Trade). 24.9.22

(5) Isis Consuelo Sanlucar Chirinos. Bevande alcoliche, il Parlamento UE cancella la proposta di avvertenza in etichetta su alcol e rischi di tumori. GIFT (Great Italian Food Trade). 18.2.22

(6) Center for Science in the Public Interest (CSPI), National Consumers League (NCL). Petition to Improve Mandatory Label Information on Alcoholic Beverages
(“Alcohol Facts”). https://www.cspinet.org/sites/default/files/media/documents/resource/031216IngLabelingPetition.pdf 16.12.03

(7) US District Court of Columbia. Case No. 22-2975. Center for Science in the Public Interest (CSPI), Consumer Federation of America (CFA), and National Consumers League (NCL) v. U.S. Department of Treasury; the Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau (TTB). Complaint for declaratory and injunctive relief https://www.cspinet.org/sites/default/files/2022-10/1_Alcohol%20Labeling%20Complaint.pdf

(8) Etichette trasparenti e complete sulle bevande alcoliche sono richieste dal 77% dei consumatori in UE (v. nota 9) e dal 75% degli adulti in USA. V. Beer Institute. New report shows beer leads all alcohol categories in providing nutritional information to consumers. https://www.beerinstitute.org/press-releases/new-report-shows-beer-leads-all-alcohol-categories-in-providing-nutritional-information-to-consumers/ 4.7.21

(9) Dario Dongo. Vini, valori nutrizionali e lista ingredienti in vista, ma non troppo. GIFT (Great Italian Food Trade). 5.10.22

(10) Marta Strinati, Dario Dongo. Soda tax, ecco come Big Food contrasta le politiche sanitarie. E come reagire. GIFT (Great Italian Food Trade). 7.10.22

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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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